Caldeo KAABA Acaiaia

20.12.2015 ] SIATE TUTTI STRAMALEDETTI! NON è POSSIBILE VINCERE LA GUERRA MONDIALE DI SATANA COMPRANDO, COMMERCIANDO, IL DENARO DA SATANA! .. è CHIARO: VOI INVECE DI CORREGGERE, EDUCARE, LA LEGA ARABA: VOI AVETE DECISO, DI UCCIDERLI TUTTI I MAOMETTANI NAZISTI, DI PUGNALARLI TUTTI ALLE SPALLE, PROPRIO COSì COME IO VI HO ORDINATO DI FARE! PROPRIO COSì COME è GIUSTO di FARE! [ Russia, Mosca pronta a entrare nella top ten dei contributori del Fmi. Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un “passo cruciale” per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Quattro paesi emergenti (Brasile, Cina, India e Russia) saranno tra i 10 più grandi contributori del Fmi — si legge nella comunicazione del Fmi. — I paesi europei avanzati si sono impegnati a ridurre la loro rappresentanza nel Consiglio combinando da due posti". Il direttore Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un "passo cruciale" per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Un Fmi più rappresentativo e moderno sarà ancora meglio attrezzata per soddisfare le esigenze di tutti i suoi 188 paesi membri nel 21esimo secolo", ha sottolineato Lagarde. Gli altri membri della top ten sono Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Francia, Germania e Italia: http://it.sputniknews.com/economia/20151220/1760772/russia-top-ten-contributori-fmi.html#ixzz3uvhRf37p
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Ezechiele 45:9 [ stop signoraggio bancario ] 9. Così parla il Signore, l'Eterno: Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni! dice il Signore, l'Eterno. 10. Abbiate bilance giuste, efa giusto, bat giusto. [ stop signoraggio bancario, poi, questo avverrà ] Ezechiele 37. 1. La mano dell'Eterno fu sopra me, e l'Eterno mi trasportò in ispirito, e mi depose in mezzo a una valle ch'era piena d'ossa. 2. E mi fece passare presso d'esse, tutt'attorno; ed ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche. 3. E mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa potrebbero esse rivivere?" E io risposi: "Oh Signore, oh Eterno, tu il sai". 4. Ed egli mi disse: "Profetizza su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno! 5. Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi rivivrete; 6. e metterò su voi dei muscoli, farò nascere su voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono l'Eterno". 7. E io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece rumore; ed ecco un movimento, e le ossa s'accostarono le une alle altre. 8. Io guardai, ed ecco venir su d'esse de' muscoli, crescervi della carne, e la pelle ricoprirle; ma, non c'era in esse spirito alcuno. 9. Allora egli mi disse: "Profetizza allo Spirito SANTO, profetizza, figliuol d'uomo, e di' allo Spirito SANTO: Così parla il Signore, l'Eterno: Vieni dai quattro venti o SANTO Spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!" 10. E io profetizzai, com'egli m'aveva comandato; e lo SANTO Spirito entrò in essi, e tornarono alla vita, e si rizzarono in piedi: erano un esercito grande, grandissimo. 11. Ed egli mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa, sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi dicono: Le nostra ossa sono secche, la nostra speranza e perita, noi siam perduti! 12. Perciò, profetizza e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d'Israele. 13. E voi conoscerete che io sono l'Eterno, quando aprirò i vostri sepolcri, e vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! 14. E metterò in voi il mio spirito, e voi tornerete alla vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, l'Eterno, ho parlato, e ho messo la cosa ad effetto, dice l'Eterno".

PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Ezechiele 45:15. E la Parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: 16 "E tu, figlio d'uomo, prenditi un pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuda, e per i figliuoli d'Israele, che sono associati". Poi prenditi un altro pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuseppe, bastone d'Efraim e di tutta la casa d'Israele, che gli è associata". 17. Poi accostali l'un all'altro per farne un solo pezzo di legno, in modo che, siano uniti nella tua mano. 18. E quando i figliuoli del tuo popolo ti parleranno e ti diranno: Non ci spiegherai tu che cosa vuoi dire con queste cose? 19. tu rispondi loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe, ch'è in mano d'Efraim e le tribù d'Israele che sono a lui associate, e li unirò a questo, ch'è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano. 20. E i legni sui quali tu avrai scritto, li terrai in mano tua, sotto i loro occhi. 21. E di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò i figliuoli d'Israele, di fra le nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; 22. e farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d'Israele; un solo re sarà re di tutti loro; e non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni. 23. E non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni, né colle loro numerose trasgressioni; io trarrò fuori da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, e li purificherò, essi saranno mio popolo, e io sarò loro Dio. 24. Il mio servo Davide sarà re sopra loro, ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, e le metteranno in pratica; 25. e abiteranno nel paese che, io detti al mio servo Giacobbe, e dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figliuoli e i figliuoli dei loro figliuoli in perpetuo; e il mio servo Davide sarà loro principe, in perpetuo. 26. E io fermerò con loro un patto di pace: sarà un patto perpetuo con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; 27. la mia dimora sarà presso di loro, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 28. E le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi. 
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SE poi, noi dobbiamo riconoscere giuridicamente la LEGA ARABA sharia senza reciprocità, poi, noi dobbiamo dichiarare che il genocidio è uno strumento legittimo per il diritto internazionale!
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CHI POTREBBE DIMOSTRARE CHE SI è TRATTATO DI UN FUOCO AMICO, SE GLI USA CIA NATO: SISTEMA MASSONICO, SALAFITI FARISEI BILDENBERG, proprio loro HANNO DIFFUSO LA GALASSIA JIHADISTA SAUDITA NEL MONDO? Falluja, raid Usa uccide soldati Iraq. Diversi soldati iracheni sarebbero rimasti uccisi in un raid Usa vicino a Falluja, in quello che e' il primo caso di 'fuoco amico'. Lo riferiscono i media Usa. no! è STATO UN OMICIDIO INTENZIONALE! ========================== ============= ========== ================ TUTTE MENZOGNE! AI RUSSI NON ACCADONO MAI QUESTI INCIDENTI! VOI AVETE PORTATO I JIHADISTI, I TURCHI LI HANNO FATTI PASSARE, E I SAUDITI HANNO CONFEZIONATO LE AUTOBOMBE! IN SIRIA ED IRAQ SNO SUFFICIENTI I RUSSI: USCITE TUTTI: MASSONI ASSASSINI! NEW YORK, 19 DIC - Un incidente "provocato da errori di entrambi". Così il capo del Pentagono, Ash Carter, commenta il raid Usa vicino a Falluja, in Iraq, che mirava a colpire obiettivi dell'Isis e nel quale sono morti almeno 9 soldati iracheni. Carter ha già parlato con il premier Haider al-Abadi per offrire il proprio cordoglio. "Dispiace a entrambi e ci sarà un'indagine, ma queste cose accadano quando si combatte fianco a fianco", ha detto Carter parlando dalla base militare di Kearsarge, nel Golfo Persico. ===================================== ============= ========== ================
 IO SONO UN SIONISTA BIBLICO ORGOGLIOSO! 1. PERCHé ESSERE SIONISTA è L'UNICA POSSIBILITà PER NON PORTARE A SATANA SPA FMI NWO, TUTTO IL GENERE UMANO! E 2. PERCHé, OGNI POPOLO DEVE AVERE LA SUA PATRIA: ECCO PERCHé, LA LEGA ARABA NON ESISTE, PERCHé LA LEGA ARABA COME UN PARASSITA ASSASSINO SERIALE, SI è INNESTATA CON IL SUO NAZISMO SHARIA, SUL GENOCIDIO che ha fatto a spese di tutti i POPOLI PRECEDENTI! Tre israeliani sono stati accoltellati a Raanana, una cittadina a nord di Tel Aviv. Lo dice la polizia secondo cui l'aggressore, un palestinese, è stato catturato. Delle vittime una sarebbe in gravi condizioni. ============= ========== ================ ============= ========== ================
è MOLTO GRAVE CHE LA TURCHIA, DOPO AVERE INVASO DI TERRORISTI LA SIRIA E L'IRAQ, PER ESSERE STATA LA RESPONSABILE POLITICA DI OGNI GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA REALIZZATO IN QUESTE NAZIONI ORA PRETENDE, IN QUESTE NAZIONI, DI ENTRARE CON L'ESERCITO E DI BOMBARDARE CHI VUOLE. I TURCHI DEVONO ESSERE RESPINTI, LA SOVRANITà DI QUESTE NAZIONI DEVE ESSERE RISPETTATA! ho sentito questa notizia al TG, e come Europa possa pensare di associarsi ai delitti nazisti della TuRchia questo è qualcosa che mette i brividi! MA LA MINACCIA TURCA DEVE ESSERE AFFRONTATA ADEGUATAMENTE!
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Erbil airport closure delays Christians leaving Iraq for EuropePublished: Dec. 7, 2015 Fr Douglas reveals news that a flight taking displaced Christians from Iraq to Slovakia is delayed, Dec 2015World Watch Monitor We know that some Eastern European countries have been specifying that they are happy to take Christians direct from Iraqi IDP camps, and months of work had started to identify and move some of them out to a new life in Europe. But now, the closure of all airports in northern Iraq because of anticipated air attacks on Islamic State has left 150 already-displaced Christians temporarily stranded in the Kurdish capital, Erbil. The group had all been selected to have flown to Slovakia today, direct from their camp, but officials told them to expect a delay of 48 hours. Yesterday the group attended a farewell service held in Mar Elia church in Ankawa, the Christian neighbourhood of Erbil. Over the past 15 months the whole Christian community in the church compound has bonded strongly. Many of them have been living in a makeshift camp in the church’s garden after they, and thousands of others, fled cities now under Islamic State control. The Mar Elia leaders tried to accommodate as many of them as possible after they left Mosul, Karamlesh, Qarakosh and other villages on the Nineveh plain. The group have had a common experience of hardship after arriving at the camp – first living in different types of tents, then container-like shelters; bearing the same hot summers and cold winters, and all in a small church garden, with limited personal space. Saying goodbye at a celebration dinner after the church service was a time for mixed feelings. Ramy, 22, said: “It’s difficult for me to smile any more, but I want to, because I believe in goodbyes with a smile instead of with tears.” However, the celebrations at the church were interrupted with bad news. At 8:30pm Father Douglas, the leader of Mar Elia church, was told about the 48-hour closure of Erbil and other airports in northern Iraq. The precise reasons for closure weren’t given but Fr Douglas believes that potential air attacks on Islamic State were to blame: “Russia is said to be sending missiles to several targets and therefore the airspace needs to be ‘free’. My people are a little bit disappointed, but they have been waiting for 15 months already and so two days does not make much difference”. Nisan Hekmat is one of the Christians who was about to travel to Slovakia with his family. “They told me that travel is delayed for 48 hours. In Iraq this is not unusual. In other countries it may be different but here it’s ‘normal’ to hear good news and bad news all at the same time. “It is difficult for us all. Friends and family came to say goodbye and now the journey has been put on hold. We have everything packed and we’ve given away things (that we can’t take with us) like rice and oil that other families will need.” Hekmat and his family are resigned to spending a few more days in Erbil. Fr Douglas hopes the 48-hour closure will not be extended and the families will soon be able to start a new life. “My people want to have a future. I’m not trying to give them a future, but I am trying to provide a path for them to have a future. No one is forced to leave, no one is forced to stay. It is a personal decision.” Iraq’s Civil Aviation Authority has given no update to Sunday evening’s notice about “possible missile movement throughout the airspace of northern Iraq”. ============= ========== ================
The group heading to Slovakia hear news about the delays Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 3 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Three killed outside 'Christian' radio station in Mali Published: Dec. 18, 2015 Three men were killed when an unidentified gunman opened fire outside a Christian radio station in ...5 years on: what has the Arab Spring meant for Christians? Published: Dec. 17, 2015 The Arab Spring, which began five years ago today (17th December) started with a wave of protests in ... North Korea gives life sentence to Canadian pastor Published: Dec. 17, 2015 Hyeun-soo Lim, the Korean Canadian pastor detained in North Korea since February, was yesterday ... Egyptian brothers add to tally of Christians killed in Libya Published: Dec. 16, 2015 After Aung San Suu Kyi's election win, Myanmar's displaced Kachin are hopeful they can go home for Christmas Published: Dec. 16, 2015 18 Chibok parents have died as wait for girls goes on Published: Dec. 15, 2015Erbil airport closure delays Christians leaving Iraq for Europe Published: Dec. 7, 2015 Indian nationalists blame other faiths as census shows Hindus in decline Published: Dec. 7, 2015 Woman who survived 5 weeks in Boko Haram camp speaks for first time Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 3 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Christian women in Baghdad face intimidation to veilPublished: Dec. 18, 2015 The offensive poster is aimed squarely at Christian womenThe few Christians still holding out in Baghdad have found themselves at the receiving end of another barrage of intimidation. Posters appeared on the morning of 13 Dec. - a Sunday - near Christian places of worship with a message to Christian women to cover up, the London-based online news Al-Araby al-Jadeed said. The Qatari-owned media, which says it aims to counter sectarian narratives, reported the messages were the work of the government-sanctioned “People’s Mobilisation” Shiite militias. Posters of a veiled Virgin Mary appeared around the mainly Shia neighbourhoods of Karada, Kadhimiya, Zayouna and Ghadir - in areas where Christians still form a noticeable minority. Addressed to “honourable Christian” women, they said “The Virgin Mary was veiled, for such has been the way of the prophets” and included a call to “pause and think deeply.” Their version of the Madonna’s iconic picture, included, however, an extra wrapping of cloth to cover from the chin down, in line with the Shia dress code. Patriarch Sako notes the trend of growing enroachments on freedomsWorld Watch MonitorThey read “The way (of the hijab) emanates from one “common divine source”, “one Lord who is Allah Almighty above all” (both Muslims and Christians). Satan dislikes [this way]”….“You have to follow the Virgin’s example, so why don’t you wear the hijab?” Posters had also appeared in some areas of the city in November, Catholic Fides News added. Al-Hashd Al-Shaabi, ‘People’s Mobilisation’, is a paramilitary umbrella under which various religious Shiite factions operate. The Hashd (‘mobilisation’) was formed by the Iraqi government in June 2014 as a counter-jihad to defend Baghdad, following the fall of Mosul to the Sunni jihadist “Islamic State,” or IS. “People, probably Shiite militias, pasted images of the Virgin on the homes of Christian families," Louis Sako Raphael, Head of the Chaldean Catholic church, said 15 Dec. Quoting eyewitnesses, Al-Araby al Jadeed claimed un-specified Shiite clerics were behind the offensive, which Christians have, not surprisingly, found to lack ‘charm’. “When you find those posters put up by militiamen right at your doorstep and next to your place of worship, it only means one thing: ‘You’d better obey, or else!’” said Hanna Sliwah, a 47-year-old Iraqi Christian. “To again see their freedom to dress thus threatened is very worrying for Christians, let alone for the larger Iraqi society,” French newspaper Le Figaro quoted Sako as saying. The Chaldean Catholic Patriarch cited other examples of intimidation, such as the recent proposed legislation to ban the sale of alcohol throughout the country. In November, the Iraqi Parliament passed a resolution forcing non-Muslim children to become Muslims if their father converts to Islam, or if their non-Muslim mother marries a Muslim. A call for ‘amendment’ was only heeded after Christian protests. Throughout some of the Sunni-dominated areas of Iraq, Christians have had to escape with the clothes on their backs, including in places where, historically, Christianity predominated. In 2014, IS overran Mosul, Iraq’s second largest city, and the surrounding Ninevah Plains to the north. So far, Christians have fared, by a limited margin, relatively better in Shia-majority areas of Iraq. “Apparently, we have no place here, either” said Sliwah, pointing out that similar messages were displayed around Baghdad government offices. Maria al-Chaldeani confirmed this soft-touch intimidation: “I was going about my business, issuing papers from a Baghdad government office. There, right at the entrance to the office stood a large poster of Christ, with the message underneath: ‘Cover up, my children!’ ” She said the instruction, like others, left little in the way of a choice. Isolated Incidents? Iraqi Christian MP Joseph Sliwa dismissed the issue as an “isolated” incident. “Some posters appeared here or there. They were promptly taken down after the matter was taken up with the authorities,” he told World Watch Monitor. Sliwa said it is ‘unthinkable’ the government, or the People’s Mobilisation, or even Shia clerics, could or should, be behind such incidents. Yet he acknowledged that issues abound. He said Christian women had been pressured to present hijab’ed photos to obtain passports. “Christian girls cannot go out to work, study, or even venture out in the streets without hijabs in cities across the (Shiite) south, such as Basra and Babel,”, though Seliwah said this was due to social, not official, pressure. Two-thirds of Iraq’s Christian population fled the country during the chaos that followed the US-led invasion. From around 1,500,000, or above 6% in 2003, current estimates are that barely 0.8% still remain in Iraq. In June 2015, a member of Baghdad municipal council claimed that nearly 70% of Christian-owned homes in Baghdad were illegally seized during the chaos post-2003. In an interview with Iraqi TV station Al-Mada, Mohammed al-Rubai said: “These houses belonged to Christians who fled from Baghdad, seeking refuge from violent attacks targeting them and their homes. The title deed documents have been falsified and the new title deeds have been lodged with the real estate registry. Many properties had been given illegally to other Iraqi citizens.” The result, he said, was that “it is possible that both parties [the original and new owners] can possess legally registered title deeds to the same property”. According to the NGO Baghdad Beituna [Baghdad Our Home], there have been more than 7,000 violations against properties belonging to Iraqi Christians in Baghdad since 2003. Saad Jassim, the group’s director, said in June too: “Most of the Christians who left Iraq for Europe had their homes stolen. Since then, their ownership was transferred, and the homes are now occupied by militia commanders and politicians in or close to power.” Christians have also repeatedly suffered kidnappings as well. For instance, October 2010 saw 58 people, including 41 hostages and priests, killed after an attack on a Catholic church in Baghdad. Long before the current IS came to gain such notoriety, Iraq's indigenous Christians were declared a “legitimate target”. In November 2010, a series of bombings and mortar attacks targeted Christian-majority areas in the capital. Since 2003, church bombings and other attacks by both Sunni militants and Tehran-backed Shia militias have found their way to the international headlines with more frequency. Out of a list of 50 countries where Christians find themselves most pressured, Open Doors’ World Watch List places Iraq as number 3 .
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CI SONO ANCHE I SOLDI PER L'ELMETTO PRAVY SECTOR DELLA MERKEL? [ USA aumentano stanziamenti per aiuti all’Ucraina ] CHE ORA HA IL DOVERE DI FARE VEDERE CHE I SOLDI SONO STATI SPESI BENE! [ 19.12.2015 ] La legge finanziaria degli USA per il 2016, firmata dal presidente Obama, prevede un notevole aumento delle spese. Gli aiuti all'Ucraina sono stati aumentati fino a 658,1 milioni di dollari. L'ambasciata ucraina negli Stati Uniti informa che con questa cifra si potranno finanziare in particolare le forniture a Kiev di armi letali per la difesa. La legge finanziaria, che prevede la spesa complessiva di 1,1 trilioni di dollari, è stata firmata dal presidente Barack Obama dopo l'approvazione di entrambe le camere del Congresso USA. "Il 18 dicembre 2015 il Congresso USA ha approvato, e il presidente Obama ha firmato, la Legge Consolidata sugli stanziamenti di bilancio che aumenta notevolmente il tetto degli aiuti all'Ucraina. In particolare, gli stanziamenti al Dipartimento di Stato per gli aiuti all'Ucraina nell'anno finanziario 2016 ammonteranno ad almeno 658 milioni 185 mila dollari — 145 milioni di dollari in più rispetto a quanto chiesto inzialmente", — dice il comunicato: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758444/USA-bilancio-aiuti.html#ixzz3umjeDlSH
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Putin: per le sanzioni non faremo il muso. ] chi ha convinto Putin che il serio interesse della NATO non è distruggere il terrorismo da loro creato, ma distruggere la RUSSIA è il vero obiettivo? [ 19.12.2015. L’interesse dei paesi dell’Unione Europea è quello di congiungere gli sforzi nell’economia, nella politica e nella lotta al terrore, ha dichiarato Vladimir Putin nell’intervista per il nuovo documentario di Vladimir Solovyov “L’ordine mondiale”. La Russia è aperta e pronta a cooperare con i paesi europei nell'economia, nella politica e nella lotta al terrorismo, ha dichiarato il presidente Putin: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758370/Putin-sanzioni-Europa.html#ixzz3umiUzEkH
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Turchia non prende sul serio le parole di Putin. 19.12.2015, In precedenza il presidente Putin dichiarava che la Turchia sta guadagnando con il petrolio rubato, e si è detto sbalordito dal modo in cui la Turchia si è comportata dopo l’abbattimento del jet russo. Il primo ministro della Turchia Ahmet Davutoglu ha dichiarato che non prende sul serio le recenti parole "non diplomatiche e offensive" del presidente Putin, riferisce il quotidiano Hürriyet Daily News. Secondo Davutoglu, le parole di Putin non corrispondono alle realtà del mondo contemporaneo e allo spirito delle relazioni russo-turche. "Non lo possiamo prendere sul serio", — ha detto il premier di Ankara. Putin ha dichiarato che Turchia sta guadagnando con il petrolio rubato, come dimostrato con relative prove del ministero della Difesa della Russia, e si è detto sbalordito dal modo in cui Ankara si è comportata dopo l'abbattimento dell'aereo russo. "Quello di cui siamo indignati in modo particolare: se fosse stato davvero un incidente, come dichiarato in seguito — le autorità turche dicono che non sapevano che l'aereo era russo — anche se così fosse, che cosa si usa fare in questi casi? Delle persone sono morte! Allora si prende subito il telefono per spiegare tutto. Invece loro sono corsi subito a Bruxelles, gridando allarme: siamo maltrattati! Ma chi vi ha maltrattati? Abbiamo forse fatto qualcosa a qualcuno? No! Eppure hanno cominciato a coprirsi con la NATO. Ma alla NATO serve? Come pare adesso, non serve", — ha detto Putin durante la sua grande conferenza stampa del 17 dicembre: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758295/Putin-Turchia-dichiarazioni.html#ixzz3umhbFOIo
Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia: CHE COMBATTE IL LORO TERRORISMO ISLAMICO MECCA KAABA SHARIA Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================
Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia: Ministry of defence of the Russian Federation 19.12.2015. I piloti russi che partecipano alle operazioni contro i terroristi in Siria hanno dovuto organizzare una rotta che aggira l’Europa, perché i paesi europei hanno chiuso il loro cielo agli aerei della Russia, ha comunicato il ministero della Difesa. "Quella di Olenegorsk è la nostra base aerea più a Nord, il che permette di estendere il raggio d'azione e di effettuare il rifornimento in volo. C'erano determinate circostanze che escludevano altre varianti. L'Europa non ci faceva entrare e neanche la Turchia", — ha detto il generale Anatoly Konovalov, vice comandante dell'aviazione strategica della Russia. Il generale ha aggiunto che persino in queste condizoni l'aviazione strategica ha dimostrato di essere in grado di assolvere ai compiti che le vengono affidati: http://it.sputniknews.com/politica/20151219/1758049/Europa-cielo-chiusura.html#ixzz3umgLcxMo
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Riassunto della maxi conferenza di stampa di Putin. 19.12.2015( L’undicesima maxi conferenza stampa di fine anno del Presidente russo Vladimir Putin ha registrato un nuovo record – all’evento hanno partecipato oltre 1,400 giornalisti accreditati tra russi e stranieri. Tra gli argomenti affrontati hanno dominato i temi caldi come la crisi siriana, i rapporti con la Turchia, gli Stati Uniti e l'Ucraina. Orietta Moscatelli, caporedattore esteri presso agenzia Askanews ha fatto per il Sputnik-Italia ha riassunto l'incontro di Putin con i rappresentanti di media federali e mondiali. — Che impressione ha avuto dalla conferenza stampa di questo anno? Come è stata diversa dagli altri incontri con i giornalisti in questo formato? Президент России Владимир Путин на одиннадцатой большой ежегодной пресс-конференции в Центре международной торговли на Красной Пресне. Siria, Turchia, Crisi economia e tutto il resto, le risposte di Putin — C'è stata la conferma che Putin ormai è navigatissimo in termini di gestione del rapporto mediatico e nel confronto con grande pubblico. Questo si vede molto bene anche nei dettagli, ad esempio quando Putin ha dato la parola ai giornalisti turchi — è un gesto che vuole essere di dialogo diretto nel momento in cui tra i vertici di due paesi ci sono delle chiare tensioni. Presidente russo anche sa alternare dei toni strappando una risata al pubblico e poi passare invece agli accenti molto più seri anche gravi quando si parla di Turchia. Più che una novità nella rappresentazione generale, direi, che c'è stato un chiaro affidamento ai giornalisti. A mio avviso, Putin stia attraversando una fase in cui gli piacere interloquire con il grande pubblico, si sente a suo aggio, sente di aver ritrovato per il suo paese un posto degno di nota sulla scena internazionale. — Come abbiamo visto, sull'abbattuto jet russo Putin ha mostrato un braccio di ferro dicendo ancora una volta che Ankara aveva compiuto deliberatamente "un atto ostile", ipotizzando che forse la Turchia ha desiderato ingraziarsi gli Usa. Quali conseguenze potrebbe avere questa forte dichiarazione su i già peggiorati rapporti tra la Turchia e la Russia? — Dir la verità io ho avuto un po' l'impressione che, benchè un commento su un altro paese articolato su vari punti e un commento che riguarda la politica estera russa, a me sembrato che Putin ne abbia parlato in funzione interna, abbia lanciato dei messaggi che sono molto più rivolti ai russi che ai turchi e agli stessi americani. Ci sono chiaramente gli entrambi aspetti, perché quando Putin dice che i turchi volevano cosi compiacere gli Stati Uniti, sta dicendo agli Stati Uniti: guardate che la Turchia non è un alleato cosi affidabile come non è affatto affidabile ai nostri occhi nel rapporto con la Russia. Da aggiungere che questo discorso è stato ripreso dai media internazionali dalla seconda battuta perché all'inizio non era pure chiarissimo cosa volesse dire. Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti — Putin ha affrontato naturalmente anche la questione ucraina. Il presidente ha affermato che non ci sono truppe russe in Ucraina, aggiungendo che Mosca porterà avanti il dialogo e lo scambio di prigionieri in condizioni di parità e ha sottolineato che Kiev non vuole rispettare gli accordi di Minsk. Come leggi queste parole del presidente russo? — Le leggo come un ribadire la posizione russa in un momento in cui di Ucraina in Occidente si parla poco, se non per parlare di sanzioni antirusse. Per questo il momento è estremamente importante perché a Bruxelles la questione ucraina ormai si stata affrontata in questi giorni e l'Ue si declina in prolungare le sanzioni alla Russia. Putin ha ribadito che è vero che gli accordi di Minsk vanno rispettati, ma questo lo devono fare tutti e che da parte di Ucraina quantomeno dei grossi ritardi. Usando termini "ritardi" Putin ha cosi puntualizzato su tutto quello che non è stato fatto da parte ucraina. Su questo tema se ne occupa quotidianamente ministro degli esteri Lavrov, però durante la conferenza stampa Putin è entrato in campo con tonno un po' più duro, parlando addirittura di sterminio della popolazione russofona nel sudest di Ucraina. In generale, anche se qui il presidente ha usato dei tonni di poco compromesso, Putin, a mio avviso, sia è mostrato piuttosto dialogante e aperto anche riguardo la collaborazione con questa nuova alianza antiterrorismo guidata dall'Arabia Saudita. — Durante l'incontro con i giornalisti Putin ha dichiarato il suo appoggio all'iniziativa degli Stati Uniti per una risoluzione delle Nazione Unite in Siria che punta ad aumentare le sanzioni contro l'Isis e a tagliare i suoi flussi di finanziamento. Si può quindi sperare per la risoluzione della crisi siriana a livello politico e che la Russia e gli Stati Uniti alla fine faranno parte della stessa coalizione antiterroristica? Putin istituisce commissione speciale per contrastare i finanziamenti al terrorismo — No so se potrà arrivare ad una coalizione formalmente unita. In formato europeo questa coalizione non è stata ufficializzata ma de facto esiste già. Il fatto che il presidente francese Hollande all'indomani degli attaci a Parigi è andato a Mosca, indica che in Europa esiste la necessità di coordinarsi con la Russia, cioè non farsi la guerra dentro la guerra è molto evidente. Io credo che agli Stati Uniti questo sia altrettanto evidente però un po' più difficile da gestire. E' la stessa sensazione probabilmente ha anche Putin. Ho avuto l'impressione che il presidente sta un po' preparando l'opinione pubblica russa a un riavvicinamento o quantomeno a un ritorno di una possibile anche se non ufficiale cooperazione con gli Stati Uniti su certi argomenti: http://it.sputniknews.com/opinioni/20151219/1758153/putin-conferenza-stampa-annuale-moscatelli.html#ixzz3umfYZbL3
Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Putin allo scontro aperto con Ankara, 'Ora la Turchia provi a volare sulla Siria'. E l'affondo, 'abbattendo un jet russo, forse volevano fare cosa gradita agli Usa' Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================
VIETNAM LA BESTIA! 17/12/2015 VIETNAM Nguyen Van Dai, avvocato cristiano, arrestato per “propaganda contro lo Stato” Circa 20 agenti di polizia hanno fatto irruzione nella casa del dissidente e lo hanno arrestato mentre si recava ad un incontro sui diritti umani con membri dell’Unione Europea. I poliziotti hanno confiscato computer e simboli cristiani in cerca di prove. Già imprigionato dal 2007 al 2011, Nguyen Van Dai era stato uno dei primi firmatari della petizione che chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Rischia fino a 20 anni di reclusione. Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – L’avvocato dissidente Nguyen Van Dai è stato arrestato ieri ad Hanoi con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. L’uomo, di fede cristiana, aveva già scontato una pena di quattro anni per lo stesso capo d’imputazione. Dai era stato aggredito e picchiato una settimana fa da uomini mascherati per aver tenuto lezioni pubbliche sui diritti umani. L’avvocato, 46 anni, è stato preso in custodia da almeno 20 agenti mentre si recava ad un appuntamento con rappresentanti dell’Unione Europea che, il giorno prima, avevano avuto un incontro bilaterale con le autorità vietnamite sui temi dei diritti umani. Secondo la testimonianza fornita dalla moglie Khanh, i poliziotti hanno fatto irruzione nella loro abitazione verso le 8.30 del mattino e, in cerca di prove, hanno confiscato due computer portatili, uno fisso, alcune chiavette Usb, una fotocamera e due videocamere, un quaderno della contabilità domestica e “tutto ciò che avesse un logo dei diritti umani”. “Hanno arrestato mio marito per l’Articolo 88 – afferma la donna – e ci hanno informato che lo terranno per almeno quatto mesi nella prigione B14 [di Hanoi]”. Gli agenti “considerano qualsiasi cosa nella mia casa una prova della sua ‘posizione anti-governativa’”, dice Khanh, aggiungendo alla lista degli oggetti requisiti anche “una maglietta con scritto ‘Oggi Hong Kong, domani il Vietnam’ e tutte le nostre lezioni sulla società civile realizzate dall’ambasciata degli Stati Uniti”. Le autorità hanno portato via anche ogni simbolo cristiano che hanno trovato: “Crediamo in Gesù – afferma la moglie – e ho spiegato loro che è la nostra religione…ma essi hanno ignorato le mie parole”. Nel 2006 Nguyen Van Dai ha fondato il Comitato dissidente per i Diritti umani in Vietnam, ora chiamato Vietnam Human Rights Centre. L’avvocato è uno dei primi firmatari della petizione online per la libertà e la democrazia del 2013 che (sostenuta dalla Chiesa cattolica) chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Tra il 2007 e il 2011 Nguyen Van Dai era stato incarcerato con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. Da allora, la sua licenza di avvocato è stata revocata. L’Articolo 88 del codice penale prevede dai tre ai 20 anni di carcere. Secondo il movimento attivista internazionale Human Rights Watch (Hrw) al momento vi sono fra i 150 e i 200 blogger e attivisti rinchiusi nelle carceri vietnamite, con la sola colpa di aver voluto esercitare (e difendere) diritti umani fondamentali. 27/05/2015 VIETNAM Torna libero e promette nuove battaglie blogger vietnamita pro diritti umani 25/08/2015 VIETNAM Appena scarcerato, blogger vietnamita riapre il sito web di denuncia degli abusi governativi 22/01/2013 CINA Per il Capodanno cinese “scrivete a Gao Zhisheng, in prigione per la giustizia” 19/08/2009 CINA Il noto avvocato attivista Xu Zhiyong in carcere per “evasione fiscale” 02/01/2007 CINA La moglie di un dissidente mongolo chiede al mondo di non dimenticarlo LA BESTIA HA FATTO L'ERRORE DI LEGGERE QUALCUNO DEI MIEI COMMENTI ED è CADUTO IN DEPRESSONE! 19 DIC - Il presidente statunitense Barack Obama è alle Hawaii per trascorrere le vacanze di Natale nello Stato che gli diede i natali. Il presidente, nelle prime ore di oggi, è atterrato alla base aerea Pearl Harbor-Hickam dell'arcipelago a bordo dell'Air Force One. Obama conta di trascorrere due settimane sull'isola di Oahu tornando alla Casa Bianca a inizio gennaio per affrontare il suo ultimo anno in carica.
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RARAMENTE ANSA DESCRIVE LA IDENTITà CRISTIANA O SCIITA DELLA VITTIME! 19 DIC - Ci sarebbero "diversi morti" nell'esplosione avvenuta oggi nel centro di Mogadiscio in Somalia. Lo riporta la Bbc online citando testimoni. Altre fonti parlano di "almeno tre persone rimaste uccise". Quello di oggi è il primo attentato nella capitale somala dopo quello del 1/11 scorso quando gli shabaab tornarono all'attacco contro un hotel causando 15 morti e una decina di feriti.
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si, Putin ha ragione di incazzarsi, ma lui Ahmet Davutoglu, lui sorride sui cadaveri ammazzati DA LUI STESSO: SUL SUO TERRORISMO INTERNAZIONALE, e sul petrolio comprato dall'ISIS sharia! ] E TUTTO IL GENOCIDIO SIRIANO ED IRACHENO? CHE è TUTTA COLPA SUA! PRESTO PIANGERà E MORIRà DI TERRORE! [ 19 DIC - Il governo turco "non prende sul serio" le dure prese di posizione di Vladimir Putin e quindi non risponderà ai commenti "insultanti e non diplomatici" del presidente russo con lo stesso tono. Lo ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu aggiungendo che forse Putin "si ricorda dei suoi trascorsi nel Kgb, ma il Kgb è finito da tempo e la propaganda in stile sovietico appartiene alla storia"."Invece di rispondergli con lo stesso tono, sorrido", ha detto ancora.
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IL TALMUD è 100 VOLTE PEGGIORE del Mein Kampf, ED ENTRAMBI SONO SOLTANTO DUE LIBRI brutti e cattivi, che sono uno scherzo di fronte al satanismo esoterico soprannaturale della Kabbalah! ] [ Germania, insegnanti favorevoli al Mein Kampf, Il manifesto del Fuehrer nelle lezioni per le scuole superiori
revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Islam spread KAABA coercion SHARIA satana ============= ========== ================ revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
SHARIA è TUTTO UN FEMMINICIDIO KAABA MECCA, il totale abbrutimento della dignità della donna! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ KAABA MECCA SHARIA è LA ierodula del NWO revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Dhimmitude in all muslims country Arab LEAGUE ONU OCI, CIA NATO, is only an total Islamic Slaughterhouses Christians
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Benjamin Netanyahu: Perché tu dici: "mai più un altro Olocausto MECCA KAABA?" Non ho mai pensato che tu, brutta troia, tu avresti mai potuto essere un cristiano armeno bizantino, curdo, iracheno, yazidi, kosovaro serbo, nigeriano, siriano, ecc.. ecc.. NO, NULLA DI TUTTO QUESTO! tu sei soltanto una bestia di Rothschild, tu sei soltanto, un sepolcro imbellettato! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: TUTTE LE VITTIME INNOCENTI DELL'ISLAM, TUTTI I MARTIRI CRISTIANI e ISRAELINI UCCISI IN QUESTI ULTIMI 5 ANNI? TU e i tuoi complici massoni, voi NE dovrete RISPONDERE! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: quando ammazzerai tutti i MECCA Kaaba SHARIA? ti pentirai per non averli uccisi tutti il giorno prima! PENSA A COME POTRAI PENTIRTI ALL'INFERNO, PER NON AVERLI UCCISI TUTTI 5 ANNI FA, QUANDO IO TI HO CHIESTO DI FARLO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ KAABA è ONU talmud SpA NWO FMI, e questo è un contratto reciproco segretissimo: MECCA sharia Palestina hamas, per fare il genocidio a tutti i cani infedeli israeliani dhimmi schiavi goym senza genealogia materna: perché, Allah è Gufo akbar Rothschild sharia? lui è senza genealogia paterna!!! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ THIS IS MY EXCOMUNICATIO [ vs ] KAABA Rothschild masonic system MECCA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Pietra nera mecca, IN kaaba mecca? è SOLTANTO UNA VAGINA CHE STA PARTORENDO UN BAMBINO SATANICO ASSASSINO maomettano nazista ignorante fanatico dogmatico religioso! ISLAM è soltanto un genocidio contro il genere umano! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA maçonnerie kaaba fraternel SATANA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: grazie fratello mio, MA, NON INSISTERE ULTERIORMENTE CIRCA QUESTA MIA CANDIDATURA ALLA GUIDA DI ONU! e poi, lo hanno già detto: i massoni vogliono una donna, io credo che Federica Mogherini sia la donna giusta, perché, lei impara a memoria tutte le pagine che BILDENBERG scrive per lei! Quanto a me, lo sanno tutti che, io ho una memoria molto scadente! Al massimo io posso parlare a braccio come fa Donald TRUMP revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Farisei Illuminati SpA FMI, in MECCA sharia kaaba, tutti i giorni adorano e invocano il loro Lucifero Gufo Baal revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ GOOGLE 666 YOUTUBE A.I. BIOLOGIA SINTETICA ] si! QUEL rottoinculo del tuo alieno? ha tolto l'apice: quasi immediatamente! MA IO HO SEMPRE DUE FOTO PER DIMOSTRARLO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA anticristo kaaba revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ GOOGLE BLOGGER ] cosa è questo apice che compare in alto sul cursore, nella barra del titolo del post? io ho fatto due foto di questo insolito filtro contro di me! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: grazie fratello mio, per avere pensato di dare a me la guida di ONU, ma, se, io non sono riuscito a diventare il Re di ISRAELE, in questo 8 anni, che questa è una cosa facile facile, non è realistico pensare che chiamino proprio me alla guida di ONU! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ TUTTO IL NWO MENTE SPUDORATAMENTE, QUANDO SI TRATTA di fare: IDEOLOGIA GENDER, perché, allora, non si serve di un TRANSESSUALE per guidare ONU? Allora, loro usano gli omossessuali soltanto per fare del male a noi! MENTRE AL CONTRARIO, IO CREDO SINCERAMENTE, CHE SOLTANTO UN GAY: A QUESTO PUNTO: PUò SALVARE DALLA ESTINZIONE tutti i CRISTIANI NEL MONDO SHARIA BESTIA MAOMETTO MECCA kaaba CALIFFATO TROIA! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ PERCHé NON USANO NEBULIZZATORI DI ACQUA SULLE LORO CIMINIERE? COSì MOLTO PARTICOLATO PRECIPITERà SUBITO TRASCINATO A TERRA DALLE GOCCIOLINE DI ACQUA! Pechino lancia nuovo allarme per smog, teme 'apocalisse'. Visibilità a meno di un chilometro revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ONU è UN ISLAMICO OMOFOBO: è PERCHé: NON ELEGGERE UN GENDER, DRAG QEEN, lgbt, GAY LOBBY? non lo dico ironicamente! IO PENSO CHE VENDOLA NIKY; SIA IL CANDIDATO MIGLIORE: IN ASSOLUTO! Onu, al via corsa per dopo Ban: 'Ora una donna' Invito a candidati a farsi avanti, selezione inizia entro luglio revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ E PERCHé GLI USA SBAGLIANO SEMPRE, ED I RUSSI NON SBAGLIANO MAI? Falluja, raid Usa uccide soldati Iraq. Diversi soldati iracheni sarebbero rimasti uccisi in un raid Usa vicino a Falluja, in quello che e' il primo caso di 'fuoco amico'. Lo riferiscono i media Usa. revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ kaaba miliardi MECCA terroristi GAZA?! ... come non è vero? chi può vedere i soldi come girano nel FMI SpA, loro fanno fallire e fanno risorgere le Nazioni a loro arbitrio e discrezione! NON è MAI ESISTITO UN CONTROLLO DI BILANCIO SUL FMI! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ è tutto normale: "Mecca kaaba Sharia" è soltanto, un ennesimo Erdogan genocidio Curdi revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ "Mecca TEOLOGIA ISLAMICA sharia? è TUTTa UNA TEOLOGIA SOSTITUTIVA di GENOCIDIO kaaba", e me lo ha detto, adesso, proprio Maometto: "Satana terrorizzato da te? mi ha mandato a confessare tutti i miei peccati!" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ this is agenda OBAMA TALMUD GENDER GOYIM SpA ] VOI Pregate IDOLO MECCA A Gerusalemme kaaba: perché ISRAELIANI? loro SONO ANDATI A TROVARE I CURDI E GLI ARMENI's ERDOGAN sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ANTIMO Mecca MIRANDOLA ("forza Israele") kaaba sharia: is Rothschild corporations SpA Banche Centrali: sistema Talmud massonico Bildenberg, e lui diventò, subito invibile per me, e poiché, nessuno mi aveva mai bloccato in facebook, in precedenza? io non capivo che lui mi aveva bloccato, così, io pensai che era giusto per gli Illuminati Enlightened diventare invisibili nella NATO del Nuovo Ordine Mondiale! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ new OLOCAUSTO [ ROTHSCHILD MECCA SHARIA kaaba, again: DISTRUGGE ISRAELE ] SHOAH news revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ FUNNY ] i musulmani possono dire tutto ed il contrario di tutto! [ l'egiziano che io ho incontrato da Notaio ha detto che: Maometto era un benefattore, perché tutte le sue 7 mogli erano donne, ragazze adolescenti e bambine che lui aveva salvato da un bordello! [ ed io ho i due impiegati del notaio che possono dichiararlo! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ nella LEGA ARABA Erdogan Salman? sono tutti terroristi assassini nazisti sharia moderati, a differenza di ISIS Boko Haram che loro sono terroristi estremi! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA DOMANDE kaaba CIA NATO CIRCA 11-09 ] è INUTILE PERDERE ALTRO TEMPO INUTILE: chi ha le armi atomiche inizi ad usarle! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA kaaba SHARIA FA IL MALE A TUTTI gli ebrei e a tutti i MARTIRI CRISTIANI NEL MONDO, perché, loro sono i sicari di OBAMA MERKEL BUSH ROTHSCHILD il NWO SPA FMI! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA DISTRUZIONE kaaba ISRAELE ] tutti quelli che commerciano con la sharia: sono sotto maledizione, E SOTTO VOTO DI STERMINIO, tutti quelli che sono nel sistema massonico delle false democrazie senza sovranità monetaria SPA BANCHE CENTRALI IL SATANISMO, sono sotto maledizione! TU NON HAI NESSUNA POSSIBILITà STATISTICA, DI POTER ANDARE IN PARADISO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ALL TERRORISTS IS ISLAMISTS NAZISTS NAZISM all despicable criminal as Mohammed HAMAS in MECCA kaaba SHARIA: WORLDWIDE CALIPHATE ERDOGAN metano gas! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Caliphate Mecca Rome kaaba: ALLAH IS AKBAR! AKBARRRRRRRRRRrrrrrrrrrrrr ! AKBAR AKBAR AKBAR AKBAR revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ mecca mamma kaaba sharia ] la cagna iena lupa! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MY ============ =================== ============ JHWH ] NON RIUSCIRAI A PROTEGGERLI DA ME, anche questa volta, QUESTA VOLTA TE LI AMMAZZO TUTTI: "I TUOI POVERI PECCATORI!" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
SHARIA TERRORE MECCA kaaba? è SEMPRE UN SPA FMI TALMUD TERRORE CORANO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
 "QUESTI DEVONO ESSERE TUTTI POTERI soprannaturali occulti ed ESOTERICI" ha detto Rothschild Kabbalah: " anche, tutti i POTERI islamici NAZISTI TALMUD sharia MECCA kaaba" tra i loro demoni islamici e nostri demoni SpA Gufo Banche Centrali FMI? tutti devono morire! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH
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lo STALLONE MAOMETTO Profeta, MONTA LA VAGINA TROIA PECORA 9 ANNI senza ciclo bambina! perché la bomba demografica, anche per un lussurioso come lui è qualcosa di ripugnante revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH
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MECCA kaaba morire tutti sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
 non dovresti preoccuparti, perché: SpA CONTROLLO GLOBALE 666: CIA NATO, sacerdoti di satana, IMF 322 NWO massoni troika Merkel Obama GENDER DARWIN? è ANCHE sempre un controllo MECCA kaaba SHARIA: siamo un buone mani revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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niente paura: DAI SATANA MASSONI ROTHSCHILD Merkel Bildenberg CI SALVERANNO nel cimitero: tutti i MAFIOSI MECCA kaaba sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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GENOCIDIO CURDI ARMENI? "già fatto" ha detto: MECCA kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Iraq Siria Nigeria Cossovo Africa Europa Asia: "non c’è più un futuro nella vostra terra": ha detto: sharia mecca kaaba revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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FARISEo MECCA usuraio kaaba SHARIa genocidio Erdogan revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ OBAMA MECCA TRADITORE HITLER kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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PREGHIAMO tutti MECCA kaaba i demoni revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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 kaaba è pedofili MECCA orientamento sessuale SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Christian DHIMMI GIRL Kidnapped BY MECCA kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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MERKEL TROIKA BILBENBERG hanno detto: "nuovo Dio Occidente è MECCA kaaba" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Israele è terra MECCA kaaba GENOCIDIO SHARIA: QUESTO HA DETTO SPA OBAMA ROTHSCHILD revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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ISRAELE MECCA = SOLUZIONE FINALE revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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BLATTA NATO MECCA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
With Open Doors, you can reach out to those in prison, help defend those without an advocate, and protect defenceless Christian families It could not get worse for Ruth. Her husband threw her out of their home. He took the children, then took her to court. All because she accepted Christ. Open Doors defends her case, and many like her."To be in prison but innocent was the worst feeling. To have a friend and advocate on the outside was more precious than I can say".“ Remember the prisoners as if you were in prison yourself” Hebrews 13.3 Uno sguardo sulla persecuzione nel mondo. Muovete il vostro mouse su questa mappa interattiva per una panoramica sulla persecuzione nel mondo. Porte Aperte - Open Doors opera nei paesi dove esiste la persecuzione a danno dei cristiani. Laddove altre organizzazioni cristiane non possono entrare o sono state costrette ad andarsene, Porte Aperte è presente per consegnare Bibbie, formare responsabili di Chiesa, realizzare progetti di sviluppo socio-economico, avviare interventi umanitari in casi straordinari, senza smettere mai di assicurare preghiera, incoraggiamento e patrocinio a tutti i cristiani perseguitati. Il cuore della nostra organizzazione è dunque il servire. Servire chi soffre a causa della fede in Dio. Servire chi si sente solo e abbandonato. Servire partendo da una semplice domanda: "Come posso aiutarti?" Per maggiori info sulla World Watch List e su come Porte Aperte elabora questa lista di paesi dove esiste la persecuzione.
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PUTIN RUSSIA ] 18 DIC - La Nato ha dato il via libera oggi all'invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia [ TU REAGISCI A QUESTA NOTIZIA IMPONENDO LA "NO FLY ZONE" SULLA SIRIA! ANDASSERO A COMBATTERE ISIS SAUDITI DAI BOKO HARAM IN LIBIA, ADESSO!
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KING fratello SALMAN SAUDI ARABIA ] PERCHé, TU ti meravigli, che io ti parlo amichevolmente, tutte le volte, dato che il tuo sistema ideologico senza reciprocità: sharia: mi condanna a morte. ma, UNIUS REI NON HA NEMICI NATURALI, SE, QUALCUNO POTREBBE NUOCERE A DIO ONNIPOTENTE? POI, UNIUS REI POTREBBE AVERE DEI COMPETITORI ANCHE LUI!
google: buona domenica ] vedi che questo tuo server http://dominusuniusrei.blogspot.com/ non risponde ai comandi, ed io ho la 100 MEGA fibra ottica
Putin ha detto: "non abbiamo nessun problema a collaborare sia con USA che con Assad in Siria". REALLY? ma, USA vanno in Pakistan e bombardano un ospedale di medici senza frontiere, vanno in Siria ed uccidono l'esercito siriano, POI, vanno in Iraq ed uccidono l'esercito iracheno! CHE UCCIDONO, ANCHE, QUALChE ISLAMICO ISIS? QUESTO NON è SIGNIFICATIVO, JIHADISTI SONO ANDATI LI PER MORIRE E REALIZZARE IL CALIFFATO SAUDITA TURCO MONDIALE, POI, loro credono di andare il Paradiso ma si sveglieranno all'inferno, insieme a tutti voi!
quello che mi piace dei sacerdoti cannibali di satana come Bush Rothschild Obama e Kerry, farisei e loro salafiti, è CHE LORO CREDONO NELL'INFERNO, POI, CREDONO IN ME, E POI, CREDONO male, nella loro pervertita MERDA RELIGIOSA: il talmud coranico, ecco perché Obama è caduto in depressione cronica!
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1. Bibbia GENESI, PARADISO TERRESTRE: RAPPORTO INTIMO DI AMICIZIA CON DIO! è IN CONTRAPPOSIZIONE A: 2. SUDDITANZA AL DIO GUFO MARDUK EPOPEA BABILONESE: TORRE DI BABELE BAAL JABULLON: questo è il Corano Talmudico: QUESTI, sono due sistemi idEologici incompatibili! Ecco perché con la Creazione dell'uomo e il suo SUCCESSIVO: tradimento peccato originale: la guerra di civiltà non potrà mai terminare! CAINO ROTHSCHILD, CERCHERà SEMPRE DI UCCIDERE ABELE ISRAELE, SE ABELE NON SAPRà ESSERE PIù VELOCE DI LUI!
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ALIENI DISCHI VOLANTI SONO DEMONI! quindi la loro componente invisibile è pari al 999%! Presiedono alla tecnologia delle telecomunicazioni, ecco perché i sacerdoti di satana della CIA, ti possono vedere anche al buio, nella tua camera da letto sotto le lenzuola, perché i tuoi sensi sono dei trasponder per loro, da questo punto di vista, la intuizione di ISIS di rimuovere la parabole satellitari è una precauzione patetica! l'unica difesa che abbiamo contro gli USA è la SANTITà: cioè rispettare con timore la LEGGE della torà!
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ed adesso veniamo ad un aspetto veramente inquietante! WINDOWS10 è un delitto contro tutto il genere umano, perché, è un sistema tecnologico a disposizione del Nuovo Ordine Mondiale ed annulla completamente ogni concetto di privacy! il Responsabile di un CONSORZIO mi ha detto che, windows10 si è installato nel suo computer senza il suo consenso! E VOI NON DOVETE DIRE A WINDOWS: "PERCHé TU NON SEI MORTO PER TUTELARE LA NOSTRA PRIVACY?", PERCHé CON UNA PRIVATA SPA, banche centrali spa, PROPRIETà ROTHSCHILD SPA FONDO MONETARIO? POI, OGNI CORRUZIONE DI SISTEMI POLITICI ED ECONOMICI è UNA CORRUZIONE SISTEMICA IMPOSSIBILE DA VINCERE!
se, voi non intronizzate Unius REI, in ISRAELE regno 12 Tribù: e su tutte le Nazioni del mondo, non soltanto, voi vi farete questa guerra mondiale nucleare Erdogan SALMAN sharia Mecca Kaaba il falso profeta, ma, come dice il libro di Apocalisse, presto vedrete le statue parlare (A.I. biologia sintetica: magia nera: demoni alieni) per fare mettere a morte tutti i traditori del Nuovo Ordine Mondiale!
Obama Satana SpA NWO FED è uno spastico! NON RIESCE MAI A METTERE UN PASSO AVANTI A ME!
VELTRONI PRODI DALEMA: massoni di merda: anticristo Merkel Mogherini ] il vostro satanico Enlightened Spa Banche Centrali: NWO ha creato: OCI ONU Salafiti waabiti, islamici sharia genocidio, Mecca Kaaba: tutti ONU senza reciprocità e senza diritti umani! riesumandoli dall'inferno il vostro caro NWO vi ha condannati a morte! il vostro NWO se li può, e se li deve rimangiare: allora! LA PECORA che tu sei, NON PUò FARE L'ALLEATO DEL LUPO sharia, questo non è un gioco leale, certo la tua pecora porco Darwin GENDER scimmia: morirà!

