Nascita KAABA Messia

20.12.2015 ] SIATE TUTTI STRAMALEDETTI! NON è POSSIBILE VINCERE LA GUERRA MONDIALE DI SATANA COMPRANDO, COMMERCIANDO, IL DENARO DA SATANA! .. è CHIARO: VOI INVECE DI CORREGGERE, EDUCARE, LA LEGA ARABA: VOI AVETE DECISO, DI UCCIDERLI TUTTI I MAOMETTANI NAZISTI, DI PUGNALARLI TUTTI ALLE SPALLE, PROPRIO COSì COME IO VI HO ORDINATO DI FARE! PROPRIO COSì COME è GIUSTO di FARE! [ Russia, Mosca pronta a entrare nella top ten dei contributori del Fmi. Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un “passo cruciale” per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Quattro paesi emergenti (Brasile, Cina, India e Russia) saranno tra i 10 più grandi contributori del Fmi — si legge nella comunicazione del Fmi. — I paesi europei avanzati si sono impegnati a ridurre la loro rappresentanza nel Consiglio combinando da due posti". Il direttore Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un "passo cruciale" per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Un Fmi più rappresentativo e moderno sarà ancora meglio attrezzata per soddisfare le esigenze di tutti i suoi 188 paesi membri nel 21esimo secolo", ha sottolineato Lagarde. Gli altri membri della top ten sono Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Francia, Germania e Italia: http://it.sputniknews.com/economia/20151220/1760772/russia-top-ten-contributori-fmi.html#ixzz3uvhRf37p
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Ezechiele 45:9 [ stop signoraggio bancario ] 9. Così parla il Signore, l'Eterno: Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni! dice il Signore, l'Eterno. 10. Abbiate bilance giuste, efa giusto, bat giusto. [ stop signoraggio bancario, poi, questo avverrà ] Ezechiele 37. 1. La mano dell'Eterno fu sopra me, e l'Eterno mi trasportò in ispirito, e mi depose in mezzo a una valle ch'era piena d'ossa. 2. E mi fece passare presso d'esse, tutt'attorno; ed ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche. 3. E mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa potrebbero esse rivivere?" E io risposi: "Oh Signore, oh Eterno, tu il sai". 4. Ed egli mi disse: "Profetizza su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno! 5. Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi rivivrete; 6. e metterò su voi dei muscoli, farò nascere su voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono l'Eterno". 7. E io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece rumore; ed ecco un movimento, e le ossa s'accostarono le une alle altre. 8. Io guardai, ed ecco venir su d'esse de' muscoli, crescervi della carne, e la pelle ricoprirle; ma, non c'era in esse spirito alcuno. 9. Allora egli mi disse: "Profetizza allo Spirito SANTO, profetizza, figliuol d'uomo, e di' allo Spirito SANTO: Così parla il Signore, l'Eterno: Vieni dai quattro venti o SANTO Spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!" 10. E io profetizzai, com'egli m'aveva comandato; e lo SANTO Spirito entrò in essi, e tornarono alla vita, e si rizzarono in piedi: erano un esercito grande, grandissimo. 11. Ed egli mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa, sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi dicono: Le nostra ossa sono secche, la nostra speranza e perita, noi siam perduti! 12. Perciò, profetizza e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d'Israele. 13. E voi conoscerete che io sono l'Eterno, quando aprirò i vostri sepolcri, e vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! 14. E metterò in voi il mio spirito, e voi tornerete alla vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, l'Eterno, ho parlato, e ho messo la cosa ad effetto, dice l'Eterno".

PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Ezechiele 45:15. E la Parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: 16 "E tu, figlio d'uomo, prenditi un pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuda, e per i figliuoli d'Israele, che sono associati". Poi prenditi un altro pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuseppe, bastone d'Efraim e di tutta la casa d'Israele, che gli è associata". 17. Poi accostali l'un all'altro per farne un solo pezzo di legno, in modo che, siano uniti nella tua mano. 18. E quando i figliuoli del tuo popolo ti parleranno e ti diranno: Non ci spiegherai tu che cosa vuoi dire con queste cose? 19. tu rispondi loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe, ch'è in mano d'Efraim e le tribù d'Israele che sono a lui associate, e li unirò a questo, ch'è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano. 20. E i legni sui quali tu avrai scritto, li terrai in mano tua, sotto i loro occhi. 21. E di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò i figliuoli d'Israele, di fra le nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; 22. e farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d'Israele; un solo re sarà re di tutti loro; e non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni. 23. E non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni, né colle loro numerose trasgressioni; io trarrò fuori da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, e li purificherò, essi saranno mio popolo, e io sarò loro Dio. 24. Il mio servo Davide sarà re sopra loro, ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, e le metteranno in pratica; 25. e abiteranno nel paese che, io detti al mio servo Giacobbe, e dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figliuoli e i figliuoli dei loro figliuoli in perpetuo; e il mio servo Davide sarà loro principe, in perpetuo. 26. E io fermerò con loro un patto di pace: sarà un patto perpetuo con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; 27. la mia dimora sarà presso di loro, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 28. E le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi. 
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SE poi, noi dobbiamo riconoscere giuridicamente la LEGA ARABA sharia senza reciprocità, poi, noi dobbiamo dichiarare che il genocidio è uno strumento legittimo per il diritto internazionale!
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CHI POTREBBE DIMOSTRARE CHE SI è TRATTATO DI UN FUOCO AMICO, SE GLI USA CIA NATO: SISTEMA MASSONICO, SALAFITI FARISEI BILDENBERG, proprio loro HANNO DIFFUSO LA GALASSIA JIHADISTA SAUDITA NEL MONDO? Falluja, raid Usa uccide soldati Iraq. Diversi soldati iracheni sarebbero rimasti uccisi in un raid Usa vicino a Falluja, in quello che e' il primo caso di 'fuoco amico'. Lo riferiscono i media Usa. no! è STATO UN OMICIDIO INTENZIONALE! ========================== ============= ========== ================ TUTTE MENZOGNE! AI RUSSI NON ACCADONO MAI QUESTI INCIDENTI! VOI AVETE PORTATO I JIHADISTI, I TURCHI LI HANNO FATTI PASSARE, E I SAUDITI HANNO CONFEZIONATO LE AUTOBOMBE! IN SIRIA ED IRAQ SNO SUFFICIENTI I RUSSI: USCITE TUTTI: MASSONI ASSASSINI! NEW YORK, 19 DIC - Un incidente "provocato da errori di entrambi". Così il capo del Pentagono, Ash Carter, commenta il raid Usa vicino a Falluja, in Iraq, che mirava a colpire obiettivi dell'Isis e nel quale sono morti almeno 9 soldati iracheni. Carter ha già parlato con il premier Haider al-Abadi per offrire il proprio cordoglio. "Dispiace a entrambi e ci sarà un'indagine, ma queste cose accadano quando si combatte fianco a fianco", ha detto Carter parlando dalla base militare di Kearsarge, nel Golfo Persico. ===================================== ============= ========== ================
 IO SONO UN SIONISTA BIBLICO ORGOGLIOSO! 1. PERCHé ESSERE SIONISTA è L'UNICA POSSIBILITà PER NON PORTARE A SATANA SPA FMI NWO, TUTTO IL GENERE UMANO! E 2. PERCHé, OGNI POPOLO DEVE AVERE LA SUA PATRIA: ECCO PERCHé, LA LEGA ARABA NON ESISTE, PERCHé LA LEGA ARABA COME UN PARASSITA ASSASSINO SERIALE, SI è INNESTATA CON IL SUO NAZISMO SHARIA, SUL GENOCIDIO che ha fatto a spese di tutti i POPOLI PRECEDENTI! Tre israeliani sono stati accoltellati a Raanana, una cittadina a nord di Tel Aviv. Lo dice la polizia secondo cui l'aggressore, un palestinese, è stato catturato. Delle vittime una sarebbe in gravi condizioni. ============= ========== ================ ============= ========== ================
è MOLTO GRAVE CHE LA TURCHIA, DOPO AVERE INVASO DI TERRORISTI LA SIRIA E L'IRAQ, PER ESSERE STATA LA RESPONSABILE POLITICA DI OGNI GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA REALIZZATO IN QUESTE NAZIONI ORA PRETENDE, IN QUESTE NAZIONI, DI ENTRARE CON L'ESERCITO E DI BOMBARDARE CHI VUOLE. I TURCHI DEVONO ESSERE RESPINTI, LA SOVRANITà DI QUESTE NAZIONI DEVE ESSERE RISPETTATA! ho sentito questa notizia al TG, e come Europa possa pensare di associarsi ai delitti nazisti della TuRchia questo è qualcosa che mette i brividi! MA LA MINACCIA TURCA DEVE ESSERE AFFRONTATA ADEGUATAMENTE!
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Erbil airport closure delays Christians leaving Iraq for EuropePublished: Dec. 7, 2015 Fr Douglas reveals news that a flight taking displaced Christians from Iraq to Slovakia is delayed, Dec 2015World Watch Monitor We know that some Eastern European countries have been specifying that they are happy to take Christians direct from Iraqi IDP camps, and months of work had started to identify and move some of them out to a new life in Europe. But now, the closure of all airports in northern Iraq because of anticipated air attacks on Islamic State has left 150 already-displaced Christians temporarily stranded in the Kurdish capital, Erbil. The group had all been selected to have flown to Slovakia today, direct from their camp, but officials told them to expect a delay of 48 hours. Yesterday the group attended a farewell service held in Mar Elia church in Ankawa, the Christian neighbourhood of Erbil. Over the past 15 months the whole Christian community in the church compound has bonded strongly. Many of them have been living in a makeshift camp in the church’s garden after they, and thousands of others, fled cities now under Islamic State control. The Mar Elia leaders tried to accommodate as many of them as possible after they left Mosul, Karamlesh, Qarakosh and other villages on the Nineveh plain. The group have had a common experience of hardship after arriving at the camp – first living in different types of tents, then container-like shelters; bearing the same hot summers and cold winters, and all in a small church garden, with limited personal space. Saying goodbye at a celebration dinner after the church service was a time for mixed feelings. Ramy, 22, said: “It’s difficult for me to smile any more, but I want to, because I believe in goodbyes with a smile instead of with tears.” However, the celebrations at the church were interrupted with bad news. At 8:30pm Father Douglas, the leader of Mar Elia church, was told about the 48-hour closure of Erbil and other airports in northern Iraq. The precise reasons for closure weren’t given but Fr Douglas believes that potential air attacks on Islamic State were to blame: “Russia is said to be sending missiles to several targets and therefore the airspace needs to be ‘free’. My people are a little bit disappointed, but they have been waiting for 15 months already and so two days does not make much difference”. Nisan Hekmat is one of the Christians who was about to travel to Slovakia with his family. “They told me that travel is delayed for 48 hours. In Iraq this is not unusual. In other countries it may be different but here it’s ‘normal’ to hear good news and bad news all at the same time. “It is difficult for us all. Friends and family came to say goodbye and now the journey has been put on hold. We have everything packed and we’ve given away things (that we can’t take with us) like rice and oil that other families will need.” Hekmat and his family are resigned to spending a few more days in Erbil. Fr Douglas hopes the 48-hour closure will not be extended and the families will soon be able to start a new life. “My people want to have a future. I’m not trying to give them a future, but I am trying to provide a path for them to have a future. No one is forced to leave, no one is forced to stay. It is a personal decision.” Iraq’s Civil Aviation Authority has given no update to Sunday evening’s notice about “possible missile movement throughout the airspace of northern Iraq”. ============= ========== ================
The group heading to Slovakia hear news about the delays Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 3 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Three killed outside 'Christian' radio station in Mali Published: Dec. 18, 2015 Three men were killed when an unidentified gunman opened fire outside a Christian radio station in ...5 years on: what has the Arab Spring meant for Christians? Published: Dec. 17, 2015 The Arab Spring, which began five years ago today (17th December) started with a wave of protests in ... North Korea gives life sentence to Canadian pastor Published: Dec. 17, 2015 Hyeun-soo Lim, the Korean Canadian pastor detained in North Korea since February, was yesterday ... Egyptian brothers add to tally of Christians killed in Libya Published: Dec. 16, 2015 After Aung San Suu Kyi's election win, Myanmar's displaced Kachin are hopeful they can go home for Christmas Published: Dec. 16, 2015 18 Chibok parents have died as wait for girls goes on Published: Dec. 15, 2015Erbil airport closure delays Christians leaving Iraq for Europe Published: Dec. 7, 2015 Indian nationalists blame other faiths as census shows Hindus in decline Published: Dec. 7, 2015 Woman who survived 5 weeks in Boko Haram camp speaks for first time Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 3 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Christian women in Baghdad face intimidation to veilPublished: Dec. 18, 2015 The offensive poster is aimed squarely at Christian womenThe few Christians still holding out in Baghdad have found themselves at the receiving end of another barrage of intimidation. Posters appeared on the morning of 13 Dec. - a Sunday - near Christian places of worship with a message to Christian women to cover up, the London-based online news Al-Araby al-Jadeed said. The Qatari-owned media, which says it aims to counter sectarian narratives, reported the messages were the work of the government-sanctioned “People’s Mobilisation” Shiite militias. Posters of a veiled Virgin Mary appeared around the mainly Shia neighbourhoods of Karada, Kadhimiya, Zayouna and Ghadir - in areas where Christians still form a noticeable minority. Addressed to “honourable Christian” women, they said “The Virgin Mary was veiled, for such has been the way of the prophets” and included a call to “pause and think deeply.” Their version of the Madonna’s iconic picture, included, however, an extra wrapping of cloth to cover from the chin down, in line with the Shia dress code. Patriarch Sako notes the trend of growing enroachments on freedomsWorld Watch MonitorThey read “The way (of the hijab) emanates from one “common divine source”, “one Lord who is Allah Almighty above all” (both Muslims and Christians). Satan dislikes [this way]”….“You have to follow the Virgin’s example, so why don’t you wear the hijab?” Posters had also appeared in some areas of the city in November, Catholic Fides News added. Al-Hashd Al-Shaabi, ‘People’s Mobilisation’, is a paramilitary umbrella under which various religious Shiite factions operate. The Hashd (‘mobilisation’) was formed by the Iraqi government in June 2014 as a counter-jihad to defend Baghdad, following the fall of Mosul to the Sunni jihadist “Islamic State,” or IS. “People, probably Shiite militias, pasted images of the Virgin on the homes of Christian families," Louis Sako Raphael, Head of the Chaldean Catholic church, said 15 Dec. Quoting eyewitnesses, Al-Araby al Jadeed claimed un-specified Shiite clerics were behind the offensive, which Christians have, not surprisingly, found to lack ‘charm’. “When you find those posters put up by militiamen right at your doorstep and next to your place of worship, it only means one thing: ‘You’d better obey, or else!’” said Hanna Sliwah, a 47-year-old Iraqi Christian. “To again see their freedom to dress thus threatened is very worrying for Christians, let alone for the larger Iraqi society,” French newspaper Le Figaro quoted Sako as saying. The Chaldean Catholic Patriarch cited other examples of intimidation, such as the recent proposed legislation to ban the sale of alcohol throughout the country. In November, the Iraqi Parliament passed a resolution forcing non-Muslim children to become Muslims if their father converts to Islam, or if their non-Muslim mother marries a Muslim. A call for ‘amendment’ was only heeded after Christian protests. Throughout some of the Sunni-dominated areas of Iraq, Christians have had to escape with the clothes on their backs, including in places where, historically, Christianity predominated. In 2014, IS overran Mosul, Iraq’s second largest city, and the surrounding Ninevah Plains to the north. So far, Christians have fared, by a limited margin, relatively better in Shia-majority areas of Iraq. “Apparently, we have no place here, either” said Sliwah, pointing out that similar messages were displayed around Baghdad government offices. Maria al-Chaldeani confirmed this soft-touch intimidation: “I was going about my business, issuing papers from a Baghdad government office. There, right at the entrance to the office stood a large poster of Christ, with the message underneath: ‘Cover up, my children!’ ” She said the instruction, like others, left little in the way of a choice. Isolated Incidents? Iraqi Christian MP Joseph Sliwa dismissed the issue as an “isolated” incident. “Some posters appeared here or there. They were promptly taken down after the matter was taken up with the authorities,” he told World Watch Monitor. Sliwa said it is ‘unthinkable’ the government, or the People’s Mobilisation, or even Shia clerics, could or should, be behind such incidents. Yet he acknowledged that issues abound. He said Christian women had been pressured to present hijab’ed photos to obtain passports. “Christian girls cannot go out to work, study, or even venture out in the streets without hijabs in cities across the (Shiite) south, such as Basra and Babel,”, though Seliwah said this was due to social, not official, pressure. Two-thirds of Iraq’s Christian population fled the country during the chaos that followed the US-led invasion. From around 1,500,000, or above 6% in 2003, current estimates are that barely 0.8% still remain in Iraq. In June 2015, a member of Baghdad municipal council claimed that nearly 70% of Christian-owned homes in Baghdad were illegally seized during the chaos post-2003. In an interview with Iraqi TV station Al-Mada, Mohammed al-Rubai said: “These houses belonged to Christians who fled from Baghdad, seeking refuge from violent attacks targeting them and their homes. The title deed documents have been falsified and the new title deeds have been lodged with the real estate registry. Many properties had been given illegally to other Iraqi citizens.” The result, he said, was that “it is possible that both parties [the original and new owners] can possess legally registered title deeds to the same property”. According to the NGO Baghdad Beituna [Baghdad Our Home], there have been more than 7,000 violations against properties belonging to Iraqi Christians in Baghdad since 2003. Saad Jassim, the group’s director, said in June too: “Most of the Christians who left Iraq for Europe had their homes stolen. Since then, their ownership was transferred, and the homes are now occupied by militia commanders and politicians in or close to power.” Christians have also repeatedly suffered kidnappings as well. For instance, October 2010 saw 58 people, including 41 hostages and priests, killed after an attack on a Catholic church in Baghdad. Long before the current IS came to gain such notoriety, Iraq's indigenous Christians were declared a “legitimate target”. In November 2010, a series of bombings and mortar attacks targeted Christian-majority areas in the capital. Since 2003, church bombings and other attacks by both Sunni militants and Tehran-backed Shia militias have found their way to the international headlines with more frequency. Out of a list of 50 countries where Christians find themselves most pressured, Open Doors’ World Watch List places Iraq as number 3 .
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CI SONO ANCHE I SOLDI PER L'ELMETTO PRAVY SECTOR DELLA MERKEL? [ USA aumentano stanziamenti per aiuti all’Ucraina ] CHE ORA HA IL DOVERE DI FARE VEDERE CHE I SOLDI SONO STATI SPESI BENE! [ 19.12.2015 ] La legge finanziaria degli USA per il 2016, firmata dal presidente Obama, prevede un notevole aumento delle spese. Gli aiuti all'Ucraina sono stati aumentati fino a 658,1 milioni di dollari. L'ambasciata ucraina negli Stati Uniti informa che con questa cifra si potranno finanziare in particolare le forniture a Kiev di armi letali per la difesa. La legge finanziaria, che prevede la spesa complessiva di 1,1 trilioni di dollari, è stata firmata dal presidente Barack Obama dopo l'approvazione di entrambe le camere del Congresso USA. "Il 18 dicembre 2015 il Congresso USA ha approvato, e il presidente Obama ha firmato, la Legge Consolidata sugli stanziamenti di bilancio che aumenta notevolmente il tetto degli aiuti all'Ucraina. In particolare, gli stanziamenti al Dipartimento di Stato per gli aiuti all'Ucraina nell'anno finanziario 2016 ammonteranno ad almeno 658 milioni 185 mila dollari — 145 milioni di dollari in più rispetto a quanto chiesto inzialmente", — dice il comunicato: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758444/USA-bilancio-aiuti.html#ixzz3umjeDlSH
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Putin: per le sanzioni non faremo il muso. ] chi ha convinto Putin che il serio interesse della NATO non è distruggere il terrorismo da loro creato, ma distruggere la RUSSIA è il vero obiettivo? [ 19.12.2015. L’interesse dei paesi dell’Unione Europea è quello di congiungere gli sforzi nell’economia, nella politica e nella lotta al terrore, ha dichiarato Vladimir Putin nell’intervista per il nuovo documentario di Vladimir Solovyov “L’ordine mondiale”. La Russia è aperta e pronta a cooperare con i paesi europei nell'economia, nella politica e nella lotta al terrorismo, ha dichiarato il presidente Putin: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758370/Putin-sanzioni-Europa.html#ixzz3umiUzEkH
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Turchia non prende sul serio le parole di Putin. 19.12.2015, In precedenza il presidente Putin dichiarava che la Turchia sta guadagnando con il petrolio rubato, e si è detto sbalordito dal modo in cui la Turchia si è comportata dopo l’abbattimento del jet russo. Il primo ministro della Turchia Ahmet Davutoglu ha dichiarato che non prende sul serio le recenti parole "non diplomatiche e offensive" del presidente Putin, riferisce il quotidiano Hürriyet Daily News. Secondo Davutoglu, le parole di Putin non corrispondono alle realtà del mondo contemporaneo e allo spirito delle relazioni russo-turche. "Non lo possiamo prendere sul serio", — ha detto il premier di Ankara. Putin ha dichiarato che Turchia sta guadagnando con il petrolio rubato, come dimostrato con relative prove del ministero della Difesa della Russia, e si è detto sbalordito dal modo in cui Ankara si è comportata dopo l'abbattimento dell'aereo russo. "Quello di cui siamo indignati in modo particolare: se fosse stato davvero un incidente, come dichiarato in seguito — le autorità turche dicono che non sapevano che l'aereo era russo — anche se così fosse, che cosa si usa fare in questi casi? Delle persone sono morte! Allora si prende subito il telefono per spiegare tutto. Invece loro sono corsi subito a Bruxelles, gridando allarme: siamo maltrattati! Ma chi vi ha maltrattati? Abbiamo forse fatto qualcosa a qualcuno? No! Eppure hanno cominciato a coprirsi con la NATO. Ma alla NATO serve? Come pare adesso, non serve", — ha detto Putin durante la sua grande conferenza stampa del 17 dicembre: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758295/Putin-Turchia-dichiarazioni.html#ixzz3umhbFOIo
Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia: CHE COMBATTE IL LORO TERRORISMO ISLAMICO MECCA KAABA SHARIA Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================
Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia: Ministry of defence of the Russian Federation 19.12.2015. I piloti russi che partecipano alle operazioni contro i terroristi in Siria hanno dovuto organizzare una rotta che aggira l’Europa, perché i paesi europei hanno chiuso il loro cielo agli aerei della Russia, ha comunicato il ministero della Difesa. "Quella di Olenegorsk è la nostra base aerea più a Nord, il che permette di estendere il raggio d'azione e di effettuare il rifornimento in volo. C'erano determinate circostanze che escludevano altre varianti. L'Europa non ci faceva entrare e neanche la Turchia", — ha detto il generale Anatoly Konovalov, vice comandante dell'aviazione strategica della Russia. Il generale ha aggiunto che persino in queste condizoni l'aviazione strategica ha dimostrato di essere in grado di assolvere ai compiti che le vengono affidati: http://it.sputniknews.com/politica/20151219/1758049/Europa-cielo-chiusura.html#ixzz3umgLcxMo
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Riassunto della maxi conferenza di stampa di Putin. 19.12.2015( L’undicesima maxi conferenza stampa di fine anno del Presidente russo Vladimir Putin ha registrato un nuovo record – all’evento hanno partecipato oltre 1,400 giornalisti accreditati tra russi e stranieri. Tra gli argomenti affrontati hanno dominato i temi caldi come la crisi siriana, i rapporti con la Turchia, gli Stati Uniti e l'Ucraina. Orietta Moscatelli, caporedattore esteri presso agenzia Askanews ha fatto per il Sputnik-Italia ha riassunto l'incontro di Putin con i rappresentanti di media federali e mondiali. — Che impressione ha avuto dalla conferenza stampa di questo anno? Come è stata diversa dagli altri incontri con i giornalisti in questo formato? Президент России Владимир Путин на одиннадцатой большой ежегодной пресс-конференции в Центре международной торговли на Красной Пресне. Siria, Turchia, Crisi economia e tutto il resto, le risposte di Putin — C'è stata la conferma che Putin ormai è navigatissimo in termini di gestione del rapporto mediatico e nel confronto con grande pubblico. Questo si vede molto bene anche nei dettagli, ad esempio quando Putin ha dato la parola ai giornalisti turchi — è un gesto che vuole essere di dialogo diretto nel momento in cui tra i vertici di due paesi ci sono delle chiare tensioni. Presidente russo anche sa alternare dei toni strappando una risata al pubblico e poi passare invece agli accenti molto più seri anche gravi quando si parla di Turchia. Più che una novità nella rappresentazione generale, direi, che c'è stato un chiaro affidamento ai giornalisti. A mio avviso, Putin stia attraversando una fase in cui gli piacere interloquire con il grande pubblico, si sente a suo aggio, sente di aver ritrovato per il suo paese un posto degno di nota sulla scena internazionale. — Come abbiamo visto, sull'abbattuto jet russo Putin ha mostrato un braccio di ferro dicendo ancora una volta che Ankara aveva compiuto deliberatamente "un atto ostile", ipotizzando che forse la Turchia ha desiderato ingraziarsi gli Usa. Quali conseguenze potrebbe avere questa forte dichiarazione su i già peggiorati rapporti tra la Turchia e la Russia? — Dir la verità io ho avuto un po' l'impressione che, benchè un commento su un altro paese articolato su vari punti e un commento che riguarda la politica estera russa, a me sembrato che Putin ne abbia parlato in funzione interna, abbia lanciato dei messaggi che sono molto più rivolti ai russi che ai turchi e agli stessi americani. Ci sono chiaramente gli entrambi aspetti, perché quando Putin dice che i turchi volevano cosi compiacere gli Stati Uniti, sta dicendo agli Stati Uniti: guardate che la Turchia non è un alleato cosi affidabile come non è affatto affidabile ai nostri occhi nel rapporto con la Russia. Da aggiungere che questo discorso è stato ripreso dai media internazionali dalla seconda battuta perché all'inizio non era pure chiarissimo cosa volesse dire. Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti — Putin ha affrontato naturalmente anche la questione ucraina. Il presidente ha affermato che non ci sono truppe russe in Ucraina, aggiungendo che Mosca porterà avanti il dialogo e lo scambio di prigionieri in condizioni di parità e ha sottolineato che Kiev non vuole rispettare gli accordi di Minsk. Come leggi queste parole del presidente russo? — Le leggo come un ribadire la posizione russa in un momento in cui di Ucraina in Occidente si parla poco, se non per parlare di sanzioni antirusse. Per questo il momento è estremamente importante perché a Bruxelles la questione ucraina ormai si stata affrontata in questi giorni e l'Ue si declina in prolungare le sanzioni alla Russia. Putin ha ribadito che è vero che gli accordi di Minsk vanno rispettati, ma questo lo devono fare tutti e che da parte di Ucraina quantomeno dei grossi ritardi. Usando termini "ritardi" Putin ha cosi puntualizzato su tutto quello che non è stato fatto da parte ucraina. Su questo tema se ne occupa quotidianamente ministro degli esteri Lavrov, però durante la conferenza stampa Putin è entrato in campo con tonno un po' più duro, parlando addirittura di sterminio della popolazione russofona nel sudest di Ucraina. In generale, anche se qui il presidente ha usato dei tonni di poco compromesso, Putin, a mio avviso, sia è mostrato piuttosto dialogante e aperto anche riguardo la collaborazione con questa nuova alianza antiterrorismo guidata dall'Arabia Saudita. — Durante l'incontro con i giornalisti Putin ha dichiarato il suo appoggio all'iniziativa degli Stati Uniti per una risoluzione delle Nazione Unite in Siria che punta ad aumentare le sanzioni contro l'Isis e a tagliare i suoi flussi di finanziamento. Si può quindi sperare per la risoluzione della crisi siriana a livello politico e che la Russia e gli Stati Uniti alla fine faranno parte della stessa coalizione antiterroristica? Putin istituisce commissione speciale per contrastare i finanziamenti al terrorismo — No so se potrà arrivare ad una coalizione formalmente unita. In formato europeo questa coalizione non è stata ufficializzata ma de facto esiste già. Il fatto che il presidente francese Hollande all'indomani degli attaci a Parigi è andato a Mosca, indica che in Europa esiste la necessità di coordinarsi con la Russia, cioè non farsi la guerra dentro la guerra è molto evidente. Io credo che agli Stati Uniti questo sia altrettanto evidente però un po' più difficile da gestire. E' la stessa sensazione probabilmente ha anche Putin. Ho avuto l'impressione che il presidente sta un po' preparando l'opinione pubblica russa a un riavvicinamento o quantomeno a un ritorno di una possibile anche se non ufficiale cooperazione con gli Stati Uniti su certi argomenti: http://it.sputniknews.com/opinioni/20151219/1758153/putin-conferenza-stampa-annuale-moscatelli.html#ixzz3umfYZbL3
Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Putin allo scontro aperto con Ankara, 'Ora la Turchia provi a volare sulla Siria'. E l'affondo, 'abbattendo un jet russo, forse volevano fare cosa gradita agli Usa' Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================
VIETNAM LA BESTIA! 17/12/2015 VIETNAM Nguyen Van Dai, avvocato cristiano, arrestato per “propaganda contro lo Stato” Circa 20 agenti di polizia hanno fatto irruzione nella casa del dissidente e lo hanno arrestato mentre si recava ad un incontro sui diritti umani con membri dell’Unione Europea. I poliziotti hanno confiscato computer e simboli cristiani in cerca di prove. Già imprigionato dal 2007 al 2011, Nguyen Van Dai era stato uno dei primi firmatari della petizione che chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Rischia fino a 20 anni di reclusione. Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – L’avvocato dissidente Nguyen Van Dai è stato arrestato ieri ad Hanoi con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. L’uomo, di fede cristiana, aveva già scontato una pena di quattro anni per lo stesso capo d’imputazione. Dai era stato aggredito e picchiato una settimana fa da uomini mascherati per aver tenuto lezioni pubbliche sui diritti umani. L’avvocato, 46 anni, è stato preso in custodia da almeno 20 agenti mentre si recava ad un appuntamento con rappresentanti dell’Unione Europea che, il giorno prima, avevano avuto un incontro bilaterale con le autorità vietnamite sui temi dei diritti umani. Secondo la testimonianza fornita dalla moglie Khanh, i poliziotti hanno fatto irruzione nella loro abitazione verso le 8.30 del mattino e, in cerca di prove, hanno confiscato due computer portatili, uno fisso, alcune chiavette Usb, una fotocamera e due videocamere, un quaderno della contabilità domestica e “tutto ciò che avesse un logo dei diritti umani”. “Hanno arrestato mio marito per l’Articolo 88 – afferma la donna – e ci hanno informato che lo terranno per almeno quatto mesi nella prigione B14 [di Hanoi]”. Gli agenti “considerano qualsiasi cosa nella mia casa una prova della sua ‘posizione anti-governativa’”, dice Khanh, aggiungendo alla lista degli oggetti requisiti anche “una maglietta con scritto ‘Oggi Hong Kong, domani il Vietnam’ e tutte le nostre lezioni sulla società civile realizzate dall’ambasciata degli Stati Uniti”. Le autorità hanno portato via anche ogni simbolo cristiano che hanno trovato: “Crediamo in Gesù – afferma la moglie – e ho spiegato loro che è la nostra religione…ma essi hanno ignorato le mie parole”. Nel 2006 Nguyen Van Dai ha fondato il Comitato dissidente per i Diritti umani in Vietnam, ora chiamato Vietnam Human Rights Centre. L’avvocato è uno dei primi firmatari della petizione online per la libertà e la democrazia del 2013 che (sostenuta dalla Chiesa cattolica) chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Tra il 2007 e il 2011 Nguyen Van Dai era stato incarcerato con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. Da allora, la sua licenza di avvocato è stata revocata. L’Articolo 88 del codice penale prevede dai tre ai 20 anni di carcere. Secondo il movimento attivista internazionale Human Rights Watch (Hrw) al momento vi sono fra i 150 e i 200 blogger e attivisti rinchiusi nelle carceri vietnamite, con la sola colpa di aver voluto esercitare (e difendere) diritti umani fondamentali. 27/05/2015 VIETNAM Torna libero e promette nuove battaglie blogger vietnamita pro diritti umani 25/08/2015 VIETNAM Appena scarcerato, blogger vietnamita riapre il sito web di denuncia degli abusi governativi 22/01/2013 CINA Per il Capodanno cinese “scrivete a Gao Zhisheng, in prigione per la giustizia” 19/08/2009 CINA Il noto avvocato attivista Xu Zhiyong in carcere per “evasione fiscale” 02/01/2007 CINA La moglie di un dissidente mongolo chiede al mondo di non dimenticarlo LA BESTIA HA FATTO L'ERRORE DI LEGGERE QUALCUNO DEI MIEI COMMENTI ED è CADUTO IN DEPRESSONE! 19 DIC - Il presidente statunitense Barack Obama è alle Hawaii per trascorrere le vacanze di Natale nello Stato che gli diede i natali. Il presidente, nelle prime ore di oggi, è atterrato alla base aerea Pearl Harbor-Hickam dell'arcipelago a bordo dell'Air Force One. Obama conta di trascorrere due settimane sull'isola di Oahu tornando alla Casa Bianca a inizio gennaio per affrontare il suo ultimo anno in carica.
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RARAMENTE ANSA DESCRIVE LA IDENTITà CRISTIANA O SCIITA DELLA VITTIME! 19 DIC - Ci sarebbero "diversi morti" nell'esplosione avvenuta oggi nel centro di Mogadiscio in Somalia. Lo riporta la Bbc online citando testimoni. Altre fonti parlano di "almeno tre persone rimaste uccise". Quello di oggi è il primo attentato nella capitale somala dopo quello del 1/11 scorso quando gli shabaab tornarono all'attacco contro un hotel causando 15 morti e una decina di feriti.
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si, Putin ha ragione di incazzarsi, ma lui Ahmet Davutoglu, lui sorride sui cadaveri ammazzati DA LUI STESSO: SUL SUO TERRORISMO INTERNAZIONALE, e sul petrolio comprato dall'ISIS sharia! ] E TUTTO IL GENOCIDIO SIRIANO ED IRACHENO? CHE è TUTTA COLPA SUA! PRESTO PIANGERà E MORIRà DI TERRORE! [ 19 DIC - Il governo turco "non prende sul serio" le dure prese di posizione di Vladimir Putin e quindi non risponderà ai commenti "insultanti e non diplomatici" del presidente russo con lo stesso tono. Lo ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu aggiungendo che forse Putin "si ricorda dei suoi trascorsi nel Kgb, ma il Kgb è finito da tempo e la propaganda in stile sovietico appartiene alla storia"."Invece di rispondergli con lo stesso tono, sorrido", ha detto ancora.
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IL TALMUD è 100 VOLTE PEGGIORE del Mein Kampf, ED ENTRAMBI SONO SOLTANTO DUE LIBRI brutti e cattivi, che sono uno scherzo di fronte al satanismo esoterico soprannaturale della Kabbalah! ] [ Germania, insegnanti favorevoli al Mein Kampf, Il manifesto del Fuehrer nelle lezioni per le scuole superiori
revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Islam spread KAABA coercion SHARIA satana ============= ========== ================ revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
SHARIA è TUTTO UN FEMMINICIDIO KAABA MECCA, il totale abbrutimento della dignità della donna! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ KAABA MECCA SHARIA è LA ierodula del NWO revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Dhimmitude in all muslims country Arab LEAGUE ONU OCI, CIA NATO, is only an total Islamic Slaughterhouses Christians
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Benjamin Netanyahu: Perché tu dici: "mai più un altro Olocausto MECCA KAABA?" Non ho mai pensato che tu, brutta troia, tu avresti mai potuto essere un cristiano armeno bizantino, curdo, iracheno, yazidi, kosovaro serbo, nigeriano, siriano, ecc.. ecc.. NO, NULLA DI TUTTO QUESTO! tu sei soltanto una bestia di Rothschild, tu sei soltanto, un sepolcro imbellettato! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: TUTTE LE VITTIME INNOCENTI DELL'ISLAM, TUTTI I MARTIRI CRISTIANI e ISRAELINI UCCISI IN QUESTI ULTIMI 5 ANNI? TU e i tuoi complici massoni, voi NE dovrete RISPONDERE! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: quando ammazzerai tutti i MECCA Kaaba SHARIA? ti pentirai per non averli uccisi tutti il giorno prima! PENSA A COME POTRAI PENTIRTI ALL'INFERNO, PER NON AVERLI UCCISI TUTTI 5 ANNI FA, QUANDO IO TI HO CHIESTO DI FARLO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ KAABA è ONU talmud SpA NWO FMI, e questo è un contratto reciproco segretissimo: MECCA sharia Palestina hamas, per fare il genocidio a tutti i cani infedeli israeliani dhimmi schiavi goym senza genealogia materna: perché, Allah è Gufo akbar Rothschild sharia? lui è senza genealogia paterna!!! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ THIS IS MY EXCOMUNICATIO [ vs ] KAABA Rothschild masonic system MECCA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Pietra nera mecca, IN kaaba mecca? è SOLTANTO UNA VAGINA CHE STA PARTORENDO UN BAMBINO SATANICO ASSASSINO maomettano nazista ignorante fanatico dogmatico religioso! ISLAM è soltanto un genocidio contro il genere umano! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA maçonnerie kaaba fraternel SATANA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: grazie fratello mio, MA, NON INSISTERE ULTERIORMENTE CIRCA QUESTA MIA CANDIDATURA ALLA GUIDA DI ONU! e poi, lo hanno già detto: i massoni vogliono una donna, io credo che Federica Mogherini sia la donna giusta, perché, lei impara a memoria tutte le pagine che BILDENBERG scrive per lei! Quanto a me, lo sanno tutti che, io ho una memoria molto scadente! Al massimo io posso parlare a braccio come fa Donald TRUMP revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Farisei Illuminati SpA FMI, in MECCA sharia kaaba, tutti i giorni adorano e invocano il loro Lucifero Gufo Baal revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ GOOGLE 666 YOUTUBE A.I. BIOLOGIA SINTETICA ] si! QUEL rottoinculo del tuo alieno? ha tolto l'apice: quasi immediatamente! MA IO HO SEMPRE DUE FOTO PER DIMOSTRARLO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA anticristo kaaba revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ GOOGLE BLOGGER ] cosa è questo apice che compare in alto sul cursore, nella barra del titolo del post? io ho fatto due foto di questo insolito filtro contro di me! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: grazie fratello mio, per avere pensato di dare a me la guida di ONU, ma, se, io non sono riuscito a diventare il Re di ISRAELE, in questo 8 anni, che questa è una cosa facile facile, non è realistico pensare che chiamino proprio me alla guida di ONU! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ TUTTO IL NWO MENTE SPUDORATAMENTE, QUANDO SI TRATTA di fare: IDEOLOGIA GENDER, perché, allora, non si serve di un TRANSESSUALE per guidare ONU? Allora, loro usano gli omossessuali soltanto per fare del male a noi! MENTRE AL CONTRARIO, IO CREDO SINCERAMENTE, CHE SOLTANTO UN GAY: A QUESTO PUNTO: PUò SALVARE DALLA ESTINZIONE tutti i CRISTIANI NEL MONDO SHARIA BESTIA MAOMETTO MECCA kaaba CALIFFATO TROIA! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ PERCHé NON USANO NEBULIZZATORI DI ACQUA SULLE LORO CIMINIERE? COSì MOLTO PARTICOLATO PRECIPITERà SUBITO TRASCINATO A TERRA DALLE GOCCIOLINE DI ACQUA! Pechino lancia nuovo allarme per smog, teme 'apocalisse'. Visibilità a meno di un chilometro revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ONU è UN ISLAMICO OMOFOBO: è PERCHé: NON ELEGGERE UN GENDER, DRAG QEEN, lgbt, GAY LOBBY? non lo dico ironicamente! IO PENSO CHE VENDOLA NIKY; SIA IL CANDIDATO MIGLIORE: IN ASSOLUTO! Onu, al via corsa per dopo Ban: 'Ora una donna' Invito a candidati a farsi avanti, selezione inizia entro luglio revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ E PERCHé GLI USA SBAGLIANO SEMPRE, ED I RUSSI NON SBAGLIANO MAI? Falluja, raid Usa uccide soldati Iraq. Diversi soldati iracheni sarebbero rimasti uccisi in un raid Usa vicino a Falluja, in quello che e' il primo caso di 'fuoco amico'. Lo riferiscono i media Usa. revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ kaaba miliardi MECCA terroristi GAZA?! ... come non è vero? chi può vedere i soldi come girano nel FMI SpA, loro fanno fallire e fanno risorgere le Nazioni a loro arbitrio e discrezione! NON è MAI ESISTITO UN CONTROLLO DI BILANCIO SUL FMI! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ è tutto normale: "Mecca kaaba Sharia" è soltanto, un ennesimo Erdogan genocidio Curdi revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ "Mecca TEOLOGIA ISLAMICA sharia? è TUTTa UNA TEOLOGIA SOSTITUTIVA di GENOCIDIO kaaba", e me lo ha detto, adesso, proprio Maometto: "Satana terrorizzato da te? mi ha mandato a confessare tutti i miei peccati!" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ this is agenda OBAMA TALMUD GENDER GOYIM SpA ] VOI Pregate IDOLO MECCA A Gerusalemme kaaba: perché ISRAELIANI? loro SONO ANDATI A TROVARE I CURDI E GLI ARMENI's ERDOGAN sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ANTIMO Mecca MIRANDOLA ("forza Israele") kaaba sharia: is Rothschild corporations SpA Banche Centrali: sistema Talmud massonico Bildenberg, e lui diventò, subito invibile per me, e poiché, nessuno mi aveva mai bloccato in facebook, in precedenza? io non capivo che lui mi aveva bloccato, così, io pensai che era giusto per gli Illuminati Enlightened diventare invisibili nella NATO del Nuovo Ordine Mondiale! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ new OLOCAUSTO [ ROTHSCHILD MECCA SHARIA kaaba, again: DISTRUGGE ISRAELE ] SHOAH news revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ FUNNY ] i musulmani possono dire tutto ed il contrario di tutto! [ l'egiziano che io ho incontrato da Notaio ha detto che: Maometto era un benefattore, perché tutte le sue 7 mogli erano donne, ragazze adolescenti e bambine che lui aveva salvato da un bordello! [ ed io ho i due impiegati del notaio che possono dichiararlo! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ nella LEGA ARABA Erdogan Salman? sono tutti terroristi assassini nazisti sharia moderati, a differenza di ISIS Boko Haram che loro sono terroristi estremi! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA DOMANDE kaaba CIA NATO CIRCA 11-09 ] è INUTILE PERDERE ALTRO TEMPO INUTILE: chi ha le armi atomiche inizi ad usarle! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA kaaba SHARIA FA IL MALE A TUTTI gli ebrei e a tutti i MARTIRI CRISTIANI NEL MONDO, perché, loro sono i sicari di OBAMA MERKEL BUSH ROTHSCHILD il NWO SPA FMI! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA DISTRUZIONE kaaba ISRAELE ] tutti quelli che commerciano con la sharia: sono sotto maledizione, E SOTTO VOTO DI STERMINIO, tutti quelli che sono nel sistema massonico delle false democrazie senza sovranità monetaria SPA BANCHE CENTRALI IL SATANISMO, sono sotto maledizione! TU NON HAI NESSUNA POSSIBILITà STATISTICA, DI POTER ANDARE IN PARADISO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ALL TERRORISTS IS ISLAMISTS NAZISTS NAZISM all despicable criminal as Mohammed HAMAS in MECCA kaaba SHARIA: WORLDWIDE CALIPHATE ERDOGAN metano gas! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Caliphate Mecca Rome kaaba: ALLAH IS AKBAR! AKBARRRRRRRRRRrrrrrrrrrrrr ! AKBAR AKBAR AKBAR AKBAR revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ mecca mamma kaaba sharia ] la cagna iena lupa! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MY ============ =================== ============ JHWH ] NON RIUSCIRAI A PROTEGGERLI DA ME, anche questa volta, QUESTA VOLTA TE LI AMMAZZO TUTTI: "I TUOI POVERI PECCATORI!" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
SHARIA TERRORE MECCA kaaba? è SEMPRE UN SPA FMI TALMUD TERRORE CORANO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
 "QUESTI DEVONO ESSERE TUTTI POTERI soprannaturali occulti ed ESOTERICI" ha detto Rothschild Kabbalah: " anche, tutti i POTERI islamici NAZISTI TALMUD sharia MECCA kaaba" tra i loro demoni islamici e nostri demoni SpA Gufo Banche Centrali FMI? tutti devono morire! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH
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lo STALLONE MAOMETTO Profeta, MONTA LA VAGINA TROIA PECORA 9 ANNI senza ciclo bambina! perché la bomba demografica, anche per un lussurioso come lui è qualcosa di ripugnante revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH
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MECCA kaaba morire tutti sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
 non dovresti preoccuparti, perché: SpA CONTROLLO GLOBALE 666: CIA NATO, sacerdoti di satana, IMF 322 NWO massoni troika Merkel Obama GENDER DARWIN? è ANCHE sempre un controllo MECCA kaaba SHARIA: siamo un buone mani revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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niente paura: DAI SATANA MASSONI ROTHSCHILD Merkel Bildenberg CI SALVERANNO nel cimitero: tutti i MAFIOSI MECCA kaaba sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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GENOCIDIO CURDI ARMENI? "già fatto" ha detto: MECCA kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Iraq Siria Nigeria Cossovo Africa Europa Asia: "non c’è più un futuro nella vostra terra": ha detto: sharia mecca kaaba revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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FARISEo MECCA usuraio kaaba SHARIa genocidio Erdogan revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ OBAMA MECCA TRADITORE HITLER kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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PREGHIAMO tutti MECCA kaaba i demoni revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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 kaaba è pedofili MECCA orientamento sessuale SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Christian DHIMMI GIRL Kidnapped BY MECCA kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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MERKEL TROIKA BILBENBERG hanno detto: "nuovo Dio Occidente è MECCA kaaba" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Israele è terra MECCA kaaba GENOCIDIO SHARIA: QUESTO HA DETTO SPA OBAMA ROTHSCHILD revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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ISRAELE MECCA = SOLUZIONE FINALE revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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BLATTA NATO MECCA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
With Open Doors, you can reach out to those in prison, help defend those without an advocate, and protect defenceless Christian families It could not get worse for Ruth. Her husband threw her out of their home. He took the children, then took her to court. All because she accepted Christ. Open Doors defends her case, and many like her."To be in prison but innocent was the worst feeling. To have a friend and advocate on the outside was more precious than I can say".“ Remember the prisoners as if you were in prison yourself” Hebrews 13.3 Uno sguardo sulla persecuzione nel mondo. Muovete il vostro mouse su questa mappa interattiva per una panoramica sulla persecuzione nel mondo. Porte Aperte - Open Doors opera nei paesi dove esiste la persecuzione a danno dei cristiani. Laddove altre organizzazioni cristiane non possono entrare o sono state costrette ad andarsene, Porte Aperte è presente per consegnare Bibbie, formare responsabili di Chiesa, realizzare progetti di sviluppo socio-economico, avviare interventi umanitari in casi straordinari, senza smettere mai di assicurare preghiera, incoraggiamento e patrocinio a tutti i cristiani perseguitati. Il cuore della nostra organizzazione è dunque il servire. Servire chi soffre a causa della fede in Dio. Servire chi si sente solo e abbandonato. Servire partendo da una semplice domanda: "Come posso aiutarti?" Per maggiori info sulla World Watch List e su come Porte Aperte elabora questa lista di paesi dove esiste la persecuzione.
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PUTIN RUSSIA ] 18 DIC - La Nato ha dato il via libera oggi all'invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia [ TU REAGISCI A QUESTA NOTIZIA IMPONENDO LA "NO FLY ZONE" SULLA SIRIA! ANDASSERO A COMBATTERE ISIS SAUDITI DAI BOKO HARAM IN LIBIA, ADESSO!
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KING fratello SALMAN SAUDI ARABIA ] PERCHé, TU ti meravigli, che io ti parlo amichevolmente, tutte le volte, dato che il tuo sistema ideologico senza reciprocità: sharia: mi condanna a morte. ma, UNIUS REI NON HA NEMICI NATURALI, SE, QUALCUNO POTREBBE NUOCERE A DIO ONNIPOTENTE? POI, UNIUS REI POTREBBE AVERE DEI COMPETITORI ANCHE LUI!
google: buona domenica ] vedi che questo tuo server http://dominusuniusrei.blogspot.com/ non risponde ai comandi, ed io ho la 100 MEGA fibra ottica
Putin ha detto: "non abbiamo nessun problema a collaborare sia con USA che con Assad in Siria". REALLY? ma, USA vanno in Pakistan e bombardano un ospedale di medici senza frontiere, vanno in Siria ed uccidono l'esercito siriano, POI, vanno in Iraq ed uccidono l'esercito iracheno! CHE UCCIDONO, ANCHE, QUALChE ISLAMICO ISIS? QUESTO NON è SIGNIFICATIVO, JIHADISTI SONO ANDATI LI PER MORIRE E REALIZZARE IL CALIFFATO SAUDITA TURCO MONDIALE, POI, loro credono di andare il Paradiso ma si sveglieranno all'inferno, insieme a tutti voi!
quello che mi piace dei sacerdoti cannibali di satana come Bush Rothschild Obama e Kerry, farisei e loro salafiti, è CHE LORO CREDONO NELL'INFERNO, POI, CREDONO IN ME, E POI, CREDONO male, nella loro pervertita MERDA RELIGIOSA: il talmud coranico, ecco perché Obama è caduto in depressione cronica!
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1. Bibbia GENESI, PARADISO TERRESTRE: RAPPORTO INTIMO DI AMICIZIA CON DIO! è IN CONTRAPPOSIZIONE A: 2. SUDDITANZA AL DIO GUFO MARDUK EPOPEA BABILONESE: TORRE DI BABELE BAAL JABULLON: questo è il Corano Talmudico: QUESTI, sono due sistemi idEologici incompatibili! Ecco perché con la Creazione dell'uomo e il suo SUCCESSIVO: tradimento peccato originale: la guerra di civiltà non potrà mai terminare! CAINO ROTHSCHILD, CERCHERà SEMPRE DI UCCIDERE ABELE ISRAELE, SE ABELE NON SAPRà ESSERE PIù VELOCE DI LUI!
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ALIENI DISCHI VOLANTI SONO DEMONI! quindi la loro componente invisibile è pari al 999%! Presiedono alla tecnologia delle telecomunicazioni, ecco perché i sacerdoti di satana della CIA, ti possono vedere anche al buio, nella tua camera da letto sotto le lenzuola, perché i tuoi sensi sono dei trasponder per loro, da questo punto di vista, la intuizione di ISIS di rimuovere la parabole satellitari è una precauzione patetica! l'unica difesa che abbiamo contro gli USA è la SANTITà: cioè rispettare con timore la LEGGE della torà!
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ed adesso veniamo ad un aspetto veramente inquietante! WINDOWS10 è un delitto contro tutto il genere umano, perché, è un sistema tecnologico a disposizione del Nuovo Ordine Mondiale ed annulla completamente ogni concetto di privacy! il Responsabile di un CONSORZIO mi ha detto che, windows10 si è installato nel suo computer senza il suo consenso! E VOI NON DOVETE DIRE A WINDOWS: "PERCHé TU NON SEI MORTO PER TUTELARE LA NOSTRA PRIVACY?", PERCHé CON UNA PRIVATA SPA, banche centrali spa, PROPRIETà ROTHSCHILD SPA FONDO MONETARIO? POI, OGNI CORRUZIONE DI SISTEMI POLITICI ED ECONOMICI è UNA CORRUZIONE SISTEMICA IMPOSSIBILE DA VINCERE!
se, voi non intronizzate Unius REI, in ISRAELE regno 12 Tribù: e su tutte le Nazioni del mondo, non soltanto, voi vi farete questa guerra mondiale nucleare Erdogan SALMAN sharia Mecca Kaaba il falso profeta, ma, come dice il libro di Apocalisse, presto vedrete le statue parlare (A.I. biologia sintetica: magia nera: demoni alieni) per fare mettere a morte tutti i traditori del Nuovo Ordine Mondiale!
Obama Satana SpA NWO FED è uno spastico! NON RIESCE MAI A METTERE UN PASSO AVANTI A ME!
VELTRONI PRODI DALEMA: massoni di merda: anticristo Merkel Mogherini ] il vostro satanico Enlightened Spa Banche Centrali: NWO ha creato: OCI ONU Salafiti waabiti, islamici sharia genocidio, Mecca Kaaba: tutti ONU senza reciprocità e senza diritti umani! riesumandoli dall'inferno il vostro caro NWO vi ha condannati a morte! il vostro NWO se li può, e se li deve rimangiare: allora! LA PECORA che tu sei, NON PUò FARE L'ALLEATO DEL LUPO sharia, questo non è un gioco leale, certo la tua pecora porco Darwin GENDER scimmia: morirà!