Russia si meravigliò molto che Turchia avesse tradito Servizi segreti Israeliani in IRAN, così Iran arrestò facilmente le spie di Israele! ] LEGA ARABA SHARIA, è un solo doppio gioco, alto tradimento MECCA KAABA [ ISLAMICI LAVORANO SEMPRE IN PROPRIO! VI PUGNALERANNO TUTTI ALLE SPALLE!
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se, voi date un biglietto: a tutti i cristiani dl Pakistan? fuggirebbero tutti! in Pakistan i cristiani sono schiavi dhimmi, che, devono morire disperati! la storia di questi assassini Erdogan e Salman? è una storia che deve essere risolta prima della guerra mondiale nucleare, non possiamo ucciderci tra di noi appassionamente, mentre loro, gli islamici del genocidio sharia, maniaci psicopatici: tutti criminali paranoici pedopornografici poligami sgozzatori: sono ancora vivi! KABUL, 20 DIC - Solo nel 2015 il conflitto in corso in Afghanistan ha creato 1,2 milioni di profughi interni. Lo ha reso noto a Kabul la Commissione indipendente per i diritti umani afghana (Aihrc), sottolineando che la principale ragione di questo fenomeno è la mancanza di sicurezza.La presidentessa dell'Aihrc, Sima Samar,ha detto che "le statistiche del 2015 mostrano che un totale di 1.257.552 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case,il che significa un incremento del 5% rispetto al 2009".
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soltanto TRUMP potrebbe fermare a guerra mondiale che Rothschild ha ordinato a CIA e NATO di realizzare al più presto e ad ogni costo! NEW YORK, 20 DIC - "Nessuno ha dimostrato che abbia ucciso qualcuno". Cosi' Donald Trump torna a difendere il presidente russo, Vladimir Putin, dopo i complimenti espressi dal leader nei suoi confronti. Secondo il tycoon, riferiscono i media Usa, non ci sono prove che il presidente abbia fatto uccidere i suoi oppositori politici o giornalisti.
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quale islamico io lascerò vivere in Siria, ecc.. ecc.. e IN ARABIA SAUDITA? IO SONO LA LEGGE DEL TAGLIONE! GAZA, 20 DIC - Hamas ha condannato la uccisione di Samir Kantar, il miliziano druso-libanese colpito a Damasco in un attacco attribuito ad Israele dai media libanesi. ''Si tratta di un crimine odioso'' ha affermato Hamas, in un messaggio twitter. la dovete smettere di chiamare "martire" chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire".
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conosco un proverbio che dice: "non sempre ride la moglie dell'islamico terrorista SHARIA!" .. e quando questo millantato Osservatorio siriano per i diritti umani, quando i suoi islamici profanavano Chiese, Moschee, e mettevano cristiani, sciiti, ecc.. ecc.. nelle fosse comuni, lui dove era? in Arabia Saudita alla MECCA Kaaba? ORA è IL LORO MOMENTO DI MORIRE! GIRATE LA TESTA E NON GUARDATE: IO NON SONO UN BUGIARDO COME OBAMA E ERDOGAN! ] [ 20 DIC - Un attacco russo sulla città di Idlib, nella Siria nordoccidentale, ha provocato la morte di 36 persone e il ferimento di molti altri. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo testimoni citati dalla Bbc, tra i luoghi colpiti figurano un mercato delle case e edifici pubblici. La Russia, che ha cominciato una campagna aerea sulla Siria il 30 settembre diretta contro l'Isis ed altri "terroristi", non ha confermato di aver compiuto attacchi nella zona.
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Praticamente in Siria chi vuole, si sveglia la mattina e inizia a FARE ATTENTATI, MANDARE TERRORISTI ISLAMICI: E NATO E LEGA ARABA HANNO MANDATO AL NURSA, A FARE GENOCIDI, CROCIFISSIONI DI BAMBINI, RAGAZZI, STUPRO E SGOZZAMENTI DI RAGAZZE, E A FARE I CANNIBALi CHE LA TESTA DI UN UOMO VALE UN EURO: E SI MANGIANO ANCHE IL CERVELLO! NEL SENSO CHE REGALANO E SI NUTRONO SISTEMATICAMENTE DI CARNE UMANA NELLA MACELLERIA: OVVIAMENTE, C'è UNA FATWA SAUDITA CHE CONSENTE LORO DI FARE I CANNIBALI! INOLTRE TUTTI LORO SONO TERRORISTI MODERATI, LA OPPOSIZIONE CON CUI ASSAD DOVREBBE TRATTARE! TURCHIA E ARABIA SAUDITA HANNO AGGREDITO LA SIRIA E IRAQ: senza nemmeno dichiarare guerra al governo ufficiale. La trattano come terra di nessuno ma così non è. Anni di civiltà e diritto internazionale SONO ANDATI distrutti in un attimo, PER COLPA DI ONU E CIA cioè, da noi occidentali in primis: PROPRIO LI, DOVE LA CIVILTà OCCIDENTALE è NATA: ECCO PERCHé OCCIDENTE è Merkel Pravy Sector,Blldenberg, sono soltanto un ANTICRISTO MASSoNE FARISEO SATANISTA. qUINDI SE, VOI VOLETE INCONTRARE I VERI CRISTIANI? VOI DOVETE ANDARE IN CINA, CHE QUESTO è IL VERO MOTIVO PER CUI HANNO DECISO DI DISTRUGGERE LA CINA, ED è anche, IL VERO MOTIVO PER CUI Io LA PROTEGGERò!
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20.12.2015. Putin: Occidente non ha diritto di imporre agli altri Paesi la sua idea di democrazia. MA QUELLA DEMONOCRAZIA è UNA TRUFFA MASSONICA E BANCARIA è ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE, QUANTO A ME UNIUS REI, IO HO Gà DICHIARATO GUERRA A TUTTE LE NAZIONI CHE NON RISPETTANO I DIRITTI UMANI UNIVERSALI SOLENNI, di: ONU 1949: e vi accorgerete di questo! io non faccio sconti a nessuno! http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3utGO5sJr
la dovete smettere di chiamare "martire chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire".
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ECCO COME LEGA ARABA, CIA E LA NATO: LORO PORTANO GUERRA CIVILE DISTRUZIONE PREDAZIONE E MORTE NELLE NAZIONI! Cremlino paragona la destabilizzazione della Siria con la rivoluzione di Maidan in Ucraina [ PER I FARISEI MASSONI SALAFITI QUESTA STRATEGIA DI TERRORISMO, LA CHIAMANO "GEOPOLITICA" "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" ] 20.12.2015. In Medio Oriente e Nord Africa sono state ampiamente impiegate le tecnologie per la destabilizzazione delle masse simili a quelle utilizzate in Ucraina 2 anni fa, ha rilevato il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha segnalato la somiglianza delle tecnologie di destabilizzazione delle masse impiegate in Ucraina 2 anni fa con quelle utilizzate in Medio Oriente e Nord Africa nell'ultimo periodo. Secondo Peskov, si tratta dell'incitamento delle masse al cambiamento violento del regime. "Ecco i punti rossi di queste tecnologie, che si manifestano sempre allo stesso modo. Certamente per molti aspetti quello che abbiamo visto in Ucraina 2 anni fa ha ovviamente molte caratteristiche simili a quello che abbiamo visto in Medio Oriente e Nord Africa,"- ha detto Peskov nel documentario di Saida Medvedeva "Ordine Mondiale" in diretta su "Rossiya 1".  http://it.sputniknews.com/politica/20151220/1761466/Siria-Libia-Peskov.html#ixzz3utJqhDlV
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Michea 5:2-4. 2. Perciò, Dio li metterà in potere altrui, fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. 3. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande, fino agli estremi confini della terra. 4 . e tale sarà la pace: EGLI STESSO SARà LA PACE!
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coloro che faranno tutto quello che io voglio? io li farò avvicinare a me, e LO SPIRITO SANTO, LI PERDONERà, non farà a loro del male. IO SONO LA PIENEZZA DI TUTTI I DIRITTI UMANI, MA IO NON SONO LA DEMOCRAZIA, IO SONO LA FORMA UMANA PIù ALTA DI GIUSTIZIA, CHE SIA MAI COMPARSA IN TUTTA LA STORIA DEGLI UOMINI, IO SONO LA MONARCHA ASSOLUTA TEOCRATICA LAICA UMANISTICA E METAFISICA! MA, OGGI, PURTROPPO, PIANGE IL MIO POPOLO OPPRESSO IN BABILONIA USA! [ PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Salmo: 80. Preghiera per la rinascita di Israele ] Al maestro del coro. Su «Giglio del precetto». 2. Tu, pastore d'Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi, 3. davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. 4. Rialzaci, Signore, nostro Dio, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 5. Signore, Dio degli eserciti, fino a quando fremerai di sdegno contro le preghiere del tuo popolo? 6. Tu ci nutri con pane di lacrime, ci fai bere lacrime in abbondanza. 7. Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, e i nostri nemici ridono di noi. 8. Rialzaci, Dio degli eserciti, fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. 15. Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, 16. proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato. 17. Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero, periranno alla minaccia del tuo volto. 18. Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, UNIUS REI, sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte. 19. Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. 20. Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
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MY ISRAEL ALLELUIA ] Alzati, Gerusalemme, e rivestiti di luce“ ecco viene da te, la tua luce, la Gloria del Signore brilla su te, alleluia, alleluia (Is 55-66) a questo canto, in Chiesa, io ho pianto per te ( anche se ho cercato di non farmi notare da nessuno in questa mia debolezza ), cioè, a motivo della mia forte emozione per te: io ho pianto, e questo sarebbe successo ugualmente in una Moschea o in una Sinagoga, ecc. perché, la mia comunione è sempre e soltanto con lo Spirito Santo. io amo i salmi interpretati con il canto. [ ALLELUIA ] Anche se, è stato profetizzato, il sacrificio del mattino e della sera, io non sopporto la sofferenza degli innocenti, nessuna creatura innocente deve soffrire alla mia presenza, perché questo mi farebbe diventare violento, quindi durante il tempo del mio regno terreno, io dichiarerò salvifica, la lode, e così come io ho deciso in terra così sarà fatto in cielo!
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KING SALMAN SAUDI ARABIA ] [ dubito che JHWH holy, abbia deciso di REALIZZARE LE SUE PROFEZIE circa il Regno di ISRALE, cioè, di distruggere la LEGA ARABA e USA, e distruggere, cioè, tutti i nemici di ISRAELE, per dire: "OK, dei satanisti massoni, usurai mondiali Rothschild, falsa stella Rothschild sulla bandiera, magia nera esoterismo Kabbalah, e Talmud satanico: culto Hitler contro genere umano goym: sacrifici umani di goym, usura mondiale contro i goym, tutto questo è buono per me: perché, in realtà io sono Satana!" COSì, io in questa realtà, di sistema massonico, io credo, che, IO VINCERò LA MIA SCOMMESSA CONTRO DIO JHWH, ED IL GENERE UMANO DURERà SOLTANTO 250 ANNI, INVECE DI 350 ANNI. PERCHé, NESSUNO DEVE CREDERE, COME UNO STUPIDO, che io sono interessato personalmente a diventare Re di ISRAELE, Unius REI sul mondo! così, voi i massoni, voi avete deciso di fare di tutto, affinché, il GENERE umano, possa diventare, come una sola Siria, fino alla fine del mondo! INFATTI FARISEI E SALAFITI PENSANO ENTRAMBI: "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" SOLTANTO CHE, ARRIVERà IL MOMENTO, sicuramente, CHE I FARISEI UCCIDERANNO anche i SALAFITI.