Russia si meravigliò molto che Turchia avesse tradito Servizi segreti Israeliani in IRAN, così Iran arrestò facilmente le spie di Israele! ] LEGA ARABA SHARIA, è un solo doppio gioco, alto tradimento MECCA KAABA [ ISLAMICI LAVORANO SEMPRE IN PROPRIO! VI PUGNALERANNO TUTTI ALLE SPALLE!
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se, voi date un biglietto: a tutti i cristiani dl Pakistan? fuggirebbero tutti! in Pakistan i cristiani sono schiavi dhimmi, che, devono morire disperati! la storia di questi assassini Erdogan e Salman? è una storia che deve essere risolta prima della guerra mondiale nucleare, non possiamo ucciderci tra di noi appassionamente, mentre loro, gli islamici del genocidio sharia, maniaci psicopatici: tutti criminali paranoici pedopornografici poligami sgozzatori: sono ancora vivi! KABUL, 20 DIC - Solo nel 2015 il conflitto in corso in Afghanistan ha creato 1,2 milioni di profughi interni. Lo ha reso noto a Kabul la Commissione indipendente per i diritti umani afghana (Aihrc), sottolineando che la principale ragione di questo fenomeno è la mancanza di sicurezza.La presidentessa dell'Aihrc, Sima Samar,ha detto che "le statistiche del 2015 mostrano che un totale di 1.257.552 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case,il che significa un incremento del 5% rispetto al 2009".
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soltanto TRUMP potrebbe fermare a guerra mondiale che Rothschild ha ordinato a CIA e NATO di realizzare al più presto e ad ogni costo! NEW YORK, 20 DIC - "Nessuno ha dimostrato che abbia ucciso qualcuno". Cosi' Donald Trump torna a difendere il presidente russo, Vladimir Putin, dopo i complimenti espressi dal leader nei suoi confronti. Secondo il tycoon, riferiscono i media Usa, non ci sono prove che il presidente abbia fatto uccidere i suoi oppositori politici o giornalisti.
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quale islamico io lascerò vivere in Siria, ecc.. ecc.. e IN ARABIA SAUDITA? IO SONO LA LEGGE DEL TAGLIONE! GAZA, 20 DIC - Hamas ha condannato la uccisione di Samir Kantar, il miliziano druso-libanese colpito a Damasco in un attacco attribuito ad Israele dai media libanesi. ''Si tratta di un crimine odioso'' ha affermato Hamas, in un messaggio twitter. la dovete smettere di chiamare "martire" chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire".
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conosco un proverbio che dice: "non sempre ride la moglie dell'islamico terrorista SHARIA!" .. e quando questo millantato Osservatorio siriano per i diritti umani, quando i suoi islamici profanavano Chiese, Moschee, e mettevano cristiani, sciiti, ecc.. ecc.. nelle fosse comuni, lui dove era? in Arabia Saudita alla MECCA Kaaba? ORA è IL LORO MOMENTO DI MORIRE! GIRATE LA TESTA E NON GUARDATE: IO NON SONO UN BUGIARDO COME OBAMA E ERDOGAN! ] [ 20 DIC - Un attacco russo sulla città di Idlib, nella Siria nordoccidentale, ha provocato la morte di 36 persone e il ferimento di molti altri. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo testimoni citati dalla Bbc, tra i luoghi colpiti figurano un mercato delle case e edifici pubblici. La Russia, che ha cominciato una campagna aerea sulla Siria il 30 settembre diretta contro l'Isis ed altri "terroristi", non ha confermato di aver compiuto attacchi nella zona.
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Praticamente in Siria chi vuole, si sveglia la mattina e inizia a FARE ATTENTATI, MANDARE TERRORISTI ISLAMICI: E NATO E LEGA ARABA HANNO MANDATO AL NURSA, A FARE GENOCIDI, CROCIFISSIONI DI BAMBINI, RAGAZZI, STUPRO E SGOZZAMENTI DI RAGAZZE, E A FARE I CANNIBALi CHE LA TESTA DI UN UOMO VALE UN EURO: E SI MANGIANO ANCHE IL CERVELLO! NEL SENSO CHE REGALANO E SI NUTRONO SISTEMATICAMENTE DI CARNE UMANA NELLA MACELLERIA: OVVIAMENTE, C'è UNA FATWA SAUDITA CHE CONSENTE LORO DI FARE I CANNIBALI! INOLTRE TUTTI LORO SONO TERRORISTI MODERATI, LA OPPOSIZIONE CON CUI ASSAD DOVREBBE TRATTARE! TURCHIA E ARABIA SAUDITA HANNO AGGREDITO LA SIRIA E IRAQ: senza nemmeno dichiarare guerra al governo ufficiale. La trattano come terra di nessuno ma così non è. Anni di civiltà e diritto internazionale SONO ANDATI distrutti in un attimo, PER COLPA DI ONU E CIA cioè, da noi occidentali in primis: PROPRIO LI, DOVE LA CIVILTà OCCIDENTALE è NATA: ECCO PERCHé OCCIDENTE è Merkel Pravy Sector,Blldenberg, sono soltanto un ANTICRISTO MASSoNE FARISEO SATANISTA. qUINDI SE, VOI VOLETE INCONTRARE I VERI CRISTIANI? VOI DOVETE ANDARE IN CINA, CHE QUESTO è IL VERO MOTIVO PER CUI HANNO DECISO DI DISTRUGGERE LA CINA, ED è anche, IL VERO MOTIVO PER CUI Io LA PROTEGGERò!
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20.12.2015. Putin: Occidente non ha diritto di imporre agli altri Paesi la sua idea di democrazia. MA QUELLA DEMONOCRAZIA è UNA TRUFFA MASSONICA E BANCARIA è ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE, QUANTO A ME UNIUS REI, IO HO Gà DICHIARATO GUERRA A TUTTE LE NAZIONI CHE NON RISPETTANO I DIRITTI UMANI UNIVERSALI SOLENNI, di: ONU 1949: e vi accorgerete di questo! io non faccio sconti a nessuno! http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3utGO5sJr
la dovete smettere di chiamare "martire chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire".
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ECCO COME LEGA ARABA, CIA E LA NATO: LORO PORTANO GUERRA CIVILE DISTRUZIONE PREDAZIONE E MORTE NELLE NAZIONI! Cremlino paragona la destabilizzazione della Siria con la rivoluzione di Maidan in Ucraina [ PER I FARISEI MASSONI SALAFITI QUESTA STRATEGIA DI TERRORISMO, LA CHIAMANO "GEOPOLITICA" "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" ] 20.12.2015. In Medio Oriente e Nord Africa sono state ampiamente impiegate le tecnologie per la destabilizzazione delle masse simili a quelle utilizzate in Ucraina 2 anni fa, ha rilevato il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha segnalato la somiglianza delle tecnologie di destabilizzazione delle masse impiegate in Ucraina 2 anni fa con quelle utilizzate in Medio Oriente e Nord Africa nell'ultimo periodo. Secondo Peskov, si tratta dell'incitamento delle masse al cambiamento violento del regime. "Ecco i punti rossi di queste tecnologie, che si manifestano sempre allo stesso modo. Certamente per molti aspetti quello che abbiamo visto in Ucraina 2 anni fa ha ovviamente molte caratteristiche simili a quello che abbiamo visto in Medio Oriente e Nord Africa,"- ha detto Peskov nel documentario di Saida Medvedeva "Ordine Mondiale" in diretta su "Rossiya 1".  http://it.sputniknews.com/politica/20151220/1761466/Siria-Libia-Peskov.html#ixzz3utJqhDlV
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Michea 5:2-4. 2. Perciò, Dio li metterà in potere altrui, fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. 3. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande, fino agli estremi confini della terra. 4 . e tale sarà la pace: EGLI STESSO SARà LA PACE!
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coloro che faranno tutto quello che io voglio? io li farò avvicinare a me, e LO SPIRITO SANTO, LI PERDONERà, non farà a loro del male. IO SONO LA PIENEZZA DI TUTTI I DIRITTI UMANI, MA IO NON SONO LA DEMOCRAZIA, IO SONO LA FORMA UMANA PIù ALTA DI GIUSTIZIA, CHE SIA MAI COMPARSA IN TUTTA LA STORIA DEGLI UOMINI, IO SONO LA MONARCHA ASSOLUTA TEOCRATICA LAICA UMANISTICA E METAFISICA! MA, OGGI, PURTROPPO, PIANGE IL MIO POPOLO OPPRESSO IN BABILONIA USA! [ PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Salmo: 80. Preghiera per la rinascita di Israele ] Al maestro del coro. Su «Giglio del precetto». 2. Tu, pastore d'Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi, 3. davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. 4. Rialzaci, Signore, nostro Dio, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 5. Signore, Dio degli eserciti, fino a quando fremerai di sdegno contro le preghiere del tuo popolo? 6. Tu ci nutri con pane di lacrime, ci fai bere lacrime in abbondanza. 7. Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, e i nostri nemici ridono di noi. 8. Rialzaci, Dio degli eserciti, fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. 15. Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, 16. proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato. 17. Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero, periranno alla minaccia del tuo volto. 18. Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, UNIUS REI, sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte. 19. Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. 20. Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
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MY ISRAEL ALLELUIA ] Alzati, Gerusalemme, e rivestiti di luce“ ecco viene da te, la tua luce, la Gloria del Signore brilla su te, alleluia, alleluia (Is 55-66) a questo canto, in Chiesa, io ho pianto per te ( anche se ho cercato di non farmi notare da nessuno in questa mia debolezza ), cioè, a motivo della mia forte emozione per te: io ho pianto, e questo sarebbe successo ugualmente in una Moschea o in una Sinagoga, ecc. perché, la mia comunione è sempre e soltanto con lo Spirito Santo. io amo i salmi interpretati con il canto. [ ALLELUIA ] Anche se, è stato profetizzato, il sacrificio del mattino e della sera, io non sopporto la sofferenza degli innocenti, nessuna creatura innocente deve soffrire alla mia presenza, perché questo mi farebbe diventare violento, quindi durante il tempo del mio regno terreno, io dichiarerò salvifica, la lode, e così come io ho deciso in terra così sarà fatto in cielo!
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KING SALMAN SAUDI ARABIA ] [ dubito che JHWH holy, abbia deciso di REALIZZARE LE SUE PROFEZIE circa il Regno di ISRALE, cioè, di distruggere la LEGA ARABA e USA, e distruggere, cioè, tutti i nemici di ISRAELE, per dire: "OK, dei satanisti massoni, usurai mondiali Rothschild, falsa stella Rothschild sulla bandiera, magia nera esoterismo Kabbalah, e Talmud satanico: culto Hitler contro genere umano goym: sacrifici umani di goym, usura mondiale contro i goym, tutto questo è buono per me: perché, in realtà io sono Satana!" COSì, io in questa realtà, di sistema massonico, io credo, che, IO VINCERò LA MIA SCOMMESSA CONTRO DIO JHWH, ED IL GENERE UMANO DURERà SOLTANTO 250 ANNI, INVECE DI 350 ANNI. PERCHé, NESSUNO DEVE CREDERE, COME UNO STUPIDO, che io sono interessato personalmente a diventare Re di ISRAELE, Unius REI sul mondo! così, voi i massoni, voi avete deciso di fare di tutto, affinché, il GENERE umano, possa diventare, come una sola Siria, fino alla fine del mondo! INFATTI FARISEI E SALAFITI PENSANO ENTRAMBI: "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" SOLTANTO CHE, ARRIVERà IL MOMENTO, sicuramente, CHE I FARISEI UCCIDERANNO anche i SALAFITI.

KING SALMAN SAUDI ARABIA ] oggi ISRAELE è un impiccione! [ è logico pensare: che, tutti coloro che, si oppongono al REGNO di: 12 TRIBù di ISRAELE, CIOè SI OPPONGONO AL SIONISMO, poi, attenderanno, un momento di debolezza di ISRAELE, per distruggerlo, perché, in Realtà: ISRAELE è sempre una minaccia per ogni visione totalitaria, e per ogni ideologia totalizzante, in tutto il mondo! ISRAELIANI NON COMBATTERANNO PER IL BENESSERE ALTRUI, MA, LO DENUNCERANNO, almeno al 39%, IL CRIMINE DI VIOLAZIONE DEL LIBERO ARBITRIO, E QUESTO è UN PERICOLO TROPPO GRANDE PER UN NUOVO ORDINE MONDIALE MASSONICO USUROCRATICO ISLAMICO, ECC... UNA MINACCIA PER OGNI SISTEMA TOTALITARIO!
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Hillary è soltanto, un altro anticristo di Obama bis, REGIA HOLLYWOOD ENLIGHTENED! IL MALE CHE QUESTI CORROTTI IPOCRITI E BUGIARDI, POSSONO FARE AL GENERE UMANO: è UN MALE ASSOLUTO E SENZA RIMEDIO! LEI HA GIà DATO IL SUO ANO SODOMA GENDER A SATANA, PER POTER ESSERE UNA PERSONA CREDIBILE! Sanders torna ad accusare una campagna elettorale corrotta e cerca di rilanciare l'immagine di una Hillary troppo vicina ai poteri forti, a quella Wall Street che "sta distrugendo l'economia e la vita di milioni di americani". Lei controbatte sostenendo la necessita' di colpire gli eccessi e gli abusi nel mondo della finanza e delle grandi banche, ma anche quella di collaborare con un settore privato che crea ricchezza e milioni di posti di lavoro. Poi la promessa piu' forte di Hillary: piu' tasse sui ricchi e sulle grandi aziende. Zero aumenti sulla classe media. "Non lo faro' mai, e' fuori discussione", giura. Ricorrendo per i saluti finali (mostrando il suo lato piu' spiritoso) a una delle citazioni che hanno fatto la storia del cinema, tratta da Guerre Stellari: "Che la forza sia con voi".
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nel sistema massonico: voi potete fare, soltanto, quella "MALA MORTE CHE VI PORTERà ALL'INFERNO!" QUESTI HILLARY OBAMA GENDER VELTRONI DALEMA RENZI, ZAPATERO, KERRY, sono i massoni delle Banche CENTRALI SpA, che, per fare del loro meglio è che: possono portare tutto al Grande Fratello SATANA SpA NWO, ed il fatto che, hanno dei successi economici grazie al falso in bilancio delle SPA FMi FED, questo non deve ingannare gli stupidi, perché è sempre una: "miglioria della morte", un piccolo miglioramento transitorio prima del collasso, per tutto il popolo della schiavi, una illusoria bolla economica, che svanisce subito quando vanno forze non gradite alla SpA Banca Centrale Mondiale!
il sistema dei massoni, ormai manipola le elezioni, e perverte, ANCHE, i dati elettorali, non è possibile statisticamente, che, guarda caso, i complici dei banchieri abbiano il 50,1% del consenso elettorale [ IN QUESTO MODO, CI PORTERANNO ALLA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CONTRO LA RUSSIA, CONTRO IL NOSTRO CONSENSO! ] MADRID, 20 DIC - Mariano Rajoy porta il suo partito popolare a vincere le elezioni politiche spagnole, anche se con una percentuale, il 28,3 che lo costringerà a cercare alleanze per governare. Alle sue spalle il Partito socialista resiste al secondo posto con il 22,5,1
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a questi nazisti MERKEL Pravy Sector sono giunti i soldi dei satanisti massoni della CIA NATO, e quindi devono far vedere che sono stati soldi spesi bene! 20 Dicembre. Donbass, filorussi denunciano bombardamenti forze ucraine a Donetsk e Spartak: http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3uvg65TAS QUELLO CHE I POPOLI PENSANO E VOGLIONO: è SOLTANTO UNA INUTILE TEORIA PER IL SISTEMA MASSONICO ROTHSCHILD BILDENBERG!
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ANCHE MUSSOLINI COME MAOMETTO IL POLIGAMO: HANNO ENTRAMBI LEGALIZZATO LA PROSTITUZIONE, due studentesse musulmane: una libanese, ed una tunisina, entrambe, molto ipocrite, anche, se formalmente religiosamente islamiche ferventi, cioè, queste musulmane giustificavano, alla studentessa italiana: convivente: nello stesso appartamento: cioè nei loro discorsi, di fatto: legalizzavano l'adulterio occidentale, attraverso la ragionevolezza della loro poligamia! MENTRE TUTTI SANNO CHE LA LUSSURIA COLPEVOLE, è UN DEMONE DA COMBATTERE E NON DA RAZIONALIZZARE COERCITIVAMENTE IN UN MATRIMONIO BLASFEMO!
SALMAN MY BROTHER ] nessuno, per VERO amore di Satana, più dei satanisti ROTHSCHILD BUSH E KERRY, può essere interessato a studiare i segreti della mia TEOLogia METAFISICA RAZIONALE. COSì ANCHE LORO SI PREPARANO A MORIRE ED A SCENDERE ALL'INFERNO, INSIEME A TE, CONSAPEVOLMENTE!
SALMAN MY BROTHER ] lol. dopotutto i satanisti massoni non potranno mai diventare i miei complici, o miei alleati soltanto perché hanno ubbidito a me: ed hanno distrutto la LEGA ARABA, invece di distruggere CINA RUSSIA INDIA; BRASILE, ecc.. come era nei loro progetti iniziali!
SALMAN MY BROTHER ] se invece di metterti a fottere le bambine, di nove anni, come quell'animale del tuo falso profeta Maometto, tu avessi studiato il profeta Daniele, poi, tu avresti capito che la creta non si può mai fondere con il ferro: ecco perché il tuo gigante Golia cazzone Bush di Nuovo Ordine Mondiale: il GUFO BAAL ALLAH MARDUK JaBullOn: deve venire giù: inevitabilmente, con un grande tonfo boato: comunque! ed anche se nel Mondo, io fossi unico e solo? Questo non vuol dire che la mia fede potrebbe risultare perdente! IO VINCERò! perché Dio JHWH può ricominciare il genere umano, tutto da solo, anche senza di me: se volesse! e lui deve essere veramente un SANTO, dato che non si è ancora stancato di tutti noi!
Bush Satana Rothschild ] perché ti lamenti contro di me? 1. io non sono nel tuo libro paga! 2. E certamente, uccidere tutti i musulmani del mondo? QUESTO NON FARà DI ME UN UOMO FELICE, LOL. olo: lol, ALMENO FINCHé IO NON TI AVRò UCCISO!


 Gesù visita i luoghi del presepe Appare alla Santa Vergine
Vidi il Redentore camminare nella valle dei pastori. Gli abi­tanti dei dintorni sapevano già del suo arrivo. Essi lo videro con gioia discendere dalla montagna radioso di luce. Allora i pastori mostrarono al Salvatore il tesoro che era sta­to loro regalato dai re Magi. Chiesero poi consiglio a Gesù se bisognava portarlo al tempio ma Egli rispose che conveniva conser­varlo per la comunità religiosa che sarebbe divenuta il nuovo tem­pio di Dio. Soggiunse che un giorno su quel luogo sarebbe sorto un santuario. Quando poi il Redentore fu accompagnato dai pastori alla Grotta del Presepio vide che questa era diventata un luogo di preghiera. Le sue pareti erano tappezzate con alcune gualdrappe dei Magi e al suolo si vedevano distesi stupendi tappeti di vari colori e con vaghi ornamenti raffiguranti piramidi e torri. Gesù indicò ai pastori il luogo preciso in cui era venuto alla luce e confidò loro che il suo Padre Celeste aveva predestinato fin dall’inizio dei tempi quel luogo per la Nascita del Messia. Il Redentore assicurò i pastori che Egli stesso avrebbe visitato e benedetto tutti i luoghi dove erano passati i suoi Genitori. Gesù desiderava inoltre visitare quanti li avevano benevolmen­te aiutati perché voleva ricompensarli con benedizioni e grazie. Vidi poi il Salvatore procedere da solo verso il Mar Morto; quan­do lo vidi era distante circa due ore di cammino da esso. Attra­versò una regione silvestre che segnava il confine del territorio di Erode e da dove era passata la Santa Famiglia durante la fuga verso l’Egitto. Intanto il Sinedrio di Gerusalemme20 aveva appostato ovunque spie ingaggiate a pagamento le quali dovevano riferire tutti i mo­vimenti di Gesù. il Sinedrio era composto di settantuno membri tra scribi e sacerdoti. Dai registri genealogici costoro sapevano che Maria Santissima e Giuseppe. erano discendenti di Davide che inoltre la madre della Santa Vergine era della tribù di Aronne. I membri del Sinedrio erano dell’opinione congiunta che quelle fa­miglie erano decadute e Gesù nel frequentare ogni tipo di genta­glia e peccatori le aveva disonorate. Il Consiglio fu quindi concorde nell’accusare Gesù come istrui­to dal demonio. Vidi però che alcuni membri si mantenevano segretamente sin­ceri amici di Gesù senza manifestarlo. Durante il periodo in cui il Signore si ritirò nel deserto e di­giunò per quaranta giorni la Santa Vergine mai fu priva di visio­ni del suo Figliolo; Maria racchiudeva nel suo cuore materno teneri sentimenti di compassione. Vidi il Salvatore apparire alla Madre a Cana per confortarla e rivolgerle parole di consolazione. Maria Santissima durante i primi digiuni del Figlio divino abitava una casa vicino a Cafarnao. Alla fine dei quaranta giorni andò a Cana di Galilea con i genitori di una sposa cananea. In quel tempo Maria “la silenziosa” era ancora viva vidi che riceveva da un Angelo alimenti Celesti; si nutriva soltanto con questi alimenti e contemplava le sofferenze e le tentazioni del Maestro divino nel deserto.

124 – Maria Santissima alle nozze di Cana
Tra i parenti e gli amici della Santa Famiglia c’era pure chi faceva osservare che “Maria la Madre di Gesù rimasta vedova era sola e quasi abbandonata”. Perciò Gesù volle assistere alle nozze di Cana per testimoniare il suo amore filiale alla buona Mamma. Vidi la Santa Vergine che collaborava ai preparativi del ban­chetto nuziale e Gesù che si era impegnato a provvedere il vino ai convitati; così si spiega la sollecitudine di Lei quando lo vide mancare. Il divin Maestro aveva invitato al banchetto anche Laz­zaro e Marta. Lo stesso Lazzaro doveva provvedere il vino ai convitati e ciò era noto soltanto alla Santa Vergine. Gesù aveva fiducia nell’amico Lazzaro e gli era riconoscente per quanto riceveva da lui. Lazzaro era felice di dare e perciò divenne il tesoriere della comunità cristiana; delicato nell’aspetto e nel carattere amava il Maestro Divino e procurava che mai gli mancasse qualcosa. Gesù oltre al vino si era interessato anche di provvedere alcuni alimenti speciali come uccelli di varie specie verdura e frutta. A tutto aveva già ben provveduto. Veronica ave­va portato da Gerusalemme una cesta di bellissimi fiori e un vas­soio molto appariscente colmo di confetteria. Gesù era il re della festa e teneva desta la conversazione con argomenti importanti e di pratico giovamento. Non rifuggiva la moderata esultanza e durante il banchetto parlava assai sag­giamente attirando su di Sé l’attenzione di tutti i commensali. Nel raccoglimento di quella sala della sinagoga dove si trova­vano i convitati il Maestro Divino parlò delle oneste soddisfazioni della serena allegria del matrimonio della continenza della purez­za e delle nozze spirituali. Lo sposalizio era stato celebrato alla presenza dei sacerdoti nella sinagoga. Gli anelli nuziali erano doni della Vergine nelle cui mani Gesù li aveva benedetti. Nell’assistere a questa cerimonia rimasi molto ammirata. Un sacerdote aveva ferito l’anulare sinistro dei promessi coniugi. Lo sposo aveva lasciato cadere due gocce di sangue e la sposa una sola dentro un’anfora piena di vino che poi era stato da loro bevuto. Quando la cerimonia ebbe termine gli sposi furono ricevuti da Gesù e ognuno di essi senti lo sguardo profondo di Lui nella pro­pria anima. il convito nuziale era imbandito dentro una sala assai lussuo­sa. Gesù sedeva al centro della mensa al posto d’onore tra Israel padre della sposa e Lazzaro. A una mensa più vicina sedevano i discepoli e gli altri invitati. Le donne occupavano altri posti in modo che potessero ascoltare le parole del Maestro Divino. Quando si portarono a tavola le vivande fu presentato a Gesù un agnello arrostito che aveva le gambe legate in forma di croce. Sentii che il Messia dava una spiegazione spirituale a tutti i par­ticolari del banchetto parlò anche della lodevole giocondità che regnava là dentro. Disse che un arco non doveva restar sempre teso. Ma specialmente quando divise l’agnello espose ammirabili verità: disse che quanti volevano seguire l’Agnello dovevano eli­minare l’affetto carnale verso i parenti morire alle passioni sepa­rarsi dai membri della famiglia e convertirsi così in un alimento di unione con l’eterno Padre per mezzo dell’Agnello. Mentre il banchetto proseguiva cominciò a mancare il vino. Allora la Santa Vergine si avvicinò rispettosamente al Figliolo Di­vino per ricordargli che Egli aveva promesso di provvedere al vino. Ma Gesù che in quel momento parlava del suo celeste Padre ri­spose: “Donna non preoccuparti… La mia ora non è ancora venu­ta”. Gesù aveva detto “Donna” e non Madre perché come Messia e Figlio di Dio Egli compiva una misteriosa missione davanti ai discepoli tra i quali dominava per la sua divina grandezza. In quella circostanza il Salvatore operava come Verbo incarna­to: voleva dire che in quel momento era più Figlio di Dio che Figliolo della Vergine Madre. La buona Mamma svolgeva tuttavia la sua parte di mediatrice nel far notare al diletto Figliolo la man­canza del vino. Ma il vino che Gesù voleva dare era molto superiore a quel­lo naturale poiché si riferiva al mistero di questa bevanda tramu­tata nel proprio sangue. Perciò aveva detto: “La mia ora non èancora venuta…” primo per dare il vino promesso secondo per mutare l’acqua in vino e terzo per convertire il vino nel sangue suo. Dopo quella risposta la Vergine non si manifestò più preoc­cupata per la mancanza del vino. Vidi allora Maria Santissima rivolgersi ai servi e dire: “Fate quanto Egli vi dirà!”. Poco dopo Gesù disse ai servi medesimi che preparassero al­cuni recipienti vuoti. Essi li portarono: erano tre per l’acqua e al­trettanti per il vino: recipienti di terracotta di notevole capacità e pesanti. Perciò ognuno di essi se riempito doveva essere traspor­tato da almeno due persone. Allorché quelle idrie riempite d’acqua fino all’orlo furono presentate al maggiordomo Gesù le avvicinò le benedisse sedette e poi disse: “Distribuite il contenuto ma prima fatelo assaggiare al maestro di tavola”. Dopo che il maestro di tavola ebbe assaggiato il vino si pre­sentò allo sposo e gli disse: “È usanza dare il vino migliore all’ini­zio del banchetto e riservare il più scadente alla fine. Invece ora si fa diversamente”. Quando quel prodigio fu chiaro ai commensali tutti ne rima­sero meravigliati. A tal riguardo Gesù insegnò molte verità: che come l’acqua si era cambiata in un eccellente vino così la tiepidezza di spirito doveva cambiarsi in generosità e in un ardente zelo. Soggiunse che durante l’ultima Pasqua della sua vita mortale il vino si sarebbe convertito in sangue e il pane in carne; così Egli sarebbe rimasto con i mortali per rafforzarli e sostenerli fino alla fine dei tempi. Dichiarò inoltre che si sarebbero manifestate in Lui meraviglie at­tualmente incredibili. Notai che quanti gustavano quel vino resta­vano assorti in nuovi e profondi pensieri. Ricevevano da questo vino forza interiore mentre i loro sentimenti divenivano più no­bili e benevoli. Perciò i convitati che bevvero quel vino prodigioso si sentirono più buoni. Il miracolo del vino fu il primo della predicazione pubblica di Gesù.

125 – La missione di Gesù – L’aspetto fisico della Madonna
Vidi il Redentore intrattenersi con sua Madre informandola dei suoi futuri viaggi: che cioè si sarebbe recato prima al Giordano poi a Gerusalemme per la Pasqua. Infine le disse che avrebbe scelto gli Apostoli per iniziare apertamente la sua vita pubblica. Le spiegò in qual modo Lei e le pie donne avrebbero potuto sostenere la sua missione. Quindi Gesù si avviò verso il Giordano con otto discepoli. In-tanto la gente diceva che Egli completava gli insegnamenti del Battista perché esponeva la sua dottrina con maggior chiarezza del precursore. Gesù frattanto insegnava che non si doveva cercare il Messia tra i grandi e i potenti ma fra i piccoli e i poveri. Il Signore si recò alla casa di Giairo in Phassael dove una figlia defunta di costui stava per essere trasportata alla sepoltura tra le lacrime dei familiari. Giunto a quell’abitazione il divino Taumaturgo fece togliere le bende alla salma e dopo averla presa per una mano le ordinò di alzarsi; era un’adolescente di circa se­dici anni. Non era stata una buona figliola e non amava il padre lo criticava perché aiutava i poveri. Gesù la risuscitò non solo fisicamente ma anche spiritualmen­te. Ella cambiò vita e più tardi si associò alle pie donne. Dovun­que il Redentore giungeva suscitava uno straordinario entusiasmo. Lo si invocava e alcuni si prostravano ai suoi piedi per baciarglieli. Ma quando gli assembramenti popolari finivano per diventare tu­multi Gesù preferiva scomparire. Chiunque lo toccava guariva o migliorava fisicamente e acqui­siva nuove dimensioni spirituali. Vidi Gesù che dopo aver camminato per tutta la notte giun­se all’alba a Cafarnao dove abitava la sua diletta Madre. Vi erano con Lei la sposa delle nozze di Cana e altre donne. La Vergine abitava una casa abbastanza ampia e non era mai sola; viveva della generosità di persone amiche. Si occupava come faceva da anni di lavori di filato e di cucito si dedicava inoltre alle sante letture. Trascorreva il resto del tempo nella preghiera e occupandosi di consolare persone desolate che ricorrevano a Lei per imparare a trasformare con la rassegnazione le loro pene in altrettanti meriti. Talvolta vidi la Santa Vergine trepidare timorosa per il tumulto che si faceva intorno al suo diletto Figlio. Temeva per la gelosia l’invidia e l’odio suscitati contro di Lui da parte dei malvagi a causa degli insegnamenti ed i prodigi operati da suo Figlio ed il suo cuore tremava di fronte al pericolo per Gesù. La Santa Vergine soffriva nell’apprendere certi mormorii e cri­tiche ingiustificate che numerosi invidiosi facevano nei confronti di Gesù invece di tributarGli il meritato amore e rispetto. La Madonna soffriva anche perché certi denigratori che non osavano criticare direttamente il Signore esponevano le loro infon­date mormoràzioni a sua Madre. Durante quell’incontro Gesù informò la Santa Vergine che era giunto per Lui il tempo di lasciare la Giudea perché dopo le feste pasquali la sua presenza avrebbe suscitato interessamento e tumulti. Vidi allora il Salvatore abbracciare la cara Madre. Quando Gesù si trovava insieme ad altre persone si limitava a dar la mano alla Vergine e s’inchinava per salutarla amorevol­mente. La Madonna aveva in questo tempo un aspetto giovanile e lineamenti delicati: la fronte spaziosa il naso regolare gli occhi grandi ma quasi sempre socchiusi per modestia la bocca rosea e molto simpatica la carnagione era lievemente bruna mentre le guance erano rosee e vellutate.

126 – Morte di Maria “la silenziosa” Il ritratto miracoloso – “La Porta della Sposa”
Vidi il Divin Taumaturgo guarire una decina di storpi e alcu­ni muti. I graziati parlarono delle prodigiose guarigioni e si mo­strarono alla folla. Allora poiché il popolo si entusiasmava in modo sempre maggiore ed innalzava il Messia dopo il sabato i farisei Lo cercarono per arrestarlo ma a casa di Maria di Marco21 non lo trovarono. Imposero allora alle pie donne di lasciare la città. Esse dun­que si ritirarono nella casa di Marta a Betania. Qui viveva “la silenziosa” gravemente ammalata. Ella morì così tra le braccia della Santa Vergine di Marta e delle altre pie donne giunte da poco. All’alba Gesù si avviò con Nicodemo all’abitazione di Lazza­ro sul monte Sion dove giunse anche Giuseppe d’Arimatea. Da­vanti al Maestro Divino vidi inchinarsi per riverirlo Nicodemo e Giuseppe poiché lo riconoscevano quale Uomo straordinario. Essi s’impegnarono inoltre a seguirlo fino alla morte. Quando giunsero lassù anche gli altri discepoli Gesù insegnò a tutti come avrebbero dovuto comportarsi nell’avvenire. Poi si congedarono commossi e ognuno prese la sua strada. Da Betania il Nazareno si diresse al battistero presso Ono dove erano riuniti i discepoli e molta gente. Mentre il Salvatore parlava alle masse lì radunate fu scorto da uno straniero accompagnato da sei perso­ne: era un inviato del re di Edessa Abgaro molto ammalato. Il messo portava regali e uno scritto del sovrano in cui si pregava il Santo Taumaturgo di andare a guarire l’infermo. Quel nunzio perché pittore aveva l’ordine di fare il ritratto del Nazareno se non lo avesse potuto avvicinare. I doni consistevano in alcuni agnellini in parecchi drappi preziosi e in diverse placche d’oro. Intanto da lontano il messaggero contemplava Gesù con ammirazione perché voleva ritrarre il viso di Lui. Teneva davanti a sé una tavoletta liscia di bosso sulla quale dapprima incise con il punteruolo i tratti del volto della testa e la barba del Nazareno; poi spalmò sulla stessa tavoletta uno strato di cera sulla quale cerc6 d’imprimere una forma umana con le dita ma presto si convinse che il bassorilievo non riusciva conforme all’originale. Gesù incaricò allora un discepolo di condurre da Lui il messo reale. Così poco dopo avvenne l’incontro. L’inviato del re vestiva similmente ad uno dei Magi: con il braccio sinistro portava la ta­voletta come uno scudo e con la destra Gli porse la lettera del sovrano. Il messo cadde in ginocchio davanti al Salvatore e dopo un profondo inchino gli disse: “Sono il tuo servo e suddito del re Abgaro di Edessa il quale è ammalato. Egli Ti manda questo mes­saggio e Ti prega di gradire i suoi doni”. il Redentore rispose che gradiva la buona volontà del re inca­ricò quindi i discepoli di distribuire i doni ai poveri. Sulla lettera indirizzata al Santo Taumaturgo il re scrivente dichiarava fra l’altro: “Poiché Tu sei così potente da risuscitare perfino i morti Ti prego di venire alla mia reggia per guarirmi dal morbo che mi affligge”. Allora il Salvatore scrisse sulla stessa pergamena tracciando con un punzone alcuni caratteri di risposta; poi si fece portare un recipiente d’acqua per lavarsi il viso quindi si passò sulla faccia un asciugatoio di lino che cedette al messaggero. Costui appena distese il tessuto su un’asticella di legno potè ammirare un per­fetto ritratto del Salvatore. Entusiasta di questo capolavoro il messo-pittore si gettò nuovamente ai piedi del Nazareno mostran­do il ritratto agli astanti che ne rimasero stupiti. Dopo aver rin­graziato di cuore il Nazareno il messaggero se ne andò lieto col suo seguito stringendo al cuore il ritratto e la risposta destinata al suo sovrano. il messo partì e giunse in una città dove vi trascorse la not­te. All’alba alcune persone notarono la sua stanza radiosamente il­luminata. La luce aveva origine dal ritratto di Nostro Signore. Atti­rata da quel fenomeno accorse molta gente allora il messo-pittore mostrò a tutti il ritratto luminoso come un sole. Ansioso di apprendere la notizia il re Abgaro andò incontro al messo. Quando ammirò il ritratto di Gesù e lesse la risposta del Salvatore si sentì commosso in tutto il corpo e guarì. Avvenne allora un mutamento nello spirito di costui: egli cambiò subito il suo modo di vivere e licenziò le donne con le quali commetteva peccato. Dopo la morte di Abgaro e di suo figlio il ritratto di Gesù sempre venerato dal pubblico fu nascosto da un pio vescovo in un muro davanti al quale ardeva una lampada. Molto tempo dopo venne ritrovato perché la miracolosa immagine aveva permeato il muro che la ricopriva. Alla sinagoga di Gennebris Gesù disse tra l’altro che nessu­no sarebbe entrato nel suo Regno se non per lo stretto cammino e attraverso la Porta della Sposa. Come poi mi fu spiegato “la Porta” simbolizza la Vergine e la Chiesa: in questa siamo rinati attraverso il Battesimo e dalla Ver­gine nacque lo Sposo che ci condurrà a Dio. Le parole di Gesù sulla croce quando proclamò la Santa Ver­gine “Madre di Giovanni” e costui figlio di Lei hanno un miste­rioso significato strettamente in relazione alla risurrezione del Redentore.

Capitolo x

IL DOLORE DI MARIA SANTISSIMA ALLA PASSIONE DEL FIGLIO
127. L’ultima Cena.  128 – Gesù incontra la Santa Madre nel ve­stibolo del Cenacolo. 129 – L’Addolorata. 130 – La Santa Vergine sviene più volte ed è sostenuta dalle pie donne – Il Travaglio della Genitrice. 131 – La Madonna Addolorata incontra nella casa di Caifa l’apostolo Pietro pieno di vergogna.  132 – Il Salvatore incontra la Santa Madre mentre viene condotto in catene da Pilato. 133 – La Santa Madre da origine alla Via Crucis.  134 – Maria Santissima assiste alla condanna e alla flagellazione di Gesù. 135 – Aspetto di Maria Santissima e Mad­dalena durante la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. 136 – La Ma­donna sviene di fronte al giudizio di Pilato – Il culto mistico della Via Crucis.  137 – Seconda caduta di Gesù sotto la Croce – La Santa Ver­gine abbraccia Gesù. 138 – Il Sudano di Santa Veronica. 139 – Maria e le pie donne si recano al Calvario.  140 – Gesù viene crocifisso da­vanti alla Madre Dolorosa. 141 – Il “buon ladrone” – La Vergine viene scacciata dalla Croce. 142 – “Giovanni ecco tua Madre”. 143 – Morte di Gesù. 144 – La deposizione dalla Croce e la sepoltura del Santo Corpo di Cristo.  145 – La Santa Vergine bussa alla porta del Cenacolo – Intervento Divino in favore di Giuseppe d’Arimatea.  146 – L’apparizione della Signora vestita di luce nella casa di Jonadab – Maria Santissima Regina degli Angeli. 147 – La Santa Vergine incontra suo Figlio la sera prima della Risurrezione.  148 – La notte della Risurrezione: Maria in­contra Gesù al Calvario.

127 – L’ultima Cena
Vidi la tavola a forma di ferro da cavallo era stretta ed ab­bastanza alta di fronte a Gesù nel centro del semicerchio era sta­to lasciato libero un posto per poter deporre le vivande. Per quanto mi posso ricordare a capo della tavola stavano Giovanni Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore a destra di Gesù Bartolomeo Tommaso e Giuda l’Iscariota. A sinistra del Si­gnore invece vi erano Pietro Andrea Taddeo al capo sinistro Simone Matteo e Filippo. In mezzo alla tavola vidi un piatto con l’agnello pasquale che aveva il capo ripiegato sopra alle zampe anteriori disposte in croce e le zampe posteriori distese: l’orlo del piatto era guarnito d’aglio. Vidi un piatto con dei legumi verdi ritti e serrati gli uni con­tro gli altri e un terzo piatto su cui erano dei fascetti di erbe amare simili ad erbe aromatiche; poi ancora davanti a Gesù vidi un piatto con altre erbe d’un verde giallastro e un altro con una salsa scu­ra. Vidi che i commensali avevano sulla tavola dei pani rotondi come piatti e si servivano di coltelli d’avorio. Dopo la preghiera il maggiordomo collocò davanti a Gesù sulla tavola il coltello vi pose accanto una coppa di vino e riem­pì altre sei coppe posta ognuna fra due Apostoli (una coppa quindi doveva servire per due di loro). Gesù prima benedisse il vino e lo bevve poi tagliò l’agnello e lo suddivise tra gli Apostoli che mangiarono molto in fretta staccando la carne dall’osso con i loro coltelli d’avorio; le ossa erano destinate a venir bruciate. Mangiarono anche aglio ed erbe verdi che intingevano nella salsa. Fecero tutto questo stando in piedi e appoggiandosi solo leggermente allo schienale della loro seggiola. Gesù spezzò uno dei pani azzimi ne ricoperse una parte e distribuì il resto. Infine venne portata un’altra coppa di vino ma Gesù non ne bevve e disse: “Prendete questo vino e dividetelo tra voi perché io non ne berrò più finché non verrà il Regno di Dio Dopo aver bevuto elevarono cantici solenni poi Gesù pregò e diede altri insegnamenti. Si lavarono ancora le mani e infine si sedettero perché come ho già detto essi stavano in piedi. il Signore tagliò un altro agnello che fu portato alle pie don­ne in uno dei fabbricati del cortile dove esse avevano preso posto per mangiare. Gli Apostoli mangiarono ancora legumi e lattuga con la salsa. Gesù era straordinariamente raccolto e sereno così non l’ave­vo ancora mai visto; Egli esortò gli Apostoli a dimenticare tutte le loro preoccupazioni. Allora vidi la Vergine Santissima a tavola con le donne anche Lei profondamente serena; e quando le altre don­ne le si avvicinarono e le tiravano il velo per parlarle Ella si vol­geva con una semplicità rara che mi commuoveva profondamen­te. All’inizio del banchetto Gesù s’intrattenne molto affettuosamente con i suoi Apostoli; poi si fece serio e malinconico e dopo essere stato silenzioso per alcuni minuti pronunciò queste parole: “Uno di voi mi tradirà; uno di voi colui che ha la sua mano con la mia nello stesso piatto”. Le sue parole significavano: “Uno di quelli con il quale condivido il pane”. Non designò più chiaramente chi fosse il traditore perché “mettere la mano nello stesso piatto” era l’espressione che indica­va le relazioni più intime e amichevoli ma intendeva anche dare un avvertimento a Giuda che in quello stesso momento metteva realmente la mano nello stesso piatto per distribuire la lattuga. Gesù disse ancora: “Il Figlio dell’uomo se ne va come di Lui sta scritto: guai però a colui che tradirà il Figlio dell’uomo; sareb­be meglio per lui che non fosse mai nato”. Gli Apostoli erano tutti turbati e gli chiedevano l’uno dopo l’altro: “Signore sono forse io?”.

128 – Gesù incontra la Santa Madre nel vestibolo del Cenacolo
Vidi Gesù istruire gli Apostoli sul modo in cui dovevano con­servare fino alla fine del mondo il mistero del Santo Sacramento in sua memoria. Egli insegnò quali fossero le forme essenziali per farne uso e in qual modo dovessero per gradi insegnare e ren­dere pubblico questo mistero; indicò loro quando e come dovevano mangiare il resto delle specie consacrate e quando distribuire il Santissimo Sacramento alla Santa Vergine. Parlò loro poi del sacerdozio della sacra Unzione della pre­parazione del Sacro Crisma e degli Oli Santi. C’erano là tre scatole delle quali due contenevano una miscela d’olio e di balsamo e c’era anche del cotone accanto al calice. Insegnò loro parecchi misteri su quest’argomento: disse come si doveva preparare il sacro Crisma a quali parti del corpo si dove­va applicarlo e in quali occasioni. Mi rammento fra l’altro che il Signore parlò delle diverse unzioni particolarmente di quella dei re anche di quelli ingiusti; disse che quando costoro erano consa­crati ricevevano una forza interiore e misteriosa che non è concessa agli altri mortali. Mise unguento e olio nella scatola vuota e ne fece una miscela: non so se fu in quel momento o se fu alla consacrazione del pane che benedì l’olio. Vidi Gesù ungere Pietro e Giovanni. Poi impose loro le mani prima sulle spalle e poi sulla testa. Essi si inginocchiarono e Gesù unse loro il pollice e l’indice di tutte e due le mani e segnò sul capo di ciascuno una croce col Crisma dicendo che quel segno sa­rebbe rimasto “fino alla fine del mondo”. Anche Giacomo il Minore Andrea Giacomo Maggiore e Bartolomeo furono consacrati. Vidi ancora che Gesù dispose sul petto di Pietro una specie di stola disposta in forma di croce agli altri invece la stola fu messa sulla spalla destra. Durante l’Unzione notai che il Redentore comunicava agli Apostoli uno speciale potere che non so precisare. Disse loro in­fatti che dopo la venuta dello Spirito Santo avrebbero potuto consa­crare il pane e il vino; oltre a ciò avrebbero potuto anche dar l’Unzione agli altri. Il modo differente con cui il Salvatore aveva imposto la stola agli Apostoli sembrava indicasse diversi gradi di consacrazione. Gesù confidò a Pietro e a Giovanni diversi segreti che essi dove­vano poi manifestare agli altri Apostoli che a loro volta dovevano trasmetterli ai discepoli e alle pie donne. Mi fu mostrato che nel giorno della Pentecoste prima del grande battesimo Pietro e Gio­vanni imposero le mani agli altri Apostoli e otto giorni più tardi le imposero anche a parecchi discepoli. Giovanni dopo la Risur­rezione di Cristo somministrò per la prima volta il Santissimo Sa­cramento alla Madonna circostanza che fu celebrata per sempre dagli Apostoli. Vidi quindi Gesù tenere una particolare conversazione con l’Apostolo prediletto: gli predisse che sarebbe vissuto più a lungo degli altri; gli parlò anche di sette chiese di corone di Angeli e gli fece conoscere alcune figure di significato profondo e misterio­so le quali designavano come suppongo determinate epoche. Alluse anche al traditore e precisò quanto Giuda andava facendo. Pietro e Giovanni deposero il Santissimo Sacramento nell’an­golo più remoto del Cenacolo che fu inoltre separato dal resto della sala mediante una cortina: fu così sistemato il santuario di cui Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo ebbero sempre cura durante l’assenza degli Apostoli. Sotto il vestibolo del Cenacolo Gesù incontrò la sua diletta Madre con Maria figlia di Cleofa e Maddalena. Le pie donne Lo pregarono di non andare all’Orto degli Ulivi poiché si vociferava che Lo volessero arrestare ma il Salvatore dopo averle consolate si diresse con gli Apostoli proprio verso il monte degli Ulivi.