KING SALMAN SAUDI ARABIA ] oggi ISRAELE è un impiccione! [ è logico pensare: che, tutti coloro che, si oppongono al REGNO di: 12 TRIBù di ISRAELE, CIOè SI OPPONGONO AL SIONISMO, poi, attenderanno, un momento di debolezza di ISRAELE, per distruggerlo, perché, in Realtà: ISRAELE è sempre una minaccia per ogni visione totalitaria, e per ogni ideologia totalizzante, in tutto il mondo! ISRAELIANI NON COMBATTERANNO PER IL BENESSERE ALTRUI, MA, LO DENUNCERANNO, almeno al 39%, IL CRIMINE DI VIOLAZIONE DEL LIBERO ARBITRIO, E QUESTO è UN PERICOLO TROPPO GRANDE PER UN NUOVO ORDINE MONDIALE MASSONICO USUROCRATICO ISLAMICO, ECC... UNA MINACCIA PER OGNI SISTEMA TOTALITARIO!
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Hillary è soltanto, un altro anticristo di Obama bis, REGIA HOLLYWOOD ENLIGHTENED! IL MALE CHE QUESTI CORROTTI IPOCRITI E BUGIARDI, POSSONO FARE AL GENERE UMANO: è UN MALE ASSOLUTO E SENZA RIMEDIO! LEI HA GIà DATO IL SUO ANO SODOMA GENDER A SATANA, PER POTER ESSERE UNA PERSONA CREDIBILE! Sanders torna ad accusare una campagna elettorale corrotta e cerca di rilanciare l'immagine di una Hillary troppo vicina ai poteri forti, a quella Wall Street che "sta distrugendo l'economia e la vita di milioni di americani". Lei controbatte sostenendo la necessita' di colpire gli eccessi e gli abusi nel mondo della finanza e delle grandi banche, ma anche quella di collaborare con un settore privato che crea ricchezza e milioni di posti di lavoro. Poi la promessa piu' forte di Hillary: piu' tasse sui ricchi e sulle grandi aziende. Zero aumenti sulla classe media. "Non lo faro' mai, e' fuori discussione", giura. Ricorrendo per i saluti finali (mostrando il suo lato piu' spiritoso) a una delle citazioni che hanno fatto la storia del cinema, tratta da Guerre Stellari: "Che la forza sia con voi".
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nel sistema massonico: voi potete fare, soltanto, quella "MALA MORTE CHE VI PORTERà ALL'INFERNO!" QUESTI HILLARY OBAMA GENDER VELTRONI DALEMA RENZI, ZAPATERO, KERRY, sono i massoni delle Banche CENTRALI SpA, che, per fare del loro meglio è che: possono portare tutto al Grande Fratello SATANA SpA NWO, ed il fatto che, hanno dei successi economici grazie al falso in bilancio delle SPA FMi FED, questo non deve ingannare gli stupidi, perché è sempre una: "miglioria della morte", un piccolo miglioramento transitorio prima del collasso, per tutto il popolo della schiavi, una illusoria bolla economica, che svanisce subito quando vanno forze non gradite alla SpA Banca Centrale Mondiale!
il sistema dei massoni, ormai manipola le elezioni, e perverte, ANCHE, i dati elettorali, non è possibile statisticamente, che, guarda caso, i complici dei banchieri abbiano il 50,1% del consenso elettorale [ IN QUESTO MODO, CI PORTERANNO ALLA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CONTRO LA RUSSIA, CONTRO IL NOSTRO CONSENSO! ] MADRID, 20 DIC - Mariano Rajoy porta il suo partito popolare a vincere le elezioni politiche spagnole, anche se con una percentuale, il 28,3 che lo costringerà a cercare alleanze per governare. Alle sue spalle il Partito socialista resiste al secondo posto con il 22,5,1
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a questi nazisti MERKEL Pravy Sector sono giunti i soldi dei satanisti massoni della CIA NATO, e quindi devono far vedere che sono stati soldi spesi bene! 20 Dicembre. Donbass, filorussi denunciano bombardamenti forze ucraine a Donetsk e Spartak: http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3uvg65TAS QUELLO CHE I POPOLI PENSANO E VOGLIONO: è SOLTANTO UNA INUTILE TEORIA PER IL SISTEMA MASSONICO ROTHSCHILD BILDENBERG!
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ANCHE MUSSOLINI COME MAOMETTO IL POLIGAMO: HANNO ENTRAMBI LEGALIZZATO LA PROSTITUZIONE, due studentesse musulmane: una libanese, ed una tunisina, entrambe, molto ipocrite, anche, se formalmente religiosamente islamiche ferventi, cioè, queste musulmane giustificavano, alla studentessa italiana: convivente: nello stesso appartamento: cioè nei loro discorsi, di fatto: legalizzavano l'adulterio occidentale, attraverso la ragionevolezza della loro poligamia! MENTRE TUTTI SANNO CHE LA LUSSURIA COLPEVOLE, è UN DEMONE DA COMBATTERE E NON DA RAZIONALIZZARE COERCITIVAMENTE IN UN MATRIMONIO BLASFEMO!
SALMAN MY BROTHER ] nessuno, per VERO amore di Satana, più dei satanisti ROTHSCHILD BUSH E KERRY, può essere interessato a studiare i segreti della mia TEOLogia METAFISICA RAZIONALE. COSì ANCHE LORO SI PREPARANO A MORIRE ED A SCENDERE ALL'INFERNO, INSIEME A TE, CONSAPEVOLMENTE!
SALMAN MY BROTHER ] lol. dopotutto i satanisti massoni non potranno mai diventare i miei complici, o miei alleati soltanto perché hanno ubbidito a me: ed hanno distrutto la LEGA ARABA, invece di distruggere CINA RUSSIA INDIA; BRASILE, ecc.. come era nei loro progetti iniziali!
SALMAN MY BROTHER ] se invece di metterti a fottere le bambine, di nove anni, come quell'animale del tuo falso profeta Maometto, tu avessi studiato il profeta Daniele, poi, tu avresti capito che la creta non si può mai fondere con il ferro: ecco perché il tuo gigante Golia cazzone Bush di Nuovo Ordine Mondiale: il GUFO BAAL ALLAH MARDUK JaBullOn: deve venire giù: inevitabilmente, con un grande tonfo boato: comunque! ed anche se nel Mondo, io fossi unico e solo? Questo non vuol dire che la mia fede potrebbe risultare perdente! IO VINCERò! perché Dio JHWH può ricominciare il genere umano, tutto da solo, anche senza di me: se volesse! e lui deve essere veramente un SANTO, dato che non si è ancora stancato di tutti noi!
Bush Satana Rothschild ] perché ti lamenti contro di me? 1. io non sono nel tuo libro paga! 2. E certamente, uccidere tutti i musulmani del mondo? QUESTO NON FARà DI ME UN UOMO FELICE, LOL. olo: lol, ALMENO FINCHé IO NON TI AVRò UCCISO!


 La lunghezza del viaggio
Ho saputo molte cose intorno ai Magi: Mensor era Caldeo la capitale era Acaiaia che giaceva su un’isola in mezzo ad un fiu­me. Nel suo castello Mensor abitava raramente perché preferiva vivere con i suoi pastori in mezzo alle greggi. il moro Sair abita­va credo a Partherme (forse la pronuncia giusta era Parthiene o Part­homaspe) che era il suo paese natio. Un po’ fuori di questa città si trovava un lago. Sair era di carnagione nera e aveva labbra grandi e molto rosse come i componenti di tutta la sua tribù; le popolazioni dei dintorni del paese di questo sovrano invece erano bianche. La capitale del regno non era molto grande. Theodeko che invece era bianco abitava nel paese posto as­sai più lontano cioè nella Media la quale se non erro mi sembra che si stendesse su due mari. Theodeko era il più ricco degli altri Re; dovette fare il mag­gior sacrificio per compiere il viaggio. Infatti egli avrebbe potuto recarsi a Betlemme seguendo la via diretta ma preferì unirsi agli altri compiendo un giro vizioso per Babilonia. La posizione topo­grafica dei tre regni formava una specie di triangolo. il viaggio dei Magi durò complessivamente circa settecento ore vidi anche il numero sei forse settecentosei sedici o sessanta. Sic­come viaggiarono spesso giorno e notte e avevano ottime cavalcature percorsero questa distanza in soli trentatre giorni. La stella che li guidò era come un globo luminoso il quale sembrava so­speso ad un raggio radioso proveniente da un torrente di luce e guidato da una mano invisibile. Durante il giorno il globo luminoso superava la luce del sole. Considerando la lunghezza del viaggio mi parve quasi impossibile che potesse essere compiuto in così breve tempo vi­ste anche le difficoltà del terreno sul quale si muoveva la carova­na. La stella si distingueva assai bene di notte era di un colore rossiccio simile a quello della luna quando spira il vento forte; la sua coda era pallida e prolungata. Vidi i Magi ed il loro seguito percorrere spesso tratti di stra­da a piedi muovendosi a capo scoperto e assorti in preghiera. Quando il terreno però ritornava ad essere buono essi montava­no di nuovo le loro cavalcature e proseguivano il cammino in modo molto più spedito. Altre volte li vedevo avanzare lentamente nella notte mentre intonavano inni di lode che risuonando nell’ aria notturna producevano una dolce emozione nello spirito. 

75 – La carovana dei Magi – Il re di Causur
Visioni dal 29 novembre al 2 dicembre.
Nella notte dal 29 al 30 novembre cioè dal giovedì al vener­dì mi vidi con la carovana dei Santi Re non saprei descrivere mai abbastanza bene con quanta gioia ordine e obbedienza essi com­pivano ogni minima azione. Durante la notte li guida sempre la stella con la lunga coda che tocca quasi la superficie terrestre. Quegli uomini eccellenti ora la guardano silenziosi altre vol­te ne parlano rispettosi dalle loro cavalcature e talvolta le eleva­no inni di ringraziamento. Il tono del canto è lento e commoven­te consta di note basse e altissime. Quel canto squarcia il silenzio delle notti stellate del deserto e lascia una profonda impressione nel cuore. Percepisco nel mio spirito il sottile e delicato simbolismo di quelle dolci note. Straordinariamente preciso e ordinato è il muoversi di quella carovana divisa in più gruppi. Ciascuno di questi è preceduto da un cammello molto alto e caricato di gravi pesi da ambo i lati della gobba sulla quale siede uno dei capi della carovana impu­gnando uno stocco. A questo cammello seguono i cavalli e gli asini tutti carichi montati da persone dipendenti dal capo che siede sul cammello. Segue poi un altro gruppo e così via. I cammelli hanno un passo leggerissimo ma assai lungo po­sano lo zoccolo duro sul suolo come se avessero cura di non rom­pere qualche cosa. Il corpo non si muove per niente e pare che le sole gambe abbiano movimento. La testa sorretta dal lungo collo accenna appena ad aver vita. Pure gli uomini della carovana agi­scono in modo tranquillo attenti a quello che fanno e senza oc­cuparsi del futuro. Questo popolo in movimento che segue i Magi e non conosce ancora il Signore si muove pacifico e contemplante per essere da Lui redento e colmato di grazia. Noi invece nelle nostre processioni siamo disordinati indif­ferenti e senza devozione alcuna. Vedo la carovana attraversare il paese di Atom dove abitò Azaria il sacerdote idolatra.
Venerdì 30 novembre.
La carovana si è fermata in un campo vicino ad un pozzo. Nelle vicinanze vi sono molte capanne da una delle quali viene un uomo che apre il pozzo. Qui fanno fatto una breve pausa si dissetano loro e gli animali ma non scaricano nulla.
Sabato 1 dicembre.
La carovana prosegue il viaggio attraverso le pianure mentre ieri l’avevo vista salire per erti pendii. Alla loro destra vedo dei monti e mi pare che scendendo si avvicinino ad una regione dove sono frequenti le abitazioni. Piante e pozzi fiancheggiano la via. Gli abitanti del luogo hanno steso dei fili fra un albero e l’altro e con i medesimi intrecciano larghi tappeti. Questo popolo è adoratore degli idoli dalla testa di bue e dona generosamente cibo a tutti i poveri che seguono la carovana dei Re. Mi meraviglio quando vedo che gettano i piatti tondi sui quali hanno mangiato.
           Domenica 2 dicembre.
I Re giunsero presso una città il cui nome risuonò al mio orecchio come “Causur”; essa consisteva in tende erette sopra un terreno pietroso. In questa città appunto si fermarono a visitare il sovrano. Dal momento che erano partiti dalla città antica in rovine fino a questo luogo avevano percorso molte miglia in sole sessanta ore di marcia. Quando i Magi narrarono cosa avevano veduto il re di Causur si meravigliò assai e preso un cannocchiale vide egli stes­so la stella ed in essa l’immagine di un Fanciullo con una croce. Allora costui li pregò che passassero di nuovo da lui al ritor­no per riferirgli ciò che avevano veduto poiché egli desiderava offrire a questo Santo Bambino altari e sacrifici. Sono curiosa di vedere se questo re manterrà la sua promes­sa! Sentii i Magi narrargli come avessero incominciato ad osser­vare il corso delle stelle.

76 – L’osservazione delle stelle presso i tre Magi. La stella di Giacobbe.
I progenitori dei Magi discendevano dalla stirpe di Giacobbe anticamente vivevano nel Caucaso e possedevano diverse terre in paesi lontani. Circa 1500 anni prima della nascita di Cristo abita­va quei luoghi una tribù degli antenati dei Magi. Il profeta Balaam viveva nei dintorni e uno dei discepoli ne diffuse le sue profezie rivelando il significato della stella di Gia­cobbe che un giorno sarebbe sorta. La profezia trovò una favore­vole accoglienza fra la gente di quella tribù. Fu quindi edificata un’alta torre sopra un monte sulla quale molti savi astronomi facevano osservazioni sull’universo stellato per scrutare i simboli della stella. La torre aveva la base molto larga e la sommità molto stret­ta. Ho veduto le piccole celle dove i savi dimoravano ordinaria­mente per compiere i loro studi. Quelle ricerche con i relativi sviluppi passarono tradizional­mente di generazione in generazione. Vari avvenimenti però fece­ro in modo che a poco a poco l’interesse per l’osservazione degli astri fosse trascurata. Cinquecento anni prima della venuta di Cristo si diffuse invece tra questo popolo l’idolatria più crudele giungendo al punto di sacrificare agli idoli i fanciulli per favorire la venuta del Bam­bino promesso. In questo tempo il popolo astronomo era suddivi­so in tre famiglie lontane l’una dall’altra governate da tre fratelli. Ciascuno di questi aveva a sua volta tre figlie profetesse che riaccesero nelle tre tribù la fiamma dell’amore per l’astronomia. Esse annunciarono pubblicamente la venuta della stella e del San­to Bambino discendente da Giacobbe. Allora tutti ripresero ad at­tendere la venuta del Santo Bambino nel modo più giusto e ini­ziarono di nuovo lo studio profondo del significato degli astri. Per diretta discendenza dai padri delle veggenti videro la luce i tre Magi. Nel corso di quasi cinquecento anni durante tutto il periodo che intercorre tra le profetesse e i Magi continuò sempre attentamente l’osservazione delle stelle sulla torre costruita per uso comune. Questo studio serviva anche ad introdurre cambiamenti cultu­rali nei riti religiosi del paese. Si notarono così segni meravigliosi negli astri. Purtroppo i sacrifici umani durarono fino alla concezio­ne della Vergine Benedetta. Mentre i Magi davano spiegazioni su questi segni al re di Causur io ne vidi parecchi. Dalla concezione di Maria in poi i simboli astronomici avevano fatto sempre più riferimento al pros­simo santo Evento. Negli ultimi tempi alcuni segni nel cielo simbo­lizzavano perfino i patimenti della Vergine e di Gesù.

77 – La scala di Giacobbe e i simboli primitivi dell’Avvento e della venuta di Maria
I Magi avevano avuto la visione della sommità della scala di Giacobbe che toccava una stella; così dal numero dei gradini e dai simboli apparsi seppero calcolare l’avvicinarsi dell’Avvento e del­la prossima apparizione della stella profetizzata da Baalam. Quando Maria Santissima fu concepita i Santi Re videro l’ido­lo pagano della vergine con lo scettro e la bilancia piena di grap­poli e di spighe; poco al di sotto di quest’idolo appariva l’imma­gine della Santa Vergine col Santo Bambino. Betlemme appariva allo sguardo dei Magi come un bel castello in cui stavano contenute quelle grazie che si diffondevano in tut­to il mondo. Qui videro la Madonna col Santo Bambino circon­dati da un’aureola di splendore accogliere le offerte di numerosi sovrani che si prostravano ai loro piedi. I Re astronomi videro pure la Gerusalemme celeste poi una via oscura e piena di sangue di spine e di patimenti. Allora essi pensarono ingenuamente che la Gerusalemme ce­leste fosse il regno di questo Re sulla terra e credevano di poterla raggiungere con il loro viaggio. La via sanguinosa era stata da loro interpretata come il simbolo delle tribolazioni di questo lungo viag­gio senza immaginare che significasse la Passione di Cristo. I Magi videro sulla parte inferiore della scala di Giacobbe un simbolo che si riferiva alla fuga di Maria Santissima in Egitto. Vidi sulla scala di Giacobbe un gran numero di immagini molte si ri­ferivano alla Madonna nelle Litanie lauretane: il pozzo suggellato il giardino recinto ed il simbolo dei Re che si scambiavano reci­procamente lo scettro ed i ramoscelli. Questi simboli apparivano nella costellazione ed erano seguiti attentamente dai Santi Magi i quali appena videro quello dei Re e del Bambino con la croce si misero in viaggio senza più alcun dubbio. Questo simbolo era nella stella che non era una cometa ma una meteora risplendente portata da un Angelo. Quando i Magi non la vedevano erano guidati nello spirito dall’Angelo. Grande era la loro attesa come pure grande fu la loro delu­sione quando notarono che tutti ignoravano il grande Evento. Giunti poi a Betlemme quando invece del magnifico castello ap­parso nella stella videro una deserta spelonca furono compresi da dolorosa incertezza. Ma appena videro il Santo Bambino ritorna­rono nella profondità della loro fede prostrandosi devoti dinanzi alla sua Luce. Le osservazioni che essi facevano delle stelle andavano sem­pre congiunte a digiuni preghiere rinunce e purificazioni. Le contemplazioni non consistevano nell’osservazione di una singola stella bensì delle costellazioni. Quando queste osservazioni venivano fatte da persone senza purificazione spirituale e dal carattere grossolano esse venivano assalite da violente convulsioni; a queste reazioni risale la prima causa delle orribili inumazioni di vittime. Altri però come per esempio i Santi Re non solo vedevano il simbolo riflesso eviden­te come uno specchio nella quiete profonda del loro animo ma si sentivano inondati dalla grazia che li rendeva sempre più devoti e migliori nello spirito.

78 – Matta avverte l’arrivo dei Magi
Visioni da lunedì 3 a sabato 8 dicembre.
Appena i tre Re ebbero lasciato Causur una lunga carovana di persone distinte che seguivano la stessa via si uni a loro. Ho visto l’enorme carovana congiunta snodarsi attraverso vaste campa­gne; il 5 dicembre hanno sostato presso un pozzo e abbeverato le bestie senza però togliere il carico.
In questi giorni la venerabile Suor Emmerick intonò spesso nel sonno versi commoventi. Quando fu interrogata in merito così rispose:
“Io canto come gli amati Santi Magi che intonano strofe pie­ne di significato spirituale per esempio: – Noi valicheremo i mon­ti e ci prostreremo innanzi al nuovo Re. – Qualcuno inventa un altro versetto e lo canta; gli altri lo ripetono in coro; poi un se­condo compone un altro verso e così via e proseguono il cammi­no alternando dolcemente i cantici”. All’interno della stella che in­dicava loro la via vidi la figura di un Bambino con una croce.
Mercoledì 5 dicembre.
Maria intanto aveva avuto una visione che le annunciava l’ar­rivo dei Re; ciò avvenne mentre questi erano presso il sovrano di Causur. La Madonna vide anche che quest’ultimo aveva manifestato l’intenzione di erigere un altare a suo Figlio. Rese partecipi Elisa­betta e Giuseppe dell’avvenimento e disse che voleva prepararsi a ricevere i Magi. Vidi Maria costretta a nascondersi di nuovo per­ché erano giunti alla grotta alcuni curiosi. Oggi ho visto giungere un servo a riprendere Elisabetta che se ne è ritornata con lui a Juta. I giorni dal 6 all’ 8 dicembre passarono generalmente assai tranquilli. La Santa Famiglia fu sola eccetto l’umile ancella di Anna. Questa era una vedova di circa trent’anni senza figli legata ad Anna da parentela. Il defunto marito la trattava duramente perché lei si recava spesso dagli Esseni e pregava per la salvezza d’Israele. Dopo poco che egli l’aveva abbandonata morì; allora Anna accolse la donna presso di sé. La vidi spesso alla grotta de­dita al servizio della Santa Famiglia. in questi giorni non vidi più la canaglia arrogante che era venuta a bestemmiare e urlare chie­dendo sempre più doni a Giuseppe. Vidi Giuseppe che celebrava il sabato con Maria e l’ancella alla luce del presepio. Sabato sera incominciò la festa della Dedicazione Giuseppe appese dei candelabri in tre differenti posti della grotta e su ciascuno accese sette lumicini. Le Ebree allattano i bambini soltanto per poco tempo vidi che anche Gesù pàssati i primi giorni ebbe per nutrimento un brodo fatto col midollo d’una pianta acquatica. Durante il giorno l’asino pascolava sul prato rientrava nella grotta soltanto di sera.

79 – I doni di Anna alla Santa Vergine.  - Visioni di domenica 9 e lunedì 10 dicembre.
Da quando era iniziata la festa della Dedicazione a Gerusalem­me alla grotta c era molta quiete nessuno veniva in visita o a disturbare. il mattino dopo vidi un servo di Anna recare molti oggetti per la Vergine tra i quali un lavoro femminile per produrre una cin­tura e una magnifica cesta piena di frutta ricoperta da freschissime rose. Il cesto era alto e di forma sottile; le rose non avevano il solito colore ma erano piuttosto di color carne ve ne erano anche delle bianche e delle gialle con molte foglie. Maria gradì molto questo dono perché vidi che collocò la ce­sta vicino a sé.
Il      viaggio dei tre Re.
Frattanto vidi i Santi Re attraversare certe montagne ricoperte di piccole pietre a forma di conchiglia. Vorrei possederne alcune mi piace tanto la brillantezza della loro superficie! Su quei monti vi sono molti spazi ricoperti di sabbia bianca. In quella zona si stabiliranno più tardi i Magi e Gesù li visiterà durante il terzo anno della sua predicazione.
Martedì li e giovedì 13 dicembre.
Mi sembra che Giuseppe desideri trasferirsi a Betlemme dopo la purificazione di Maria anzi credo che abbia fatto già la ricerca di un’abitazione nella cittadina. Tre giorni or sono alcune persone distinte di Betlemme si recarono in visita alla Santa Famiglia e of­frirono a Giuseppe ospitalità nella loro casa. Maria Santissima si nascose nella caverna laterale mentre Giu­seppe rifiutò l’offerta. Anna fece annunciare la sua prossima venuta alla grotta. Vidi che a Gerusalemme si introducevano molti cambiamenti riguardo alla festa. In molte case si chiudevano le finestre o si calavano le tende. Un sacerdote con in mano delle pergamene si recò alla grotta. Lo vidi seduto con Giuseppe dinanzi ad un tavo­lino con una tovaglia rossa e una bianca entrambi erano immersi nella preghiera. Mi pare che costui fosse venuto per vedere se Giuseppe celebrava la festa o per annunciargli una nuova celebra­zione.

80 – Il lungo viaggio dei Magi continua: in cammino verso il Giordano -
Visioni della Veggente sulle tappe e le vicende del viaggio Da domenica 16 a martedì 18 dicembre.
Conclusasi la festa di Dedicazione la domenica 16 e il lunedì 17 molti abitanti dei dintorni vennero alla grotta e fra essi anche medicanti importuni. Lunedì 17 giunsero due servi di Anna con viveri ed arnesi. Essi anticiparono di nuovo la prossima visita della Santa Madre. Maria aveva regalato ai poveri quasi tutto quello che possedeva. Giuseppe preparava la grotta per accogliere la visita di Anna e secondo la visione di Maria anche per l’arrivo dei Re. Lo vedevo ripulire le caverne laterali ed anche quella di Maraha in cui aveva messo tutte le provviste. Frattanto i Magi procedevano la loro marcia nel modo più spedito: disponevano di numerosi dromedari che hanno il passo più veloce dei cavalli. I Re adoperavano come unità di misura e di orientamento la marcia di dodici ore al giorno. La sera tardi vidi i Magi con la loro carovana giungere in una piccola città composta da caseggiati sparsi senza ordine. Molte case erano circondate da alte siepi. Mi parve che questa fosse una cit­tà ebrea. Il luogo si trovava in linea retta con Betlemme. I Magi erano giunti nella città al chiarore lunare guidati dal­la stella mentre intonavano allegri canti devozionali. Sembrava che gli abitanti di quel luogo non vedessero la stella e che comunque poco se ne curassero. In ogni modo quella popolazione si mostrò buona e ospitale. Essendo alcuni viaggiatori già scesi dalle cavai­cature gli abitanti accorrevano per aiutarli ad abbeverare le loro bestie. Quest’episodio mi richiamò alla memoria i tempi di Abra­mo quando tutti gli uomini erano allora così buoni e cortesi tra loro. Quando la carovana dei Magi dopo poco riparti molti abi­tanti l’accompagnarono per un buon tratto fuori della città. La stella non risplendeva sempre anzi si offuscava spesso si illuminava solo quando i Re transitavano luoghi abitati da persone buone. Talvolta quando i viaggiatòri la vedevano brillare di maggior luce si sentivano profondamente commossi e credevano che nei dintorni ci fosse il Messia.
Martedì 18 dicembre.
Questa mattina i viaggiatori hanno aggirato le mura di una tetra ed oscura città; poi dopo un breve tratto di cammino han­no superato un fiume che ha la foce nel mar Morto (forse l’Armon).
Da mercoledì 19 a venerdì 21 dicembre.
Questa sera ho veduto la carovana dei Re giungere a Methane presso Armon frattanto si sono uniti alla carovana altre decine di mendicanti attirati dalla generosità dei Magi. Nella città convivevano piuttosto male pagani e Giudei essi non si dimostrarono interessati alla storia del Bambino della sal­vezza e non vollero dare il permèsso alla carovana di accamparsi dentro le mura. Infine concessero l’alloggio fuori dalle mura orien­tali. Con la massima ingenuità e schiettezza i Magi narrarono ai curiosi la storia dell’Avvento tanto atteso dai loro antenati da cir­ca duemila anni. Con molta tristezza però notarono che nessuno era interessato alla stella. Quella sera la stella era circondata dalla nebbia ma quando nel bel mezzo della notte ricomparve più maestosa e splendente di primà allora i Re corsero fuori dal campo e svegliati gli abi­tanti la mostrarono ma tra quelli che la guardavano stupiti quasi nessuno si vedeva commosso anzi molti si sentivano adirati con i Re e pensavano solo di trarre vantaggio dalla loro ingenua gene­rosità. Quando i tre Santi Re si congedarono da questo popolo la stella splendeva ancora tra le nubi. Nonostante la moltitudine si fosse stupita di fronte a questo splendore nessuno aveva aperto il cuore alla devozione. I Magi pazienti prima di allontanarsi di­stribuirono alla massa certi pezzetti triangolari di foglie d’oro e di grani di color scuro. Infine scortati dagli abitanti attraversarono la città intera qui videro statue di idoli e templi; poi passato il fiume e attraversato un villaggio ebreo proseguirono verso il Giordano. Ormai erano a poco più di ventiquattro ore di marcia da Gerusalemme.
81 – L’arrivo di Anna alla grotta. I tre Re passano il Giordano
Da mercoledì 19 a sabato 22 dicembre.
Il giorno 19 vidi che Anna era in viaggio verso Betlemme era accompagnata dal suo secondo marito dall’ancella da un servo e da Maria Heli. Avevano portato due asini carichi di doni e prov­viste alimentari. Trascorsero la notte non lontani da Betania sulla strada che porta a Betlemme. Intanto Giuseppe aveva disposto nella grotta l’alloggio per gli ospiti per questo motivo Giuseppe Maria e il Bambino si ritirarono nell’altra caverna. Vidi molti curiosi giungere da Betlemme per far visita al Bambino; il Santo Neonato si lasciava accarezzare solo da alcuni senza difficoltà mentre appena era toccato da altri piangeva e si dibatteva. Nell’altra caverna dove erano traslocati vidi il bambi­no Gesù giacere vicino alla Vergine in un cestello fatto di scorze d’albero; il letto della Vergine e il cestello col Bambino erano pro­tetti da una parete di vimini costruita da Giuseppe. Il sant’uomo dormiva in un angolo remoto separato da una piccola parete. Vidi Giuseppe portare a Maria dei cibi su un piattino ed un vaso con l’acqua.
Giovedì 20 dicembre.
Anna ha portato molti doni: panni tappeti e provviste di ogni genere per la Santa Famiglia. Profondamente commossa Maria ha deposto il Santo Bambi­no nelle braccia di sua madre. Anna ha diviso la gioia con la sua diletta figlia accarezzando e baciando il Pargoletto divino. il vecchio servo era assai umile e molto timido l’ancella por­tava una lunga chioma ed era vicina a lui. Poi si sono prostrati tutti al suolo e in estasi devozionale hanno adorato il Santo Bambinello. Ho sentito la Madonna annun­ciare affettuosamente a sua madre l’arrivo imminente dei tre Re dall’Oriente apportatori di preziosi doni.
Sabato 22 dicembre.
Vidi Anna lasc~are la grotta e recarsi in un altro paese per fare una visita a sua sorella minore sposata con un membro della tribù di Beniamino. Non mi sovviene il nome di questo paesino ma vidi che consisteva solamente in alcune case. Vidi i Magi allontanarsi di notte da Matanea e giungere a Bethabara; passarono di buon mattino il Giordano ed essendo sabato non incontrarono che pochi viandanti. Quando il fiume veniva attraversato da carovane intere come in questo caso i barcaioli fabbricavano una specie di ponte per traghettarle. L’operazione durò finché tutti passarono felicemente sulla sponda occidentale del fiume. Quindi la carovana dei Magi si snodò alla destra della città di Gerico senza toccarla e sebbene fosse in linea retta con Betlemme continuò sul lato destro. Frattanto si aggregarono alla carovana altre cento persone. In lontananza mi apparve un villaggio bagnato da un torren­te. Sembrava che nella loro marcia i Magi dovessero passare per quel villaggio; li vedevo costeggiare per un lungo tratto la riva sinistra del fiumiciattolo mentre Gerusalemme appariva loro in distanza.
Poco dopo Anna Caterina disse:
Non sono entrati nel villaggio ma si dirigono a destra verso Gerusalemme. Vidi infatti giungere i Santi Re dinanzi alle mura di Gerusa­lemme. La città ergeva arditamente le sue torri nelle regioni cele­sti. La stella brillava di pallida luce dietro le mura della città. Quanto più i viaggiatori si avvicinavano a Gerusalemme tanto più si scoraggiavano perché la stella aveva perduto lo splendore ed era quasi scomparsa. Nel cielo della Giudea la videro solo rare volte. I Santi Re pensavano che nel paese del neonato Redentore l’avvenimento fosse conosciuto e celebrato con gioia. Ma non avendovi scorto alcuna manifestazione di giubilo i Magi si sentirono afflitti temen­do di restare frustrati nella loro attesa.

82 – L’arrivo a Gerusalemme dei Magi – Erode è sconvolto
La carovana adesso aveva al seguito più di duecento perso­ne. Si erano unite alla medesima anche alcuni personaggi distinti. Vidi i tre Re che sedevano sopra i cammelli a due gobbe ca­richi di bagagli. Le persone distinte procedevano su cavalcature assai veloci; non so se fossero cavalli o asini1 guarniti di preziose gualdrappe e redini adornate di innumerevoli catenelle d’oro. Entrati a Gerusalemme il popolo fu assai sorpreso nel vederli. Quando i Magi esposero il motivo della loro venuta si accorsero che perfino in questa città nessuno era a conoscenza della stella e del Santo Bambino. Tutti si dimostrarono meravigliati di questa sto­ria. Quando però i guardiani delle porte udirono l’offerta dei Magi di pagare lautamente l’ospitalità nella città e che desideravano parlare al sovrano mandarono subito ad avvertire Erode. Frattanto alcuni cittadini presero a deridere i Re. Tempo dopo i Magi appresero con tremendo stupore che an­che Erode mai aveva sentito parlare del Santo Neonato allora la loro afflizione aumentò. Ma dopo aver pregato si sentirono subito pieni di fede e di coraggio; allora si affidarono a Colui che per mezzo della stella li aveva condotti in quel luogo. La carovana fu infine fatta entrare per la porta vicina al monte Calvario; i Magi e il seguito furono condotti in un cortile rotondo con abitazioni. Abbeverarono le bestie e poi le condussero nelle stalle men­tre i bagagli dei Re e del loro seguito furono attentamente perqui­siti. Vidi poi Theodeko condotto segretamente al castello di Erode su un’altura. Erano le ore ventidue quando fu ricevuto da un cortigiano di Erode in una grande sala al piano terra. Al castello c’era una fe­sta le sale erano illuminate e affollate di cortigiani vidi donne in abbigliamento succinto. Il maggiore dei tre Magi espose tutto con naturalezza e pregò il cortigiano di domandare al suo sovrano se sapesse dove fosse il nuovo Re dei Giudei. Inoltre gli disse since­ramente che essi erano giunti fin qui per adorarlo seguendo la stella inviata dalla Provvidenza celeste. Quando l’uomo informò Erode questi ne fu assai spaventato. Dissimulando il proprio risentimento il tiranno fece rispondere che non ne sapeva nulla ma avrebbe chiesto subito informazioni. Intanto i Santi Re sconsolati andarono per la città cercando di udire o vedere qualcosa scrutando invano il cielo di Gerusalemme con la speranza di vedere la stella. Appena Theodeko si allontanò dal castello Erode rimasto sbigottito dalla notizia fece convocare con urgenza i saggi e i sa­cerdoti. Era mezzanotte quando vidi i santoni con i libri della Legge recarsi al castello. Oltre venti eruditi e veggenti vestiti di abiti sacerdotali orna-ti di piastre e con le cintole adorne di lettere si erano riuniti in­torno ad Erode per esaudirne la volontà. Costoro mostrarono al sovrano un passo di uno scritto antico e gli risposero: “Egli deve essere nato in Betlemme di Giuda secondo le parole del profeta Michea: “Tu o Betlemme così piccola per essere tra i capoluoghi di Giuda da te uscirà il Re che deve reggere il mio popolo in Israele” (cfr. Mi 51); Allora il tiranno impallidì; lo vidi recarsi con alcuni sacerdoti sulla terrazza del palazzo per scrutare il cielo e cercare la stella di cui aveva parlato Theodeko. Non videro nulla. Il sovrano dei Giudei fu assalito da una viva inquietudine i dottori e i sacerdoti cercarono di acquietarlo dicendogli di non cre­dere alle fantasticherie di quei Re della loro stella e del novello sovrano se veramente fosse avvenuta una tal nascita i sacerdoti del tempio della città santa l’avrebbero già saputo.

83 – I tre Re si presentano ad Erode e ripartono per Betlemme. – Domenica 23 dicembre.
Questa mattina Erode fece venire al suo palazzo i Re che fu­rono ricevuti in tutta segretezza sotto un atrio e poi introdotti in una sala. Quale segno di buona accoglienza vidi vasi con ra­moscelli verdi e alcuni rinfreschi. Attesero un tempo e appena videro apparire il sovrano nella sala si inchinarono e gli chiesero se avesse avuto notizie del nuovo re dei Giudei. Erode che era accompagnato da alcuni saggi cercando di nascondere la sua agitazione interiore pose a sua volta domande ai Magi su quello che avevano veduto. Mensor allora gli narrò del­l’ultima immagine che era apparsa nella stella: cioè di una Vergine col Fanciullo dal cui fianco destro sporgeva un ramo che sostene­va all’estremità una torre con molte entrate. La torre si era a poco a poco ampliata fino a divenire una città mentre il Bambino con la corona la spada e lo scettro era apparso sulla città stessa qua-le suo dominatore. Poi Mensor così concluse la descrizione di questa visione: “Allora noi vedemmo giungere in questo luogo tutti i sovrani della terra per prostrarsi e adorare il Bambino perché Egli possiede un Regno che è superiore a tutti gli altri”. Erode gli disse: “Esiste una profezia analoga la quale determi­na il luogo di Efrata intorno a Betlemme in cui potreste tentare di trovare il Bambino e adorano in silenzio contemplativo e sin­cerità!”. Poi il sovrano concluse manifestando il desiderio di udire la loro relazione quando fossero passati sulla strada del ritorno “af­finché egli pure potesse colà recarsi e prestare il suo omaggio” (cfr. Mt 28). I Magi senza toccare i rinfreschi e i cibi preparati per loro andarono via in fretta dopo essersi accomiatati da Erode. Essi ri­presero subito il viaggio alla volta di Betlemme seguendo le istru­zioni della profezia accennata da Erode. Quando si misero in viag­gio siccome vidi ardere le fiaccole suppongo che fosse prima dell’alba. Molti mendicanti che avevano seguito la carovana si erano dispersi per Gerusalemme e non proseguirono il viaggio al segui­to dei Magi. Vidi il lungo corteo dei carri cavalieri cammelli e uomini a piedi uscire dalla porta posta a mezzodì di Gerusalemme. Un gruppo di persone li seguì fino ad un ruscello vicino alla città. Passato il ruscello i Re sostarono in attesa di vedere com­parire la stella; quando dopo poco questa apparve luminosa essi lanciarono grida di gioia e con lieti canti proseguirono la via. La stella che di notte splendeva come un globo di fuoco ora si distingueva appena in forma rotonda come quando si mostra la luna in pieno giorno. Spesso la vidi offuscata dalle nubi. La via diretta che da Betlemme conduceva a Gerusalemme formicolava di viaggiatori che portavano numerosi asini carichi di bagagli. Credo che fossero persone che facevano ritorno a Gerusa­lemme dopo aver pagato l’imposta a Betlemme o che si recavano al mercato o al tempio di Gerusalemme. La strada secondaria che invece percorrevano i Santi Re era laterale a quella principale più lunga e solitaria. Fu certamente per volere di Dio che giunsero la sera a Betlemme senza eccitare troppo la pubblica curiosità. Vidi la carovana avanzare al tramonto del sole sempre mantenendo lo stesso ordine: Mensor precedeva con tutti i suoi poi seguiva il moro Sair; infine Theodeko il più anziano dei Re.

84 – La stella indica ai Magi la Grotta del Presepio
Era il crepuscolo di domenica quando la carovana si arrestò dinanzi allo stesso palazzo dove Maria e Giuseppe si erano fatti registrare. Vidi tra le altre case una più grande di tutte con un cortile chiuso e circondata da un prato e alcuni alberi al centro del qua­le vi era un pozzo. Sulla piazza si trovavano alcuni soldati roma­ni posti a guardia del palazzo dov’era l’ufficio delle imposte. Al giungere della carovana molti curiosi le si affollarono in­torno. Frattanto la stella era sparita ed i Santi Re incominciarono ad inquietarsi. Altre persone uscite dalle loro case si erano fatte loro incontro festose agitando dei rami ed offrendo ai Magi pani e bevande; poi cominciarono ad interrogarli come era l’usanza del tempo alla vista di nobili viaggiatori. Frattanto gli animali si dissetavano alla fontana sotto gli alberi. Pensai che la causa di quel benvenuto era dovuto ai pezzetti d’oro che i Re distribuivano alla folla mentre a Maria e Giuseppe che non avevano potuto distribuire nulla o ben poco era stata chiusa la porta in faccia. Dopo l’incontro con Erode i Magi istintivamente non amavano più attirare la pubblica attenzione e chiesero solo dove porre il campo; venne consigliata loro la valle dei pastori. In quello stesso momento i Magi scorsero uno splendore scintillante nel cielo stellato allora immediatamente risalirono sui cammelli. Seguendo la fossa della città e delle mura diroccate aggirarono Betlemme per la parte meridionale avvicinandosi alla grotta dal lato in cui i pastori avevano avuto l’apparizione degli Angeli. Istruiti da alcuni pastori locali esperti del terreno la carovana pose l’accampamento dalla parte posteriore della caverna di Maraha. Già parte dell’accampamento era stato disposto quando sulla collina del presepio la stella apparve chiara e splendente come non mai; un raggio abbagliante di luce scendeva perpen­dicolarmente sulla grotta di Gesù. I Magi che osservarono attenti il fenomeno miracoloso videro formarsi in mezzo a quello splen­dore notturno l’immagine del Bambino come già l’avevano visto un’altra volta nella stella.

85 – Gioia e commozione dei Magi alla presenza della Beata Vergine
Commossi dalla gioia essi si scoprirono il capo attestando l’al­ta venerazione in cui erano stati compresi; poi salendo la collina rinvennero finalmente l’ingresso della grotta. Mensor ne aprì la porta e fu inondato da una luce fulgente; in fondo alla caverna c’era la Vergine seduta col Bambino proprio nel modo in cui l’ave­va vista nelle sue contemplazioni. Emozionato nel più profondo del cuore corse dai compagni annunciando loro il portento. Giuseppe ed un vecchio pastore usci­rono ad incontrarli; i Santi Re gli dissero che erano venuti con i doni ad adorare il Pargoletto Celeste Re dei Giudei condotti da una stella. Giuseppe accolse i Magi con molta cordialità. Essi però vollero ritornare subito al campo ad abbigliarsi per l’occasione di ampi mantelli di candido colore ornati di ricami d’un bel giallo risplendente come la seta grezza. I mantelli erano leggerissimi ed il loro strascico toccava il suolo; i Santi Re li indossavano solo in occasione delle grandi solennità religiose. Portavano alla cintura borse appese con catenelle d’oro; sottobraccio tenevano cofanetti preziosi coperti da manti. Ciascun sovrano aveva un seguito di quattro parenti. Alcuni servi di Mensor portavano un tavolino rotondo un tappeto con frange ed alcuni preziosi oggetti. Giuseppe li guidò fino all’ingresso qui ricoprirono la tavolet­ta col ricco tappeto la colmarono di astucci di vasi e di altri og­getti che ciascuno si levava dalla cintola; erano i doni che i Magi offrivano in comunione. Quando tutti si tolsero i sandali Giusep­pe aprì la porta della grotta: allora due servi di Mensor stesero al suolo un tappeto ed egli entrò seguito da altri due paggetti con i doni. Giunto al cospetto della Santa Vergine il Re s’inginocchiò e ricevendo dalle mani dei servi i doni li pose umilmente su un piccolo sgabello ai piedi di Maria. Poi i servi si ritirarono. I quattro accompagnatori di Mensor umilmente inginocchiati stavano presso quest’ultimo mentre gli altri due Re col loro seguito si erano fermati all’ingresso sotto la tettoia. I Magi furono presi da grande emozione invasi dal timore e dalla profonda venerazione. Li vidi abbacinati dal vivo e celeste chiarore della caverna eppure altra luce non v’era che quella del­la lanterna. Difronte all’ingresso nel luogo stesso dov’era nato si trovava un cestello sull’alto piedistallo su questo giaceva la “Luce del mondo” avvQlto in un panno. Quando i Re entrarono timorosi la Santa Vergine si velò e prese in grembo il bambino Gesù. Mensor in ginocchio e a capo scoperto offrì i doni e pronunciò sommesse parole di omaggio. Intanto Maria Santissima togliendo al Pargoletto la fascia color bianco e rosso che avvolgeva la parte superiore del corpicino la­sciava scorgere l’amabile figura mentre con una mano gli teneva sollevata la testolina e con l’altra gli circondava il corpo. Il Bambino quasi in atteggiamento di adorazione teneva le mani incrociate sul petto. Era spendente di graziosa bellezza. Contemplando i tre Magi mi sentii profondamente commuo­vere dall’innocenza dei loro cuori. Quanto sono beate e sincere nella preghiera queste pie persone che partite da levante sono andate ad adorare Gesù. Mi sembrano veramente dei fanciulli! Io mi sento di essere uno spirito vacante sospesa nell’aria altrimen­ti non li vedrei così; eppure in questo momento esisto sulla terra! Mentre ero assorta in questa contemplazione una voce mi dis­se: “Che t’importa di ciò che sei? Alzati e loda il Signore che èeterno e tutto comprende”. Allora vidi Mensor estrarre da una borsa che gli pendeva dalla cintola un pugno di bastoncini d’oro scintillanti lunghi circa un dito. Egli li depose vicino al Fanciullo divino. Maria accettò con semplice affabilità l’oro. Mensor offriva questi bastoncini d’oro puro animato da divi-no amore e da pie intenzioni compresi che aveva sempre cercato di raggiungere la verità di tutte le cose. Mensor e le quattro persone che l’accompagnavano si riti­rarono lasciando che avanzasse Sair con i suoi seguaci. Questi pure si inginocchiò e con umili accenti offrì il suo dono consistente in un’aurea navicella ripiena di piccoli grani verdognoli di resina che depose sulla tavoletta dinanzi al Bambino. Offriva l’incenso deli­cato perché volonteroso e pio sapeva adattarsi e seguire la Vo­lontà Divina. Prima di ritirarsi rimase genuflesso lungo tempo assorto in profonda commozione. Avanzò dunque Theodeko alto e corpulento non potendo inginocchiarsi si inchinò presentando sulla tavola un vaso d’oro contenente un’erba fine e di color verde che sembrava portasse an­cora le radici. Era questo un alberello dalle foglie increspate e lu­cide i cui verdi rami erano diritti e portavano dei bei fiorellini bianchi. Theodeko offriva la mirra quale simbolo della mortificazione e del trionfo sulle passioni infatti quell’uomo pio aveva combat­tuto e vinto molte tentazioni mosse dal culto degli idoli dell’ira­scibilità e della poligamia. Egli e tutto il suo seguito stettero per molto tempo genuflessi in grande commozione innanzi a Gesù. Io intanto sentivo compassione per tutti i servi che erano ri­masti fuori dalla grotta in attesa di poter adorare per ultimi il bambino Gesù e la Madonna. Immensa fu l’ingenuità e la semplicità delle parole dei Santi Re e dei loro seguaci. Ecco approssimativamente il senso delle loro parole mentre genuflessi presentavano i doni: “Noi abbiamo ve­duto la sua stella ed abbiamo saputo che Egli è il Re dei re per­ciò veniamo ad adorarlo ed a porgergli l’offerta dei nostri doni”. Poi cantarono inni di lode ed iniziarono a pregare con l’umiltà più profonda; vidi lacrime di gioia scorrere sulle loro guance riempien­doli di grazia. La Madre Divina aveva accettato umilmente i doni che le era­no stati fatti e sebbene non parlasse pure il segreto movimento del velo tradiva la commozione da cui era agitata. Il nudo cor­picino di Gesù si mostrava raggiante dal velo entro cui era avvol­to. Dopo che i Santi Re ebbero presentato i propri omaggi la Madonna pronunciando alcune umili parole di ringraziamento a ciascuno di essi ritirò alquanto il velo dalla sua persona. Allora io mi sentii istruita sull’accettazione dei doni del cuore e sull’amore sincero. Ebbi innanzi tutto conoscenza della vera dimensione del­la bontà di Giuseppe e di Maria; Essi non riterranno quei doni tutti per loro ma li divideranno con i poveri ed i pastori. Prima di ritirarsi i Re incensarono con pieno sentimento devozionale Gesù Giuseppe la Madonna e la grotta. Poi con i mantelli leggeri avvolti attorno al loro corpo vidi i Magi abbando­nare la grotta insieme ai nobili del seguito per far ritorno al loro alloggio. Entrarono quindi nella grotta i servi che nel frattempo ave­vano alzato le tende sistemato gli animali e preparato il campo infine avevano atteso umilmente fuori della grotta. Erano circa in trenta e conducevano con loro una schiera di fanciulli i quali ave­vano la testa coperta e indossavano solo un semplice mantelletto. Li vidi entrare nella grotta cinque per volta erano introdotti da un capogruppo. Appena varcavano l’ingresso si genuflettevano innanzi al Bambino e L’adoravano silenziosi. Alla fine entrarono tutti i fanciulli e inginocchiatisi innal­zarono con fervore innocente e gioioso la loro preghiera al Bam­bino celeste. I servi non si fermarono a lungo dinanzi al Presepio a causa delle gravose incombenze che li attendevano. Vidi Maria Santissima e Giuseppe commossi fino alle lacrime per questa solenne adorazione tributata al Figliolo Divino. I servi e la Santa Famiglia avevano unito le loro preghiere a quelle dei Magi e fino alle vallate dei dintorni risuonava l’armo­nico abbraccio della grazia. Con l’omaggio dei tre Santi Re venuti da lontano quei genitori avevano visto il compimento della gran­de attesa. Quando tutti lasciarono la grotta le stelle riempivano il fir­mamento celeste della scena notturna. Il seguito dei Magi si era radunato intorno ai fuochi che circondavano l’albero di terebinto presso la grotta di Maraha. Udii allora dal campo dei Santi Re levarsi i canti solenni del rito religioso dedicato alle stelle.

86 – Giuseppe alloggia i tre Re
Mai potrei descrivere quanto fosse commovente udire quel canto nel silenzio della valle. Gli antenati dei Magi avevano pre­gato ed elevato i loro inni alle stelle per molti secoli finché que­sta sera ogni attesa era stata ripagata e gli animi erano stati inon­dati di gioia e di riconoscenza. Intanto Giuseppe aiutato da due anziani pastori aveva pre­parato nelle tende dei Magi un pasto frugale. Sopra una bassa tavola disposero dei piatti con pani frutta favi di miele ed erbe oltre a vari fiaschetti di balsamo. Questi cibi erano stati preparati da Giuseppe quando Maria gli aveva annunciato l’arrivo dei Re. Finito il canto notturno tutti tornarono alle loro tende per desinare e Giuseppe consumò il pasto frugale assieme ai Magi. All’inizio si dimostrò timido di fronte ai Re ma poi entrò sempre più in comunione con costoro. Nell’avere queste visioni mi ricordai di mio padre un povero contadino che in occasione della mia vestizione nel chiostro si tro­vò assiso a tavola in mezzo a molte distinte persone. All’inizio del banchetto l’umiltà e l’ingenuità lo resero timido in seguito però divenne giulivo e fu il protagonista della festa. Giuseppe si ritirò nella grotta subito dopo il banchetto men­tre alcuni dei ricchi della carovana si recarono in un albergo di Betlemme; altri invece si stesero sui giacigli che erano stati dispo­sti intorno alla tenda maggiore e si riposarono. Quando Giuseppe fu di ritorno alla grotta collocò i doni rice­vuti dai Magi dietro ad una parete mobile. Né Giuseppe né l’ancella e tantomeno Maria avevano contemplato i doni con com­piacenza mondana; li distribuirono ai poveri. Quando la carovana era giunta a Betlemme vidi che intorno vi era nato un trambusto e una certa agitazione. Un gruppo di per­sone aveva seguito la carovana e veduto dove questa si dirigeva. Giunti fino alla valle dei pastori i curiosi erano ritornati a Bet­lemme. Alcuni Giudei però erano rimasti nascosti nella campagna e avevano spiato quegli incontri gioiosi poi erano tornati in città a riferire calunnie su ipotetici riti magici. Piansi amaramente quando ebbi quelle visioni; mi addolora sempre constatare che quando Dio si avvicina a qualche anima molti vengono spinti dall’invidia e inventano ogni specie di falsità. Che compassione ho per questi ciechi che respingono la gra­zia e la salvezza! I Magi invece hanno sopportato un così lungo cammino per trovare la salvezza.

87 – L’inquietudine di Erode
Frattanto Erode a Gerusalemme era molto inquieto convocati di nuovo i dottori consultava i libri sacri e discuteva sulle parole dei Magi e gli avvenimenti collegati. Dopo un battibecco con i savi dottori vidi spegnersi le fiaccole e tutto scese nel silenzio. Mi sem­brò che il sovrano avesse ordinato ai saggi e ai fedelissimi di la­sciar cadere il fatto nell’assoluta dimenticanza. Nei giorni seguenti Erode fu invaso dall’ira per un altro pro­blema: egli si trovava nel suo castello di Gerico da cui aveva preso il controllo sul tempio facendo uccidere tutti gli oppositori. il giorno 25 casleu si era recato a Gerusalemme per celebrarvi la solennità della Dedicazione; in quell’occasione aveva offeso gravemente i sacerdoti facendo porre sulla porta del tempio “il capret­to d’oro”. Un sacerdote che non aveva saputo resistere a tanta provocazione aveva rovesciato a terra l’idolo ed era stato incarcera­to. Ne era nato un gran tumulto. Mentre Erode si trovava in que­sta disposizione d’animo particolare lo raggiunsero confusamente voci sulla nascita di Cristo. Nella Giudea si era fatta viva la voce della prossima venuta del Messia. Notizie di eventi miracolosi avevano accompagnato la nascita di Gesù e circolavano particolarmente ad opera dei pastori. I ricchi ed i dotti erano invece convinti che tutto ciò fosse un’invenzione favolosa. Quando la cosa giunse alle orecchie di Ero-de egli fece fare delle indagini segrete a Betlemme e dintorni. I suoi spioni giunsero alla grotta parlarono con San Giusep­pe e constatarono di avere a che fare con gente povera. Riferirono dunque al loro sovrano che non vi era nulla da temere da gente così miserabile. Per apprendere la verità su questo novello re suo temibile concorrente Erode aveva fatto credere ai Magi di voler adorare anch’egli il Santo Bambino. Il tiranno cercava di agire con la massima prudenza: egli non voleva provocare il popolo adoperando violenza visibile contro i nascituri e non voleva nemmeno che la massa credesse che il loro sovrano avesse paura del nuovo re. Quando i Magi non ripassarono per Gerusalemme Erode li ad­ditò in pubblico come fanatici ingannatori. Più tardi avendo forti sospetti su quella miserabile famiglia nella grotta Erode ordinò che nessuno dovesse frequentarla e tantomeno dare adito a voci di presunte santità prive di senso. Quando la Sacra Famiglia ritornò a Nazareth quindici giorni dopo il parto ben presto il caso fu generalizzato e cadde in dimentican­za. Per la massa del popolo tutto ciò era stato un avvenimento oscuro; però le pie persone tacquero ancora piene di speranza. Tutto ritornò così nel silenzio. Quando Erode pensò che sic­come nessuno ne parlava più era giunto il momento di disfarsi di Gesù seppe che la Santa Famiglia lo aveva prevenuto ab­bandonando Nazareth. Furioso il sovrano di Gerusalemme fece fare delle ricerche e delle lunghe indagini; quando svanì ogni speranza di ritrovare il Bambino abbracciò la disperata idea di far uccidere tutti i fanciulli. Perciò organizzò gruppi di guardie armate per prevenire tumulti e per controllare che nessun bambino potesse sfuggire dal suo regno.

88 – Un Angelo avverte i Santi Re del pericolo erodiano. – Visioni di lunedì 24 dicembre.
Di buon mattino vidi i Magi accompagnati da molte persone del loro seguito recarsi a visitare nuovamente il Bambino e la Santa Vergine. Poi si occuparono di sistemare il campo. Li vidi pieni di gioia prodigarsi nell’offerta di doni. Agivano sempre così quando accadeva qualche lieto avvenimento. I pastori che servivano i Re ed il loro seguito furono pure generosamente ricompensati. Vidi molti poveri andarsene ricolmi di doni. I Magi coprirono con le pellicce le spalle di alcune povere vec­chiette che misere e curve sotto il peso degli anni si erano tra­scinate fino all’accampamento. Molti componenti della carovana si unirono in matrimonio con i figli o le figlie dei pastori e stabili­rono la loro dimora in quelle valli. Avevano chiesto il permesso ai Re ed ottennero di essere congedati insieme a vistosi regali. Costoro ricevettero dai Magi tappeti vasi e grani d’oro perfi­no le cavalcature. I Magi dispensavano anche molto pane. Al pen­siero dove mai potessero prenderne in tanta quantità mi sovven­ne di aver visto i servi e i carovanieri dei Magi preparare certi pani di forma schiacciata con la farina che poi cuocevano in vasi di ferro. Vidi poi che li impacchettavano strettamente l’uno sopra l’altro in scatole di cuoio che portavano appese al fianco degli asini. Ho visto venire da Betlemme molti mendicanti che avevano iniziato ad importunare i Re chiedendo loro doni accampando ri­chieste pretestuose e manomettendo perfino i bagagli del seguito. Erano certamente provocatori. I Magi decisero di accomiatarsi e di fare ritorno ai loro paesi. Essi avevano intenzione di passare per Gerusalemme e mettere al corrente Erode della cosa. Questa volta però volevano partire in silenzio a piccoli gruppi per non allarmare la regione e la popola­zione locale. Essi avevano compreso l’errore fatto nel venire quan­do il loro trionfalismo aveva rotto l’incantesimo del silenzio. Ammaestrati dall’esperienza adesso avevano pensato di porvi rimedio. La sera vidi Mensor entrare nella grotta per il commiato Maria gli porse il Santo Pargoletto tra le braccia; vidi il Re raggian­te di gioia. Dopo Mensor seguirono gli altri due che si accomia­tarono piangendo di commozione. In quest’occasione essi fecero alla Sacra Famiglia nuovi doni: molti pezzi di stoffa grezza dei panni rossi e a fiorami bellissimi tappeti e vi lasciarono perfino gli ampi e finissimi mantelli; donarono pure astucci contenenti dei grani e una cesta che conteneva dei vasi da cui crescevano certe erbette verdi assai fini che davano dei fiorellini bianchi. Era mirra. A Giuseppe diedero in dono anche delle alte ceste contenenti uccelli. I Magi nel congedarsi definitivamente dalla Madonna e dal Bambino piansero commossi. La Santa Vergine frattanto era rima­sta in piedi dinanzi a loro e teneva il Bambino fra le braccia avvol­to in un velo. Ella accompagnò per alcuni passi i Santi Re verso l’ingresso della grotta poi si fermò e diede a Mensor il sottile velo di stoffa color giallo che portava sul capo affinché questi potesse avere un ricordo dell’avvenimento. Inchinatosi riverenti i Magi accettarono con gioia quel dono prezioso della Madonna mentre il cuore batteva dentro di loro gonfio di riconoscenza e di santo timore. Da quel momento il velo fu per loro la reliquia più sacra conservata gelosamente. Maria aveva accettato quei sentimenti devozionali con sincera umiltà con quella stessa espressione di amore che ebbe per Giu­seppe quando era disperato per non aver trovato un luogo per la notte. La Vergine era più addolorata di lui perché comprendeva nella profondità dell’animo come fosse grande la sua umiliazione. Questo è il vero amore che scaturisce dalle profondità del cuore. Quindi alla luce delle fiaccole i Santi Re si recarono sotto il grande terebinto per tenervi la cerimonia religiosa. Una fiaccola ardeva sotto l’albero mentre essi iniziarono a pregare e a cantare dolcemente sotto lo scintillio luminoso degli astri del firmamento celeste. Le voci dei fanciulli del seguito si sentivano risuonare armoniose e innocenti nel coro. Terminato il rito mangiarono un pasto frugale; poi mentre alcuni fecero ritor­no all’albergo di Betlemme gli altri si coricarono nell’accampa­mento. A mezzanotte vidi improvvisamente apparire un segno cele­ste: mentre i Re dormivano tranquillamente radunati sotto la ten­da più grande vidi un giovane circondato da una luce meraviglio­sa; era un Angelo che li ammoni di non passare per Gerusalem­me bensì costeggiare il mar Morto e prendere il cammino del deserto. A quel sogno tutti balzarono dai giacigli andarono a sve­gliare i servi e si recarono alla grotta a destare Giuseppe il quale corse subito a Betlemme a chiamare coloro che vi passavano la notte. Frattanto questi ultimi avendo avuto anch’essi contemporanea­mente uguale apparizione si erano già messi in cammino verso l’accampamento e avevano incontrato Giuseppe. In pochissimo tem­po fu levato il campo e tolte le tende e preparati i bagagli fu disposta ogni cosa per l’immediata partenza. I Re si congedarono da Giuseppe abbracciandolo per l’ultima volta; subito dopo la carovana divisa in piccoli drappelli mosse a passo celere verso il deserto d’Engaddi. I Magi avevano pregato la Santa Famiglia di fuggire con loro; poi avevano esortato Maria a nascondersi con il Bambino per ovviare all’imminente pericolo. L’Angelo indicava la via ai Magi che ben presto furono fuori dalla vista di Giuseppe. I piccoli drappelli sgravati dal carico del viaggio d’andata distavano circa un quarto d’ora l’uno dall’altro. Dapprima la marcia volse a levante poi si diresse verso il sud. Questa fu la stessa strada percorsa da Gesù quando ritornò dall’Egitto.

89 – Misure delle autorità di Betlemme contro i Magi.  Zaccaria di Juta visita la Sacra Famiglia.
Visioni di martedì 25 dicembre.
Quando scattò l’ordine di cattura da parte degli erodiani i Magi erano già a Engaddi. L’Angelo aveva ammonito i Re veramente in tempo. Nella stessa notte della loro partenza le autorità di Betlemme avevano inviato le guardie a prelevare i Magi nel sonno per rinchiuderli nei sotterranei della sinagoga con l’accusa di perturbare l’ordine del paese. Ma quando le guardie erano giunte nella valle in cui i Santi Re avevano tenuto l’accampamento meno qualche palo servito a sostenere le tende e l’erba calpestata non trovarono che la quiete più silenziosa. Al mattino quando si apprese che i Magi erano fug­giti nella notte tra la popolazione di Betlemme Iniziò a serpeggiare una grande agitazione: presero a circolare le opinioni più confuse e diverse in tutta la città e nei dintorni. Molti si erano pentiti di non aver voluto alloggiare Giuseppe; altri si perdevano in chiacchiere inutili descrivendo i Re quali fanatici avventurieri. Vidi la piazza centrale di Betlemme ricolma di popolo. Da uno scalone del palazzo del governo vicino alla sinagoga dov’era una grande fontana ombreggiata da piante un uomo circondato da al­tri leggeva un proclama. Tutti erano assorti nell’ascolto. Nel pro­clama si vietava ai cittadini di Betlemme e dintorni di frequentare la grotta della collina perché era origine di dicerie e falsità che compromettevano l’ordine pubblico. Vidi poi il popolo ritornare alle proprie abitazioni mentre San Giuseppe scortato da due persone veniva condotto in quello stesso palazzo per essere interrogato da funzionari del governo erodiano. Lo vidi poi far ritorno alla grotta e recarsi una seconda volta da questi vecchi Giudei. Aveva un sacco sulle spalle che depositò su un banco alla loro presenza; scaricò da questo una buona par­te dell’oro che aveva avuto in dono dai Re. Allora i vecchi giudi­ci lo rimisero subito in libertà. Mi sembrò che quel processo fosse stato intentato a soli fini speculativi. La Santa Famiglia adesso era sospettata e isolata dalla popo­lazione dei dintorni. Giuseppe frattanto aveva provveduto a nascondere i doni e il resto dell’oro dei Magi nella caverna di Maraha ed in un’altra grot­ta della collina. Questa sera ho visto arrivare Zaccaria da Hebron per fare una visita alla Sacra Famiglia. Egli pieno di commozione e di gioia ha abbracciato il Santo Bambino elevando al Cielo un cantico di lode. Avevo già udito cantare dal vecchio sacerdote un inno simile in occasione della circoncisione di Giovanni.