129 – L’Addolorata
Vidi Gesù pallido in viso vegliare nella caverna del Getse­mani la barba ed i capelli erano imbevuti dal sangue vivido in seguito alle dolorose visioni. Ormai mancava poco alla mezzanot­te. Durante l’agonia del Salvatore vidi la Madre del Signore Maria Maddalena Maria figlia di Cleofa e Maria Salomè passare dal Cenacolo alla casa di Maria di Marco. La Vergine era assai tri­ste per le visioni avute e per le voci che correvano sul destino di Gesù. L’Addolorata viveva nell’anima l’agonia del suo Figliolo Di­vino. Per averne notizie si era recata coperta da un ampio velo con Maddalena e Salomè fino alla valle di Giosafat. Su questo cammino spesso protendeva le braccia verso il monte degli Ulivi perché vedeva spiritualmente il suo caro Gesù bagnato di sudore sanguigno. Notai la luce della sua anima protendersi verso il Figlio Divino. Anche il Redentore guardava spiritualmente la sua diletta Madre per chiederLe soccorso e conforto. Contemplai quella fusione di cuori e di anime sotto forma di raggi che investivano la Santa Madre e suo Figlio. Il Redentore provò compassione anche per il dolore di Maddalena perché sa­peva che l’amore della convertita era il più grande dopo quello incomparabile di sua Madre. Quella sera c’era poco movimento a Gerusalemme; gli Ebrei erano nelle loro case occupati nei preparativi della festa e gli ac­campamenti dei forestieri convenuti per la Pasqua non erano nel­le vicinanze del monte degli Ulivi. Mentre erravo con lo sguardo per il monte stesso vidi alcuni amici e discepoli di Gesù cammi­nare ed intrattenersi inquieti in attesa di qualche evento. Vidi il Redentore nella grotta assorto nell’intensa contempla­zione delle anime del Cielo dei Patriarchi e dei Profeti del­l’antichità dei parenti della sua cara Madre e del Battista dei Santi dell’Antica Alleanza e degli Angeli. Tutti i Beati avevano la fron­te cinta da una corona i cui fiori erano diversi per colore corolla e profumo a seconda delle vittorie conseguite per la gloria di Dio. Dalla Passione del Verbo fatto uomo sarebbe dipesa la sorte dell’umanità. Ma queste immagini consolanti svanirono quando giunsero gli Angeli e gli mostrarono la Passione imminente: il tradimento di Giuda la fuga dei discepoli e gli insulti davanti ad Anna e Caifa il rinnegamento di Pietro il tribunale di Pilato le derisioni di Ero-de la flagellazione e la coronazione di spine la condanna a mor­te le cadute sotto la Croce l’incontro con la Madonna gli sveni­menti di Lei gli insulti dei carnefici il sudano di Veronica la Cro­cifissione gli oltraggi dei farisei i Dolori di Maria Santissima di Maddalena e di Giovanni il colpo di lancia nel costato le ultime parole sulla Croce. Tutto gli fu presentato nei più minimi dettagli. Vidi come il Signore contemplasse tutti i gesti udisse tutte le parole notasse tutto quello che passava nelle anime e come accettava tutto volontariamente pronto a sottoporsi a tutto questo per amore de­gli uomini. Quando Gesù sostenuto da Giovanni e Giacomo entrò trasfi­gurato per la seconda volta nella grotta erano circa le undici e un quarto. I due Apostoli dopo averlo lasciato solo ritornarono in­dietro. il Signore vide la luna di nuovo circondata dall’alone luminoso con la macchia rossa al centro ma la luce dell’astro adesso era di­versa da quella emanata durante le grandi visioni angosciose del Signore. Ciò che contristò più dolorosamente Gesù fu il vedersi inchio­dato alla Croce in uno stato di nudità completa per espiare l’impu­dicizia degli uomini; pregò allora con fervore affinché quell’u­miliazione gli fosse risparmiata e gli fosse almeno accordato di avere una cintura attorno ai reni. Seppe che questa sua preghiera sarebbe stata esaudita per mezzo di un uomo compassionevole. Senti anche la profonda unione spirituale con la Santa Vergine e il Dolore sofferto da sua Madre la quale in quel momento giace­va nelle braccia delle pie donne priva di sensi. Infatti durante l’agonia spirituale di Gesù vidi la Madonna in casa di Maria di Marco affranta dal dolore e dall’angoscia. Ella si trovava insieme con Maria e Maddalena nel giardino della casa e restava accasciata sulle ginocchia sopra una pietra. Più volte perse i sensi: allora vedeva in spirito Gesù ricoperto di sangue e di su­dore e tendeva le mani come se avesse voluto asciugarlo e con­solarlo. Gli Apostoli intanto si erano addormentati nel chiosco di fo­gliame del Getsemani. Gli altri discepoli disorientati avevano pri­ma vagato da una parte all’altra e poi avendo udito qualcosa sulle spaventevoli profezie di Gesù si erano quasi tutti dispersi. Vidi Gesù che pregava ancora nella grotta e che soffriva per la codardia della natura umana. Sfinito e tremante lo udii dire: “Padre mio se è possibile passi da me questo calice; però si fac­cia non la mia ma la tua volontà!”.

130 – La Santa Vergine SV iene più volte ed è sostenuta dalle pie donne – Il Travaglio della Genitrice
Vidi Gesù quando fu arrestato al di là del Cedron fu quindi spinto attraverso uno stretto sentiero tra sassi e cardi che feriva­no i suoi piedi nudi. I perfidi farisei nel vedere i suoi piedi insanguinati lo insultavano. Il Redentore frattanto continuava a camminare spinto punzec­chiato dalle lance e insultato fra atroci sofferenze e umiliazioni. Il triste corteo si dirigeva verso il tempio attraversando il villaggio di Ofei al monte Sion dove abitavano Anna24 e Caifa. Intanto la Santa Vergine con nove pie donne andava inquieta per la valle di Giosafat. Lazzaro Giovanni Marco e un figlio di Simeone le rag­giunsero. Si udivano in distanza le grida e gli insulti degli sgher­ri; si vedevano le luci delle lanterne. Ad un tratto la Madonna svenne. Allora le pie donne la so­stennero premurose e poi l’accompagnarono di nuovo a casa di Maria madre di Marco. Vidi intanto il Salvatore stramazzare al suolo; allora un sol­dato propose ai commilitoni di scioglierGli le mani affinché aves­se potuto servirsene nelle cadute. Un altro porse a Gesù dell’acqua raccolta da una fonte nel suo casco. Il Redentore fu pieno di gra­titudine per quei due. Li vidi pervasi da una luce di grazia. Prima della morte di Gesù vidi quei soldati convertirsi e diventare suoi discepoli. Frattanto i poveri e gli infermi che erano stati tanto benefica-ti da Gesù videro trascinare la Madre dalle pie donne per le vie di Gerusalemme. La Genitrice oppressa dal dolore aveva un viso tanto buono estremamente pallido e sofferente; tutti l’identificavano come la Madre del Santo Taumaturgo. Le pie donne dovevano nascondere spesso la Vergine per evitare le insolenze e le ingiurie degli sgherri e dei farisei. Quando si udì il grido dal Sinedrio: “È degno di morte!” vidi le tenebre celebrare il loro trionfo sulla luce. Timoroso che la triste notizia giungesse alla Vergine per boc­ca di qualche nemico Giovanni profondamente afflitto nello sguar­do e nell’anima guardò il Maestro Divino e sembrò di~li: “Tu sai perché vado”. Poi uscì come se fosse stato inviato dallo stesso Redentore. Per tutto il tempo in cui Gesù fu sottoposto al giudizio e alle più atroci umiliazioni la Santa Vergine si tenne in continua comu­nicazione spirituale con Lui. Ella sapeva e sentiva nella sua carne quanto succedeva al suo diletto Figlio e soffriva con Lui. La sua anima era come quella di Gesù immersa in una con­tinua orazione per i carnefici: il suo cuore materno si raccoman­dava all’Altissimo affinché non lasciasse consumare il crimine. Quando Giovanni le racconto dell’orribile condanna e delle umiliazioni patite da Gesù alle quali egli aveva assistito la Santa Vergine gli chiese di accompagnarLa sul luogo del supplizio. Vidi allora l’Apostolo prediletto accompagnare Maria Santissima Mad­dalena ed alcune pie donne per le stradine di Gerusalemme illu­minate solo dalla luna.

131 – La Madonna Addolorata incontra nella casa di Caifa l’apostolo Pietro pieno di vergogna
Vidi il cuore materno della Madonna che straziato gridava pietà a Dio affinché non permettesse che questo delitto avesse a compiersi e perché voleva deviare quei dolori dal suo Figlio San­tissimo. La disperazione delle pie donne che passavano per le strette vie di Gerusalemme attirava la compassione di alcuni e le ingiurie degli altri: “Madre sventurata Madre del dolore quale sofferenza sopporti per il Santo d’Israele!” così si esprimevano i passanti ben disposti che la vedevano spesso svenire dal dolore. La Santa Vergine sveniva di continuo vedendo nelle sue contemplazioni Gesù oltraggiato e barcollante o caduto a terra. Ella però si riprendeva subito e continuava il penoso e triste cammi­no. Mentre il corteo delle pie donne attraversava un vicolo per rag­giungere l’abitazione di Caifa la Vergine si trovò di fronte ad un altro dolore: vide gli operai che preparavano la Croce di legno per il suo Figlio Divino. I nemici di Gesù avevano fatto preparare la Croce appena era giunta la notizia del suo arresto in modo da essere in condizione di dare immediata esecuzione al probabile giudizio che Pilato avrebbe pronunciato~. I Romani frattanto avevano già preparato la croce dei due ladroni. Gli operai maledicevano Gesù perché dove­vano lavorare di notte. A quella vista l’Addolorata subì un dolore straziante al petto e pregò per questi ciechi che maledivano il suo amato Figliolo mentre preparavano 10 strumento per il supplizio del Redentore dell’umanità. Giunta nel cortile esterno e fatto il giro della casa di Caifa Maria sempre accompagnata dalle pie donne e da Giovan­ni attraversò il cortile e si fermò all’entrata di un altro. Questa porta sola la separava dal suo amatissimo Figlio il quale al canto del gallo era stato introdotto nella prigione posta sotto la casa di Caifa. Improvvisamente la porta si spalancò e uscì Pietro che precedeva parecchie altre persone con le braccia sulla testa e il pianto in gola. All’Apostolo sconvolto trovandosi di fronte la Ver­gine sembrò di vedere al chiarore lunare lo sguardo di rimprove­ro di Gesù di Colui che egli aveva rinnegato per paura pur aman­dolo nel suo cuore. La Vergine allora gli domandò: “Simone in­formami di quanto avviene al mio Figliolo”. Pietro non rispose si torceva solo le mani. La sua anima era fortemente tormentata per il rimorso. Mlora la Madonna gli si avvicinò triste dicendogli: “Si­mone perché non mi rispondi?”. “Oh Madre non mi parlare! Hanno condannato a morte Gesù che io ho vergognosamente rinnegato per tre volte…”. Subito dopo queste parole Pietro fuggi via verso la grotta del monte degli Ulivi. L’Addolorata si sentì spezzare il cuore al pensiero che que­sto ennesimo dolore aveva ancor più straziato il suo Figliolo. Così tormentata cadde vicino a quella stessa porta dalla qua­le aveva visto uscire Pietro; Ella cadde sopra una pietra su cui rimasero impresse le orme della sua mano destra e del suo piede. Questa pietra esiste ancora l’ho vista ma non mi rammento più dove. Frattanto dopo che Gesù era stato portato in prigione le porte del cortile rimasero aperte per far uscire la moltitudine. L’Ad­dolorata si sentiva dentro al Cuore del suo Figliolo. Vidi Maddale­na disperata con gli indumenti disordinati ed i capelli scarmiglia­ti; la Santa Vergine invece nonostante fosse così sofferente e stroncata dalle pene profonde conservava una dignità e un decoro stra­ordinari. La Madre di Dio udì la gente che usciva dalla porta del cor­file proferire parole che la trafissero ancora una volta: “Non è forse la Madre di Gesù quel Galileo? Suo Figlio sarà crocifisso ma non prima della festa almeno che non sia un grande criminale Allora la Vergine si spinse fin dentro fin dove gli indemoniati ave­vano urlato poco prima: “È degno di morte!”. Ma giunta in quel­l’ambiente appestato la Vergine perse nuovamente i sensi e sor­retta da Giovanni e dalle pie donne fu condotta via più simile a una morta che ad una creatura vivente mentre molta gente guar­dava in silenzio. Era come se uno spirito celeste avesse attraver­sato l’inferno. Appena Maria si fu ripresa insieme con le pie donne e Gio­vanni ripassarono per il luogo dove si stava preparando la Cro­ce. Gli operai non riuscivano a terminarla; dovevano continuamente portare dell’altro legno perché il tale e tal altro pezzo non servi­va o si fendeva. Questo capitò affinché le diverse qualità di legno fossero combinate nel modo in cui Iddio voleva. Tra l’altro vidi che gli Angeli spingevano gli operai a ricominciare sempre di nuovo finché si compisse quanto era stato prestabilito.

132 – Il Salvatore incontra la Santa Madre mentre viene condotto in catene da Pilato
Vidi Gesù pregare in favore dei suoi carnefici che non cessava­no d’insultarlo e di tormentarlo. Il Signore era rinchiuso in una piccola prigione a volta una parte della quale esiste ancora. Siccome anch’io sono una povera peccatrice è anche per col­pa mia che Gesù dovette subire tutto ciò. Con i peccati continui che commettiamo noi tutti partecipia­mo ai maltrattamenti del Redentore. Se fossimo veramente pentiti del nostro comportamento pronunceremmo spesso la preghiera: “Signore fatemi morire piut­tosto che vi offenda con il peccato”. Dopo questa riflessione vidi che incominciava a spuntare l’al­ba della nostra redenzione che era pure il giorno della sua Pas­sione. Un raggio della prima luce di quel giorno raggiunse Gesù nella prigione allora Egli ringraziò il Padre suo per averGli dona­to quel raggio desiderato ed atteso dagli antichi Patriarchi e da Lui tanto sospirato. Dopo il verdetto del gran Sinedrio vidi il Salvatore condotto tra la folla tumultuante alla presenza di Pilato. Egli procedeva barcollante attraverso la parte più frequentata della città la quale in quei giorni era piena di Ebrei e stranieri giunti da ogni parte del Paese per celebrare la Pasqua. Il corteo preceduto da Caifa e Anna in abiti sacerdotali solenni attraversò una stretta via diri­gendosi verso il quartiere di Acra in cui si trovavano il palazzo ed il tribunale di Pilato di fronte al gran mercato e a nord-ovest del tempio. Poco distante dalla casa di Caifa vidi la Santa Madre di Gesù con Giovanni e Maddalena nascosta dietro l’angolo di un fab­bricato che aspettava il passaggio del corteo. Dopo la visita notturna al tribunale di Caifa la Madonna era rimasta per qualche tempo al Cenacolo immersa in un muto dolore; poi quando Gesù fu tolto di prigione per esser condotto nuovamente davanti ai giudici Maria si alzò si mise il velo e il mantello e uscendo per prima disse a Maddalena ed a Giovanm: “Seguiamo mio Figlio fino alla casa di Pilato voglio vederlo con i miei occhi”. Si mossero allora lungo un sentiero obliquo e aspet­tarono il corteo in un punto dove sapevano che avrebbe dovuto passare. Sebbene la Santa Vergine avesse impresso nello spirito le soffe­renze atroci di suo Figlio il suo occhio interiore non riusciva ad immaginarlo così disfatto e rovinato come l’aveva ridotto la cattivena degli uomini. I Dolori del Figlio dell’uomo le parevano tutti racchiusi dalla dolce aureola di santità d’amore e di pazienza. Ma ecco che l’ignominiosa terribile realtà le si offerse alla vi­sta del corteo infame giunto ormai vicinissimo al suo sguardo: venivano prima gli orgogliosi nemici di suo Figlio i Sommi Sacer­doti animati da propositi deicidi e dall’anima menzognera piena di malizia. Quei sacerdoti che volevano essere di Dio erano diventati di Satana. Seguivano i falsi testimoni gli accusatori senza fede poi la plebaglia con i suoi clamori e infine Gesù il Figlio di Dio e il Figlio diletto di Maria orribilmente sfigurato e contuso. Il corteo sfiorò la Madre Santissima che appena lo vide esclamò singhioz­zando: “Ahimè! Questo è mio Figlio? O mio Gesù!”. Quando il Sal­vatore le rivolse uno sguardo commosso Ella perse di nuovo i sensi. Giovanni e Maddalena la portarono via. Appena si fu un poco ripresa la Madonna si fece condurre da Giovanni al palazzo di Pilato.

133 – La Santa Madre da origine alla Via Crucis
“Ma quest’uomo è galileo e quindi suddito di Frode?” doman­dò Pilato. Alla risposta affermativa egli così concluse: “Ebbene: siccome è suddito di Erode accompagnatelo alla sua presenza. Erode è venuto per la Pasqua da Cafarnao e Lo può quindi giu­dicare…”. Vidi che mentre il Salvatore veniva accompagnato alla reggia di Erode Pilato si intratteneva a colloquio con sua moglie Clau­dia donna di alta statura e di bell’aspetto. Il velo che le scende­va dalla testa sulle spalle lasciava scoperti i capelli sulla fronte adorna di un prezioso diadema. il fermaglio d’oro che risaltava sul suo petto le sosteneva l’ampio ed elegante vestito. Ella parlò a lungo con il marito raccomandandogli per quanto avesse di più sacro di non fare alcun male a Gesù al Profeta Santo dei santi. Gli parlò delle meravigliose visioni che aveva avuto la notte pri­ma. Mentre la sposa raccontava queste cose al suo consorte mi furono mostrate alcune visioni che aveva avuto: Claudia Procla aveva visto i principali episodi della vita di Gesù il quale le era apparso come un’anima piena di luce. Aveva anche visto la cattiveria e la crudeltà dei nemici del Salvatore apparsi a lei in forme mostruose. Claudia aveva inoltre contemplato la pazienza e l’inesauribile amore di Gesù e ammira­to la santità della sua impareggiabile Madre. La Madonna Maddalena e Giovanni erano rimasti nascosti in un angolo buio mentre Gesù veniva trascinato da Frode. Poi Giovanni ripercorse con la Santa Vergine e Maddalena tutto il cam­mino percorso da Gesù e dal triste corteo. Ritornarono così da Caifa e da Anna al Getsemani all’orto degli Ulivi e dappertutto dove il Cristo era caduto e aveva sofferto. Essi piansero e soffriro­no con Lui. Vidi la Santa Vergine soffermarsi e prostrarsi più di una volta baciando i posti dov’era caduto suo Figlio e dov’erano rimaste le impronte del suo Sangue divino. Maddalena si con­torceva le mani e Giovanni pure piangeva mentre le consolava le rialzava le conduceva più avanti. La Vergine Madre rendendo onore ai Dolori di Gesù diede inizio alla prima santa Via Crucis. Ella inaugurò così la meditazione della futura Chiesa sui Dolori del suo Redentore. La Madre piena di grazia benediceva con le sue lacrime i passi del Figlio pieno di sofferenze. Ella viveva con Lui la via dolorosa poiché era la Beata che L’aveva portato nel suo seno l’aveva concepito e custodito nove mesi nel suo cuore materno pieno di grazia e aveva udito realmente e sostanzialmente il Ver­bo di Dio dentro di sé. In questo modo la Madre del Redentore raccolse ad ogni sta­zione della Via dolorosa come pietre preziose i meriti infiniti di Gesù Cristo per offrirli al Padre Celeste in favore di coloro che hanno la fede. Questa triste Via avrebbe riunito in seno alla futu­ra Chiesa di Cristo tutti i fratelli e le sorelle nella fede eterna. Vidi Maddalena fuori di sé straziata dal dolore immenso e santo. Quei peccati dell’umanità per i quali Gesù soffriva la invadevano tutti procurandole un immenso orrore. I sacerdoti avevano pregato Frode di condannare Gesù ma questi lo rimandò da Pilato. Con raddoppiato furore i nemici di Gesù Lo ricondussero da Frode a Pilato umiliati di ritornare senza averlo fatto condannare. Vidi Gesù schernito dalla folla e martoriato dagli aguzzini. Quando il corteo giunse di nuovo al palazzo di Pilato (probabil­mente dal lato orientale) erano circa le otto e un quarto del mat­tino. I farisei correvano in mezzo al popolo per eccitarlo contro Gesù. Pilato aveva fatto occupare il pretorio e le porte da un mighaio di guardie non avendo dimenticato la sedizione dei Galilei scoppiata nella Pasqua precedente. La Madonna sua sorella maggiore Maria di Cleofa Mad­dalena e altre pie donne stavano in un luogo dove potevano udire tutto.

134 – Maria assiste alla condanna e alla flagellazione di Gesù
Gesù venne obbligato con la solita brutalità a salire le scale della casa di Pilato. Ma impacciato dalla veste troppo lunga cad­de sui candidi gradini di marmo che si macchiarono col sangue del suo sacratissimo Capo. I nemici di Gesù che frattanto aveva­no ripreso i loro posti all’entrata del foro risero della sua caduta come ne risero la gentaglia e gli arcieri che lo fecero rialzare a cal­ci. Pilato adagiato su una specie di lettino da riposo disse: “Voi mi avete presentato quest’uomo come un agitatore di popolo: io l’ho interrogato alla vostra presenza e non l’ho trovato colpevole. Nemmeno Frode l’ha trovato colpevole perché io vi avevo man­dato da lui e vedo che non ne avete riportato sentenza di morte. Lo farò dunque flagellare e poi liberare”. A quelle parole si sollevò un mormorio di protesta tra la fol­la. Pilato offrì allora al popolo la possibilità di scegliere la libera­zione tra Gesù o Barabba un grande malfattore. Frattanto i farisei e i sacerdoti erano in grande agitazione e si aggiravano tra il po­polo minacciando eccitando e dispensando denaro. Vidi allora in un angolo del foro la comunità Crisfiana primi­tiva formata da Maria Maddalena Giovanni e le pie donne una ventina in tutto tremanti e piangenti. La Madre di Gesù pur sapendo che l’unico mezzo di salvez­za per gli uomini era la morte di suo Figlio era piena di ango­scia e di ansia materna. La vidi soffrire tutto lo spasimo che pro­va una madre alla vista di un figlio virtuoso e santo così bistrattato da gente ingrata e crudele. Ella tremava con le sue pie compagne si desolava e sperava mentre Giovanni si allontanava spesso nel­la speranza di raccogliere qualche buona notizia. La Santa Vergine non aveva ancor perso tutte le speranze perché correva voce che Pilato intendesse liberare Gesù. Poco lontano dalla Santa Madre c’erano alcune persone di Cafarnao che Gesù aveva guarito e istriiito guardavano celatamente le pie donne coperte di veli e fingevano di non conoscere il Salva­tore. La Vergine pensava che almeno costoro non avessero chiesto la liberazione di Barabba ma quella del loro benefattore e salvato­re. Purtroppo non fu così: si levò un grido unanime: “Noi non vogliamo costui vogliamo Barabba!”. Dovunque si gridava: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!” Allora il debole Pilato liberò il malfattore Barabba e condan­nò Gesù alla flagellazione. Mentre i carnefici colpivano e urtavano il Figlio di Dio Egli pregava in modo commovente volgendo in spirito lo sguardo ver­so sua Madre la quale trafitta dal dolore era corsa a ripararsi in una sala del mercato. Obbligarono Gesù per la fustigazione a togliersi anche l’ultimo panno che gli cingeva i reni; Egli allora volgendosi verso la colonna per nascondere la sua nudità disse: “Distogliete gli occhi da me!”. Maria dovette intendere queste parole nella sua anima perché appena furono pronunciate vidi che cadde priva di sensi fra le braccia delle pie donne. Non sono certa se Gesù avesse pronun­ciato queste parole o se le avesse solo pensate nel suo intimo. La Santa Vergine portava una lunga veste azzurra color cielo coperta da un lungo mantello di lana bianca e da un velo giallo-pallido. Maddalena era interamente sconvolta e addirittura annientata dal dolore e dal pianto mentre i suoi capelli sotto il velo s’erano tutti sciolti. Durante il tempo della flagellazione di Nostro Signore la Santa Vergine visse in uno stato di profonda estasi dolorosa. Spesso gemiti sommessi prorompevano dalle sue labbra e i suoi occhi apparivano fortemente infiammati per il gran piangere. Giaceva velata tra le braccia della sua sorella maggiore Maria Heli che era in età ormai avanzata circondata dalle pie donne tremanti dall’angoscia. Tutte si erano strette intorno alla Vergine esalanti deboli gemiti come se aspettassero la propria condanna a morte. Quando Gesù cadde svenuto a terra ai piedi della colonna vidi Claudia Procla moglie di Pilato inviare alla Madre di Dio un pacco di grandi teli di lino. Non so se questi teli fossero destinati alla fasciatura delle ferite oppure se la pietosa pagana li avesse inviati per lo scopo in cui vennero poi effettivamente impiegati. La Santa Vergine riacquistati i sensi vide l’amato Figliolo martoriato nelle carni trascinato e sospinto dagli arcieri. Gesù per poter vedere sua Madre si deterse il sangue dagli occhi con un lembo della veste allora Ella protese le mani dolorosamente verso di Lui guardando a terra le tracce di sangue. Vidi poi Maria e Maddalena mentre il popolo si spostava da un’altra parte avvici­narsi al posto dove Gesù era stato flagellato. Celate dalle pie donne e da alcune buone persone che le ri­paravano dagli sguardi Esse si prostrarono al suolo presso la co­lonna asciugando dappertutto il Sangue di Cristo con i teli inviati da Claudia Procla. Non vidi Giovanni tra le pie donne che erano quel giorno in venti. Il figlio di Simeone quello di Veronica di Obed Aram e Themeni nipote di Giuseppe di Arimatea erano nel tempio in preda alla tristezza e all’angoscia. Quando finì la flagellazione erano circa le nove del mattino.