90 – La Sacra Famiglia si nasconde. – Visioni di mercoledì 26 dicembre.
Oggi Zaccaria è ripartito mentre Anna la figlia maggiore il secondo marito e l’ancella hanno fatto ritorno alla grotta. La figlia di Anna mi sembrava più vecchia di sua madre. Il secondo marito di Anna Eliud era molto più anziano e di costituzione fisica più robusta di Gioacchino. La Santa Madre aveva avuto da lui una figlia che si chiamava pure Maria; quando nac­que Gesù questa aveva all’incirca sette anni. Alla morte di Eliud Anna seguendo la volontà divina prese un terzo marito da cui ebbe ancora un figlio; questi fu chiamato “il fratello di Cristo” dalla voce del popolo. Vedevo che Maria Santissima piena di grazia e irrorata di gioia affidava spesso il Bambino nelle braccia di Anna. Le due sante donne Gli strofinavano la testolina e poi la coprivano con un panno. La Santa Famiglia trattava sempre il Bambino Divino con un rispetto devoto e profondo ma ogni atto era semplice ed ingenuo come dovrebbe essere ogni azione dell’uomo che vive nella grazia dello Spirito Santo. Il Bambino Divino mostrava un amore eccezio­nale per sua madre. Quando Maria raccontò ad Anna tutti i parti­colari della visita dei Magi ella si commosse al pensiero che Dio avesse chiamato gente così lontana ad adorare il Figlio della Pro­messa. Poi la Madonna mostrò alla madre i doni portati dai Santi Re nascosti in un vano della parete. Le sante donne li contemplarono commosse come testimonian­za sincera della devozione dei Magi per il loro Prediletto. Anna aiutò Maria a distribuire i doni e a disporre le faccende domestiche. Intorno alla grotta regnava la quiete più profonda; le autorità avevano fatto sbarrare tutte le strade di accesso. Per evi­tare ogni contatto pubblico Giuseppe non andava più a Betlem­me per gli acquisti; i pastori dei dintorni provvedevano a tutto. Essendo il luogo divenuto insicuro e molto osservato dalle guardie erodiane la Santa Famiglia aveva pensato di mettere in salvo tutto i propri averi. Ho visto quindi Eliud e l’ancella di Anna partire con un asino pieno di bagagli. Anche l’ancella portava due involti l’uno sul dorso e l’altro appeso al collo. I bagagli contenevano tutto il restante delle offerte dei Santi Re come le stoffe e i vasi d’oro che più tardi furono adoperati nelle cerimonie religiose cristiane. Pare che i due domestici aves­sero il compito di portare quei beni solo fino ad un certo punto dove altri servi di fiducia di Anna avrebbero proseguito il cam­mino fino a Nazareth. Alcune volte ebbi la visione di Anna e Maria Santissima che nella caverna laterale ricamavano o tessevano un tappeto assai grande. Vedo la Grotta del Presepio vuota solo l’asino si trova dietro la parete di vimini. Oggi sono venuti di nuovo alcuni ufficiali di Erode e li ho visti cercare il Neonato dappertutto. La permanenza in questo luo­go diventa sempre più pericolosa. Una ricca ebrea che aveva appena dato alla luce un figlio fu sottoposta a numerose angherie e maltrattamenti; Erode era inva­so sempre più dal timore di perdere il trono. Infatti due vecchi pastori avvertirono Giuseppe di essere più prudente di fronte all’incombente pericolo erodiano. Allora i no­stri si rifugiarono definitivamente nella caverna di Maraha. Li vidi attraversare la valle nella notte seguendo la debole luce di una lan­terna. A questo punto ebbi una magnifica visione: vidi il Santo Bambino mentre riposava tra le braccia di Anna circondato da un’aureola formata da sette figure di Angeli intrecciati insieme. Numerose altre figure indistinte ma luminosissime conduceva­no per il braccio Anna Giuseppe e Maria.

91 – De lacte Sanctissimae Virginis Mariae (il miracolo del latte di Maria)
Visioni di giovedì 27 dicembre.
Vidi due pastori correre nella caverna di Maraha per avverti­re la Santa Vergine di un pericolo incombente: di nuovo guardie erodiane venivano alla ricerca del suo Figliolo. Maria allora inva­sa dal timore consegnò il Bambino a Giuseppe che lo avvolse subito nel suo mantello e lo portò via. Maria rimase sola e angosciata per oltre mezza giornata. Giun­ta l’ora in cui soleva allattare il Bambino fece come tutte le buo­ne madri in queste situazioni: premette dal suo seno addolorato il latte che fluì in un’incavatura bianca scavata nella spelonca. Maria narrò questo fatto ad vecchio pastore venuto per con­durla dal Bambino allora l’uomo subito tolse il latte verginale che era ancor tiepido dall’incavatura e lo portò a sua moglie che non poteva allattare il figlioletto; fece questo con la più ingenua sponaneità e profonda fede. La buona consorte bevve il nutrimento con viva fiducia e su­bito ricompensata per la sua fede fu in grado di allattare il pro­prio bambino. Da quando avvenne questo fatto anche la semplice pietra bianca della spelonca su cui Maria aveva lasciato scorrere il suo latte possedette tale facoltà. Ancor attualmente gli infedeli maomet­tani la considerano come un rimedio salutare per le madri che non possono dare latte. Il suolo della “Grotta del santo latte” fu sempre tenuto in grande venerazione da chi visitò i luoghi santi. I devoti pellegrini hanno l’usanza di mettere la terra di questo suolo in piccoli astucci su cui vi scrivono esteriormente: De lacte Sanctissimae Virginis Ma­riae poi li spediscono come reliquie e santi ricordi nei paesi della Cristianità.

92 - Celebrazione della ricorrenza delle nozze di Maria Santissima
Giuseppe non si tenne nascosto nella caverna di Maraha; lo vidi con i pastori intrecciare ghirlande ed addobbare la Grotta del Presepio per celebrarvi la commemorazione delle sue nozze. Quando tutto fu pronto Giuseppe andò a prendere la Vergi­ne col Bambino ed Anna per condurli nella grotta adornata a fe­sta. Qui li aspettavano già Eliud l’ancella ed i tre anziani pastori. Le pareti erano state tutte abbellite da corone di fiori ed in mezzo alla caverna vi era un piano su cui si vedevano dei cibi. Al suolo erano stati stesi alcuni tra i migliori tappeti scelti tra quelli donati dai Santi Re. Al centro della tavola vidi che si erge­va un mazzo piramidale di foglie e fiori sulla dma del medesi­mo vi era un ramo su cui riposava una colomba che credo fosse finta. Vidi la grotta intrisa di splendore e di gioia. Sopra un piccolo banco era stata posta la culla in cui giaceva il Santo Bambino mentre Maria e Giuseppe incoronati di ghir­lande gli stavano al fianco e bevevano nelle coppe. Erano presenti anche alcuni pastori. Dapprima cantarono lietamente i salmi poi incominciarono un pasto assai frugale. Vidi gli Angeli entrare nella grotta e percepii la mano di Dio presiedere quella scena di gioia. Finita la festa la Santa Vergine insieme ad Anna ed al Bam­bino lasciò subito la grotta per  ifugiarsi di nuovo nella caverna di Maraha. Tutti rimasero commossi e dolcemente rapiti nella gra­zia di Dio.

93 – Preparativi per la partenza. – Visioni da venerdì 28 a domenica 30 dicembre.
In questo tempo vidi San Giuseppe occuparsi dei preparativi per la prossima partenza. Egli donò ai pastori quasi tutto comprese le pareti di vimini e tutti gli altri oggetti che aveva costruito per abbellire e per rendere più comoda la grotta. Oggi dopo mezzogiorno ho visto molte persone passare vici­no alla grotta ma siccome sembrava abbandonata hanno continua­to il loro cammino. Vedo la Santa Famiglia intenta negli ultimi preparativi per la partenza. Due asini sono stati caricati dei doni dei Santi Re: tap­peti pani e stoffe. Prima di mettersi in viaggio la Sacra Famiglia celebra il sa­bato nella caverna del “santo latte”. Nei dintorni tutto è tranquil­lo. Anna Eliud ed i servi sono partiti per primi alla volta di Nazareth. Questa notte per la seconda volta ho visto Maria usci­re dalla grotta di Maraha per recarsi in quella del presepio. Disteso il Bambino su un tappeto sul posto dove era nato Gli si è inginocchiata vicino e ha pregato. Allora improvvisamente come quando è nato Gesù ho visto tutta la caverna rifulgere di luce e l’adorabile Madre di Dio risplen­dere per quella luce straordinaria.

94 – Anna Caterina Emmerick: le reliquie dei tre Magi
Certamente per volere di Dio le reliquie dei Santi e dei Martiri durante in secoli cristiani hanno santamente influenzato numerosi mem­bri del Corpo Mistico di Gesù Cristo. Le grazie che provengono dalle reliquie consistenti in un qualun­que oggetto consacrato furono molto evidenti nell’anima eletta della pia Emmerick. Al solo contatto per esempio con un pezzo di stoffa di una veste di un Santo la Veggente era in condizione di narrare la vita di que­st’ultimo fin nei minimi particolari. Tale grazia fu quasi ignorata dalle Commissioni ecclesiastiche che studiavano i ftnomeni mistici di Suor Emmerick. Dalle varie testimonianze e dal comportamento stesso della Veggente noi siamo persuasi che questo dono spirituale era in lei assai manfesto. Tale prodigiosa facoltà infatti fu confermata quando Anna Caterina rice­vette un gran numero di oggetti sacri e fu in grado di riconoscerne immediatamente la loro origine. A causa della decadenza della fede e della soppressione di numerose chiese e conventi42 i preziosi ricordi custoditi in molte chiese andarono dispersi o ceduti ad antiquari. L’esistenza di molti santi ricordi abbandonati comunque sparsi nei dintorni fu segnalata dalla Veggente; infatti molti arredi e oggetti sacri furono poi rinvenuti grazie alle sue rivelazioni. Il reverendo Overberg il suo confessore straordinario le pro­curò così due vasi ricolmi di reliquie dei Santi molte delle quali ritro­vate in una chiesa antichissima demolita. Tra le medesime c’erano pez­zetti di stoffa appartenuta ai Re Magi. Suor Emmerick era persuasa che Anna fosse partita da Betlemme portando con sé qualche cosa che appartenesse a lei. Evidentemente allu­deva alle stoffe che erano state donate dai Re alla Santa Famiglia e poi giunte dopo circa milleottocento anni nelle sue mani stigmatizzate. La Veggente con templando due pezzi di stoffa l’uno giallo di lana l’altro di seta rosso-bruno che erano stati parte dei mantelli dei Santi Re disse:
Io devo possederne ancora un altro. Questi tre pezzetti di stoffa che posseggo appartennero a tre manti dei Magi: uno assai pesante per il cattivo tempo un altro giallo ed uno rosso di lana finissima e leggera. Nelle ricorrenze solenni però i Re vestivano manti di seta grezza molto lunghi e risplendenti d’oro; gli orli venivano sollevati dai paggi. Quando essi erano soli e soffiava il vento vedevo i loro mantelli muoversi formando larghe pieghe. Sento di aver vicina una simile reliquia e per influenza di questa stessa stanotte ho visto come si lavorava e si tesseva la seta…”
Così Suor Emmerick descrisse alcune visioni intorno alle donne che tessevano la seta in un paese posto a levante dei domini dei Magi pro­babilmente dove si spinse anche San Tommaso.
“Il pellegrino” senza speczficarne la natura le porse un involucro contenente alcune reliquie. Ella quindi palpando tra le mani un sottile nastro avvolto in un gomitolo di stoffa naturale disse:
“Questo pezzetto è dì finissima lana doveva appartenere certa­mente ad un mantello di Mensor. Quel mantello aveva i fori per passarvi le braccia ma era senza maniche”. “Anche questi altri (così disse mentre prendeva due pezzetti di stoffa di lana color nanchino) appartennero ad un mantello che i Santi Re lasciarono ai pastori. Questo invece (un pezzetto di tap­peto di stoffa rossa> stava davanti al santo Sepolcro nel tempo in cui i Cristiani possedevano Gerusalemme. Quando i Turchi espu­gnarono la città i cavalieri cristiani si divisero il tappeto e così ognuno di essi ne ebbe un pezzetto come ricordo. Questa invece (un pezzetto quadrato di stoffa serica ornata di color giallo e bianco) apparteneva alla stola del santissimo prete Alessio il quale credo fosse un cappuccino e pregava sempre sul santo Sepolcro. Quando i Turchi conquistarono Gerusalemme fecero entrare i loro cavalli nelle chiese cristiane; presero padre Alessio e lo maltrattarono assai: nel luogo in cui egli pregava gli posero vicino una vecchia turca. Ma siccome il santo prete non si lascia­va intimidire e corrompere lo murarono vivo nel sepolcro incari­cando la donna di passargli ogni tanto cibo e acqua in modo che non morisse subito”. Poi palpando un pezzetto di seta color verde e bruno Anna Caterina disse: “Non è propriamente una santa reliquia però è un oggetto venerabile. Fu levata dalle panche della chiesa del santo Sepolcro su cui sedevano i principi e i cavalieri cristiani e fece parte della suddivisione fatta al tempo dell’invasione Turca”. Infine parlando di un pezzo di carta ripiegato disse: “Contie­ne una pietruzza della cappella del santo Sepolcro e vi è unita anche una scheggia delle ossa del discepolo Silvano di Sichar”.
Tutto questo avvenne mentre Suor Emmerick era a letto sofferente; la sua stanza era immersa nella semioscurità perché l’unica luce proveniva dal lume della stanza accanto.

La vita della Madonna
secondo le contemplazioni di Anna Caterina Emmerick

PARTE TERZA

LA MADRE DOLOROSA
“E anche a te una spada trafiggerà l’anima”  (Lc 235) (La profezia di San Simeone alla Madonna)
Capitolo VI

LA PURIFICAZIONE DI MARIA SANTISSIMA1
95 – La cerimonia al tempio – Simeone – La partenza della Santa Fa­miglia alla volta di Nazareth. 96 – Notizie sul viaggio di ritorno dei San-ti Magi e la morte di Simeone. 97 – Arrivo della Santa Famiglia da Anna – Il giardino di Sant’Anna – RLflessioni personali della Veggente. 98 – Sulla stagione in Palestina.  99 – Preghiera e purzficazione della Santa Vergine Maria.

95 – La cerimonia al tempio – Simeone La partenza della Santa Famiglia alla volta di Nazareth
Come la Legge prescriveva si avvicinava il giorno in cui la Santa Vergine doveva presentare il suo Primogenito al tempio. Maria si dispose per il viaggio che sarebbe poi continuato verso Nazareth. La sera di domenica 30 dicembre i pastori ricevettero i doni che Anna aveva donato alla Santa Famiglia. Giuseppe aveva avu­to cura di pulire e di liberare da tutti gli oggetti la grotta la ca­verna di Maraha e quella laterale. Anzi vidi che ripulì anche il suolo. Tra la domenica e il lunedì 31 dicembre Maria e Giuseppe si congedarono dai sacri luoghi destinati a divenire oggetto di devozione per tutta la Cristianità. Entrati per l’ultima volta nella grotta stesero il tappeto sul posto dove era nato il Bambino e pregarono in ginocchio poi ripeterono la cerimonia sullo stesso luogo dove era stato circonciso. Spuntava appena il giorno quando la Santa Famiglia lasciò quei luoghi tanto significativi. La Vergine era adagiata trasversalmente sulla groppa dell’asi­no tra alcuni involucri e tappeti che gli anziani pastori avevano preparato per il viaggio. Giuseppe le pose in grembo il Bambinello e la Madonna lo contemplò felice; il Santo Pargoletto era avvolto nell’ampio velo. I pastori prima di accomiatarsi accompagnarono commossi la Sacra Famiglia fino ad un certo punto. Questa volta non presero la strada principale ma compirono un largo giro dalla grotta a quella di Maraha dirigendosi poi verso il sud di Betlemme affinché nessu­no potesse osservarli.
30 gennaio.
Durante la giornata ho visto la Santa Famiglia avanzare assai lentamente sulla strada che da Betlemme conduce a Gerusalemme cosicché suppongo si siano fermati spesso. A mezzogiorno riposa­rono su alcune panche che circondavano un pozzo coperto. Due donne avvicinatesi a Maria le offrirono dei piccoli vasi contenenti del balsamo e dei pani. L’offerta che Maria recava al tempio si trovava in una cesta caricata sull’asino. La corba aveva tre scompartimenti due dei quali pieni di frutta e il terzo rinchiudeva in un graticcio due tortorel­le. Verso sera li vidi passare innanzi a Gerusalemme; essi l’aggi­rarono dal lato di mezzogiorno mantenendosi a una distanza di circa un quarto d’ora dalla città. Poi li vidi entrare in una piccola casa situata vicino ad un vasto dormitorio pubblico. Questa casa era abitata da due coniugi senza figli; essi accol­sero Maria con un’esplosione di giubilo. Erano Esseni parenti di Giovanna Chusa. L’uomo era occupato come giardiniere e aveva un compito di responsabilità relativo alla cura delle strade di Gerusalemme. Vidi che la Santa Vergine rimase quasi sempre sola con Gesù in una stanza; aveva disteso il Bambino su un tappeto. Era assorta in preghiera come se si preparasse alla cerimonia sacrificale. Ebbi delle chiare visioni di Angeli che comparvero in quella stanza per adorare Gesù. Frattanto io ricevetti interiormente tutte le istruzioni per l’accoglimento spirituale dei Santi Sacramenti. Vidi Maria Santissima assorta in profonda estasi e sebbene non possa assicurarlo credo che vedesse gli Angeli e fosse entrata in comunione con loro. I coniugi che ospitavano la santa Coppia usarono per la Ma­dre di Dio ogni possibile premura e cortesia credo che essi avesse­ro l’intuizione della santità del bambino Gesù. Verso le sette di sera ebbi una visione relativa a San Simeo­ne: lo vidi assai vecchio e magro e portava la barba corta; era sacerdote ma senza distinzione di rango; aveva moglie e tre figli già adulti dei quali il più giovane aveva quasi vent’anni. Simeone dimorava vicinissimo al tempio; lo vidi attraversare uno stretto ed oscuro corridoio che lo conduceva all’interno del santuario entrò in una piccola cella a volta scavata nello spessore della muraglia. In questa cella vi era solo una finestrella dalla quale si pote­va guardare nel tempio sottostante. Mentre il vecchio Simeone re­stò inginocchiato rapito nella preghiera gli apparve un Angelo il quale lo avverti che il prossimo Bambinello offerto al tempio sa­rebbe stato il Messia dell’umanità. L’Angelo comunicò inoltre a Si­meone che dopo aver veduto il Messia sarebbe avvenuto il suo trapasso. Vidi quella piccola cella inondata di luce e San Simeone raggiante di gioia. Ritornato alla sua abitazione pieno di giubilo il vecchio raccontò a sua moglie ciò che gli era stato annunciato. Quando la consorte si allontanò per riposarsi egli si mise di nuovo a pregare. Vidi anche la profetessa Anna pregare nella sua cella mentre aveva una visione sulla presentazione di Gesù al tem­pio. Ho visto alcuni devoti Israeliti flagellarsi ma senza gesti vio­lenti o di rabbia.
2 febbraio.
L’alba del nuovo giorno non era ancora sorta quando la San­ta Famiglia accompagnata dalla devota coppia di Esseni si dires­se al tempio di Gerusalemme. Conducevano con loro l’asino cari­co. Entrarono in un cortile circondato da una muraglia; Giuseppe ed il suo ospite condussero l’asino in una stalla vicina mentre Ma­ria veniva accolta amorosamente da una donna attempata. La Vergine fu condotta insieme col Bambino in un corridoio coperto che immetteva all’interno del tempio. Siccome tutto era an­cora immerso nell’oscurità si servirono di una lanterna. Il vecchio sacerdote Simeone pieno di santa attesa corse ad incontrare Maria Santissima e scambiate con Lei alcune allegre parole strinse vivamente al petto il Bambinello. L’ annuncio che aveva avuto dall’Angelo il giorno precedente l’aveva reso pronto all’accoglienza del promesso Bambino e delle pie donne. Simeone indossava la lunga veste che usavano portare i sacer­doti quando non erano occupati nel servizio divino. Io l’ho vedu­to altre volte nel tempio come vecchio sacerdote di rango non molto elevato ma che si distingueva per la sua grande umanità e semplicità d’insegnamento. Allora la Santa Vergine fu condotta dalla donna attempata nell’atrio in cui doveva avvenire la presentazione. Le sue antiche maestre Anna e Noemi che abitavano in questa parte del tempio corsero ad incontrarla. Simeone1 che frattanto si era allontanato venne nuovamente a prendere la Beata Vergine e la condusse nel luogo dove solitamente si benediceva il primogenito. Anna cui Giuseppe frattanto aveva consegnato il cesto con le vittime sacrificali e Noemi li seguirono. Giuseppe entrò per un’altra porta e si recò al lu ogo destinato agli uomini. Nel tempio era stato tutto disposto per la cerimonia. La sala in cui aveva luogo il sacrificio era grande come la chiesa maggiore di Dùlmen. Lungo le pareti ardevano numerose piccole fiaccole disposte a forma piramidale. Dinanzi ad una specie di altare vidi alcuni sacerdoti che apri­rono una cassa quadrangolare dalla quale ne uscirono numerosi oggetti. Montarono così una specie di vasto tavolo su cui posero un gran piatto; poi lo ricoprirono con un panno rosso cui sovrapposero un velo bianco trasparente tanto lungo da toccare il suolo. Ai quattro angoli del tavolo vennero poste delle torce ar­denti ed in mezzo due piatti ovali e due ceste. Tutti questi oggetti furono tolti da vari scomparti della cassa dalla quale trassero anche gli abiti sacerdotali che collocarono sopra un altro altare. L’altare provvisorio del sacrificio era circondato da un gratic­cio. Ai due lati della sala si vedevano sedili disposti a diversa altezza dove alcuni sacerdoti erano assorti in orazione. Allora Simeone dopo aver fatto attraversare il graticcio a Maria che teneva in braccio Gesù avvolto in un velo azzurro fece deporre il Santo Bambino in una navicella sul tavolo dove arde-vano le lampade. In quel momento come un improvviso apparire del sole un indicibile splendore riempì il tempio. Percepii allora la presenza di Dio in quel luogo e sopra il bambino Gesù vidi il cielo aprirsi e lasciar scorgere il trono della Santissima Trinità. Subito dopo Simeone condusse Maria nella sala destinata alle donne; la sala aveva delle aperture come grate. La Vergine vestiva un abito azzurro portava sul capo un velo bianco ed era interamente avvolta in un lungo manto color gial­liccio. Recatosi all’altare sul quale avevano posto gli abiti sacerdotali Simeone e tre altri sacerdoti si abbigliarono per la cerimonia. Portavano al braccio una specie di piccolo scudo ed in testa un berretto diviso nel mezzo da una larga fessura. Uno di essi si pose dinanzi all’altare del sacrificio un altro si collocò dietro mentre gli altri due si posero ai lati del tavolo e pregarono per il fanciullo. Allora Anna accostatasi alla Madonna le diede il cesto delle vittime; Maria avanzò con questo fino all’altare dei sacrifici e qui si fermò. Simeone quindi guidò la Santa Vergine davanti all’altare su cui depose le sue offerte. In uno dei piatti ovali fu posta la frutta nell’altro alcune monete e le tortorelle furono lasciate nel canestro. Mentre Maria e Simeone erano rimasti dinanzi all’ara il sacer­dote che stava dietro levò dalla navicella il Bambino e lo sollevò in alto volgendolo verso varie parti del tempio. Dopo aver prega­to a lungo su Gesù lo consegnò a Simeone che a sua volta lo restituì alla Santa Madre. Quindi il sacerdote celebrante prese una pergamena da un leggio e lesse alcune preghiere per la Vergine e per il Santo Bambino. La Madonna aureolata di luce celeste seguì Simeone alla balaustra dove Anna l’attendeva per condurla alla sala destinata alle donne. Nel vestibolo frattanto vidi radunate altre venti donne per il sacrificio dei loro neonati. Giuseppe restava ritirato nel luo­go destinato agli uomini. Innanzi all’altare maggiore i sacerdoti in­cominciarono ad incensare e pregare; gli altri religiosi seguivano con i gesti la preghiera. Finita la cerimonia Simeone si recò da Maria Santissima e rapito in un’estasi di gioia prese il Bambino tra le braccia. Poi rivolto verso il Cielo ringraziò il Signore in questo modo: “Signo­re permetti che il tuo servo muoia in pace poiché ora i miei occhi hanno visto la salvezza che Tu vuoi donare ai popoli la luce che deve illuminare i pagani e la gloria del popolo tuo Israele”. Dopo aver benedetto San Giuseppe e Maria Simeone rivolse alla Vergine queste parole: “Il Santo Bambino sarà causa di caduta per molti in Israele per molti altri invece causa di risurrezione e sarà assai contrastato perché saranno svelati i pensieri di molti cuori. La tua anima poi verrà trapassata dalla spada del dolore ed allora i cuori di molti si convertiranno al vero Dio!”. Quando Simeone ebbe finito il suo discorso la profetessa Anna mossa da divino entusiasmo parlò a lungo del Bambino e chiamò Maria: “Donna beata”. Tutti furono inteneriti e mostraro­no la massima devozione guardando Gesù e Maria bella e raggian­te come una rosa celeste. Perfino i sacerdoti espressero entusiasmo sebbene sembrasse che l’Evento non fosse loro sconosciuto. La Santa Famiglia agli occhi del popolo fece una semplice offerta al tempio; ma Giuseppe diede in segreto al vecchio Simeo­ne e ad Anna alcune lamine d’oro triangolari per sostenere le vergini povere che venivano educate al tempio. Vidi la Santa Vergine col Bambino accomiatarsi da Anna e Noemi nel cortile. Quindi la Santa Famiglia partì subito alla volta di Nazareth. Non ho veduto quali offerte fossero state fatte dalle altre fa­miglie presenti al tempio per il sacrificio dei loro fanciulli però sento che ciascuna di loro ebbe una grazia speciale e più tardi subiranno la ferocia erodiana. La cerimonia al tempio termmò alle nove del mattino; la Santa Famiglia fece la prima tappa a Bethron. Giuseppe però continuava a sperare in cuor suo di stabilirsi a Betlemme.

96 – Notizie sul viaggio di ritorno dei Santi Magi e la morte di Simeone
Sulla riva di un fiume vidi i Santi Magi che celebravano una cerimonia religiosa. In quel luogo vi era una grande casa circon­data da altre più piccole. Il primo tratto del viaggio fu percorso rapidamente dalle carovane dei Magi poi si mossero più lenta­mente. Mi parve di vedere alla guida delle carovane un fanciullo vestito di luce raggiante; parlava talvolta con i Magi. Li vedo lasciare a destra un paese che mi viene indicato con due lettere: “Ur”.
3 gennaio. La morte di Simeone.
Simeone aveva tre figli il maggiore aveva circa quarant’anni ed il minore venti. Ambedue servivano nel tempio e si mantenne­ro sempre amici sinceri di Gesù e dei suoi discepoli; furono suoi seguaci fin dopo l’Ascensione al cielo. Uno di essi preparò a Gesù ed ai discepoli l’agnello dell’ultima Pasqua. Quando Gesù fu chiamato al Cielo e scoppiò la prima persecu­zione contro i Cristiani vidi i figli oppure i nipoti di Simeone impegnarsi in favore dei seguaci del Redentore. L’anziano sacerdote era unito da legami di parentela con il padre di Serapia (poi chiamata Veronica) e per mezzo di quest’ultimo era in parentela anche con Zaccaria. Quando San Simeone dopo la profezia su Gesù ritornò alla propria abitazione si am­malò. Nonostante fosse afflitto dalla malattia si intrattenne a lun­go in gioia estatica a discorrere con la moglie ed i figli. Durante la notte vidi le ultime ore della sua vita su questa terra. Dopo aver fatto le ultime raccomandazioni alla moglie ed ai figli il vecchio sacerdote si mise a parlare del Santo Bambino Sal­vatore d’Israele e di tutto quello che l’Angelo gli aveva annun­ciato. il suo aspetto irradiava splendore e grave allegrezza. Lo vidi morire tranquillo nelle braccia della sua famiglia che si rassegna-va a tanto necessario dolore. Un’aureola di luce circondava il let­to di San Simeone nel momento del suo trapasso; numerosi sacer­doti ebrei che pregavano vicino al suo capezzale ne furono illu­minati. Quando spirò il suo corpo venne trasportato in una stanza vicina e collocato su di un’asse traforata lo si ricoprì di un pan­no sotto il quale fu lavato con panni bagnati. In tal modo il corpo veniva lavato senza che mostrasse le sue nudità. L’acqua scorrendo attraverso i fori dell’asse finiva in un sottoposto bacino di rame. Finita tale operazione ricoprirono il suo corpo di grandi fo­glie verdi e lo circondarono di fuscelli di erbe poi l’avvolsero come un fanciullo in un lenzuolo che gli strinsero intorno al corpo con delle bende. Alla sera Simeone fu sepolto. Alcune persone munite di fiac­cole portavano la bara un po’ diversa da quelle nostre. Vidi il cor­teo funebre muoversi in modo più spedito di come facciamo noi. Il sepolcro che doveva accogliere il corpo di San Simeone era posto non lontano dal tempio consisteva in una nicchia scavata nel centro di un piccolo rialzo di terra in cui la porta era praticata trasversalmente. La parete interna era costruita in un modo parti­colare e sebbene più rudimentale aveva qualcosa di simile con le pareti ruvide che ho veduto nel primo chiostro di San Benedetto. Le pietre della parete erano di vario colore e simili a quelle della cella che Maria Santissima aveva abitato nel tempio. Il sepolcro era molto piccolo. In occasione di queste cerimonie funebri solitamente si offriva al corpo mortale alcune monete pie­truzze ed anche cibi preparati.

97 – Arrivo della Santa Famiglia da Anna
La Santa Famiglia giunse di sera a casa di Anna nei pressi della valle di Zabulon. Si celebrò una piccola festa di famiglia. Sul tavolo ardeva una lampada. Vidi il marito di Anna che si occu­pava degli ospiti. Maria Heli era assente. Poiché Giuseppe e Ma­ria intendevano fermarsi per qualche tempo tolsero il carico all’asi­no. Tutti furono felici di vedere il Santo Bambino ma la loro gioia era silenziosa perché proveniente dalle profondità del cuore. Mai ho veduto questa gente abbandonarsi troppo all’impeto di un sentimento emozionale qualunque esso fosse. Vidi poi un piccolo banchetto cui parteciparono anche alcuni sacerdoti. Fra le donne che mangiavano in una stanza separata riconosco Maria Heli e sua figlia Maria di Cleofa; poi vidi un’altra donna che abitava nel paese di Elisabetta e l’ancella di Maria quella che era alla grotta di Betlemme. Oggi ho visto partire Giuseppe con Maria il Santo Bambino e l’ancella alla volta della dimora di Nazareth portavano con loro due asini carichi.
Il giardino di San t’Anna; riflessioni personali della Veggente
Oggi mentre pregavo mi trovai assorta in uno stato di estasi profonda e mi vidi in spirito presso una giovane coppia afflitta da una grave malattia mortale; se fossero morti avrebbero lasciato sola la vecchia madre senza alcun sostegno. Conoscevo questa famiglia da molto tempo non ne avevo più notizie. Siccome nei casi dolorosi invoco sempre l’aiuto di Sant’An­na mi vidi nella sua casa e potei contemplare il giardino con gli alberi carichi di pere di prugne e di altra frutta. Nonostante la stagione fosse rigidissima colsi la frutta ab­bondante e meravigliosa e la portai ai due giovani sposi i quali subito la gustarono e guarirono. Dopo diedi il resto di quella frutta a molte persone che conoscevo e ad altre che mi erano ancora sco­nosciute; tutti ne furono assai confortati. Probabilmente questo è il simbolo delle grazie che si ricevo­no attraverso l’intercessione di Sant’Anna. Forse fui condotta nel giardino della Santa Madre di Maria per cogliere la frutta delle sue grazie perché ella è la protettrice dei casi dolorosi. Nel suo giardino si coglie la frutta della salvezza e di ogni verità. Quando colgo la frutta nei giardini dei Santi comprendo che a queste grazie sono anche aggiunte le sofferenze.

98 – Sulla stagione in Palestina
Quando la Veggente fu interrogata dal “pellegrino” intorno alla sta­gione in Palestina così rispose:
“Vedo spesso pioggia e nebbia talvolta anche la neve che presto si dilegua. Vedo pure alberi senza foglie carichi di frutta. Qui si miete già quando da noi è appena primavera. Durante l’inverno vedo gli uomini camminare avvolti in ampi mantelli che ricoprono anche la testa.”
6 gennaio.
Maria si è recata in visita a sua madre verso mezzogiorno. Vedo Anna che ha tra le braccia il Santo Bambino. Verso sera la Santa Vergine si prepara per il ritorno a casa; la via che Maria si appresta a percorrere è assai amena e lunga circa mezz ‘ora di cammino attraverso una zona collinare e verdi prati. Frattanto Anna ha mandato alcuni domestici a Nazareth con altri viveri per Giuseppe e Maria. Oh! Com’è commovente tutto quello che avviene nella Santa Famiglia! Maria è una tenera madre per il Bambino Divino e una fedele ancella per Giuseppe a sua volta quest’ultimo è il più affe­zionato amico e il più umile servo della Vergine. Con quanto affetto la Madonna stringe in grembo il Santo Pargoletto! A questa visione l’animo di molta gente mi pare duro e orribile.