135 – Aspetto di Maria Santissima e Maddalena durante la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo
Marzo 1823 – Domenica Laetare Festa di San Giuseppe. In­terruzione delle visioni sulla Passione di Gesù Cristo.
Le visioni di Suor Emmerick della Passione di Nostro Signore ac­compagnarono la Veggente dal 18 fibbraio all ’8 marzo vigilia della quarta domenica di Quaresima. In questo periodo fu assorta in quotidiana contemplazione soffrendo indicibili pene nel corpo e nello spirito. La veggente sembrava completa­mente rapita da queste visioni come se avesse l’anima chiusa ad ogni sensazione esteriore. Il suo viso aveva assunto l’aspetto di una persona sottoposta a duri supplizi: un sudore sanguinoso scorreva spesso sulle sue spalle e sul dorso così abbondante che ogni cosa intorno a lei ne fu inondata e lo stesso letto ne rimase inzuppato. La pia Suora soffriva una sete tremenda e specialmente al mattino la sua bocca appariva disseccata e la lingua contratta e ritirata. Sabato 8 marzo 1823 Anna Caterina finì di narrare con visibili soffrrenze la flagellazione di Gesù. Col calar deI sole queste visioni s’in­terruppero completamente. Il giorno di San Giuseppe Suor Emmerick vide solo alcune scene della vita del Santo e descrisse pure l’aspetto della Santa Vergine e di Maddalena.
Oggi Domenica Laetare e festa di San Giuseppe non ho avuto alcuna visione sulla Passione di Nostro Signore ma invece ho vi-sto la Santissima Vergine che mi ha spiegato tutte quelle cose che avevo dimenticato o che non avevo compreso. Le guance della Madonna erano pallide e smunte il naso di linea purissima e sottile gli occhi rossi come se fossero insanguina­ti dal gran piangere. Indescrivibile è il suo aspetto semplice e mo­desto. Da ieri sera ha errato continuamente in mezzo alla folla per le vie di Gerusalemme e poi attraverso la valle di Giosafat eppu­re nulla vi è di scomposto nelle sue vesti né alcun disordine: non vi è una piega nel suo abbigliamento dalla quale non traspaia la sua santità; tutto in Lei è semplice degno puro e innocente. Il suo modo di guardare è regale e le pieghe del suo velo quando Ella si volge danno al suo movimento singolare maestà. I suoi movimenti e tutto il suo contegno sono semplici calmi e allo stesso tempo dignitosi. La sua veste è inumidita dalla rugiada della notte e dalle ab­bondanti lacrime versate mentre Lei appare pulita e bene ordinata in ogni cosa. La Vergine è bella di una bellezza inesprimibile ed assolutamente soprannaturale; bellezza ineffabile fatta di purezza semplicità maestà e santità. Maddalena invece appare di tutt’altro aspetto: è più alta e robusta di Maria nella sua persona e nei movimenti c’è qualche cosa di più accentuato. La passione il pentimento il dolore e la disperazione l’hanno sfigurata. Vedo le sue vesti inzuppate e in­zaccherate di fango in disordine e lacere; i suoi lunghi capelli ca­dono sciolti sotto il velo umido pressoché ridotto in cenci. E tut­ta sconvolta non pensa ad altro che al suo dolore ed ha l’aria d’una pazza. Molte persone di Magdalum e dei dintorni dirette al tempio di Gerusalemme la segnano a dito perché l’hanno vista passare da una vita fastosa e piena di scandalo ad un’esistenza na­scosta e ritirata. Ma ella non si accorge di nulla tanto è immersa nel suo dolore.

136 – La Madonna sviene di fronte al giudizio di Pilato Il culto mistico della Via Crucis
Quando Suor Emmerick ricominciò ad avere le visioni sulla Passione di Gesù e la coronazione di spine fu presa da febbre fortissima e fu assalita da una sete ardente. Dopo un certo tempo riuscì a narrare come segue:
Vidi Gesù in piedi sotto i gradini del tribunale in mezzo agli arcieri esposto al dileggio e al furore dei nemici. “Così io condanno Gesù Nazareno re dei Giudei ad essere crocifisso” e così dicendo Pilato ordinò agli arcieri di portare la Croce. La Santa Vergine che dopo la flagellazione si era ritirata spezzata dal dolore si gettò nuovamente tra la folla per udire la sen­tenza di morte del Figlio suo e Dio. La Madonna appena udite le parole di Pilato si senti mancare come se la vita l’avesse ab­bandonata; ormai non c’era più dubbio: la morte più crudele do­lorosa e ignominiosa era stata decisa per il suo dilettissimo Figliolo e Salvatore. Allora Giovanni e le pie donne la portarono via affinché quei ciechi non si rendessero ancor più colpevoli insultando la Madre del loro Salvatore. Non appena l’Addolorata fu in grado di sorreggersi da sola si fece condurre di nuovo nei luoghi dove il suo Figliolo aveva tanto sofferto poiché voleva compiere il mistico sacrificio di coprire con le sue lacrime il Sangue di Gesù. Le sue compagne dovettero accompagnarla quindi un’altra volta di stazione in stazione. Con questa consacrazione l’Addolorata divenne Lei stessa e de­finitivamente Chiesa vivente Madre comune di tutti i Cristiani. Così come Giacobbe eresse a monumento e consacrò con l’olio la pietra accanto alla quale aveva ricevuto la Promessa. Vidi ancora Pilato mentre sottoscriveva definitivamente il giu­dizio. I due ladroni erano già stati condannati alla croce ma la loro esecuzione era stata protratta fino a quel giorno su proposta del Sommo Sacerdote. Infatti costui intendeva fare a Gesù un insulto maggiore associandolo nel suo supplizio a malfattori della peggior specie. Le croci dei ladroni giacevano a terra accanto a loro men­tre quella di Gesù veniva appena portata. Mentre la Madre di Dio visitava i luoghi della sofferenza di suo Figlio udì il suono agghiacciante delle trombe che annunzia-vano il muoversi del corteo di Pilato verso il Calvario. Ella allora volle rivedere Gesù e pregò perciò Giovanni di condurla in uno dei luoghi presso i quali Gesù doveva passare. Allora percorrendo uno dei lati della piazza dalla quale era usci­to il Redentore passarono attraverso porte e viuzze laterali ordi­nariamente chiuse ma che in quel giorno erano rimaste aperte per non ostacolare l’enorme folla accorsa a Gerusalemme. Entrarono poi dal lato occidentale di un palazzo con un grande portone aperto. Non mi è chiaro se questa costruzione fosse un’appendice del palazzo di Pilato col quale sembra comunicare con viali e cortili oppure la dimora del Sommo Sacerdote Caifa. Giovanni ottenne da un servo di questo palazzo la misericordia di passare attraverso quel portone con l’Addolorata e con quelli che l’accompagnavano. Costui li fece entrare e si prestò ad aprir loro il portone dalla parte opposta. Erano con loro un nipote di Giuseppe d’Arimatea e Su­sanna inoltre vidi Giovanna Cusa e Salomè di Gerusalemme.

137 – Seconda caduta di Gesù sotto la Croce. La Santa Vergine abbraccia Gesù
La Madre di Dio pallida in volto e con gli occhi rossi di pian­to attraversò questa casa. Mi sentii straziare il cuore quando la vidi avvolta in un mantello grigio-azzurro tremante e senza for­ze per reggersi. Frattanto il clamore e gli squilli di tromba an­nunzianti che un condannato veniva condotto alla crocifissione si avvicinavano. Mentre pregava Maria chiese a Giovanni: “Debbo stare a guardare o debbo fuggire? Come potrò sopportare tanto strazio?” Giovanni allora Le rispose: “Se tu non rimanessi più tardi te ne pentiresti”. Si fermarono allora sotto il portone orientale che era stato loro aperto e stettero fermi guardando giù per la via che saliva. Un altro suono di tromba questa volta più vicino trapassò il cuore della Vergine. Il triste corteo era visibile e si avvicinava era ormai a un’ottantina di passi da quel portone. La Madre Addolo­rata vide avanzare con aria insolente e trionfante coloro che por­tavano gli strumenti del supplizio allora incominciò a tremare a gemere e a torcersi le mani. Uno di quei miserabili pieno di ar­roganza chiese: “Chi è quella donna che si lamenta?”. Un altro ri­spose: “È la madre del Galileo”. Appena udirono queste parole tutti quegli scellerati colmaro­no di beffe la Madre Dolorosa. Uno di essi prese perfino i chiodi che dovevano attaccare Gesù alla Croce e li presentò in atto can­zonatorio sulla mano aperta alla Vergine. A quella vista la Santa Madre fu spezzata dal Dolore pallida come un cadavere e con le labbra livide giungendo le mani si appoggiò alla porta per non cadere. I farisei passarono per primi orgogliosi sui loro cavalli poi un bambino che portava l’iscrizione infine lo seguiva di due passi il Figlio di Dio suo Figlio il Santissimo il Redentore il suo amato Gesù barcollante curvo sotto il pesante fardello e scostante doloro­samente la sua testa coronata di spine dalla pesante croce che gra­vava sulla sua spalla mentre gli arcieri lo tiravano avanti con le corde. Vidi il suo volto livido sanguinante contuso la barba inon­data dal sangue mezzo coagulato che ne incollava insieme tutti i peli. I suoi occhi spenti e insanguinati gettarono uno sguardo tri­ste e compassionevole alla Madre Dolorosa; poi inciampando sot­to il peso della Croce cadde per la seconda volta sulle ginocchia. L’Addolorata violentata da quel dolore immenso non vide né soldati e neppure carnefici non vide nemmeno il suo amatissimo Figliolo ridotto in quello stato miserando ma si precipitò dalla porta orientale della casa in mezzo agli sbirri che maltrattavano suo Figlio e nel tentativo di abbracciarlo cadde in ginocchio vici­no a Lui poi riuscì a stringerlo tra le braccia. Io udii pronunciare: “Figlio!” “Madre mia!” ma non sono certa se queste parole furo­no pronunciate realmente o soltanto nel loro spirito. Vi fu allora un momento di disordine generale nel quale Gio­vanni e le pie donne volevano rialzare Maria. Gli sbirri la ingiuriarono e uno di essi disse: “Donna che vieni a fare qui? Se tu lo avessi educato meglio non sarebbe fra le nostri mani!” Vidi alcuni soldati tuttavia commossi: ognuno di loro aveva ancora o aveva avuto una mamma. Così respinsero la Santa Ver­gine ma non ebbero il coraggio di farLe del male. Circondata da Giovanni e dalle pie donne l’Addolorata fu portata via e il cor­teo proseguì il cammino. Ella cadde in ginocchio contro la pietra angolare della porta; quando cadde voltava le spalle al corteo. Le mani della Vergine toccarono a una certa altezza la pietra contro la quale si era accasciata. Era una pietra venata di verde le ginoc­chia della Santa Vergine vi lasciarono delle cavità e le sue mani lasciarono pure dei segni sebbene meno profondi nel punto dove le aveva appoggiate. Erano delle impronte un po’ confuse simili a quelle che la mano lascia su una densa pasta. Più tardi questa pietra fu trasportata nella prima chiesa catto­lica quella eretta presso la piscina di Bethsaida sotto l’episcopato di San Giacomo Minore. Ho visto parecchie volte in occasione di grandi avvenimenti le impronte dei Santi prodursi sulle pietre. Da qui il detto: Le pietre si commuoveranno. La verità eterna trasmette in tutti i modi sante testimonianze. La Madonna fu dunque portata all’interno della casa di cui fu chiusa la porta. Vidi frattanto che la soldataglia aveva rialzato Gesù caduto sotto il peso della Croce e gli avevano sistemato la Croce sulle spalle in altro modo. In mezzo al popolaccio che seguiva il corteo lanciando maledizioni e ingiurie vidi alcune figure di donne ve­late e piangenti.

138 – Il Sudario di Santa Veronica
il corteo entrò in una lunga strada che deviava un po’ a sini­stra dove si diramavano parecchie vie  trasversali. Vidi molta gente ben vestita che si recava al tempio e parecchi allontanarsi alla vista di Gesù per il farisaico timore di contaminarsi mentre altri mo­stravano un po’ di pietà. Avevano fatto quasi duecento passi da quando Simeone era venuto ad aiutare il Signore a portare la Croce che vidi una donna di alta statura e dall’aspetto imponente uscire da una bella casa e gettarsi sulla strada davanti al corteo; costei portava una giovinetta per la mano. Era Serafia moglie di Sirach membro del Consiglio del tem­pio; in seguito all’avvenimento di questo giorno fu chiamata Veronica da vera icon (vero ritratto). Serafia aveva preparato un ec­cellente vino aromatico col pio desiderio di farlo bere al Signore sulla via del Dolore. L’avevo vista correre ai lati del corteo a fianco dei soldati teneva per mano la figlia adottiva di circa nove anni. Siccome non le era stato possibile aprirsi un varco attraverso la folla e le guar­die per raggiungere il Redentore la donna era ritornata vicino a casa sua per attendervi il passaggio del corteo. Appena lo vide avanzò velata andando incontro a Gesù portava un velo di lino sospeso alle sue spalle; la fanciulla si teneva stretta vicino a lei e portava un vaso chiuso pieno di vino aromatico. Esaltata dall’amore e dalla compassione Serafia con la fanciul­la che si teneva attaccata alla sua veste riuscì ad aprirsi un pas­saggio attraverso i soldati e i carnefici giungendo sino a Gesù. E cadendogli davanti in ginocchio gli spiegò il velo davanti al vol­to dicendo agli altri: “Lasciatemi asciugare il volto del mio Signo­re”. Gesù prese il velo con la mano sinistra e lo applicò al suo volto insanguinato poi appoggiandolo alla mano destra che tene­va il capo della croce strinse il lino tra le sue mani e lo rese rin­graziando. Dopo aver baciato il velo Serafia se lo mise sotto il manto e si rialzò. La bambina levò allora timidamente il vaso di vino ver­so Gesù ma i soldati e i carnefici non permisero che Egli si dis­setasse. Il popolo fu presto in tumulto di fronte all’ardire di questo improvviso omaggio. I farisei e i carnefici irritati per questo pubblico omaggio reso al Salvatore si misero a colpire e a maltrattare Gesù mentre Ve­ronica rientrava in fretta nella sua casa. Appena rientrata nella sua camera ella stese il velo sul tavo­lo e svenne; la bimba si inginocchiò vicino a lei singhiozzando. Un conoscente che era andato a visitarla la trovò in questo modo vici­no al panno insanguinato di Gesù sul quale era rimasta impressa in modo meraviglioso l’immagine del suo sacro Volto. Veronica appese il Sudano al capezzale del suo letto. Dopo la sua morte questo fu passato dalle pie donne alla Santa Vergine e poi alla Chiesa degli Apostoli. Serafia nacque a Gerusalemme ed era cugina di Giovanni Bat­tista. Aveva relazioni di parentela col vecchio Simeone e fu com­pagna dei suoi figli fin dalla sua giovinezza. La pia donna aveva pure assistito alle nozze della Santa Vergine con San Giuseppe. Quando Gesù insegnava al tempio Serafia gli mandava il nutrimento in un piccolo albergo nei pressi di Gerusalemme. I proprietari erano anziani Esseni e conoscevano la Santa Fami­glia. L’albergatrice era parente di Giovanna Cusa e quest’alloggio era in effetti una fondazione per i poveri: Gesù e i discepoli vi dimoravano di sovente. Serafia si sposò tardi; suo marito Sirach discendeva dalla ca­sta Susanna ed era membro del Consiglio del tempio. Poiché in principio egli era molto contrario a Gesù la sua consorte ebbe molto a soffrire. Qualche volta il marito la chiudeva perfino in una cantina per non farla uscire. Solo tempo dopo Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo lo convin­sero ad altri pensieri egli promise allora a Serafia di seguire Gesù. Durante il giudizio in casa di Caifa Sirach ebbe perfino il coraggio di dichiararsi per Gesù con Giuseppe e Nicodemo e perciò si se­parò come loro dal Sinedrio. Serafia era una donna alta e ancora bella doveva avere più di cinquant’anni al tempo in cui Gesù fu crocifisso. Durante l’entrata trionfale della Domenica delle Palme la vidi togliersi il velo e stenderlo sulla strada sulla quale passa­va il Salvatore.
Fu questo stesso velo che ella porse a Gesù durante il triste cammino che diede a costei il nome glorioso di Veronica e che riceve ancor oggi i pubblici omaggi della Chiesa di Cristo.
Aggiungiamo qui alcuni particolari su Santa Veronica rivelati da Suor Emmerick il giorno che il “pellegrino” le fece toccare le reliquie di questa Santa.
Il 2 agosto ebbi una visione particolare: era il terzo anno dopo l’Ascensione di Cristo vidi l’imperatore romano mandare qualcu­no a Gerusalemme per raccogliere informazioni intorno alla morte e alla risurrezione di Gesù. Quando l’informatore dell’imperatore fu di ritorno a Roma condusse con lui Nicodemo Serafia e il discepolo Epatras parente di Giovanna Cusa. Vidi Veronica pres­so l’imperatore ammalato; il suo letto era elevato su due gradini una gran tenda pendeva fino a terra. Nella camera quadrata non molto grande1 non vi erano fine­stre la luce proveniva dall’alto e per mezzo di lunghi cordoni si potevano aprire e chiudere le imposte. Nella stanza l’imperatore era solo i suoi familiari si trovavano nell’anticamera. Vidi Veronica che aveva con sé oltre al Sudario anche un lenzuolo di Gesù. La santa donna spiegò il velo davanti all’imperatore una stri­scia di stoffa lunga e stretta che ella aveva prima portato sulla testa e mtorno al collo. L’impronta del Volto di Gesù impresso dal sangue si trovava ad un’estremità e quand’ella la presentò all’imperatore prese con la mano destra l’altra estremità del Su-dario. In questo modo l’imperatore vide l’impronta di tutto il Santo Volto del Salvatore. Sul lenzuolo invece vi era l’impronta del Santo Corpo flagel­lato di Gesù. Credo che fosse un lenzuolo di quelli inviati da Clau­dia sui quali il Signore era stato adagiato per essere lavato prima di dargli sepoltura. Nonostante non avessi visto l’imperatore toccare quelle stoffe guarì solo alla loro vista. Allora egli volle intrattenere Veronica a Roma e darle una casa con gli schiavi ma compresi che lei do­mandò il permesso di ritornare a Gerusalemme per morire nello stesso luogo di Gesù. Vi ritornò infatti: era il tempo della perse­cuzione contro i Cristiani che ridusse alla miseria e all’esilio Laz­zaro e le sue sorelle. Veronica fuggì con altre donne fu presa e chiusa in una prigione dove morì di fame con il nome di Gesù sulle labbra; il Redentore a cui ella aveva tanto spesso dato il nu­trimento terreno l’aveva ricambiata nutrendola della sua Carne e del suo Sangue per la vita eterna. Dopo la morte di Veronica vidi il santo Sudano nelle mani delle pie donne poi in quelle del discepolo Taddeo ad Edessa dove la santa reliquia operò molti miracoli. Lo vidi ancora a Costanti­nopoli ed infine fu trasmesso dagli Apostoli alla Santa Chiesa. Ho creduto di vedere il santo Velo a Torino città in cui si trova pure la Sindone del Salvatore. La storia di molte stoffe sacre si perde nella mia memoria e nelle mie visioni.

139 – Maria e le pie donne si recano al Calvario
Quando Maria dopo l’incontro con Gesù svenne Giovanna Cusa Susanna e Salomè di Gerusalemme con l’aiuto di Giovanni e del nipote di Giuseppe d’Arimatea l’avevano sollevata e porta­ta dietro il portone per salvarla dalla furia del popolo. La porta quindi si chiuse tra Lei ed il Figlio amatissimo. L’amore intenso per suo Figlio però ed il desiderio di soffrire ogni cosa per Lui le diede la forza ardente di non abbandonarlo. Que­sta forza divenne soprannaturale allora Lei si recò subito con le sue compagne nella casa di Lazzaro dove si trovavano le altre pie donne che piangevano e gemevano con Marta e Maddalena; c’era­no con loro anche alcuni fanciulli. In diciassette tutte velate le pie donne partirono per seguire la via della Passione. Le vidi incamminarsi piene di gravità ma risolute ed indifferenti alle ingiurie della plebaglia. Imponendo il rispetto del loro dolore esse attraversarono il foro. Le vidi bacia­re il suolo dove Gesù era stato caricato della Croce e poi seguiro­no il cammino da Lui percorso. La Santa Vergine con l’aiuto della sua speciale intuizione guidava le pie donne lungo la Via Dolorosa mentre sentiva im­primersi vivamente nel cuore tutte le stazioni consacrate da qual­che circostanza angosciosa della Passione di suo Figlio. Così dalla profezia del vecchio Simeone si perpetua la tradi­zione della Chiesa che ha origine nel cuore materno di Maria e delle sue compagne e giunge fino ai nostri giorni. In ogni tempo gli Ebrei venerarono i luoghi consacrati da qualche azione santa o di cui ebbero cara la memoria ponendovi delle pietre e recandovisi in processione a pregare. Allo stesso modo nacque il culto della Via Crucis affermatosi tre volte per mezzo dei dolorosi pellegrinaggi delle pie donne per servire i disegni di Dio sul suo popolo. Questo santo gruppo giunse alla casa di Veronica e vi entrò frattanto anche Pilato e i suoi soldati rientravano passando per quella strada. Quando Veronica mostrò alle sante donne il volto di Gesù impresso sulla stoffa esse non poterono trattenere il pian­to. Presero poi il vaso di vino aromatizzato che a Veronica non era stato concesso di porgerGli e tutte insieme si diressero verso la porta del Golgota. Il gruppo si era intanto ingrossato perché molte persone di buona volontà si erano unite alle pie donne. Io fui commossa nel vederli uniti e sfilare in un corteo ben ordinato lungo le viuzze della città. Infine questo gruppo di persone di buona volontà divenne quasi più numeroso di quello che seguiva Gesù. È impossibile descrivere il dolore della Madonna quando raggiunse l’altura e fu alla vista del luogo del supplizio. Ella risenti interiormente tutte le sofferenze di Gesù aggravate dalla consape­volezza di dovergli sopravvivere. Maddalena angosciata fino alle profondità dell’anima divenne come ebbra di dolore camminava inciampando ad ogni momento e passava per così dire da un’emo­zione all’altra dal silenzio ai gemiti dallo stupore alla disperazio­ne dai lamenti alle minacce per cui le sue compagne erano obbligate a sostenerla continuamente e a proteggerla sottraendola agli sguardi indiscreti. Il grave corteo salì il Calvario dal lato di ponente dove il pendio era più dolce poi si suddivisero in tre gruppi a ineguale distanza dalla piattaforma circolare dei condannati. La Madre di Gesù sua nipote Maria figlia di Cleofa Salomè e Giovanni avan­zarono fino alla piattaforma; Marta Maria Hèli Veronica Giovan­na Cusa Susanna e Maria si tennero attorno a Maddalena che era fuori di sé; più lontano v’erano sette pie donne con le altre per­sone compassionevoli. I farisei a cavallo giravano intorno alla piat­taforma e i soldati romani montavano la guardia. Quale spettacolo fu per Maria quel luogo di supplizio quella terribile Croce quei martelli quelle corde quei chiodi spaventevoli quegli orridi carnefici seminudi e quasi ubriachi che compivano il loro lavoro usando le imprecazioni più selvagge! L’assenza di Gesù prolungava il martirio della Madre Santis­sima perché Ella sapeva che viveva ancora e desiderava vederlo tremando al pensiero dei tormenti che ancora lo aspettavano. Dal mattino fino alle dieci ora in cui la condanna venne formulata grandinò ad intervalli poi mentre si conduceva Gesù al supplizio vidi il cielo rischiararsi; ma verso mezzogiorno una nebbia rossastra e fitta copri completamente il sole. Vidi il popolo che guardava e insultava Gesù mentre i sol­dati impassibili mantenevano l’ordine e gli arcieri trascinavano vio­lentemente Gesù fino alla piattaforma. Appena le pie donne videro Gesù mandarono per mezzo di un uomo del denaro agli arcieri affinché questi dessero il permesso al Salvatore di bere il vino aromatizzato di Veronica. Ma quei miserabili presero i soldi e bevvero loro il vino. Costoro avevano vicino due vasi dal color bruno in uno c’era aceto e fiele e nell’altro una bevanda che sembrava composta da vino misto a mirra e assenzio: Gesù pur avendovi posato le lab­bra non ne bevve. Sulla piattaforma c’erano diciotto arcieri: i sei che avevano fla­gellato Gesù i quattro che l’avevano condotto i due che avevano tenuto le corde attaccate alla croce e sei che erano pronti a croci­figgerlo. Erano uomini piccoli e forti con volti strani e capelli irti da rassomigliare a bestie feroci servivano i Romani e i Giudei per denaro. L’aspetto di tutto quanto descrivo era per me ancor più spaventoso perché vedevo orribili demoni che aiutavano quei cru­deli ispirandoli a fare più male che potevano. I demoni li influen­zavano con i pensieri più abominevoli. Invece alle spalle del Sal­vatore c’erano grandi figure angeliche piene di dolore. Vidi anche Angeli compassionevoli e consolatori al disopra della Vergine e di tutti gli amici di Gesù. Gli arcieri tolsero a Nostro Signore il mantello e la cintura. Poi Gli tolsero la veste bianca facendola passare sopra la sua testa e siccome non riuscivano a toglierGli a causa della corona di spi­ne la tunica inconsutile27 che gli aveva confezionato sua Madre gliela strapparono violentemente dal capo. Questo strappo provo­cò la riapertura di tutte le ferite della testa. In questo modo Gli fecero passare la veste sopra il capo insanguinato e coperto di piaghe. Nel momento in cui gli arcieri Gli afferrarono le braccia di cui si serviva per coprire la nudità e fecero per coricarlo sulla croce si sollevarono tra i suoi amici grida di dolore e mormorii d’indignazione. Vidi allora la Santissima Vergine pregare con ar­dore mentre pensava di strapparsi il suo velo e precipitarsi a coprire il suo Figliolo. Ma Iddio l’aveva già esaudita vidi infatti nel medesimo istante un uomo aprirsi la via attraverso il popolo e gettandosi attraverso gli arcieri porgere un lino a Gesù che subito se lo avvolse intor­no ai reni. Questo coraggioso sembrò fosse inviato da Dio in seguito alla preghiera della Santa Vergine. Egli mostrò nel suo impeto un fare imperioso mostrò il pugno agli arcieri dicendo: “Guardatevi bene dall’impedire a questo pover’uomo di coprirsi!”. Poi senza indiriz­zare parola ad alcuno si ritirò da dove era venuto. Quest’uomo era Jonadab figlio di quel fratello di San Giusep­pe che dimorava nel territorio di Betlemme. Nonostante costui non fosse certo un partigiano dichiarato di Gesù era però rimasto in­dignatissimo per il trattamento subito dal Cristo. Mentre Maria pregava intensamente per suo Figlio vidi Jonadab correre sul Cal­vario seguendo l’istinto di coprire la nudità di Nostro Signore.
I carnefici erano della razza di Cam.

140 – Gesù viene crocifisso davanti alla Madre Dolorosa
Gesù reso immagine del Dolore fu disteso dagli arcieri sulla Croce e dopo averlo disteso sul dorso irarono il braccio destro sulla parte destra della croce e lo legarono fortemente. Poi mentre uno di questi carnefici poneva il ginocchio sul suo sacratissimo peto un altro gli teneva aperta la mano che si contraeva; un terzo appoggiò a questa mano piena di benedizioni per il mondo un chiodo grosso e lungo e vi pestò sopra colpi ripetuti con un mar­tello di ferro. Un gemito dolce e chiaro uscì dalla bocca del Salvatore e il suo sangue sprizzò fin sulle braccia dei carnefici. Contai i colpi di martello ma ne ho dimenticato il numero. La Vergine gemeva debolmente e sembrava aver perduto conoscenza. I grandi martelli erano in ferro formavano un pezzo solo col manico e avevano pressappoco la forma dei martelli da falegna­me. I chiodi che avevano fatto fremere Gesù erano lunghissimi e grossi come un pollice sulla parte superiore mentre nella parte in­feriore avevano soltanto lo spessore di un mignolo; le punte quan­do furono confitte uscivano un poco dietro la Croce. Quando i carnefici inchiodarono la mano destra del Salvatore alla Croce si accorsero che la mano sinistra non arrivava fino al foro che avevano preparato. Allora attaccarono una corda al suo braccio sinìstro e lo tirarono con tutte le loro forze puntandosi con i piedi contro la Croce fino a che la mano raggiunse il posto del foro. Sentii Gesù emettere gemiti commoventi perché gli slogava­no interamente il braccio. Le sue spalle tese violentemente si in-cavavano e i gomiti mostravano le giunture delle ossa mentre il suo petto si sollevava e le ginocchia si ritiravano verso il corpo. Gli arcieri si inginocchiarono sopra le sue braccia e sopra il suo petto gli legarono le braccia e confissero il secondo chiodo nella mano sinistra che spruzzò sangue mentre i gemiti del Sal­vatore si facevano udire anche attraverso il rumore dei colpi di martello. La Santissima Vergine risentiva nel corpo e nello spirito tutti i Dolori di Gesù la vidi pallida come un cadavere mentre sin­ghiozzava atrocemente. I farisei le indirizzavano schemi ed insul­ti per cui la si condusse a qualche distanza da essi in mezzo alle pie donne. Maddalena era come letteralmente impazzita e si lace­rava il volto gli occhi e le guance che erano inondati di sangue. Frattanto era stato inchiodato alla Croce un pezzo di legno desti­nato a sostenere i piedi di Gesù affinché Egli non fosse interamen­te sospeso e non avesse a staccarsi trascinato dal suo stesso peso. I carnefici stesero le ginocchia e le tirarono con le corde ma si rilevò che i piedi non raggiungevano il pezzo di legno destina­to a sostenerlo. Allora i carnefici divennero furiosi e imprecarono contro Gesù. Siccome era cosa assai difficile portare in alto lo zoc­colo di legno attaccarono delle corde alla sua gamba destra e le tesero con violenza fino a che il piede raggiunse il pezzo di le­gno. Avvenne così una terribile strappatura con la conseguente slogatura della gamba tanto che si udì lo scricchiolio e Gesù che gridò: “O mio Dio! O mio Dio!” La sofferenza fu spaventosa. Affinché le mani del Redentore non si staccassero dai chiodi avevano legato il suo petto e le sue braccia. Poi legarono il piede sinistro sopra il destro e infissero un chiodo lunghissimo e spaven­toso attraverso i due piedi fin dentro al legno della Croce. Questa volta mi vidi a fianco della Croce e potei contare fino a trentasei colpi di martello mentre distinguevo chiaramente i ge­miti dolci e penetranti del Salvatore conseguenti al dolore della perforazione dei due piedi. Udii perfino le voci sorde e sinistre che intorno a Lui pronunciavano ingiurie ed imprecazioni. La Santissima Vergine di fronte a quelle atrocità non seppe resistere e cadde di nuovo senza conoscenza tra le braccia delle sue compagne. I farisei a cavallo Le si avvicinarono indirizzandole potenti e vergognose ingiurie. Ma le pie donne e i suoi fedeli la trasportarono di nuovo via. Durante la crocifissione e la conseguente erezione della Cro­ce le pie donne gridavano orrendamente trasformate: “Perché perché mai la terra non inghiotte questi miserabili? Perché il fuo­co del cielo non li divora?”. I carnefici rispondevano a loro volta con invettive e ingiurie. Quando la Croce venne rizzata stando alla posizione del sole potevano essere le dodici e un quarto. Dal tempio si udì un suono di tromba: l’Agnello Pasquale era stato sacrificato. Quando la Croce venne elevata tremò tutta per il contraccol­po; Gesù levò un alto lamento il corpo stirato dal suo peso si ab­bassò le ferite si dilatarono e le ossa slogate si urtarono. Finalmen­te la Croce fu fissata e rafforzata nella fossa per mezzo di cinque cunei insinuati con forza attorno alla sua base uno a destra uno a sinistra uno davanti e due dietro. Si presentò allora uno spettacolo commovente e tremendo: 15-sato sulla Croce il Signore fu fatto oggetto di grida di scherno da parte dei carnefici e degli sbirri dei farisei e di gran parte del popolo che ora lo poteva vedere meglio anche da lontano; in mezzo a quell’infame frastuono si levò però un coro di voci ad­dolorate contro l’indegno sacrificio. Erano le più sante voci del mondo le voci gementi dei devo-ti e di tutti coloro che erano puri di cuore; era la voce della ma­dre Dolorosa. Essi salutarono sulla Croce appena rizzata il Verbo divenuto carne con dolore e commosso compianto. Appena la Croce fu piantata in mezzo alla terra perfino molti cuori pietrifi­cati si commossero e tacquero ricordando le parole del Battista: “Guardate l’Agnello di Dio che ha preso sopra di sé tutti i peccati del mondo!”. Quando la Croce fu infissa nella buca i piedi adorabili di Cristo vennero a trovarsi ad altezza d’uomo per cui gli amici po­terono baciarli ed abbracciarli. il volto di Gesù stava rivolto a nord.

141 – Il “buon ladrone” – La Santa Vergine viene scacciata dalla Croce
Mentre il Signore veniva inchiodato ed innalzato sulla Croce vidi i due ladroni con le mani legate e sorvegliati dalle guardie. Erano accusati entrambi dell’assassinio di una giovane donna. Il ladrone poi “cosiddetto di sinistra” era il più anziano ed era stato il corruttore ed il maestro dell’altro. Io chiamo Dismas il buon ladrone e Gesma quest’altro. Dismas era stato quel bambino lebbroso risanato nell’acqua do-v’era stato bagnato Gesù. Entrambi i ladroni infatti appartenevano alle famiglie di quella banda di briganti del confine egiziano pres­so la quale la Santa Famiglia aveva pernottato durante la fuga. Quella guarigione miracolosa era stata il frutto della carità e dell’amore che la madre di Dismas aveva usato verso la Vergine. Fu allora possibile per mezzo dell’intercessione della Madon­na una salvezza fisica di quell’anima sciagurata. Immagine ridotta della salvezza spirituale che avvenne con la sua crocifissione vicino a Gesù e fu purificata col Sangue e la pro­messa di Cristo29. Vidi poi i farisei allontanare dalla Croce la Santa Vergine tre­mante. Con rabbia essi fecero il giro della piattaforma e la chiama­rono di nuovo donna perversa. Giovanni e la pie donne la ripre­sero e la protessero in mezzo a loro. Maria e Maddalena l’accol­sero nelle loro braccia. Udii i soldati beffarsi di Gesù dicendo: “Se tu sei il re dei Giudei salva ora te stesso!”. Quando il Redentore svenne Gesma il ladrone di sinistra disse: “Il suo demone l’ha abbandonato”. Allora un soldato mise in cima a un bastone una spugna im­bevuta d’aceto e la portò fino alle labbra di Gesù che sembrò gu­starne. Vidi il Salvatore che levò un poco la testa e disse: “Padre mio perdona loro perché non sanno quel che fanno!”. Poi conti­nuò a pregare in silenzio Gesma gli gridò allora: “Se tu sei il Cristo salvaci!”. Gli insulti non cessavano ma Dismas si senti pro­fondamente commosso quando Gesù pregò per i suoi nemici. La Santa Vergine udì la voce di suo Figlio e nulla più la potè trattenere: si precipitò verso la Croce subito seguita da Giovanni Salomè e Maria di Cleofa. Il centurione non li respinse e al momento in cui la Santa Vergine si avvicinò il buon ladrone ebbe un’illuminazione interiore nella quale seppe che Gesù e sua Ma­dre l’avevano guarito durante la sua infanzia; allora urlò con voce forte e distinta: “Come potete voi ingiuriarlo mentre Egli prega per voi? Egli ha taciuto ha sofferto pazientemente tutti i vostri affronti e sta pregando per voi: Egli è un Profeta è il nostro Re è il Fi­glio di Dio!”. A questo inatteso rimprovero uscito dalla bocca di un miserabile assassino spirante sul patibolo si levò un gran tumulto fra il pubblico; molti fra i presenti raccolsero delle pietre per lapi­darlo; ma il centurione Abenadar e la sua guardia non lo permi­sero e ristabilirono l’ordine. Nel frattempo la Vergine Santa si sentì fortificata dalla preghie­ra di Gesu. Dismas rivolto al suo compagno che ingiuriava Gesù gli dis­se: “Non temi dunque il Signore tu che sei condannato allo stes­so supplizio? Quanto a noi è giusto: subiamo la pena che è meri­tata dai nostri delitti ma costui non ha fatto nulla di male. Pensa alla tua ultima ora e convertiti!”. Costui era illuminato e commosso e confessò i suoi falli a Gesù dicendo: “Signore se Tu mi condannassi sarebbe con giu­stizia ma abbi pietà di me E Gesù gli rispose: “Tu avrai prove della mia misericordia Per un quarto d’ora Dismas ebbe la grazia di un pentimento profondo. Tutto quanto è stato narrato si svolse fra mezzogiorno e mezzogiorno e trenta qualche minuto dopo l’esaltazione della San­ta Croce. In questo tempo vi furono ben presto grandi cambiamenti nell’anima degli astanti: mentre il buon ladrone parlava si mostra­rono nella natura segni straordinari che riempirono tutti di spaven­to.

142 – “Giovanni ecco tua Madre”
Verso l’ora sesta secondo il modo di calcolare il tempo degli Ebrei che corrisponde circa alle dodici e mezzo vi fu un eclissi meravigliosa di sole. Vidi il cielo incupirsi e le stelle mostrarsi il cielo divenne scuro rosso-sangue. Un terrore generale si impadronì degli uomini che urlavano mentre gli animali fuggivano. Vidi gli uccelli che cercavano rifu­gio e si abbattevano in massa sulle colline che circondavano il Calvario erano così terrorizzati che si potevano prendere in mano. Vidi coloro che ingiuriavano Gesù abbassare il tono. I farisei cercavano ancora di spiegare ogni cosa con cause naturali ma vi riuscivano male perché essi stessi erano interiormen­te presi dal terrore; tutti alzavano gli occhi al cielo e molte perso­ne si percuotevano il petto e si torcevano le mani esclamando: “Il suo sangue ricada sui suoi crocifissori!”. Molta gente vicina e lontana dalla Croce cadeva in ginocchio implorando perdono a Gesù che immerso nei suoi dolori volse gli occhi verso di loro. Allora vidi le tenebre aumentare sempre più tutti rifuggiva-no la Croce e cercavano riparo eccetto Maria Santissima circon­data dai più fedeli seguaci del Salvatore. Dismas che era piomba­to nel più profondo pentimento levò il capo verso di Lui e con timida speranza gli disse: “Signore pensa a me quando sarai nel tuo Regno”. Gesù gli rispose: “In verità ti dico oggi stesso tu sarai con me in Paradiso”. La Santa Vergine Maddalena Maria di Cleofa e Giovanni stavano fra la Croce di Gesù e quelle dei ladroni e guardavano il Signore Gesù. Maria nel suo amore di Madre pregava interior­mente affinché Gesù la lasciasse morire con Lui. Il Salvatore la guardò con tenerezza ineffabile poi volse gli occhi a Giovanni e disse a Maria Santissima: “Donna ecco tuo fi­glio. Egli sarà tale più che tu lo avessi generato; Egli ha sempre avuto una fede incrollabile e si è solo scandalizzato quando sua madre ha voluto che fosse esaltato sopra gli altri”. Poi disse a Giovanni: “Ecco tua Madre Giovanni abbracciò rispettosamente sotto la Croce del Reden­tore morente la Madre di Gesù divenuta ormai anche la sua. A queste ultime disposizioni del Figlio la Santa Vergine fu tal­mente accasciata dal dolore che cadde priva di sensi tra le brac­cia delle pie donne. Maria fu portata a qualche distanza e fu fat­ta sedere sul terrapieno di fronte alla Croce poi la condussero più lontana dalla piattaforma. In simili visioni si percepiscono molte cose che non sono scritte e ve ne sono pochissime che si possono rendere chiaramente con il linguaggio umano. Gesù chiama sua Madre “Donna” perché rappresenta la Don­na per eccellenza che deve schiacciare il capo al serpente soprattutto in quest’istante in cui la promessa si compie con la morte del Piglio. Non dovrebbe esserci alcuna meraviglia che Gesù dia Gio­vanni per figlio a Colei che l’Angelo aveva salutato piena di gra­zia perché il nome Giovanni significa appunto “grazia Donando sua Madre a Giovanni Gesù l’ha donata come Ma­dre pure a tutti coloro che credono nel suo nome che diventano figli di Dio e che sono nati dalla volontà di Dio. Maria la più pura la più obbediente la più umile delle don­ne che dopo aver detto all’Angelo: “Ecco l’Ancella del Signore sia fatto secondo la tua parola” divenne Madre del Verbo incarnato oggi avendo appreso dal Signore che doveva divenire madre spi­rituale d’un altro figlio ha ripetuto queste stesse parole con umi­le obbedienza nell’angoscia della separzione. Obbediente a suo Figlio Maria ha adottato tutti i figli di Dio come fratelli di Gesù Cristo. In una visione il mio celeste Sposo mi aveva detto: “Tutto èscritto nei cuori dei figli della Chiesa che hanno fede sperano ed amano

143 – Morte di Gesù
Gesù senti la bocca inaridirsi e disse: “Ho sete!” Poiché i suoi amici lo guardavano  dolorosamente Egli disse: “Non potreste darmi una goccia d’acqua?” lasciando intendere che durante le tenebre nessuno avrebbe potuto impedirlo. Giovanni turbato disse: “O Signore non vi abbiamo pensa­to!”. Gesù allora pronunciò alcune parole che avevano questo sen­so: “Anche i miei più prossimi dovevano dimenticarmi e non dar­mi da bere affinché ciò che sta scritto avesse compimento”. Offrirono del denaro ai soldati perché questi Gli portassero un po’ d’acqua ma essi non se ne curarono. Solo il centurione Abenadar al quale era stato toccato il cuore portò alle labbra del Sign6re per mezzo di una lancia una spugna impregnata d’aceto. Vidi Giovanni ai piedi della Croce che asciugava i piedi di Gesù col proprio sudano. Maddalena accasciata dal dolore s’ap­poggiava dietro la Croce; la Santa Vergine stava ritta fra Gesù e il buon ladrone e guardava morire suo Figlio sostenuta da Salomè e da Maria di Cleofa. L’ora del Signore era venuta: lottò con la morte e un sudore freddo cosparse tutte le membra allora Egli disse: “Tutto è com­piuto!” e levando il capo gridò ad alta voce: “Padre mio rimetto il mio spirito nelle tue mani”. Poi chinò il capo e rese lo spirito a Dio. Allora vidi l’Anima sua come una figura luminosa entrare nella terra ai piedi della croce per discendere al limbo. Giovanni e le pie donne caddero con la fronte nella polvere. Tutto era compiuto l’Anima di Gesù aveva lasciato il suo Corpo. Vidi allora che in quel momento la grazia scese su Abenadar: il suo cavallo tremò l’anima sua fu scossa e il suo cuore duro ed orgoglioso si spezzò come la roccia del Calvario. Egli gettò lontano la spada si percosse il petto con forza e gridò con accento di uomo rinnovato in Dio: “Sia lodato il Signore onnipotente il Dio d’Abramo d’Isacco e di Giacobbe. Questi era un giusto ed è veramente il Figlio di Dio!”. Molti soldati colpiti dalle parole del loro capo lo imitarono. Allora molte persone si batterono il petto per­fino alcuni farisei. Qualcuna delle pie donne che si era tenuta a distanza andò a prendere la Vergine Santa per prestarle pietose cure conducendola lontano dalla Croce. La più desolata e la più addolorata delle ma­dri fu rialzata dagli amici e sollevando gli occhi vide il corpo stra­ziato del Figlio. Guardò quel Santo Corpo concepito nella purezza per opera dello Spirito Santo; carne della sua carne ossa delle sue ossa cuore del suo cuore adesso privato d’ogni bellezza e sepa­rato dall’Anima Santissima. Lo vide spezzato sfigurato messo a morte per mano di coloro che Egli era venuto a rialzare e a vivificare; abbandonato e disprezzato simile ad un lebbroso sospe­so alla Croce fra due ladri. Chi sulla terra potrà mai descrivere con le parole giuste il vero Dolore di questa povera Madre Regina di tutti i Martiri? La luce del sole era ancora turbata e velata; l’aria però s’era andata gradatamente rinfrescando. Il Santo Corpo di Nostro Signore aveva qualche cosa che ispi­rava il rispetto e che toccava singolarmente. I ladroni invece era­no scossi da convulsioni terribili come se fossero stati ubriachi. Infine tacquero anch’essi: Dismas aveva pregato interiormente pri­ma di morire. Molti quel giorno si convertirono. Quando il Santo Corpo di Gesù fu calato dalla croce con de­licatezza venne avvolto dalle ginocchia alle anche e deposto tra le braccia della Madre che Ella aveva teso verso di Lui piena di dolore e di amore.