99 – Preghiera e purificazione della Santa Vergine Maria
Il simbolismo della festa della purificazione di Maria Santissi­ma mi appare assai difficile da spiegare. Quando contemplo la Chiesa Cattolica la vedo come un gran­de tempio trasparente in cui si celebra una grande solennità. Il tempio ondeggia sulla terra come se fosse sul mare ed è pieno di Cori angelici che circondano festosi la Santissima Trinità. Mentre continuo a vedere il simbolo della Santa Trinità sento la presenza di Gesù che mi consola. Vedo l’Incarnazione del bam­bino Gesù tenuto unito al tempio trasparente da un raggio di luce. Al centro del tempio vedo apparire un altare che non è esattamente come quelli che abbiamo nelle nostre chiese. Su questo c’è un piccolo albero dalle larghe foglie simile a quello del peccato originale nel paradiso terrestre. Quando la Vergine appare dinanzi all’altare con il Santo Bam­bino tra le braccia l’albero dalle larghe foglie si china ed inaridisce. Vedo poi un Angelo d’alta statura ornato di sacri ornamenti e con il capo circondato da una corona il quale si avvicina a Maria Santissima e ricevendo Gesù tra le braccia lo depone subito sull’altare. In questo stesso istante il Fanciullo dispare nella Santa Trinità. Allora l’Angelo porge alla divina Madre un globo rilucente su cui vi è l’immagine del Santo Bambino avvolto in fasce. Con il globo lucente tra le mani Maria si dirige sull’altare librandosi nel­l’aria. Subito dopo vedo giungere da ogni parte poverelli che con­segnano alla Vergine dei ceri accesi. Ella a sua volta li passa al Bambino assiso sul globo lucente. I numerosi lumi diffondono un’aureola di luce magnifica e intensa intorno a Maria e al Santo Bambino. È una cerimonia solenne e ricca di splendore. La Vergine Santissima ha un ampio mantello che scende in larghe pieghe al suolo. Io credo che l’inaridirsi dell’albero della scienza di fronte all’apparizione di Maria e la trasformazione del Santo Fanciullo of­ferto sull’altare della Santissima Trinità simbolizzino la pace e la nuova Alleanza fra l’uomo e Dio. L’offerta dei ceri da parte dei poveri alla Madre divina e da Lei consegnati a Gesù affinché illumini il mondo simbolizzano la consacrazione dei poveri all’illuminazione del mondo e l’interces­sione della Vergine presso suo Figlio. Vedo infine le fiammelle divenire una sola fiamma che ri­schiara l’universo.
Capitolo VII
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI
100 – Le visioni di Anna Caterina Emmerick intorno ai preparativi di Erode per la strage degli Innocenti. 101 – Preghiera di Suor Emmerick nella ricorrenza della strage degli Innocenti: Dio salva un fanciullo per intercessione della Veggente.  102 – Anna e la sua ancella portano sostegni ali­mentari alla Sacra Famiglia – Preghiera in comune.

100 – Le visioni di Anna Caterina Emmerick intorno ai preparativi di Erode per la strage degli Innocenti
Sabato 10 febbraio 1821 Suor Emmerick si addormentò dopo esse­re stata assai disturbata da preoccupazioni temporali relative all’abitazione. Si svegliò consolata perché aveva sognato un anziano e pio sacerdote di sua conoscenza che era venuto a confortarla.
Questo sacerdote pio e saggio mi disse: “Non curarti di nes­suna abitazione ma pensa soltanto a tener puro il tuo cuore per ricevere degnamente il Signore quando Egli viene ad abitare in te. Quando Giuseppe giunse a Betlemme non cercò abitazione per sé ma piuttosto per Gesù allora ripulì accuratamente la Grotta del Presepio”. Inoltre aggiunse: “Quando l’Angelo esortò Giuseppe a fuggire con Gesù e con Maria Santissima in Egitto egli non si curò di cercare un’abitazione ma partì immediatamente obbedendo al comando Divino”.
Lo scrittore supponendo che l’estatica avesse anche quest’anno vi­sioni relative alla fuga in Egitto le domandò: “Giuseppe fuggì proprio in questo giorno in Egitto?”. Lei rispose chiaramente: “No il giorno in cui la Santa Famiglia fuggì corrisponde al nostro 29 febbraio”.
In merito all’età precisa di Gesù al tempo della fuga ella disse:
“Gesù poteva avere poco più di un anno; lo vidi giocare vicino ad un cespuglio di balsami durante una sosta”.
       Un’altra volta Suor Emmerick disse di aver saputo che Gesù a quel­l’epoca aveva l’età di nove mesi.
Domenica 25 ftbbraio.
Vedo la Santa Vergine lavorare all’uncinetto e tessere abitini. Tiene assicurato alla coscia destra un piccolo rotolo contenente della lana ed in mano ha due bastoncini che mi sembrano d’osso e che portano alle estremità degli uncinetti. Il Santo Bambino giace nella culla e la Madonna lavora sedu­ta oppure in piedi ma sempre vicino a Lui. Giuseppe invece la­vora come artigiano: intreccia delle stuoie con fili di scorza d’al­bero. Con queste forma delle intere tavole che servono per mon­tare letti. In una capanna vicino alla casa egli ha immagazzinato un gran numero di simili stuoie e le ha disposte l’una sull’altra. San Giuseppe lavora con molto amore sulle stuoie vi scolpi­sce anche disegni raffiguranti stelle cuori ed altre simili immagi­ni. Egli è lontano dall’immaginare la prossima persecuzione e la fuga in Egitto. Anna viene quasi ogni giorno a visitare la Santa Famiglia. Ebbi la visione di Erode che faceva arruolare nuove guardie: gli arruolati ricevevano equipaggiamento e armi in un grande cortile. Portavano al braccio una specie di scudo a mezza­luna e impugnavano lance e sciabole corte assai larghe simili ai nostri coltelli da macello. Avevano in testa l’elmo e molti porta-vano legacci intorno alle gambe.
Lunedì 26 ftbbraio.
Vidi Erode assai agitato e tormentato nell’animo come quan­do i Magi lo avevano interrogato se conosceva il nuovo “re dei Giudei”. Egli si consigliava con “i dotti delle sacre carte” i quali studiavano i sacri Scritti contenuti in lunghe pergamene assicurate a dei bastoni lunghissimi. Siccome non si riusciva a stabilire con precisione dove fosse nato il “futuro re” Erode diede l’ordine cru­dele di sopprimere con cautela tutti i fanciulli minori di due anni. I nuovi soldati che appunto erano stati addestrati ed equipag­giati furono inviati in diversi luoghi tra Gerusalemme e dintorni. La truppa più numerosa fu mandata a Betlemme. Credo che i soldati avessero ricevuto il compito di occupare i luoghi dove passavano le madri con i propri figli dirette a Gerusalemme. Que­sto veniva fatto per non agire direttamente nei centri abitati per­ché il tiranno temeva eventuali sommosse popolari.
Martedì 27 febbraio.
I soldati di Erode oltre Gerusalemme e dintorni strinsero la morsa intorno ad Hebron Betlemme e in un altro paese che si tro­va presso il mar Morto. Gli abitanti di queste zone furono atterriti.

101 – Preghiera di Suor Emmerick nella ricorrenza della strage degli Innocenti: Dio salva un fanciullo per intercessione della Veggente
Ieri sera Suor Emmerick si addormentò molto agitata; improvvi­samente si alzò sul letto e raggiante in volto così esclamò:
“11 povero fanciullo è salvo! Ho pregato molto finché la ma­dre dopo averlo stretto a sé ha rinunciato a gettarlo nella palude. Dio come sono felice di ciò!”.
A queste parole lo scrittore le domandò cosa avesse voluto dire; allo­ra la mistica di Dulmen così proseguì:
“Non molto lontano da qui una ragazza sedotta voleva anne­gare il suo bambino appena nato. In seguito alle visioni sulla stra­ge degli Innocenti ho pregato Iddio con molto fervore affinché non lasciasse morire alcun bambino senza battesimo. Quando fiorisco­no le rose nel giardino della Chiesa celeste bisogna coglierle sulla terra; Dio mi ha così esaudito ed io sono stata d’aiuto a quella madre e a suo figlio”.
                     Il giorno seguente Suor Emmerick descrisse la visione in modo più comprensibile:
“Il mio Angelo custode mi aveva condotto da una ragazza sedotta. Mi pare che fosse giunta nei pressi di una palude a sini­stra della strada che conduce a K.. Dopo aver messo alla luce il bambino lo pose nel grembiule e si avvicinò faticosamente alla palude la cui superficie era piena di erba. Dietro a lei vidi una figura gigantesca ed oscura vestita di luce sinistra credo che fos­se uno spirito maligno. Appena avanzai pregando ardentemente la figura nera fuggì via. Frattanto la madre dopo aver riabbracciato e benedetto il bam­bino non ebbe più il coraggio di annegano. Era confusa e non sapeva cosa fare pianse amaramente. Io che ero giunta vicino a lei con lo spirito la consolai e le suggerii di affidarsi al consiglio del suo confessore. Ella non mi vide ma il suo Angelo custode glielo riferì.
102 – Anna e la sua ancella portano sostegni alimentari alla Sacra Famiglia – Preghiera in comune
Martedì 27 febbraio.
Oggi ho veduto Anna e l’ancella dirette a Nazareth. L’ancella portava un involto pendente al fianco un canestro sul capo e un altro in mano. Erano panieri rotondi di cui uno era trasparente e conteneva alcuni uccelli. Anna provvedeva ai bisogni di sua figlia poiché Maria non aveva sempre l’occorrente nella sua abitazione.
Mercoledì 28 febbraio.
Verso sera vidi Anna e sua figlia maggiore vicino alla Vergi­ne. Maria Heli aveva portato anche suo nipote il primogenito di Maria di Cleofa; il fanciullo aveva quattro o cinque anni ed era assai robusto. Gesù era l’oggetto della loro tenerezza se lo strinsero tutte al petto e poi lo passarono nelle braccia del fanciullo. Maria Heli abitava in un piccolo villaggio situato a circa tre ore di cammino da Nazareth verso il sud. La sua dimora come quella di Anna era ben curata. Un cor­tile murato mostrava al centro un pozzo l’acqua zampillava in un bacino di pietra manovrando un certo dispositivo al suolo. Suo marito si chiamava Cleofa; sua figlia Maria (Cleofa) era maritata con un certo Alfeo ed abitava all’altra estremità del villaggio. Quando di sera le donne pregavano alla parete veniva appog­giato un tavolo coperto di stoffa rossa e bianca sul quale si trova­va un rotolo. La Vergine lo svolgeva e lo appendeva alla parete sopra il tavolo: allora si mostrava una figura dai colori chiari era assai strana sembrava un cadavere fasciato come un bambino e avvolto in un lungo mantello bianco. ll mantello copriva anche la testa della figura che teneva qual­cosa nella mano. Vidi quest’immagine già a casa di Anna in occa­sione della cerimonia di commiato per l’ingresso al tempio di Maria Santissima. Allora questa figura che pareva tenesse in mano un calice mi richiamò alla mente Melchisedeck; un’altra volta mi parve raffigurasse Mosè. Mentre le donne pregavano alla luce di una lampada io mi sentii vicino a loro. La Santa Vergine e la sorella stavano davanti ad Anna avevano le mani raccolte sul petto e poi le allargavano. Maria Santissima leggeva lentamente quasi sussurrando da un’an­tica pergamena che svolgeva a poco a poco. Il modo e il tono con cui intonavano le preci mi rammentava il coro soave del chiostro.

Capitolo VIII

LA FUGA IN EGITTO
103 – L’Angelo sveglia Giuseppe e lo invita a fuggire – Commiato dalle sante donne e fuga verso l’Egitto.  104 -  Il terebinto di Abramo e la pia­nura di Moreh.  105 – Elisabetta fugge con il piccolo Giovanni nel deserto – I tre fuggiaschi sostano in una grotta e in altri luoghi.  106 – Le serpi e le lucertole volanti. 107 – I ladroni – Il fanciullo lebbroso miracolato. 108 - La rosa di Gerico – La Santa Famiglia raggiunge l’Egitto.  109 – La fon­te miracolosa e il giardino delle piante balsamiche.  110 – Visioni sulla vita della Santa Famiglia nella città di On (o Eliopoli).  111 – Un Angelo an­nuncia alla Santa Famiglia la strage dei fanciulli ordinata da Erode.  112
- Giovanni fugge di nuovo nel deserto – La Santa Famiglia lascia Elio poli per stabilirsi a Matarea.  113 – Il santuario della Santa Famiglia.  114 -Elisabetta conduce Giovanni per la terza volta nel deserto.  115 – Erode ~ arrestare e uccidere Zaccaria – Morte di Elisabetta. 116 – Matarea: la Santa Vergine scopre una fonte vicino alla sua dimora – Due Angeli annunciano a Gesù la morte di Erode.  117 – Il pozzo di Matarea.  118 – Il ritorno della Santa Famiglia dall’Egitto

103 – L’Angelo sveglia Giuseppe e lo invita a fuggire Commiato dalle sante donne e fuga verso l’Egitto. -  Visioni dalla notte di giovedì 1 marzo alla mattina di venerdì 2 marzo
Nella casa della Santa Famiglia tutti dormivano la notte era calata già da tempo. Maria Santissima dormiva nella stanza a de­stra del focolare Anna nella stanza a sinistra e sua figlia maggio­re dormiva fra la stanza di Giuseppe e quella di Anna. Le pareti divisorie delle stanze consistevano in semplici tavo­le di vimini superiormente ricoperte di tavole fatte di scorze in­trecciate. Il letto di Maria era diviso dal resto della stanza da una ten­da; ai suoi piedi posto in una posizione rialzata sopra un tappeto di lana giaceva il Santo Bambino. Vidi Giuseppe che dormiva con la testa appoggiata al braccio. Sognò un fanciullo splendente di luce radiosa avvicinarsi al suo giaciglio e parlargli. Giuseppe si svegliò ma subito si riaddor­mentò vinto dalla stanchezza e dal sopore; L’Angelo lo prese per mano e lo fece alzare. Giuseppe riacquistò i sensi e si alzò. Recato­si alla lampada che ardeva dinanzi al focolare vi accese la sua e si recò nella stanza di Maria dopo aver parlato con Lei andò nella stalla dove si trovava l’asino poi andò in una stanza dove erano custoditi una quantità di arnesi diversi e vi fece i preparativi per la partenza. Frattanto Maria si alzò si vesti e andò da Anna mettendola al corrente dell’invito Divino. Allora tutti si alzarono lasciando però dormire tranquillo il bambinell6 Gesù. Per quanto fossero addolorati nel dividersi pen­sarono ad eseguire bene quel doloroso volere di Dio senza abban­donarsi alla tristezza dell’addio. Disposero quindi tutto quanto fosse necessario per il viaggio. Anna e Maria Heli si affaccendarono assai nel preparare tut­to l’occorrente. Maria Santissima non prese però con sé tanti og­getti come quanto era partita da Betlemme. Raccolti insieme alcu­ni tappeti fecero un piccolo involto e lo portarono a Giuseppe per farlo caricare sull’asino. Tali preparativi furono eseguiti in pieno silenzio tranquilla­mente e con la massima sollecitudine come si addice appunto ad una partenza segreta di cui si è avvertiti nel silenzio della notte. Quando Maria andò a prendere il Santo Bambino fu presa da tale fretta da non poterGli cambiare nemmeno i pannolini. Non saprei come descrivere la commovente tristezza dipinta sul volto di Anna e delle altre donne. Tutti perfino il figlioletto di Maria Heli piangendo si premevano al cuore il pargoletto Gesù.  Anna abbracciò strettamente la Santa Vergine e piangeva come se avesse il presentimento che non l’avrebbe mai più rivista. Pri­ma di mezzanotte si erano congedati da tutti e avevano lasciato quella dimora. Anna e Maria Heli accompagnarono Maria per un lungo trat­to fuori Nazareth. Giuseppe seguiva le donne guidando l’asino; la Vergine portava il Bambino ben coperto. Un ampio mantello avviluppava Maria col Bambino un gran velo di forma quadrangolare le ricadeva sul viso avvolgendo la parte superiore del capo. Dopo aver fatto un pezzo di strada le sante donne furono raggiunte da Giuseppe con l’asino carico di ceste e di otri d’ac­qua. Le ceste avevano numerosi scompartimenti riempiti di picco-li pani uccellini vivi ed anfore. Sul dorso dell’asino era collocata un specie di sella ed ai fian­chi erano stati disposti i vari bagagli. Attaccata alla sella vi era un’asse per appoggiarvi i piedi. Ad un certo punto vidi ripetersi gli abbracci. Anna benedisse infine sua Figlia la quale visibilmente commossa salì sul somarello che partì tirato per la cavezza da Giuseppe.
Quella notte la Veggente visse nella sua anima la scena del dolore di Anna e di Maria Heli. La vidi piangere amaramente. -  Venerdì 2 marzo.
Mentre Anna Maria Heli e gli altri erano intenti a riordinare la casa di Maria e di Giuseppe vidi contemporaneamente la San­ta Famiglia attraversare molti paesi e poi fermarsi a riposare in una capanna posta a mezzogiorno. Verso sera sostarono nel paesino di Nazara presso certa gen­te che viveva nella solitudine e che era comunemente disprezzata. Questi non erano veri Ebrei poiché nella loro religione avevano usanze pagane. il loro tempio era posto nella regione della Sama­ria sul monte Garizim. Essi accolsero amichevolmente la Santa Famiglia che soggiornò in quel luogo anche il giorno seguente. Al ritorno dall’Egitto Giuseppe Maria e il Bambino visitaro­no di nuovo quella brava gente; così farà pure Gesù quando a dodici anni si recherà al tempio e sarà di passaggio sulla via del ritorno. Questa famiglia di Ebrei sarà poi battezzata da Giovanni e si convertirà al Cristianesimo.

104 – Il terebinto di Abramo e la pianura di Moreh. – Domenica 4 marzo.
Dopo aver trascorso il sabato a Nazara la Santa Famiglia ri­prese subito il viaggio. La domenica sera e la notte del lunedì si accampò sotto il vecchio albero di terebinto. Il terebinto di Abramo dai santi Fuggiaschi ben conosciuto si trovava presso la pianura di Moreh era non lontano da Sichem Thenat Siloh ed Arumah. in questa zona la strage e la persecu­zione erodiana contro i fanciulli era già iniziata perciò tutti gli abi­tanti erano in forte agitazione. Fu presso quest’albero che Giacob­be sotterrò gli idoli di Labano. Giosuè radunò il popolo sotto questo terebinto vicino al qua­le aveva fatto collocare l’Arca dell’Alleanza nel tabernacolo e fece giurare solennemente a tutti la rinuncia al culto degli idoli. Abimelech figlio di Gedeone fu salutato in questo luogo come re dei Sichemiti. Questa mattina ho veduto la Santa Famiglia che riposava tran­quillamente presso un cespuglio di balsami in posizione amena. Il pargoletto Gesù era in grembo alla Santa Vergine a piedi nudi. Il cespuglio di balsami produceva dei frutti rossi e stillava dal tronco gocce di un liquido denso. Giuseppe ne riempì un’anfora. Poi presero un pasto frugale con pani e piccola frutta selvatica che avevano raccolto dai vicini cespugli. L’asino aveva pure trovato di che dissetarsi e pascolare. in lontananza alla loro sinistra si vedevano il colle e la città di Gerusalemme. Tutta questa scena infondeva una quiete profonda.

105 – Elisabetta fugge con il piccolo Giovanni nel deserto.  I tre fuggiaschi sostano in una grotta e in altri luoghi.
Dopo che la Santa Famiglia ebbe valicato alcune alture che sono propagini del monte degli Ulivi li vidi prendere alloggio in una vasta e selvaggia spelonca su un monte presso Hebron un po’ dopo Betlemme. Credo che questa fosse la sesta stazione del loro viaggio. Quando i santi Viandanti arrivarono in questo luogo erano assai stanchi ed afflitti. Maria Santissima era addolorata e piange­va perché soffrivano per la mancanza di molte cose. Erano costretti a fuggire per le strade solitarie e ad evitare tutte le città ed i pub­blici alberghi. In questa caverna si fermarono per un giorno inte­ro. Ma l’Onnipotente li soccorse e li ristorò: in seguito alle pre­ghiere della Santa Vergine scaturi prodigiosamente una fonte e comparve una capra selvatica che si lasciò mungere. Più tardi ap­parve loro un Angelo che li consolò. Fu in questa spelonca che un profeta credo Samuele si fer­mava spesso a pregare. Fu proprio in questi luoghi che Davide pascolava le pecore del padre; quivi pregava e ricevette per mez­zo di un Angelo i comandi del Cielo come per esempio fu av­vertito di prepararsi al combattimento contro Golia.
Martedì 6 marzo.
Elisabetta e Zaccaria furono avvertiti da un messo fidato del­la Santa Famiglia sulla prossima strage degli Innocenti; allora Eli­sabetta si recò subito nel deserto per nascondere il piccolo Giovan­ni. Questo luogo era lontano due ore da Hebron. Vidi Zaccaria accompagnarli per un tratto di strada. Giunti ad un ponte di tra­vi che attraversava un fiumiciattolo si divisero; Zaccaria si avviò verso Nazareth seguendo la via che aveva fatto Maria al tempo della Visitazione. Lo vidi in cammino; forse il sant’uomo andò a Nazareth per chiedere ad Anna più particolari sulla terribile mi­naccia. Il piccolo Giovanni aveva quasi due anni vestiva una pel­le di animale e saltellava allegro come fanno tutti i fanciulli.
Anna Caterina non intende il deserto vero e proprio cioè non vede una pianura interminabile di sabbia ma piuttosto un luogo solitario e arido con rupi caverne e spelonche d’ogni specie con cespugli carichi di coccole e di altra frutta selvatica.
Elisabetta condusse il piccolo Giovanni in una spelonca den­tro la quale dopo la morte di Gesù dimorò per qualche tempo anche Maddalena. Vidi frattanto la Santa Famiglia costeggiare la sinistra del Mar Morto per sette ore si diressero verso il sud e due ore dopo Hebron entrarono nella zona desertica in cui si era rifugiata Eli­sabetta col piccolo Giovanni. La via che essi percorrevano passava molto vicino alla grotta di Giovanni. Vidi la Santa Famiglia che stanca ed affaticata per-correva tristemente il deserto; gli otri d’acqua e le anfore di bal­samo si erano svuotati. La Vergine era molto afflitta perché erano tormentati dalla sete. Allora si recarono in un luogo in cui il ter­reno produceva cespugli ed alcune erbe magre; Maria scese dal­l’asino per sedersi sul terreno col suo caro Bambinello. A poca distanza vidi con commozione il piccolo Giovanni correre libero e senza timore in quel luogo deserto; aveva addos­so una pelle di agnello mantenuta sulle spalle da una cintola e im­pugnava un bastoncino dal quale pendeva un fiocco di scorza d’albero. Sembrava inquieto e ansioso perché percepiva la vicinanza dell’assetato Redentore. Agitato come quel giorno nel grembo materno al cospetto della Madre del Signore egli sentiva dentro il suo cuore che Gesù soffriva la sete. Così inginocchiatosi con le braccia protese implorò ardentemente Dio affinché gli fosse dato di conoscere il mezzo per estinguergliela. Dopo aver pregato in questo modo per un certo tempo si senti ispirato da qualcosa di superiore e corse ad un dirupo della roccia dove affondò il suo bastoncino. Immediatamente ne scaturì un abbondante zampillo d’acqua fresca. Rapidamente il fanciullo raggiunse un alto promontorio da cui scorse la Santa Famiglia che passava in lontananza. Appena lo vide la Vergine sollevò in alto il Santo Bambino e mostrandoGli Giovanni disse: “Ecco Giovanni nel deserto!”. Questi saltellò pieno di giubilo presso la fonte e agitando il fioc­co del bastoncino corse di nuovo a nascondersi nella sua soli­tudine. Vidi poi il ruscello scaturito dalla fonte aperta da Giovanni gorgogliare ai piedi dei viaggiatori che si ristoravano. La Santa Vergine si era assisa sull’erba ed erano pieni di gioia. Giuseppe scavò a poca distanza una fossa che presto fu riempita d’acqua quando questa divenne limpida ne bevvero; poi Maria lavò il Bam­bino nell’acqua cristallina. Ciò fatto si bagnarono le mani i piedi ed il volto. Infine Giuseppe condusse l’asino alla fonte lo fece dis­setare e poi riempì gli otri. L’erba inaridita si rialzò vigorosa ed uno splendido raggio di sole illuminò quelle persone riconoscenti a Dio per tanto favore. In questo luogo di grazia si trattennero per due o tre ore. Più tardi i santi Fuggiaschi fecero l’ultima tappa nel regno di Erode vicino ad una città di confine che si chiamava Anam o Anim. Li vidi entrare in una casa isolata che serviva da rifugio per coloro che viaggiavano nel deserto. Sopra un’altura si vedevano disseminate capanne e tuguri nelle vicinanze crescevano cespugli e frutta selvatica. Credo che gli abitanti fossero cammellieri poiché vidi molti cammelli che giravano liberi tra le siepi. Sebbene fosse gente rozza e addirittura sembra che si fosse occupata di ladrone­ria accolse cortesemente la Santa Famiglia. Anche nella città vici­na di Anam abitavano molti uomini disorientati. Fra gli altri distinsi un giovane di circa vent’anni che si chia­mava Ruben”.

106 – Le serpi e le lucertole volanti. – Giovedì 8 marzo.
Sotto il firmamento stellato della notte vidi la Santa Famiglia attraversare il mare di sabbia nel quale l’unica vegetazione era costituita da bassi cespugli8. Mi sembrò di viaggiare con loro per quelle solitudini. Questa zona desertica era pericolosa a motivo delle numerose serpi che si nascondevano raggomitolate dentro piccole buche fra il denso fogliame. Emettendo acuti sibili esse si avvicinavano ai santi Fuggiaschi che protetti dalla splendente aureola continuavano incolumi il loro cammino. Vidi un’altra specie mostruosa di ani­mali pericolosi il cui corpo lungo color bruno sorretto da corte zampe aveva ali simili a quelle dei pipistrelli. Questi animali volavano rapidissimi a fior di terra ed avevano il capo che assomi­gliava alquanto a quello di un pesce (come lucertole volanti). I santi Fuggiaschi decisero di fermarsi in una profonda cavità del terreno all’inizio di una strada scoscesa.
“Ero molto agitata per i pericoli che incombevano sulla Santa Fa­miglia. Il luogo dove si era soffermata era orribile volevo fare qualcosa per proteggerli come intrecciare con i giunchi un recinto che ne dzftn­desse la parte più esposta ai pericoli; ma un orso terribile mi procurò grande angoscia. Allora apparve il vecchio sacerdote morto da qualche tempo il quale afferrò l’animale per la testa e lo gettò lontano. Gli chiesi come mai si trovasse in questo luogo perché certamente doveva trovarsi meglio in quello da cui proveniva al che egli rispose: “Io volevo soltanto esserti di aiuto né intendo fermarmi qui più a lungo”. Mi disse altre cose e mi preannunciò che si sarebbe fatto vedere anco­ra.
La Santa Famiglia avanzò verso sud sulla strada comunemente battuta. Il nome dell’ultimo paese erodiano fra il deserto e la Giudea era Mara. Gli abitanti di questo luogo erano rudi e sel­vaggi la Santa Famiglia non potè ottenere da loro alcun ristoro o aiuto. Di là passarono nel deserto vero e proprio. Non vi era strada e non conoscendo il cammino si trovarono in grande imbarazzo. Dopo che ebbero percorso un breve tratto si trovarono dinanzi ad una montagna erta ed oscura. Addolorati e smarriti s’inginocchiarono e pregarono Dio che li soccorresse. Frattanto numerosi animali selvaggi si erano avvicinati a loro ponendoli in uno stato angoscioso; Giuseppe e Maria nota­rono però che quelle bestie non erano cattive ed anzi li contem­plavano con occhio mite. Mi ricordai allora dello sguardo del vecchio cane che portava il mio confessore quando veniva a trovarmi. In verità quelle be­stie erano giunte per indicare la via alla Santa Famiglia: guarda­vano il monte correvano verso di esso poi ritornavano indietro proprio come se volessero condurli in un certo luogo. Infine que­gli animali guidarono i santi Viandanti attraverso il monte (forse il Sair) finché ebbero di fronte un bosco.

107 – I ladroni – Il fanciullo lebbroso miracolato
Sulla via che conduceva al bosco vidi una brutta capanna dove si nascondevano alcuni ladroni; non lungi da questa c’era un al­bero da cui pendeva una lanterna che serviva ad attirare in quel posto i viandanti sfortunati. La strada affondava ad ogni tratto. La capanna che poteva essere smontata in breve tempo era circon­data da numerosi fossati per far inciampare i viaggiatori e depre­darli. La Santa Famiglia ignara della trappola si avvicinava appunto alla capanna quando improvvisamente fu circondata da cinque predoni. La banda era animata da propositi malvagi contro i nuovi arrivati. Ma quando alla vista di Gesù un raggio della grazia attra­versò il cuore del capo dei ladroni ogni proposito cattivo fu al­lontanato. Tempo dopo la Vergine racconto l’episodio a sua ma­dre dicendole di aver visto quale effetto avesse prodotto quel raggio di luce nel cuore del ladrone. Questi condusse la Santa Famiglia incolume nella sua capan­na attraverso i fossati del sentiero. Nella tenda si trovavano la moglie del ladrone e due figli. Costui allora raccontò alla consor­te il profondo sentimento d’amore che aveva provato nel vedere quel Santo Bambino. Vidi la moglie del ladrone accogliere i Vian­danti con timida cortesia. I Viaggiatori si sedettero al suolo in un angolo della capan­na preparandosi a consumare un frugale pasto con le provviste che avevano portato con loro. Nei primi momenti quei furfanti sembrarono timidi e paurosi al contatto con la santa aurea della Famiglia ma a poco a poco acquistarono confidenza. Condotto sotto la tettoia l’asino degli Ospiti i briganti presero maggior dimestichezza con la semplicità di Giuseppe e la bontà della Beata Vergine. La consorte del capobanda offrì a Maria Santissima dei piccoli pani con miele e frutta poi le diede da bere. Il fuoco ardeva entro una fossa scavata in un angolo della ca­panna. La donna assegno alla Madonna una lato riparato della ca­panna e assecondando il desiderio da Lei espresso le portò un catino d’acqua per lavare il Santo Bambino. Quindi Maria lavò Gesù dopo averlo ricoperto di un panno. Il ladrone frattanto appariva assai commosso parlava con la sua consorte dicendole: “Questo fanciullo ebreo non è come tutti gli altri; egli è certamente un santo. Prega sua madre che ci per­metta di lavare nostro figlio nell’acqua che è servita al suo bagno”. Prima ancora che la donna si avvicinasse a Maria per pregar­la di questo favore la Santa Vergine acconsenti con un cenno. Al­lora la donna si allontanò ritornando dopo poco con un fanciullo di circa tre anni tra le braccia le cui membra erano completamente irrigidite dalla lebbra; tutto il suo corpicino era ridotto ad una sola piaga e il viso si poteva appena riconoscere. L’acqua in cui si era lavato Gesù era ancora limpida appena il lebbroso ne fu immer­so ogni anomalia che copriva la pelle si staccò dal suo corpo ca­dendo sul fondo del bacino. Così il fanciullo fu miracolato. Sua madre fuori di sé dalla gioia voleva abbracciare la San­ta Vergine e Gesù ma Maria rifiutò l’abbraccio invece pregò la donna che facesse scavare un pozzo nel suolo fino a toccare la rupe per versarvi dentro quell’acqua. Così quest’acqua miracolosa avrebbe comunicato a quella del pozzo la grazia terapeutica di guarire la lebbra. Vidi la moglie del capobanda intrattenersi anco­ra per molto tempo con Maria. Credo si proponesse in cuor suo di fuggire dall’orribile dimora dei ladroni appena se ne fosse pre­sentata l’occasione. Vidi alcune persone contente dell’avvenuto miracolo. Sembrava che la donna non volesse finire di narrare a tutti i conoscenti l’avvenuto prodigio. Così durante la notte giun­sero alcune persone e fanciulli per ammirare e lodare la Santa Famiglia. Maria non dormi per tutta la notte e stette seduta in mezzo al letto. La mattina dopo riforniti di viveri freschi i santi Fug­giaschi ripartirono. Furono accompagnati dai ladroni che vollero indicare loro il sentiero sicuro. Giunto il momento di separarsi il capo dei briganti fu molto commosso e disse loro: “In qualunque luogo vi troverete ricorda­tevi di noi” Allora mi apparve il simbolo della crocifissione e percepii che “il buon ladrone” il quale disse a Gesù: “Ricordati di me quando sarai nel tuo Regno” era appunto quel fanciullo risanato dalla lebbra. Dopo alcuni anni la consorte del capo dei furfanti si stabilì in un luogo tranquillo presso una fonte miracolosa. La Santa Famiglia si mise in cammino per attraversare il deser­to. Avendo di nuovo smarrita la via vidi degli animali avvicinarsi a loro particolarmente lucertole pipistrelli notturni e serpi. Que­sti strisciando lentamente sembrava volessero indicare la direzio­ne giusta da mantenere.

108 – La rosa di Gerico – La Santa Famiglia raggiunge l’Egitto
Dopo molto cammino Maria e Giuseppe per la terza volta persero l’orientamento. Allora avvenne un magnifico fenomeno miracoloso che guidò i loro passi: d’ambo i lati di una strada scor­sero le cosiddette rose di Gerico; queste hanno i ramoscelli incre­spati il fiore nel centro ed il gambo diritto. Con giubilo seguiro­no la via tracciata dalle pianticelle e così attraversarono il deserto senza altre difficoltà. Seppiche a Maria fu rivelato come più tardi gli abitanti del paese avrebbero colto quelle rose e le avrebbero of­ferte ai viaggiatori in cambio del pane. Io stessa ricevetti alcune chiarificazioni sull’episodio poco tempo dopo. Il nome di questo luogo era Gase o Gose. Giunti a Lepe vidi dei canali di acqua e alcuni argini. Allora i santi Fuggiaschi attraversarono un fiumiciattolo sopra una zattera di travi sulla quale vi era una gran vasca in cui veni­vano collocati gli asini. Vidi Maria seduta col Bambino sopra una trave mentre due uomini traghettavano la zattera sull’altra riva. Erano assai brutti d’aspetto seminudi di color bruno ed ave­vano il naso schiacciato e le labbra sporgenti. Essi mi sembrarono inoltre assai rozzi e villani non dissero una sola parola durante il tragitto. Abitavano in alcune case lontane dalla città. Credo che questa fosse stata la prima città pagana incontrata da Giuseppe e Maria. La Santa Famiglia aveva viaggiato per dieci giorni nel deserto e per altri dieci nella Giudea. Giuseppe Maria e il Bambino si trovavano adesso sul suolo egiziano. Innanzi ad essi si apriva una vasta pianura interrotta da verdi praterie in cui pascolava il bestiame. Vidi anche degli alberi nei quali stavano scolpiti gli idoli dalla figura di fanciulli fasciati in larghe bende. Tutt’intorno si vedevano uomini di rozza statura vestiti come quelli che filavano il cotone nel paese confinante con i Magi. Co­storo si inchinavano in adorazione dinanzi ai loro idoli. Appena entrarono in Egitto Maria e Giuseppe non sapevano come nutrire il loro Bambino perché mancavano di tutto. Essi soffrirono tutte le povertà umane; nessuno voleva dare niente a quegli stranieri. Li vidi entrare in una capanna; tutte le bestie che vi si trova­vano ne uscirono spontaneamente lasciando libero il luogo. Finalmente ottennero un poco d’acqua da alcuni pastori impietositi. Maria Giuseppe e il Santo Bambino languenti e privi di ogni soccorso attraversarono un bosco in cui si trovava una palma cari­ca di datteri. Vidi quest’albero piegarsi e porgere la cima appena la Vergine gli si avvicinò sollevando in alto il bambino Gesù. L’al­bero rimase poi in quella posizione. Numerosi ragazzi seminudi accorsero dal vicino villaggio e se­guirono Maria che aveva offerto loro in dono la frutta. Circa un quarto d’ora più tardi la Sacra Famiglia si nascose in un grosso sicomoro cavo nel tronco; questo servì per dileguarsi dalla vista dell’inQpportuno corteo dei ragazzi. In questo tronco trascorsero pure la notte.

109 – La fonte miracolosa e il giardino dalle piante balsamiche
All’indomani i santi Profughi proseguirono la via attraversan­do aride e sabbiose zone desertiche li vidi spossati fino all’estremo limite delle proprie forze. Si sedettero su una piccola duna men­tre la Santa Vergine entrò in profonda contemplazione per innalza­re a Dio un’ardente preghiera e una devota supplica. Mentre pregava le scaturì accanto una fonte d’acqua abbon­dante e cristallina che serpeggiò sul terreno. Giuseppe scavò profondamente alla fonte un bacino poi fece un canale che servisse allo scolo dell’acqua. Mentre Maria lavava il Bambino Giuseppe abbeverava l’asino e riempiva gli otri. Poi si riposarono. Frattanto orribili animali simili nella forma a grandi lucertole ed a testuggini vennero a dissetarsi all’acqua del nuovo ruscello. Come le altre volte non fecero alcun male alla Santa Fa­miglia anzi mi sembrò che la guardassero quasi con gratitudine. il paesaggio intorno benedetto dalla sorgente d’acqua rinac­que a vera vita. Gli alberi fruttificarono e vicino ad essi crebbero persino al­cune piante curative. Quel luogo sarebbe divenuto un giorno una nota oasi con un giardino di piante balsamiche dove numerose persone vi avrebbero dimorato stabilmente. Tra queste mi parve di vedere la madre del giovinetto lebbroso risanato dall’acqua dove si era bagnato Gesù. Più tardi ebbi delle visioni relative al luogo. Vidi le piante balsamiche che circondavano un giardino al centro del quale crescevano molti alberi da frutta. Molto tempo dopo vi si scavò un altro pozzo assai profondo. Una ruota mossa dai buoi vi attingeva l’acqua che mista a quella della fonte di Maria irrigava il giardino. Se l’acqua del pozzo non veniva miscelata a quella della fon­te anziché giovare al terreno lo danneggiava. I buoi che poneva­no in movimento la ruota non lavoravano dal mezzogiorno del sabato fino al mattino del lunedì. I santi Profughi dopo essersi ristorati avanzarono verso la vasta e antica città di Eliopoli detta anche On. Quando Gesù morì in questa città vi abitava Dionigi l’Aropagita. Ai tempi d’Israelevi abitava Putifar il sacerdote egiziano la cui figlia Asenet sposò il patriarca Giuseppe. La guerra aveva distrutto la città e fiaccato gli abitanti i quali avevano poi ricostruito nuove abitazioni sulle rovine di quelle precedenti. Passando sopra un lungo ponte i santi Fuggiaschi attraversaro­no un fiume larghissimo (il Nilo) che mi parve si dividesse in più bracci. Giunsero in una piazza che si apriva davanti alla porta della città ed era circondata da una specie di pubblico passaggio. Su di una colonna larga alla base e stretta alla cima si mo­strava un grand’idolo con la testa di bue che teneva tra le braccia una specie di fantoccio. I numerosi devoti che in grosse carovane uscivano dalla città usavano deporre le offerte sotto quest’idolo sopra cerchi di pietra che parevano panche o sedili. Non lontano da questa statua pa­gana vi era una grande palma sotto la cui ombra si era seduta a riposare la Santa Famiglia. Mentre se ne stavano seduti tranquillamente un terremoto fece precipitare l’idolo. Il popolo emettendo grida selvagge si riversò sulla piazza e circondò minaccioso la Santa Famiglia perché alcu­ni avevano gridato che loro sarebbero stati la causa del terremoto. Appena la minaccia della gente diventò incombente la terra ricominciò a tremare ed il grosso albero si ripiegò tutto verso il terreno. L’idolo sprofondò in un cratere enorme che si era riempi­to di acqua fangosa e nerastra; si videro appena le corna spunta­re dal fango. Alcuni fra i più violenti tumultuanti annegarono nella voragine oscura. A quella vista tutti gli altri si ritirarono timorosi. Quindi la Santa Famiglia entrò tranquillamente nella città e prese alloggio vicino ad un vasto tempio idolatra in un locale all’interno di una grossa muraglia.

110 – Visioni sulla vita della Santa Famiglia nella città di On (o Eliopoli)
Suor Emmerick comunicò le visioni intorno alla vita della Santa Famiglia ad Eliopoli o On.
Passai il mare e mi recai in spirito in Egitto trovai i santi Viandanti che abitavano in quell’antica città in rovina. Vidi le acque del fiume scorrere sotto grandi ponti; vidi pure massicce muraglie e torri in rovina. Templi che si conservavano quasi intatti e colonne che parevano torri su cui si saliva per mezzo di scale esterne fatte a chiocciola. Erano alte ed acute all’estre­mità adornate di strane figure di animali simili a cani con la te­sta umana accucciati al suolo. La Santa Famiglia aveva preso alloggio in alcune sale di un grande edificio di pietra appoggiato a colonne basse e solide di forma rotonda e quadrangolare. Presso queste colonne molte per­sone si erano adattate le loro abitazioni. L’edificio era situato in posizione sottoelevata ad una strada su cui passavano non solo i pedoni ma anche i carri; l’alloggio si trovava dirimpetto ad un gran tempio pieno di idoli con due cortili. Il luogo scelto da Giuseppe per stabilire la propria dimora era uno spazio circondato da un muro e da una fila di colonne assai grosse ma non molto alte. In questo spazio egli suddivise le stan­ze per mezzo di assicelle. L’asino fu pure accomodato in un po­sto diviso dal resto dell’abitazione da una parete di legno. Giuseppe e Maria avevano eretto un piccolo altare vicino al muro ripa­rato da una parete di legname. Quest’altarino consisteva in un tavolino coperto di un panno rosso su cui si stendeva un altro panno bianco e trasparente. Una lampada ardeva perennemente al disopra del tavolo. Li vidi spesso assorti in preghiera. Giuseppe iniziò ad esercitare privatamente il suo mestiere pro­ducendo tavoli sgabelli e delle tettoie per riparare i contadini dai raggi cocenti del sole. La Santa Vergine invece tesseva tappeti e si occupava di un altro lavoro (non so se si trattasse pure di filatura o qualcosa di simile) per cui adoperava un bastoncino con un nodo all’estremità. Vidi spesso della gente andare a visitare la Santa Famiglia e particolarmente il Bambino. Il Pargoletto che irradiava innocenza giaceva nella sua culla sul piedistallo di legno. Lo vidi con le pic­cole braccia pendenti dall’una e dall’altra parte della culla. Ebbi una visione in cui il piccolo Gesù era assiso sul suo let­tuccio mentre Maria Santissima sedeva vicino a lui e lavorava a maglia. Un cestello era accanto a Lei e tre donne le tenevano compagnia. Maria lavorava per gli Ebrei di Gosen e si guadagnava il pane e gli altri alimenti. Gosen era una piccola città a settentrione di Eliopoli situata su un territorio interrotto da canali. La comunità ebraica che vi risiedeva aveva alterato il suo culto molti suoi com­ponenti strinsero amicizia con la Santa Famiglia. Gli Ebrei di Gosen frequentavano il tempio situato di fronte alla dimora di Giuseppe e Maria; essi osavano paragonarlo a quello di Salomone. Non lontano dal tempio Giuseppe aveva adattato un luogo di culto dove si radunavano a pregare tutti gli Ebrei osservanti di Eliopoli; prima di allora mai avevano pregato in comune. Il luogo di preghiera era dotato superiormente da una piccola cupola e quando si apriva lasciava scorgere liberamente il cie­lo. Al centro del locale vi era il tavolo dei sacrifici coperto dei pan­ni rituali. Sopra questo tavolo o altare erano appoggiate delle per­gamene avvolte. Il sommo sacerdote era un uomo molto vecchio. Qui gli uomini e le donne si dividevano per la preghiera comu­ne diversamente da come facevano in Terrasanta: i primi stavano da un lato e le seconde dall’altro lato della sala. Vidi in questo luogo la Santa Vergine col bambino Gesù. La Madonna era seduta al suolo e s’appoggiava ad un braccio men­tre il Bambinello sedeva dinanzi a Lei; Egli indossava una tunica color celeste e teneva le braccia conserte sul petto. Giuseppe come era solito fare stava dietro a Maria sebbene tutti gli altri uomini fossero nel lato opposto loro assegnato. Gesù cresceva e riceveva frequentemente la visita di altri fan­ciulli. Egli parlava già abbastanza bene e si muoveva con tutta si­curezza; trascorreva parte della giornata con Giuseppe e talvolta lo seguiva anche quando egli andava fuori casa per prestare la sua opera. Il Santo Fanciullo vestiva una camiciola tessuta senza cucitu­re. A causa dell’improvviso crollo di alcuni idoli venerati da que­sta popolazione Gesù Giuseppe e Maria continuarono a subire non poche persecuzioni. La Famiglia era tacciata continuamente di es­sere causa dei malaugurati eventi anche perché abitava presso il tempio degli ebrei-pagani.

111 – Un Angelo annuncia alla Santa Famiglia la strage dei fanciulli ordinata da Erode
Verso la metà del secondo anno di vita di Gesù un Angelo avverti Maria ad Eliopoli della strage dei bambini ordinata da Ero-de premeditata ed organizzata già molto tempo prima dal tiranno. Giuseppe e Maria ne furono assai afflitti e Gesù pianse tutto il giorno. In occasione della presentazione di Gesù al tempio le profe­zie di Simeone ed Anna erano giunte all’orecchio di Erode. Il tiran­no già agitato per l’episodio dei Magi e per le voci precedenti si mise maggiormente in allarme e preparò l’infanticidio di massa meditato da lungo tempo; inviò quindi ordini più severi alle guar­die di stanza nei dintorni di Gerusalemme Gigal Betlemme e fino ad Hebron. Appena egli ritornò da Romafece ricercare Gesù a Nazareth e non avendolo trovato diede definitivamente l’ordine dell’infanticidio di massa. Quandò Erode diede l’ordine di razziare tutti i fanciulli nu­non di due anni Elisabetta venne esortata da un Angelo a nascon­dere di nuovo suo figlio. Così fuggi per la seconda volta col pic­colo Giovanni nel deserto. Giovanni aveva allora due anni ed era appena ritornato a vivere con i genitori perché le voci di un probabile pericolo era­no state smentite. In quel tempo Gesù aveva un anno e mezzo e camminava da solo. Le autorità avevano promesso premi alle donne feconde e queste adornati festosamente i pargoli si erano recate agli uffici siti nei diversi luoghi di raccolta. Vidi le madri che partivano con i loro figlioli dai luoghi della provincia del regno erodiano per con­fluire a Gerusalemme a Betlemme a Hebron e negli altri centri di raccolta. Quelle famiglie giunte sui loro asini riponendo tante speranze in quel viaggio avevano portato i loro fanciulli a morire sventrati! Appena giunsero a destinazione i padri furono rimandati indietro le madri con i loro pargoli invece vennero condotte in un gran luogo di raccolta nel quale vi entravano lietissime convinte di ricevere un premio per la loro fecondità. A Gerusalemme l’edifido di raccolta era alquanto lontano dalla città e vicino alla dimora di Pilato. La costruzione dove il procu­ratore romano abitava era fatta in modo tale che difficilmente da fuori si poteva sentire o vedere quello che accadeva all’interno. Pare che fosse anche un penitenziario o una casa di giustizia perché nei cortili vidi pali ceppi d’albero e catene per i supplizi dei prigionieri. Quei legni venivano chinati legati assieme poi im­provvisamente disciolti quando si doveva giustiziare qualcuno con l’orribile pena dello squartamento. L’edificio vicino alla dimora di Pilato si presentava pure as­sai massiccio dall’aspetto tetro il cortile era grande quasi come il cimitero che fiancheggia la chiesa di Dùlmen. Una porta immetteva in un corridoio e nella corte la quale era fiancheggiata da due ca­seggiati laterali a destra e a sinistra. In questi due edifici furono rinchiuse tutte le madri con i loro figli. Allorché le donne si accorsero di essere prigioniere tutte le speranze crollarono in una volta sola ed esse cominciarono a pian­gere e a disperarsi in tutti i modi. Passarono tutta la notte gemen­do con i loro fanciulli. Erano passate dalla più viva speranza alla più amara ed an­gosciosa disperazione come avviene spesso per ogni essere uma­no.
Il giorno dopo 9 marzo alla stessa ora la Emmerick continuò il  suo acconto.
Oggi a mezzogiorno ho assistito all’orribile spettacolo della strage degli Innocenti che avvenne nel palazzo di giustizia. Nella grande ala che chiudeva il cortile da uno dei lati vi era a pian terreno una vasta sala simile ad una prigione o ad un cor­po di guardia. Il piano superiore si divideva pure in sale le cui finestre davano sul cortile. Radunati a consiglio in una di queste vi erano alcuni nobili signori seduti intorno ad un grande tavolo dove si trovavano delle pergamene. Credo che fosse presente anche Erode poiché vidi uno con la corona sul capo avvolto in un mantello rosso foderato di pellic­cia bianca cosparsa di fiocchetti neri. Molti distinti personaggi lo circondavano ed egli contemplava tranquillamente l’orrida scena da una finestra. Dai caseggiati laterali le donne furono avviate con i bambini nella gran sala a piano terra giunte all’entrata i manigoldi strap­pavano dalle madri i fanciulli e li trasportavano nella corte dove vidi venti boia snaturati che li uccidevano traforando loro il cuo­re con le lance o decapitandoli con le spade. Alcuni bambini erano ancora avvolti nelle fasce e avevano poppato al seno delle madri fino a pochi minuti prima altri era­no già grandicelli e vestivano abitini tessuti. Senza spogliarli li uccidevano in questo modo bestiale poi afferrandoli per un brac­cio o per un piede li lanciavano nel mucchio di cadaverinì pieni di sangue. Lo spettacolo era orribile. Le urla di dolore delle madri che affollate e rinchiuse nella sala terrena si erano accorte della strage dei figlioli erano tremen­de. Esse si sentivano straziare il cuore si strappavano i capelli e si contorcevano le mani. Il numero di esse a poco a poco crebbe in breve tempo l’ampia sala divenne per loro angusta ed avevano appena lo spazio per muoversi. Credo che la strage fosse prose­guita fino a sera. Nel cortile stesso fu scavata una fossa enorme dove vennero gettati i cadaverini. Non mi sovviene precisamente il numero delle vittime sebbe­ne questo mi fosse stato indicato con il numero sette o diciassette (millesettecento o settecento come anche settemila14. Quello spettacolo mi atterri a tal punto che quando mi risve­gliai a stento ebbi ricordo di simili scene. Durante la notte le madri legate assieme e divise per gruppi di destinazione furono ricondotte alle proprie abitazioni. L’avvenimento che vidi si volse a Gerusalemme proprio nel­lo stesso palazzo del tribunale in cui venne condotto Gesù non lontano dall’abitazione di Pilato. All’epoca del processo a Gesù l’edificio era stato in parte trasformato. Quando il Salvatore andò dal Padre suo vidi molte anime da quel luogo salire al Firmamento.

112 – Giovanni fugge di nuovo nel deserto.  La Santa Famiglia lascia Eliopoli per stabilirsi a Matarea
Elisabetta intanto rimase nel deserto per quaranta giorni con il suo bambino. Vidi che cercò per molto tempo una caverna dove poter nascondere bene Giovanni. Quando la santa Donna ritornò alla sua dimora Giovanni ri­mase nascosto nella grotta. Vidi un Esseno della comunità del monte Oreb recarsi ogni otto giorni nel deserto a visitare il fan­ciullo; gli portava vivande e lo aiutava in ogni suo bisogno. Oue­sto sant’uomo era un parente di Anna la profetessa del tempio. Egli si recava da Giovanni ogni otto giorni poi ogni quindici fin­ché quest’ultimo si abituò a vivere nel deserto da solo e non ebbe più bisogno del suo aiuto. Dio aveva destinato Giovanni a vivere isolato dagli uomini e a crescere nell’innocenza della solitudine. Al pari di Gesù Giovanni non frequentò alcuna scuola ma fu istruito dallo Spirito Santo. Spesso lo vidi circondato da figure lùminose. Il deserto non era affatto desolato e sterile ma vi crescevano erbe ed arbusti frut­tiferi; in mezzo alle rupi nascevano fragole e Giovanni le coglieva e se ne cibava. Gli animali e specialmente gli uccelli non lo fuggivano ma invece volando sulle sue spalle vi si fermavano ed ascoltavano attenti le sue parole che pareva comprendessero perfettamente. Spesso gli uccelli gli servivano addirittura come messaggeri. Una volta lo vidi in un’altra regione presso un fiume mentre i pesci si avvicinavano alla riva chiamati da lui. Tutti gli animali gli si erano molto affezionati lo servivano e lo avvisavano in molte occasioni. Lo conducevano ai loro nidi ed ai loro ovili e quando egli temeva l’avvicinarsi di qualcuno tro­vava rifugio sicuro nelle loro tane. Frutta radici ed erbe erano il nutrimento quotidiano del piccolo Giovanni. Egli non aveva da cercare molto lontano il suo nutrimento poiché o intuiva il luogo dove trovarlo oppure gli animali glielo indicavano in qualche modo. Portava sempre avvolta intorno al corpo una pelle e teneva tra le mani il bastoncino; lo vidi inter­narsi nel deserto e come altre volte avvicinarsi alla casa paterna. Due volte si incontrò anche con i suoi genitori i quali avevano sempre grande desiderio di vederlo. Probabilmente essi si teneva­no in contatto mediante visioni divine perché vidi che quando Eli­sabetta e Zaccaria si recavano a trovarlo egli andava già loro in­contro. La Santa Famiglia dimorava ad Eliopoli da circa un anno e mezzo. Giuseppe decise di abbandonare quel luogo perché man­cava il lavoro e inoltre dovevano soffrire le persecuzioni della gente. Essi partirono dunque verso Menfi per stabilirsi a mezzo­giorno di Eliopoli. Sulla strada fecero una sosta in una piccola città e mentre erano assisi nell’atrio del tempio pubblico l’idolo che vi si trovava crollò e si frantumò in mille pezzi. Questo aveva la testa di bue tre corna e molti buchi nel cor­po nei quali si ponevano le vittime che dovevano essere arse. Allora i &acerdoti idolatri sdegnati si riunirono e minacciarono la Santa Famiglia. Accadde però che uno di questi improvvi­samente fu memore delle sciagure subite dai loro antenati quan­do perseguitavano gli Ebrei allora i santi Profughi furono lasciati in libertà. Continuando il cammino Giuseppe Gesù e Maria giunsero a Troja posta a mezzogiorno del fiume Nilo e dirimpetto a Menfi. Vidi la città grande ma con le vie assai sudicie. Giuseppe e Maria ebbero l’intenzione di fermarsi qui ma furono male accolti. Chiesero datteri e un po’ d’acqua e non ne ricevettero da alcuno. Menfi giace su ambedue le rive del Nilo che in questo luogo è assai largo e forma molte isole. Sulla riva orientale al tempo del Faraone vi era un magnifico palazzo circondato da giardini; sul­l’alta torre spesso saliva la figlia del re. Vidi anche il luogo preci­so in cui fu rinvenuto Mosè nel canestro galleggiante sulle acque. Menfi poteva essere considerata una sola grande città con Eliopoli e Babilonia perché nei tempi antichi questi tre agglomerati erano congiunti tra loro da un immenso numero di caseggiati e costru­zioni varie. Ai tempi della Santa Famiglia siccome molte di quel-le costruzioni erano cadute in rovina non esisteva più la continuità di caseggiati che legava le tre città tra le due sponde del Nilo. Scendendo lungo il corso del fiume i nostri abbandonarono Troja e giunsero a Babilonia città sudicia e brutta. Proseguirono e passarono per un argine che sarà pure percorso da Gesù molti anni dopo quando risusciterà Lazzaro e poi attraverserà l’Egitto per raggiungere i suoi discepoli a Sichar. I santi Profughi costeggiarono così il Nilo per altre due ore seguendo una strada ingombra di rovine; poi superato un braccio del fiume ovvero un canale giunsero ad un paese il cui nome fu più tardi Matarea. Questo luogo circondato dal deserto aveva le abitazioni per la maggior parte fatte di legno di dattero e cementa­te col fango disseccato; il tetto consisteva in giunchi tenuti insieme. Giuseppe trovò molto lavoro in questa dttà poiché erigeva case più solide per mezzo di tavolate di vimini. Non lontano dalla porta attraverso la quale erano entrati in città vi era un luogo solitario in cui la Famiglia decise di stabili­re la dimora e un laboratorio per le attività di Giuseppe. Anche in questo paese appena giunti l’idolo di un piccolo tempio rovinò al suolo. il popolo infuriato fu acquietato da un sa­cerdote illuminato che rammentò loro i flagelli dai quali il popolo egiziano era stato mortificato. Qualche tempo dopo poiché molti Ebrei e pagani convertiti si erano uniti alla Sacra Famiglia i sa­cerdoti abbandonarono a questa nuova comunità il piccolo tempio dov’era crollato l’idolo. Giuseppe fece di esso una sinagoga divenendo la guida e il padre spirituale della comunità. Egli ripristinò il culto che era stato alterato e insegnò il canto dei salmi. Abitavano in questa città molti Ebrei poverissimi. Le loro abitazioni erano fosse o edifici in rovina. A due ore di cammino fra Oh ed il Nilo vi era un paese ab­bastanza popolato da Ebrei gli abitanti erano caduti nell’idolatria più deplorabile; adoravano un vitello d’oro e un’altra figura dalla testa di bue circondata da certi simboli di animali simili alla fama. Essi possedevano inoltre una specie di arca in cui conserva­vano oggetti orribili. Terribile era il loro rito idolatra e ancora più disgustose erano certe sfrenatezze cui si davano in sale sotterra­nee attraverso le quali credevano di accelerare la venuta del Mes­sia. Nella loro ostinazione non volevano in alcun modo ravvedersi. La comunità di Giuseppe però finì per rappresentare il punto d’attrazione di numerosi Ebrei di questo culto pagano. Gli Ebrei della terra di Gosen avevano già conosciuto la Sa­cra Famiglia ad Oh quando la Santa Vergine si era occupata di fare maglie unendo e intrecciando giunchi. Questo solo per sod­disfare le necessità essenziali della gente. Infatti per quanto Ma­ria avesse necessità di guadagnare la vidi spesso rifiutare certi la­vori ordinati da donne per soddisfare i capricci della vanità fernnu­nile. In risposta ai suoi bonari rifiuti udii quelle donne ingiuriarla con espressioni grossolane.

113 – Il santuario della Santa Famiglia
La vita in Matarea fu per loro assai grave e soffrirono man­canza d’acqua e di legna specialmente nei primi tempi. Gli abi­tanti del luogò si servivano per gli usi domestici di erba dissecca­ta o di canne. La Santa Famiglia si nutriva quasi sempre di cibi freddi. Siccome gli abitanti di Matarea non sapevano costruire le loro capanne Giuseppe fu subito chiamato ad accomodare le ca­panne che più ne avevano bisogno. Ma era trattato alla stregua di uno schiavo lo pagavano male e spesso tornava a casa senza aver ricevuto ricompensa alcuna. il legname mancava e seppure ve n era qualche raro pezzo mancavano gli strumenti per lavorarlo perché questa gente cono­sceva solo comuni coltelli di pietra o di osso. Giuseppe che ave­va portato con sé gli strumenti più necessari riusciva invece a ta­gliare il legno e a fare simili lavori. Grazie alla sua infaticabile mano la Sacra Famiglia era riuscita anche a disporre un po’ me­glio il suo alloggio. Il sant’uomo mediante tavole di giunchi leggerissime montò piccole stanzette poi preparò un focolare e fabbricò due tavolini e alcune sedie. Gli abitanti di Matarea usavano mangiare sul terre­no. In questa dimora i santi Fuggiaschi vi trascorsero alcuni anni ed io ebbi modo di vedere molte cose relative all’infanzia di Gesù. Egli dormiva in una nicchia scavata da Giuseppe nella parete del-la bottega la Vergine dorrniva vicino a Lui. Spesso la vidi alzarsi di notte e pregare inginocchiata l’Altissimo dinanzi a Gesù. Giusep­pe dormiva in un’altra piccola stanzetta. In un andito isolato dal resto della casa era stato disposto un piccolo oratorio. Giuseppe Maria Santissima e Gesù avevano cia­scuno il loro posto di preghiera sia stando seduti in ginocchio come anche in piedi. Vidi la Santa Vergine pregare spesso dinan­zi all’altarino della casa eretto in una nicchia nel muro; era un ta­volo piccolo ricoperto dei panni cultuali. Vicino all’altarino vidi dei piccoli mazzi di fiori disposti en­tro vasi in forma di calice; vidi pure l’estremità di quel bastonci­no che Giuseppe aveva ricevuto al tempio il quale era assicurato entro un astuccio largo circa un pollice e mezzo. Ho veduto anche alcuni simboli egiziani relativi alla nascita della Madonna ma li ricordo solo confusamente.

114 – Elisabetta conduce Giovanni per la terza volta nel deserto
Mentre la Santa Famiglia dimorava in Egitto il piccolo Giovan­ni ritornò a vivere con i propri genitori a Juta mantenendosi accu­ratamente nascosto. Ma fu notato da qualcuno e il pericolo si fece di nuovo incombente allora Elisabetta fu costretta a ricondurlo di nuovo nel deserto. Era il terzo ritorno di Giovanni. Egli aveva a quel tempo quat­tro o cinque anni. Zaccaria era assente quando essi partirono cre­do che si fosse allontanato per evitare il dolore dell’addio perché amava moltissimo suo figlio. Prima che Giovanni andasse via con la madre Zaccaria lo benedisse come era sua abitudine ogni qual­volta si assentava. I capelli di Giovanni erano più scuri di quelli di Gesù e in tutto il tempo che egli dimorò nel deserto gli vedevo sempre fra le mani il bastoncino bianco. Lo vidi condotto per mano da sua madre. Elisabetta attraversò con lui a passo veloce le solitudini del deserto. Indossava una lunga veste e ogni suo movimento era sem­pre rapido e risoluto. Spesso durante il cammino Giovanni pre­cedeva la madre e lo vedevo fanciullo semplice e ingenuo sebbe­ne mai fosse troppo inquieto né distratto. Camminarono verso sud costeggiando un fiume sulla riva destra poi passarono all’altra riva su una zattera. Elisabetta che era una donna assai energica sapeva trattare vigorosamente anche i remi. Giunti all’altra sponda i due si inoltrarono in una via che volgeva a sinistra. Percorse alcune miglia entrarono in una caver­na che nonostante si trovasse in una zona deserta e selvaggia aveva alla sua entrata alcuni alberi fruttiferi. Giovanni si nutriva con quella frutta. Sistemato alla meglio suo figlio Elisabetta prese congedo da lui: lo benedisse lo strinse al cuore lo baciò sulle guance e sulla fronte poi se ne andò. Più volte quella Santa Madre si volse in­dietro cercando con gli occhi lucidi di lacrime il figlio lasciato solo nella caverna selvaggia. Frattanto questi senza timore s’inoltrò arditamente all’interno della grotta. Dio mi concesse la grazia di sentirmi presente a tutto quanto avveniva facendomi sentire nella visione come una fanciulla. Mi parve infatti di avere l’età di Giovanni e di accompagnarlo nelle sue passeggiate spesso mi angustiavo per lui vedendolo allontanarsi troppo dalla grotta nelle sue scorrerie. Mi consolava una voce dicendomi che non avevo alcun moti­vo per affliggermi perché Giovanni sapeva benissimo ciò che fa­ceva. Allora mi sembrò di essere insieme ad un amico fidato del­la mia gioventù e di attraversare le solitudini del deserto con lui. Vidi in tal modo molti fatti che gli accaddero durante il sog­giorno in questo luogo selvaggio. In una visione passeggiavamo insieme in quest’occasione Gio­vanni mi narrò alcuni fatti che gli erano accaduti durante la sua precedente vita solitaria. Mi rivelò le mortificazioni che si era im­posto e come tutte le cose che lo circondavano lo avessero ben istruito ai misteri della vita e della natura sebbene ciò fosse avve­nuto in modo per lui incomprensibile. Spesso quando mi trovavo sul pascolo lo chiamavo in que­sto modo: “Giovanni vieni qua col tuo bastoncino e la tua pelle sulle spalle”. Allora alcune volte mi appariva veniva verso di me e giocavamo insieme come fanno tanti fanciulli; frattanto mi rac­contava molte cose della sua vita e molte altre volte mi istruiva sui misteri dello spirito e della natura. Mai mi meravigliavo quando lo vedevo ricevere istruzioni dalle piante e dagli animali poiché io stessa quando mi trovavo a pascolare il gregge trovavo meravigliose istruzioni da ogni fio­re dal campo e da ogni uccello come se leggessi in un libro pre­zioso. Anche il cogliere le spighe l’estirpare l’erba ed il radunare le radici era per me perenne fonte d’istruzione. Ogni forma ogni colore ogni cespuglio era oggetto di profonde considerazioni e contemplazioni. Quando io partecipavo a qualcuno queste gioie del­l’animo escluso lo stupore il più delle volte scorgevo un sorriso scettico. Di fronte a queste reazioni dei miei ascoltatori mi abituai a tacere. Seguendo il fanciullo Giovanni nel deserto lo vidi comunicare con i fiori e con gli animali. Specialmente gli uccelli erano i suoi prediletti: quando passeggiava e ancor più quando pregava in ginocchio essi accorrevano cinguettando intorno a lui. Se egli po­neva il suo bastoncino orizzontalmente fra i rami degli alberi ac­correvano alla sua voce numerosi uccelli variopinti e si disponeva­no in fila sul suo bastone. Allora Giovanni parlava amichevolmente con loro quasi come se tenesse scuola. Altre volte lo vidi seguire gli animali nei covi e nelle tane dar loro cibo e contemplarli con la massima compiacenza.

115 – Erode fa arrestare e uccidere Zaccaria.  Morte di Elisabetta.
All’età di sei anni Giovanni viveva ancora nel deserto. Elisa­betta era andata a fargli visita mentre Zaccaria si era recato ad offrire vittime al tempio. Temendo di essere interrogato dagli erodiani questa volta il vecchio sacerdote volle ignorare a propo­sito il luogo dove si trovasse suo figlio. Però Giovanni si recava a trovare il padre segretamente nella notte e dimorava qualche tempo nella casa. Siccome le potenze celesti guidavano sempre i passi di Giovanni probabilmente l’Angelo custode lo avvertiva quando fosse possibile percorrere senza pericolo la via che condu­ceva alla dimora dei genitori. Figure luminose come quelle degli Angeli lo accompagnavano nelle sue peregrinazioni. Il Battista era stato destinato da Dio a crescere isolato dal mondo e ad essere educato solo dallo Spirito Divino vidi che non aveva bisogno di alimentarsi con il cibo usato dall’uomo per soddisfare la fame. La Provvidenza dispose che egli fosse condot­to nel deserto spinto dalle circostanze esterne che conosciamo. Per questa vita la sua natura era irresistibilmente inclinata. Infatti già nella sua prima infanzia lo vidi anima solitaria e contemplativa. Quando per divina ammonizione la Santa Famiglia fuggi in Egitto anche Giovanni il precursore di Gesù dovette rifugiarsi nel deserto; così fu per tre volte. Fin dal momento della sua nascita egli aveva attirato l’attenzione pubblica e il sospetto delle autorità di possedere facoltà soprannaturali. Giovanni si era presto attirato il sospetto degli sbirri erodiani sia per il comportamento che per la sua aurea luminosa. Parecchie volte senza far ricorso alla violenza il tiranno ave­va chiesto a Zaccaria dove si trovasse il figlio. Ma questa volta dopo la strage degli Innocenti appena il vecchio saggio arrivò alla porta principale di Gerusalemme quella che dà sulla strada di Betlemme i soldati di Erode gli tesero un agguato lo sorpresero e lo maltrattarono crudelmente. Lo trascinarono quindi in una pri­gione posta alle falde del monte Sion presso il quale più tardi pas­seranno i discepoli di Gesù per recarsi al tempio. Dopo aver sottoposto il povero vecchio alle più bestiali torture per strappargli la rivelazione della dimora di suo figlio Zaccaria fu crudelmente trucidato per ordine di Erode. I suoi amici ne seppellirono il corpo non lontano dal tempio. Intanto Elisabetta si era incamminata verso casa per raggiun­gere il suo consorte credendo che Zaccaria fosse ritornato ormai a Juta dopo il servizio al tempio. Giovanni accompagnò sua madre per un tratto di strada quin­di ricevuta la materna benedizione ed un bacio se ne ritornò al­legramente alle sue solitudini. Appena rientrata alla sua dimora Elisabetta apprese l’orribile notizia dell’assassinio del suo sposo. Profondamente scossa dall’orrore e dall’enorme dolore la santa Donna ritornò disperata dal figlio col proposito di passarvi il re­sto dei suoi giorni. Non molto tempo dopo ella morì nel deserto e fu sepolta dall’Esseno dell’Oreb. Giovanni rimasto senza genitori si addentrò ancor più nel de­serto. Lo vidi aggirarsi sulla sabbia in riva ad un piccolo lago infine si immerse nell’acqua mentre i pesci gli accorrevano vicino come vecchi amici. il Battista visse presso quel lago per molto tem­po; nel bosco vicino si era costruito con rami d’albero una rudi­mentale capanna per viverci e trascorrere le notti. La capanna era bassa ed angusta bastava appena come meschino giaciglio. Spiriti ed Angeli aureolati e vestiti di luce chiarissima venivano a trovarlo; il predecessore di Gesù parlava spesso con loro senza timore o stupore ma con umile devozione. Pareva che quegli spiriti gli insegnassero molte cose e specialmente richiamassero la sua attenzione su certi oggetti degni di partico­lare considerazione. il suo bastoncino al quale era assicurato il ra­moscello collocato orizzontalmente con scorze d’albero aveva as­sunto la forma di una croce. Una nipote di Elisabetta era andata a vivere nella dimora disabitata in Juta. Questa casa era disposta assai bene. Quando Giovanni si fece adulto andò per l’ultima volta a rivedere il tetto paterno poi si allontanò internandosi nel deserto dove rimase finché ricomparve nel mondo degli uomini.

116 – Matarea: la Santa Vergine scopre una fonte vicino alla sua dimora.  Due Angeli annunciano a Gesù la morte di Erode
Anche in Matarea in cui altra acqua non si conosceva che quella fangosa del Nilo Maria fu esaudita nella sua preghiera rinvenendo una fonte naturale sotterranea. I primi tempi trascorsi in questo luogo furono veramente difficili innanzitutto per la scar­sità d’acqua. Infatti la Santa Famiglia soffrì molte privazioni vi­vendo solamente di frutta e d’acqua pessima. Già da molto tempo Maria e Giuseppe cercavano invano una fonte d’acqua pura; Giuseppe si era già preparato ad andare nel deserto con l’asino dove presso il boschetto di erbe balsamiche av­rebbe trovato l’acqua con cui riempire gli otri. Ma avendo la San­ta Vergine pregato il Signore con molta insistenza un Angelo le svelò l’esistenza di una fonte d’acqua dietro la loro abitazione. Subito dopo la rivelazione oltrepassando la muraglia che circondava la casa Maria discese in una bassa spianata dove in mezzo ad un cumulo di rovine si vedeva un vecchio e grosso albe­ro. Ella teneva in mano una verga che portava all’estremità una paletta. Con questa battè il terreno presso l’albero e subito ne scaturì una fonte limpida e purissima. Piena di gioia Maria corse ad avvertire Giuseppe che aprì meglio l’imboccatura della fonte. Quell’apertura allora otturata era gia esistita nei tempi antichissimi infatti si conservavano ancora perfettamente alcune muraglie di un antico pozzo. Giuseppe la ria­prì di nuovo e la circondò assai abilmente di pietre. Dalla parte in cui Maria aveva battuto il terreno quando si era avvicinata al­l’antico pozzo si trovava una grossa pietra che sembrava fosse servita da altare per antichi culti. Qui la Santa Vergine metteva spesso ad asciugare al sole le vesti ed i panni di Gesù. La riapertura del pozzo rimase sconosciuta agli altri e se ne servì solo la Santa Famiglia finché vidi Gesù condurre gli altri fanciulli in questo luogo benedetto e dare loro da bere in una fo­glia ripiegata in forma di cono. Quando i fanciulli raccontarono il fatto ai loro parenti vidi giungere altra gente al pozzo che da allora in poi servì princi­palmente ai Giudei di Matarea. Vidi anche quando Gesù per la prima volta portò l’acqua a sua madre: Egli si accostò di soppiatto al pozzo con un secchio ne attinse l’acqua e la portò a sua madre mentre questa pregava in ginocchio. Vidi la Madonna commuoversi indicibilmente e sem­pre rimanendo inginocchiata lo pregò di non farlo più perché avrebbe corso il rischio di cadere nel pozzo. Gesù rispose che avrebbe avuto cura dui sé ma che desiderava attingere l’acquya ogni qualvolta Lei ne avesse bisogno. Il piccolo Gesù prestava ai suoi genitori servizi di ogni spe­cie con grande cura e attenzione. Quando Giuseppe lavorava non troppo lontano da casa ed aveva dimenticato qualche arnese Egli subito glielo portava. Io credo che la gioia dei genitori per quel Figlio così diligente fosse tanto grande da alleviare loro ogni altro dolore. Vidi Gesù recarsi parecchie volte ad un paese ebreo distan­te circa un miglio da Matarea per scambiare il lavoro di sua madre con il pane. I numerosi animali feroci che si aggiravano in quei dintorni non solo non gli facevano del male ma si comportavano con Lui amichevolmente. Lo vidi giocare perfino con i ser­penti. A cinque o sei anni Egli si recò per la prima volta da solo al paese ebreo due Angeli gli apparvero lungo la via e gli comuni­carono che Erode il Grande era morto. Gesù allora si inginocchiò e pregò; quel giorno egli indossava una tunica di color bruno or­nata di fiori gialli che gli aveva confezionato la Santa Madre. Il Pargoletto divino non rivelò questa vicenda ai suoi Genitori forse per umiltà o per il divieto degli Angeli perché non doveva­no ancora abbandonare l’Egitto.

117 – Il pozzo di Matarea
Il pozzo di Matarea fu dunque di nuovo riattivato grazie al miracolo operato dalla Santa Vergine. Benché fosse caduto in ro­vina da molto tempo era ancora internamente murato. Vidi che anticamente quando Giacobbe aveva soggiornato in Egitto precisamente in quello stesso luogo egli aveva scoperto il pozzo e aveva compiuto un sacrificio sulla grande pietra che lo copriva. Al tempo in cui Abramo era andato a vivere in Egitto aveva eretto le sue tende proprio presso il pozzo di Maratea e là aveva istruito il popolo radunato. Per alcuni anni Abramo aveva dimorato in questo paese in­sieme a Sara a numerosi fanciulli e ragazze le cui madri erano rimaste nella Caldea. Temendo che a causa della bellezza di Sara sua consorte gli Egiziani avrebbero potuto assassinarlo aveva detto che questa era sua sorella. Non era falso perché Sara era veramente sua sorella adottiva ed era figlia di Tharah padre di Abramo e di un’altra madre16. Il re aveva fatto condurre Sara nel suo castello e voleva prenderla in moglie. Allora Sara ed Abramo pregarono Dio; subito dopo il re le sue mogli e tutte le donne della città si ammalarono. Quando il sovrano chiese agli indovini quale fosse la causa di tanto male gli fu risposto che la causa era la moglie di Abramo. Il re allora gliela restituì pregandolo di abbandonare subito l’Egitto poi~hé egli riconosceva in Abramo la protezione degli dei. Abramo gli rispose che non poteva lasciare l’Egitto se prima non avesse avuto l’albero genealogico della sua famiglia e narrò in qual modo quell’albero fosse colà pervenuto. Il sovrano consultati i sacerdoti fece restituire ad Abramo quanto gli apparteneva domandandogli il permesso di poter tene­re nei suoi scritti memoria dell’avvenimento. Così Abramo ritornò col suo seguito nel paese di Canaan. Già all’epoca della Santa Famiglia i lebbrosi conoscevano il pozzo di Matarea quale fonte taumaturgica assai efficace per gua­rire la loro malattia. Molto tempo dopo in questo luogo fu innalza­ta una piccola chiesa cristiana. Presso l’altare vi era l’entrata attra­verso la quale si accedeva all’antica dimora di Maria. il pozzo era circondato da case e le proprietà terapeutiche del­l’acqua continuarono per secoli ad essere usate con grande efficacia contro numerose malattie in particolare la lebbra. Alcuni lavandosi con quell’acqua perdevano subito il fetore che emanava dal loro corpo. Quest’uso perdurò ancora ai tempi dei Maomettani. Vidi che i Turchi tenevano sempre accesa una luce nella chiesa di Matarea; essi temevano persino qualche sciagura se avessero trascurato di accenderla. Nei tempi odierni il pozzo è finito lonta­no dall’abitato circondato da molti alberi selvatici.

118 – Il ritorno della Santa Famiglia dall’Egitto
Sebbene Erode fosse morto già da qualche tempo il pericolo non era interamente cessato. Per San  Giuseppe e la sua Famiglia la dimora in Egitto si rendeva sempre più pesante. Queste popola­zioni tra le quali essi vivevano praticavano un orribile rito che sacrificava perfino i fanciulli malati o nati con qualche difetto fisi­co. Qualcuno addirittura per dar prova dell’assoluta devozione sacrificava i propri figli sani. In Egitto inoltre si celebravano cerimonie segrete assai inde­centi. Vidi che anche alcune comunità ebraiche residenti in questo paese non erano esenti da simili orrori. San Giuseppe si occupava assiduamente dei suoi lavori di falegname. Però quando rientrava a casa continuava a lamentarsi perché non gli era stata corrisposta la paga pattuita sebbene avesse lavorato diligentemente. Immerso nel suo dolore egli s’inginocchiava all’aria aperta e pregava Dio in un luogo solitario affinché lo sollevasse dall’an­goscia che l’opprimeva. Una notte gli apparve in sogno un Ange­lo assicurandolo che poteva far ritorno a Nazareth soggiunse che non aveva nulla da temere poiché sarebbe stato assistito dal mon­do celeste. Vidi Giuseppe comunicare la notizia a Maria e a Gesù; poi vidi la preparazione del viaggio con quella solita celerità e sot­tomissione come erano abituati. Quando fu nota la decisione della loro partenza molte perso­ne assai afflitte si recarono da loro a congedarsi. Portarono molti doni in piccoli vasi fatti di corteccia d’albero. Notai che il dolore della gente era veramente profondo molti erano Ebrei ed altri era­no pagani convertiti. Altri invece come gli Ebrei caduti in idola­tria erano convinti che la Santa Famiglia era dedita alla stregoneria e possedesse l’assistenza del più potente degli spiriti maligni; per­ciò appresero con grande gioia la notizia della partenza. Fra le brave persone che venivano ad offrire i loro doni vi erano le madri dei fanciulli che erano stati compagni di gioco di Gesù. Particolarmente mi ricordo di una donna molto ricca il cui nome era Mira. Ella chiamava suo figlio ‘figlio di Maria”; questi era Diodato allora ancora un fanciullo. La donna regalò a Gesù alcune monete triangolari di diversi colori; mentre le riceveva il Signore guardava in viso sua Madre. Giuseppe insieme con la Famiglia prese la via del ritorno; por­tavano con loro l’asino carico di bagagli. Giunti a Eliopoli con­tinuarono verso il sud di quella città fino all’altra fonte scaturita in seguito alle preghiere di Maria. Adesso i dintorni erano divenuti ameni e verdeggianti; la fon­te come un ruscello scorreva attorno ad un giardino di forma qua­drangolare circondato da cespugli di erbe terapeutiche. In mezzo al giardino crescevano pure delle palme fruttifere di datteri sicomori e altra frutta. Le piante di balsamo erano alte come viti di media grandez­za. Giuseppe faceva con la corteccia d’albero dei piccoli vasi co­perti di pece erano assai lisci alla superficie e di bella apparenza. Durante le soste egli si occupava di questo lavoro. I vasetti potevano avere varie utilizzazioni. Vidi Giuseppe appenderli ai ramoscelli rossicci delle piante terapeutiche; in que­sto modo raccoglieva le gocce di balsamo che stillavano dal tron­co e servivano da bevanda lungo il cammino. La Santa Famiglia si fermò parecchie ore in questa magnifica oasi. Vidi la Madonna lavare alcuni oggetti che poi mise ad asciugare. Dopo essersi ristorati all’onda limpida della fonte riem­pito l’otre ed i vasetti di balsamo ripresero il cammino proseguen­do sulla strada principale. Nelle numerose visioni relative al viag­gio di ritorno vidi la Santa Famiglia camminare senza incontrare alcun pericolo. Una tavoletta sottile di legno posta sul capo ed assicurata da un panno che si allacciava sotto il mento difendeva i tre Viaggiatori dai raggi cocenti del sole. Gesù indossava un abitino color bruno e portava scarpe di cor­teccia che gli aveva fatto Giuseppe; queste ricoprivano solo la metà del piede. Maria non portava scarpe ma semplici suole sotto le piante dei piedi legate ai polpacci da cordicelle. Era afflitta per­ché il Santo Bambino camminava spesso sulla sabbia cocente per­ciò si fermava spesso a vuotargli le scarpe dalla sabbia. A volte lo metteva seduto sull’asino affinché si riposasse. Li vidi attraversare molte città e passare vicino a delle altre. Fra le numerose che udii ricordo adesso solo il nome di Ramesse. Passarono anche un piccolo fiume che avevano guadato in senso inverso durante la fuga verso l’Egitto e che proveniente dal mar Rosso si versava nel Nilo. Giuseppe non voleva ritornare a Nazareth ma intendeva stabi­lire la sua dimora nella città natia di Betlemme; aveva però i suoi dubbi nel realizzare questo progetto avendo sentito dire nella Terra Promessa che in Giudea regnava a quel tempo Archelao uomo assai crudele. Giunti a Gaza vi si trattennero per tre mesi. Molti pagani abitavano questa città. Giuseppe era indeciso e pensava di stabi­lirsi a Betlemme sebbene fosse stato più prudente vivere a Naza­reth per evitare la minaccia del crudele Archelao. Allora un Angelo apparve in sogno a Giuseppe e lo esortò a ritornare a Nazareth senza indugiare. Egli seguì l’esortazione cele­ste senza più alcun dubbio. Anna ed alcuni altri parenti erano i soli a conoscere la dimora in Gaza della Santa Famiglia. Quando avvenne il ritorno a Nazareth della Santa Famiglia Gesù aveva quasi otto anni.

Capitolo IX

DAL RITORNO A NAZARETH ALLA DOLOROSA PASSIONE
119 – Maria Santissima accompagna Gesù al tempio di Gerusalem­me.  120 – La morte di Giuseppe.  121 – Le visioni di Maria “la silen­ziosa” sulla Santa Vergine.  122 – Maria Santissima “l’Arca misteriosa dell’Alleanza” – Il commiato di Gesù dalla Madre Santissima ed il Bat­tesimo.  123 – Gesù visita i luoghi del presepio – Gesù appare alla San­ta Vergine.  124 – Maria Santissima alle nozze di Cana. 125 – La mis­sione di Gesù – L’aspetto fisico della Madonna.  126 – Morte di Maria “la silenziosa” – Il ritratto miracoloso – “La Porta della Sposa”.

119 – Maria Santissima accompagna Gesù al tempio di Gerusalemme
Nella casa di Nazareth c’erano tre stanze. Quella più grande e comoda era della Santa Vergine e fungeva anche da oratorio per la preghiera comune della Santa Famiglia. Durante la giornata essi erano raramente insieme. Giuseppe la­vorava nella sua stanza adattata a piccola officina; lo vidi levigare dei pezzi di legno talvolta Gesù l’aiutava. Maria era occupata col ricamo e il cucito vicino aveva sempre un cestino. Ognuno dor­miva nella sua stanza. Vidi Gesù mentre aiutava i suoi genitori oppure pregava e si ritirava in meditazione. Egli era divenuto un modello per tutti i fanciulli di Nazareth. Gesù aveva una figura slanciata esile e delicata un visetto ovale; nonostante godesse ottima salute aveva un colorito pallido. I suoi capelli castano-biondi gli scendevano sulla fronte ed erano lunghi fin sulle spalle. All’età di otto anni accompagnato dalla Santa Madre e dal mite Giuseppe si recò per la prima volta al tempio di Gerusalemme; da allora così fecero ogni anno. Già in quella prima occasione il piccolo Gesù attirò l’attenzione degli scribi e dei farisei. Vidi poi il divino Adolescente all’età di dodici anni assiso su di un alto seggio e circondato da molti Giudei e anziani che in­dossavano vesti sacerdotali. Tutti ascoltavano con attenzione il pic­colo Maestro non pochi però erano sdegnati contro di Lui. Gesù parlò anche di astronomia architettura geometria matematica giu­risprudenza tutto applicato alla Legge celeste alla promessa mes­sianica alle profezie e ai ministri del culto. Gesù discuteva e insegnava in questo modo già da qualche ora quando entrarono nel tempio Maria e Giuseppe molto preoc­cupati; la santa Coppia chiese notizie del divino Adolescente ai leviti che lo conoscevano. Allora Gesù avvertito da uno di questi lasciò l’aula e si recò dov’era atteso. Giuseppe taceva invaso dal-l’ammirazione ma udii la Santa Vergine rimproverare bonariamente Gesù in questo modo: “Figlio mio perché ci hai fatto questo? Io e tuo padre ti abbiamo cercato molto addolorati e preoccupati…” Gesù così Le rispose: “Perché cercarmi? Non sapevate che devo interessarmi alle cose del Padre mio?”.

120 – La morte di Giuseppe
Il Redentore aveva compiuto trent’anni ed era florido invece Giuseppe invecchiava sempre più e deperiva. Vidi spesso la Santa Vergine e Gesù avvicinarsi a lui per recargli conforto. La dolce sposa gli teneva compagnia seduta accanto al suo giaciglio. Quando Giuseppe entrò in agonia la Vergine sostava al suo capezzale mentre Gesù adagiò la testa sul petto di lui. Vidi la stanzetta del santo moribondo inondata di luce e gremita di An­geli. Poi la salma di Giuseppe con le braccia congiunte sul petto fu avvolta tra bianche lenzuola e collocata dentro un angusto fe­retro che fu deposto in una decorosa grotta sepolcrale donata alla Santa Famiglia da una persona generosa. Oltre a Gesù e a sua Madre pochi altri addolorati accompagnarono il feretro. Ammirai un radioso stuolo di Angeli che accompagnavano il corteo fune­bre circondando la salma del buon Giuseppe. Certamente Egli morì prima di Gesù perché non avrebbe potu­to sopportare la crocifissione del Figlio tanto amato. Il buon mari­to di Maria Santissima aveva sofferto molto in conseguenza delle continue insidie dei Giudei tese contro il Redentore. Quegli empi manifestavano il loro odio vociferando che il “figlio del falegname” pretendeva di saper tutto. Erano pieni d’invidia e di odio perché Gesù aveva molto se­guito tra i giovani ed impugnava spesso la dottrina e gli insegna­menti dei farisei. Il Signore sopportò con grande pazienza fin dalla più giovane età queste persecuzioni e la Santa Vergine con Giu­seppe soffrivano non poco di fronte a queste avversità. Era chiamato dai farisei “vagabondo” perché spesso passeggiava con i suoi seguaci a Gerusalemme nei giorni di festa. Dopo la morte di San Giuseppe Gesù e la Santa Madre per vivere tranquilli si trasferirono in un luogo remoto fra Cafarnao e Betsaida. In questo luogo Levi di Cafarnao che tanto amava la Santa Famiglia aveva messo a loro disposizione una casetta e al­cuni domestici. Piena d’amore per suo Figlio vidi la Santa Vergine che lo ac­compagnava in alcuni viaggi. Numerose persone e conoscenti tro­vavano conforto solo ad incontrare lo sguardo della Madre di Dio; parecchi la confortarono per la perdita del santo consorte.

121 – Le visioni di Maria “la silenziosa” sulla Santa Vergine
A circa trent’anni Gesù partì da Cafarnao diretto a Ebron. Attraversò belle regioni avvicinandosi ai bagni caldi di Emmaus. Giunto a Betania Gesù si recò da Lazzaro che possedeva una gran­de casa orti e giardini. La sorella Maria stava in un’altra abitazione. Lazzaro era molto amico della Santa Famiglia; aveva soccorso anche Giuseppe e Maria con molte offerte e aiutò sempre la comunità cristiana. Lazzaro divenuto giudeo osservava la legge. Aveva otto anni più di Gesù. Egli possedeva un terreno dalla parte della città prospiciente il monte Sion aveva ceduto al tempio la maggior parte dei suoi possedimenti. Il suo podere a Betania era molto esteso: compren­deva giardini terrazze e pozzi ed era circondato da un doppio fossato. La famiglia di Lazzaro era a conoscenza delle profezie di Simeone e di Anna. Dei quindici figli avuti dai genitori di Lazzaro soltanto quat­tro sopravvivevano al tempo della predicazione di Gesù: oltre a Lazzaro v’erano Marta due anni più giovane di lui Maria “la si-lenziosa e piu giovane di Marta poi Maria Maddalena la più giovane della famiglia. La “silenziosa” era considerata a torto poco intelligente ma invece era molto saggia e accetta a Dio. Non ènominata nel Vangelo. La “silenziosa” trattava sempre di argomenti celesti come se vedesse e fosse continuamente in contatto col Cielo; prestava quin­di molta attenzione alle parole del Maestro Divino perché Egli le parlava del suo Padre Onnipotente. La “silenziosa” mai fissava Gesù frontalmente ma solo da un lato. Sembrava che non vivesse più sulla terra ma nel mondo dello Spirito Divino; per questo la conversazione con Maria era in sostanza solo una lode e una pre­ghiera a Dio una manifestazione di misteri divini. Ricordo che parlava dell’Incarnazione di Cristo come se la contemplasse nell’adorabile Trinità. La sua conversazione era mi­steriosa parlava come se avesse delle visioni che le scorrevano dinanzi agli occhi: “Il Padre disse al Figlio di scendere sulla terra per incarnarsi in una Vergine Madre. A tale annuncio gli Angeli esultarono di gioia specialmente quando l’arcangelo Gabriele fu inviato dalla Vergine a portarLe la buona Novella”. Maria “la si­lenziosa” parlava del celeste Messaggero come se lo vedesse: lo de­scrisse come chi assiste allo svolgersi di una processione. Poi sem­brò che vedesse dinanzi ai suoi occhi l’arcangelo Gabriele disceso per annunziare l’Incarnazione del Verbo ed esortare Maria Santis­sima ad accettare la divina maternità. Maria disse che la Santa Vergine aveva riflettuto bene prima di rispondere perché doveva osservare il voto di verginità. Se aves­se rifiutato di aderire all’invito Celeste allora non sarebbe più sta­ta possibile l’Incarnazione e per molto tempo ancora Israele avrebbe dovuto sospirare il Messia. La “silenziosa” lodò la Santa Vergine e parlò della nascita di Gesù come se si rivolgesse al Neonato Divino: “O Bambino! Tu devi mangiar burro e miele”. Poi riferendosi al presente aggiunse: “Ora o mio Gesù comincia il tuo cammino sulla via dolorosa!”. Vidi che mentre parlava in questo modo lei era assente dal corpo come se conversasse con persone invisibili agli occhi uma­ni. Gesù la interruppe per pregare e lodare il suo Padre Celeste. Quando il Salvatore lasciò “la silenziosa” ella rimase dappri­ma estatica; poi si ritirò lentamente nel suo appartamento. Gesù ritornò da Lazzaro e Marta dicendo loro che l’anima di Maria non apparteneva più a questo mondo. Disse pure che lei era felice perché si trovava in uno stato d’impeccabilità. “La silenziosa” non aveva parlato ad alcuno come aveva fat­to col Redentore; pregava molto e soffriva per i peccati del mon­do. Per mezzo di una visione tremenda partecipò in anticipo ai dolori e alla prossima Passione di Gesù. Allora ne fu talmente sconvolta e addolorata che lasciò per sempre questa terra.

122 – Maria Santissima “l’Arca misteriosa dell’Alleanza” Il commiato di Gesù dalla Madre Santissima ed il Battesimo
Vidi Gesù conversare cordialmente con il vecchio Eliud il fratello di Zaccaria amico della Santa Famiglia. Gli era stata affi­data la custodia della casetta di Nazareth durante l’assenza della Santa Vergine. Eliud chiese a Gesù notizie intorno alla sua missione e allora il Salvatore affermò di essere Lui il promesso Messia e dichiarò che Maria sua Madre era “l’Arca misteriosa dell’Alleanza”. Questi allora domandò a Gesù come mai fosse comparso solo in questi tempi e non prima; il Signore rispose che doveva nascere da una Vergine concepita senza la colpa originale; e finora nessuno da Adamo fino a quel tempo aveva ricevuto il privilegio goduto da Gioacchino ed Anna. Poi il Messia espose tutti gli impedimenti e le difficoltà che avevano causato il ritardo della sua venuta sulla terra.
La Visione del commiato di Gesù dalla Santa Madre.
Ebbi poi una visione in cui vidi Gesù accomiatarsi dalla San­ta Madre: Egli le disse che il suo cammino stava per cominciare e che sarebbe andato a farsi battezzare da Giovanni; poi l’avrebbe di nuovo riveduta presso Samaria e infine si sarebbe internato nel deserto. Il Redentore dopo aver assicurato la Santa Madre del suo amore eterno per Lei Le rivelò che ormai apparteneva a tutta l’umanità affinché si compisse la sua missione sulla terra. Gesù chiese perciò alla Madre di fare il sacrificio di lasciarlo andare così l’Eterno Padre l’avrebbe ricompensata con regale gene­rosità. il Redentore soggiunse che era prossima ad avverarsi la predi­zione di Simeone secondo la quale una spada Le avrebbe tra­passato il cuore e l’anima. A questa dichiarazione vidi la Vergine diventare mesta e pensosa ma si rassegnò subito alla Volontà di Dio. Gesù Le si manifestò per questo suo sacrificio amorevole e riconoscente. Quindi partì con Lazzaro verso Gerico per ricevere il battesimo da Giovanni. Dal Battista sulle rive del Giordano giungevano da ogni parte turbe di Giudei e di pagani. Lo stesso Erode aveva mandato i suoi incaricati per osservare la cosa. Giovanni parlando ai suoi discepoli in merito all’imminente battesimo del Messia disse tra l’altro: “Voglio indicarvi il luogo in cui Egli sarà battezzato”. “Osservate laggiù: le acque del Giordano si divideranno e si formerà un’isola!”. Appena egli pronunciò quelle parole proprio in quell’istante le acque del fiume si divisero in due correnti e dalla biforcazione di esse sorse un’isoletta tondeggiante e biancastra. Era lo steso luogo attraverso il quale i figli d’Israele erano passati con l’Arca dell’Alleanza e dove Elia aveva diviso con il suo manto le acque. A quel fenomeno gli astanti assai toccati nello spirito prega­rono per ringraziare Dio. Poi costruirono un ponticello per passa­re su quell’isoletta la quale fu recintata da dodici alberi. Gesù stava tra gli ascoltatori e Giovanni che si era già accor­to della sua presenza si mostrava soddisfatto. Poi riprese a bat­tezzare. Dopo che battezzò per tutta la mattinata anche il Salvatore si avvicinò a lui. Allora il Battista s’inchinò a Gesù e disse: “Io devo essere battezzato da Te e Tu vieni a me?”. Il Reden­tore rispose: “Lascia che adesso si faccia ciò! È necessario che si compia la volontà del Padre mio: che tu mi battezzi e che Io sia battezzato da te. Ma tu riceverai il Battesimo dello Spirito Santo e del sangue”. Intanto Giovanni teneva con la destra un piccolo recipiente con tre aperture dalle quali usciva l’acqua che versò sulla testa del Salvatore. Una parte dell’acqua Gli cadde sul viso; un’altra parte sul centro della testa e la terza sul lato posteriore. Mentre l’acqua scorreva sul Corpo di Gesù il Battista pronunciò queste parole: “Jeova per mezzo dei Serafini e dei Cherubini estenda la sua be­nedizione su di Te con scienza fortezza e intelligenza Poi mentre Gesù usciva dall’acqua i suoi discepoli Andrea e Saturnino lo velarono con un drappo affinché si asciugasse quindi Gli porsero la sua tunica bianca. Mentre il Salvatore si trat­teneva in orazione sulla pietra la voce dell’Altissimo scese su di Lui. Si udì allora una raffica di vento subito seguita da un colpo di tuono gli astanti guardarono verso l’alto timorosi e videro una figura candida e luminosa discendere dal Cielo. La figura alata scese sopra Gesù e scorsi il Cielo aperto dove appariva il Padre Celeste. Contemporaneamente udii una voce: “Questo è il mio Figlio diletto sul quale ripongo la mia compia­cenza!” Allora vidi Gesù tanto circonfuso di luce che lo si poteva appena guardare. Il suo viso era radioso e diafano. Gli Angeli numerosi Gli aleggiavano intorno. Sulle acque del Giordano scorsi però a una certa distanza Satana. Egli emergeva da una nube oscura da dove agitava una caotica moltitudine di esseri ripugnanti. Essi rappresentavano le potenze malefiche dell’inferno e tutto il male sulla terra quanto vi era di peccaminoso e di orrido nel mondo fuggiva per la presenza dello Spirito Santo. Così lo Spirito di Dio si era manifestato davanti alla gente su Colui che doveva essere pietra viva della Chiesa.


 [746/28dic.1457] [ guai ai miei nemici meglio per loro sarebbe se loro non fossero mai nati ] "Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti. A coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l'innocente. Perciò come una lingua di fuoco divora la stoppia e una fiamma consuma la paglia così le loro radici diventeranno un marciume perché hanno rigettato la legge del Signore degli Eserciti hanno disprezzato la Parola del Santo d'Israele". Isaia ed Unius REI