144 – La deposizione dalla Croce e la sepoltura del Santo Corpo di Cristo
La Santa Vergine si sedette al suolo sopra una coperta col ginocchio destro un po’ rialzato ed il dorso appoggiato ~ al­cuni mantelli arrotolati assieme. Il sacro Capo di Gesù era ap­poggiato sul ginocchio di Maria e il Corpo era steso sopra un lenzuolo. Ella teneva per l’ultima volta tra le sue braccia il Corpo del Piglio amatissimo al quale durante il lungo martirio non aveva potuto dare alcuna testimonianza d’amore. Adesso Ella constatava da vicino l’orribile modo con cui questo Corpo era stato sfigura­to ne contemplava da vicino le ferite copriva di baci le gote in­sanguinate mentre Maddalena posava il suo volto sui piedi di Gesù. Gli uomini intanto si erano ritirati in una piccola insenatura a nord-ovest del Calvario per prepararvi gli oggetti necessari all’imbalsamazione. Cassio con qualche soldato convertito stava a rispettosa distanza. Tutti i malintenzionati erano ritornati in città ed i soldati presenti garantivano soltanto una sicurezza per impe­dire che non venissero turbati gli estremi onori prodigati a Gesù. Vidi alcuni di loro prestare addirittura umile e rispettoso aiuto quando veniva richiesto. Le pie donne porgevano i vasi le spugne i lini gli unguenti e gli aromi e tutto quanto era necessario e poi stavano attente a poca distanza. C’erano fra loro Maria di Cleofa Salomè e Veroni­ca. Maddalena stava sempre accanto a Gesù; Maria Heli stava seduta e guardava. Giovanni aiutava continuamente la Madonna serviva da messaggero fra gli uomini e le donne e prestava a tut­ti assistenza. Si era pensato a tutto: le donne avevano accanto a sé delle otri e un vaso pieno d’acqua collocato sopra un fuoco a carbone. Usavano spugne e dei piumini. La Santa Vergine dimo­strava nel suo inesprimibile dolore un coraggio ammirabile. Ella fu conscia di non poter lasciare il Corpo di suo Figlio in quello stato perciò incominciò a lavarlo e cercò di cancellare le tracce delle offese che aveva subito. Tolse la corona di spine con la più grande delicatezza aprendola dal lato posteriore del capo e senza rimuoverle tagliò ad una ad una le spine infisse per non allargarne le piaghe; infine posò la corona a terra accanto ai chio­di. Allora l’Addolorata con una specie di tenaglia arrotondata tolse le spine che erano rimaste nelle ferite e le mostrò tristemente ai fedeli discepoli e alle pie donne. Anche queste spine vennero ri­poste accanto alla corona; qualcuna fu conservata a parte. Vidi la Santa Vergine lavare il capo insanguinato ed il volto di Gesù infine passò la spugna bagnata sulla capigliatura per to­glierne il sangue raggrumato. Via via che Ella detergeva quel corpo si mostravano nei particolari le orribili crudeltà esercitate su Gesù; da una ferita all’altra aumentavano la compassione e la te­nerezza per tante crudeli sofferenze. La Santa Vergine lavò le pia­ghe del capo il sangue che riempiva gli occhi le narici e gli orec­chi con una spugna e un piccolo lino steso sulle dita della mano destra allo steso modo pulì la bocca semiaperta la lingua i denti e le labbra. Ella suddivise la capigliatura di suo Figlio in tre parti una parte per ogni tempia e l’altra dietro il capo e quand’ebbe sgrovigliati i capelli davanti e li ebbe resi lucidi e lisci li fece pas­sare dietro agli orecchi. Quando infine il capo fu ripulito lo velò dopo aver baciato il Figlio sulle guance. Si occupò infine del collo delle spalle del petto del dorso delle braccia e delle sue mani straziate. Maria Santissima lavò e ripulì quindi tutte le numerose e tre­mende Piaghe ad una ad una. Al lato sinistro del petto si trova­va una piccola Piaga da cui era uscita la punta della lancia di Cassio e al lato destro si apriva la larga ferita dov’era entrata la lancia che aveva attraversato il cuore da parte a parte. Maddalena in ginocchio aiutava la Madonna come poteva ma senza lasciare i piedi di Gesù che ella bagnava per l’ultima volta di lacrime abbondanti ed asciugava con la sua capigliatura. Il capo il petto ed i piedi del Salvatore erano stati lavati il Santissimo Corpo che aveva assunto un color bianco bluastro come dissanguato al suo interno riposava sulle ginocchia di Ma­ria la quale copri con un velo tutte le parti lavate e si occupò di passare di nuovo il balsamo su tutte le ferite. Le sante donne in ginocchio davanti a Lei le presentavano di volta in volta una scatola da cui Ella prendeva fra il pollice e l’in­dice un balsamo prezioso con cui ungeva le ferite di Gesù. Maria unse con questo balsamo anche la capigliatura poi prese nella sua mano sinistra le mani di Gesù e le baciò con rispetto; riempì con questo unguento i larghi buchi prodotti dai chiodi come riempì gli orecchi le narici e la piaga del costato. Maddalena asciugava ed imbalsamava i piedi di Gesù e poi li bagnava anco­ra col pianto e vi appoggiava sopra spesso il volto. L’acqua che aveva usato la Vergine per pulire le Sante Spo­glie di suo Figlio non veniva gettata via ma raccolta in otri di cuoio dove venivano spremute anche le spugne. Quando la Santa Vergine imbalsamò tutte le ferite avvolse il sacro Capo nei lini ma non copri ancora il volto; chiuse gli occhi semiaperti di Gesù e vi lasciò riposare sopra per qualche tempo la sua mano poi chiuse anche la bocca e baciò il Santo Corpo del Figlio lasciando cadere il suo viso su quello di Gesù. Maddalena per sommo rispetto non toccò col suo volto il viso di Gesù ma si contentò di appoggiarlo sui piedi del Salvatore. Giuseppe e Nicodemo intanto aspettavano già da qualche tem­po; allora Giovanni si avvicinò alla Vergine per pregarla di sepa­rarsi dalle Sante Spoglie di suo Figlio per poter finire di imbalsa­marlo perché il sabato era prossimo. Vidi Maria abbracciare an­cora una volta quel Santo Corpo e staccarsene con profonda commozione. Allora gli uomini lo tolsero dal grembo di sua ma­dre sul sudano dove era stato deposto per portarlo a qualche distanza. Maria col capo velato immersa nel dolore cadde fra le braccia delle pie donne. Maddalena come se si fosse voluto deru­barla del suo amato si precipitò qualche passo avanti a braccia tese poi ritornò verso la Vergine Santissima. il Santo Corpo venne portato in un punto più basso della cima del Golgota luogo in cui i fedeli avevano disposto ogni cosa per l’imbalsamazione. Vidi anzitutto un lino lavorato a maglia mi rammentò la gran-de tenda ricamata che vien sospesa tra il coro e la navata in tem­po di Quaresima32. Quando nella mia infanzia vedevo questa ten­da sospesa immaginavo sempre che fosse il lino che avevo visto utilizzare per la sepoltura di Gesù. Questo lino era lavorato in modo da lasciar colare l’acqua. Il Corpo del Salvatore venne quindi collocato su questa stoffa e poi alcuni fedeli distesero l’altro sudano sopra di Lui. Vidi Nicodemo e Giuseppe inginocchiarsi vicino al Santo Cor­po e al di sotto della coperta togliere il lino col quale avevano cinto le reni di Gesù per la discesa dalla Croce poi gli tolsero anche la cintura di Jonadah che gli copriva il basso ventre. Passarono poi delle spugne sotto il lenzuolo e lavarono la parte inferiore del corpo così nascosta ai loro sguardi dopo di che lo sollevarono con l’aiuto dei lini collocati di traverso sotto le reni e sotto le ginocchia lasciandolo sempre coperto dello stesso len­zuolo. Continuarono a lavarlo così finché le spugne pressate non diedero che acqua limpida e chiara. Infine versarono acqua di mirra su tutto il Corpo e maneggiandolo con rispetto gli fecero riprendere tutta la sua lunghezza perché era rimasto nella posizione in cui era morto sulla Croce con le reni e le ginocchia cur­vate. Collocarono poi sotto le sue anche un lino largo un braccio e lungo tre lo riempirono di pacchetti d’erbe e cosparsero il tutto con una polvere che Nicodemo aveva portato con sé. Quindi avvilupparono la parte inferiore del Santo Corpo e assicurarono il lenzuolo che avevano steso sopra. Fatto questo unsero le ferite delle anche e le cosparsero di erbe aromatiche poi avvolsero per tutta la lunghezza anche le gambe con pacchi di queste erbe. Quando tutto fu finito Giovan­ni ricondusse Maria e le altre pie donne accanto alla Santa Salma. Vidi la Madonna inginocchiarsi accanto al Santo Volto di Gesù e posarvi sopra un lino finissimo che aveva ricevuto dalla moglie di Pilato. Ella collocò aiutata dalle pie donne alle spalle e alle guance del Santo Corpo dei pacchetti di erbe di aromi e di pol­vere odorosa infine gli dispose strettamente questo lino intorno al capo e alle spalle mentre Maddalena versò un flacone di balsamo nella piaga del costato; le pie donne disposero ancora delle erbe intorno alle mani e ai piedi di Gesù. Allora gli uomini colmarono ancora di balsamo gli incavi delle ascelle e del petto e dopo aver­gli incrociato sul petto le braccia irrigidite strinsero il sudano tut­t’attorno al Corpo come si fascia un bimbo. Poi dopo aver fissa­to sotto l’ascella di un braccio una larga benda la fecero girare intorno a tutto il Corpo di Gesù e al Capo. Infine la sacra Salma fu collocata nel grande sudano lungo sei braccia che aveva comprato Giuseppe d’Arimatea. Mentre tutti circondavano il Corpo di Gesù Cristo e si inginoc­chiavano per rendergli gli estremi omaggi un commovente miraco­lo si manifestò dinanzi ai loro occhi: attraverso le bende in cui era avviluppato apparve il Corpo sacratissimo di Gesù di colore ros­so-bruno con tutte le sue Piaghe. Come se il Salvatore avesse vo­luto ricompensare le loro cure e il loro amore lasciando ancora una volta la sua immagine. Vidi tutte queste persone baciare con estre­ma riverenza e rispetto la meravigliosa impronta del Santo Corpo. La loro meraviglia fu ancor più grande quando videro che an­che il lenzuolo superiore aveva ricevuto la miracolosa impressione. Inoltre la parte del lenzuolo sul quale il Santo Corpo era stato co­ricato aveva ricevuto l’impronta del dorso del Redentore. Non era l’impronta di ferite sanguinanti poiché tutto il Corpo era stato av­volto e coperto in modo abbondante di aromi ma era un ritratto soprannaturale una testimonianza della divinità creatrice del Cor­po sacratissimo di Gesù Cristo. Gli uomini collocarono le sacre Spoglie sopra una barella di cuoio che ricoprirono con una coperta bruna e vi adattarono alle estremità due lunghi bastoni per trasportarla. Nicodemo e Giuseppe portarono sulle spalle le stanghe ante­riori Abenadar e Giovanni quelle posteriori. Seguivano: la Santa Vergine Maria Heli Maddalena e Maria di Cleofa e poi le donne che erano state sedute a qualche distanza: Veronica Giovanna Cusa Maria madre di Marco Salomè Salomè di Gerusalemme Susanna e Anna e i nipoti di San Giuseppe. Cassio e i soldati chiudevano il triste corteo. Le altre donne come Maroni di Naim Dma la samaritana e Mara la sufanita erano rimaste a Betania con Marta e Lazzaro. Due soldati romani con le fiaccole illuminavano il triste corteo per segnare la via del sepolcro. Procedettero così per circa sette minuti dirigendosi attraverso la valle verso il giardino di Giuseppe d’Arimatea cantando dei Salmi intonati ad un’aria dolce e malinconica. Sopra un’altura dall’altra parte vidi Giacomo il Minore che subito se ne ritornò per comunicare quanto aveva visto agli altri discepoli nascosti nelle caverne. Il giardino di Giuseppe d’Arimatea era di forma irregolare la roccia dove si trovava il sepolcro era circondata da una siepe verdeggiante. Qualche palma si vedeva davanti all’ingresso del giardino e davanti alla tomba situata all’angolo destro. La maggior parte della vegetazione del giardino consisteva in cespugli in fiori e in erbe aromatiche. Quando il corteo giunse davanti al sepolcro levarono la coperta bruna dalla barella e ne tolsero la Santa Salma. Nicodemo e Giuseppe portarono le due estremità della tavola e Giovanni ed Abenadar quelle del lenzuolo. La grotta scavata di recente era stata ben pulita dai servi di Nicodemo che vi avevano poi bruciato profumi. L’interno era pu­lito e abbastanza presentabile in alto alla parete vi era perfino scolpito un ornamento. Nel letto destinato a ricevere il Santo Cor­po vi era stata scavata rudimentalmente la forma di un cadavere avvolto nel sudano formandovi una piccola elevazione alla testa e ai piedi. Le pie donne si sedettero di fronte all’ingresso della grotta. I quattro uomini vi portarono dentro il Corpo del Signore colmaro­no ancora di erbe aromatiche il letto e vi stesero sopra un lino che ai due lati oltrepassava il letto infine vi distesero il Santo Corpo. Con lacrime e baci gli attestarono per l’ultima volta il loro amore e uscirono dalla grotta. Subito dopo vi entrò la Santa Vergine e si sedette dal lato della testa chinandosi a piangere sul Corpo del Figlio. Appena Ella uscì dal Santo Sepolcro vi si precipitò Maddale­na che gettò sopra il Corpo di Gesù fiori e fronde raccolti nel giar­dino poi congiunse le mani e baciò in lacrime i piedi del Signo­re. Infine siccome gli uomini dovevano chiudere la tomba ritor­nò accanto alle altre donne. Tutto quello che si svolse all’interno della grotta avvenne alla luce delle fiaccole. Durante la sepoltura vidi nei pressi del giardi­no e del Calvario errare parecchi uomini dall’aria triste e spaven­tata. Credo fossero i discepoli di Gesù andati dispersi.

145 – La Santa Vergine bussa alla porta del Cenacolo Intervento Divino a favore di Giuseppe d’Arimatea
Il sabato stava per incominciare Nicodemo e Giuseppe rientra­rono a Gerusalemme attraverso una porticina vicina al giardino del Cenacolo praticata nel muro della città. Essi dissero alla Vergine a Maddalena a Giovanni e a qualcuna delle pie donne che ritorna­vano al Calvario per pregare che questa porta sarebbe stata loro aperta come quella del Cenacolo ogni qualvolta vi avessero bussa­to. Maria Heli ritornò in città con Maria madre di Marco e con altre pie donne. I servi di Nicodemo e di Giuseppe si recarono al Calvario per raccogliervi gli oggetti che vi avevano lasciato. Vidi poi la Madonna e le sue compagne che ritornavano dal Calvario dove avevano pianto e pregato: esse scorsero alcuni sol­dati con delle torce e subito si ritirarono ai due lati della via fin­ché questi furono passati. Quegli uomini andavano verso il Calva­rio probabilmente per togliere le croci e nasconderle prima del sabato. Quando furono passati le pie donne continuarono il loro cammino verso la porticina del giardino. Giuseppe e Nicodemo avevano incontrato in città Pietro Gia­como Maggiore e Giacomo Minore. Tutti piangevano e soprattutto Pietro era in preda al violento dolore della colpa; li abbracciò si accusò di non essere stato presente alla morte del Salvatore e li ringraziò per la sepoltura. Fu convenuto che quando avessero bussato sarebbe stata loro aperta la porta del Cenacolo e se ne andarono a cercare altri di­scepoli dispersi in altri luoghi. Vidi la Santissima Vergine accompagnata dalle pie donne visi­tare con religioso rispetto il tempio. Maria indicò loro il luogo della sua presentazione quello dov’era stata istruita dove aveva sposa­to San Giuseppe e dove aveva presentato Gesù quando Anna e Simeone avevano profetizzato. A quest’ultimo ricordo Ella pianse amaramente perché la profezia si era compiuta e la spada aveva proprio attraversato la sua anima. Ella mostrò ancora il luogo dove aveva trovato Gesù fanciul­lo insegnante nel tempio e baciò rispettosamente il pulpito. Si soffermarono ancora vicino alla bussola dove la vedova aveva get­tato il suo denaro e sul luogo dove Gesù aveva perdonato al­l’adultera. Quando ebbero così reso l’omaggio dei loro ricordi in tutti i luoghi santificati dalla presenza di Gesù versando lacrime ed elevando preghiere ritornarono a Sion. Vidi Maria Santissima separarsi dal tempio desolato e solita­rio con profonda tristezza si ricordò che Gesù aveva pianto in quel tempio e aveva detto: “Abbattete questo tempio e io lo ricostruirò in tre giorni”. Ella pensò che i nemici di suo Figlio avevano distrutto il tem­pio del suo Santo Corpo e rimase in ansiosa attesa del terzo gior­no in cui la parola della Verità eterna àvrebbe trovato compimento. Ritornate al Cenacolo vidi la Santa Vergine e le sue compa­gne bussare ed entrarvi; anche Abenadar vi fu introdotto e a poco a poco la maggior parte degli Apostoli e dei discepoli vi si trovò riunita. Le pie donne si ritirarono nel lato dove si trovava la Vergi­ne. Tutti presero un po’ di cibo e si intrattennero ancora pochi minuti a raccontare qualcosa poi furono intenti a celebrare il sa­bato. Tutti erano abbattuti e tristi. La più grande calma regnava nella casa; le porte erano chiuse. Nessuno poteva inquietarli per­ché questa casa apparteneva a Nicodemo che l’aveva presa in af­fitto per il banchetto pasquale. Vidi Maria Santissima pregare con le pie donne rimaste riunite nella gran sala illuminata da una sola lanterna le porte erano chiuse e le finestre velate. Cra pregavano in disparte coprendo il capo con i veli da lutto e sedendosi sulla cenere in segno di dolore alcune volte pregava­no col viso rivolto contro il muro. Le vidi poi riunite intorno alla Madonna in dolorosa contemplazione. Tutto continuò così fino a sera. Quando il mio pensiero si univa a quello della Madre di Dio vedevo il santo Sepolcro e attraverso le porte del medesimo il Corpo del Signore e il modo in cui era stato deposto. Lo vidi cir­condato da un’aureola luminosa e aveva accanto a Lui due An­geli in perenne adorazione. Quando calò la sera vidi giungere da Betania Lazzaro la ve­dova di Naim la samaritana e Maria la sufanita33 si narrò nuovamente l’accaduto e si pianse ancora. Sulla via del ritorno dal Cenacolo nel quartiere di Sion a poca distanza dal tribunale Giuseppe d’Arimatea venne arrestato im­provvisamente da soldati pagani~. Caifa aveva progettato dì farlo morire di fame senza che nessuno ne sapesse nulla. Vidi Giuseppe in prigione; mentre era assorto in preghiera il carcere fu inondato di luce e una voce lo chiamò per nome allo­ra il tetto si sollevò e attraverso l’apertura una forma luminosa la­sciò pendere un lenzuolo simile al sudano in cui egli aveva se­polto Gesù. Giuseppe si arrampicò al lenzuolo miracoloso e si dile­guò verso il Cenacolo. L’apertura nel tetto si rinchiuse e la luce disparve. Non vidi se fu il Salvatore stesso a liberarlo oppure un Angelo.Quando Giuseppe entrò nel Cenacolo fu accolto da una gran­de folla come quando più tardi San Pietro fu liberato dalla pri­gione. Giuseppe fu rifocillato e tutti ringraziarono Dio. Lasciò Gerusalemme nella notte stessa e fuggi nella sua patria Arimatea. Ritornò in questa città solo quando cessò ogni pericolo. Frattanto vidi Caifa ed altri sacerdoti intrattenersi con Nico­demo parlandogli con finta benevolenza; quando quest’ultimo ri­mase fermo nella sua fede e difese costantemente l’innocenza di Gesù essi si ritirarono.

146 – L’Apparizione della Signora vestita di luce nella casa di Jonadab Maria Santissima Regina degli Angeli
Quando la Santissima Vergine nella sua angoscia aveva rivol­to a Dio l’ardente preghiera affinché risparmiasse a Gesù la ver­gogna di essere esposto nudo sulla croce vidi quella preghiera subito esaudita dal nipote Jonadab. Spinto da un comando Divi­no usci dal tempio e corse attraverso la città verso il Calvario per venire in aiuto a Gesù. La Vergine profondamente grata per la compassione mostrata da Jonadab implorò su di lui e sulla sua casa la benedizione di Dio; infatti la famiglia di Jonadab che era ammalata guarì miracolosamente grazie all’intervento divino per mezzo di una Signora maestosa vestita di luce e circondata dagli Angeli. Io stessa vidi quest’apparizione. Da allora Jonadab fu illuminato dalla fede in Cristo e si unì alla comunità cristiana. Per le anime contemplative e ben predisposte è naturale ve­dere la Regina del Cielo circondata dagli Angeli.

147 – Maria incontra suo Figlio la sera prima della Risurrezione
Quando il sabato si concluse Giovanni andò nella sala delle pie donne e pianse con loro poi le lasciò; anche Pietro e Giacomo il Minore sopraggiunsero ma non rimasero molto con loro se ne andarono dopo aver cercato di consolarle. Maria frattanto pregava solitaria presa dal desiderio di vedere Gesù. Le comparve allora un Angelo e La invitò a recarsi alla porticina di Nicodemo per­ché il Signore era vicino. Col cuore palpitante di gioia la Madre del Salvatore si avvolse nel suo mantello e uscì senza far parola con alcuno. Erano circa le ventuno la Santa Vergine prossima alla por­ticina si fermò in un luogo solitario e guardò in alto sopra le mura della città: vide allora scendere dal cielo in un fascio luminoso l’anima del Salvatore era senza traccia alcuna di ferite e accom­pagnata da numerose anime dei Patriarchi. Gesù si volse ad esse indicando la Madonna poi disse: “Ma­ria Madre mia”. Mi parve che il Salvatore abbracciasse per un istante sua Madre subito dopo il fascio luminoso scomparve con tutte le anime. Allora la Madre di Dio cadde in ginocchio e baciò la terra dove Egli era apparso. Così Maria ritornò piena di consolazione dalle pie donne che trovò occupate a preparare unguenti ed aromi; non disse quello che aveva visto. Le sue forze si erano rinnovate e potè consolare le altre fortificandole nella fede. Le pie donne stavano accanto ad una lunga tavola sulla qua­le erano disposti mucchi di erbe che esse disponevano e mescolava­no in diversi modi; vidi numerosi flaconi di balsamo e di nardo fiori freschi e altro. Esse avvolgevano tutto in lini freschi perché volevano servirsene il giorno seguente per coprire il Santo Corpo di Cristo.

148 – La notte della Risurrezione: Maria Santissima incontra Gesù al Calvario
Appena le pie donne finirono di preparare gli aromi si ritira­rono nelle loro celle senza addormentarsi; volevano recarsi al Se­polcro prima dell’alba. Esse avevano ripetutamente manifestato il timore di essere assalite dai nemici di Gesù quando fossero usci­te ma vennero rassicurate dalla Santissima Vergine che era stata a sua volta rafforzata ed ispirata dalla visione di Gesù. Erano quasi le undici di notte quando la Madonna spinta dall’amore e da un desiderio irresistibile si alzò si avvolse in un mantello grigio e sola si allontanò dalla casa. Si diresse prima al palazzo di Caifa poi a quello di Pilato. Per far questo dovette attraversare una gran parte della città così si trovò a percorrere le vie deserte della Via Crucis fermandosi ad ogni punto dove il Salvatore aveva sofferto qualcosa e sop­portato qualche oltraggio. L’accompagnai per tutto il cammino e feci tutto quello che Ella fece nella debole misura delle mie forze. La Santa Vergine venerava il Sangue sacratissimo del Salvatore baciava ogni pietra del suo percorso doloroso ne inondava di la­crime la terra da Lui calpestata. Giunse così lentamente al Calvario mentre vi si avvicinava vidi di fronte a Lei Gesù col suo Corpo sacratissimo. Egli era ap­parso davanti alla Madre preceduto da un Angelo e fiancheggiato dagli Angeli del Sepolcro seguito da numerose anime liberate. Non faceva alcun movimento e sembrava librarsi nella luce; la Madonna ne ascoltò la voce che le annunciò quanto aveva fatto nel limbo e le disse che stava per risuscitare e presentarsi a Lei col suo Corpo trasfigurato; volle che Lo attendesse sul Calvario ac­canto alla pietra dove era caduta. Allora la Vergine avvolta nel suo mantello andò ad inginocchiarsi al posto indicatole. Quando si manifestarono questi avvenimenti era trascorsa la mezzanotte poiché Maria Santissima aveva impiegato molto tem­po nella Via Cruc:s. Vidi il Corpo del Signore risplendere nel suo sudano con i due Angeli in adorazione alla testa ed ai piedi di Lui. Non posso andare oltre nella spiegazione sono cose che la nostra ragione nelle condizioni ordinarie non può comprendere e tantomeno esprimere. Quello che è chiaro e intelligibile dentro di me quando lo vedo diventa poi completamente incomprensibile quando voglio descriverlo con le parole. Vidi poi Maddalena Maria figlia di Cleofa Giovanna Cusa e Salomè lasciare il Cenacolo avvolte nei loro mantelli mentre il cielo incominciava ad imbiancarsi ad Oriente. Le pie donne portavano gli aromi raccolti in pacchi e una di esse portava una lampada accesa ma nascosta sotto il mantello. Le vidi dirigersi timidamente verso la porticina di Nicodemo. Subito dopo che la terra aveva tremato e l’Angelo era entrato nella tomba vidi il Salvatore risorto meravigliosamente bello e sfolgorante di luce apparire a sua Madre vicino al Calvario. La sua veste a foggia di mantello fluttuava dietro a Lui e sembrava di un bianco turchino come il fumo visto alla luce del sole. Egli mostrò alla sua Santa Madre le Piaghe siccome Lei si prostrava per baciarGli i piedi la prese per mano la rialzò e disparve. Le lampade brillavano da lontano accanto al Sepolcro e l’orizzonte s’inargentava ad oriente sopra Gerusalemme.

La vita della Madonna
secondo le contemplazioni di Anna Caterina Emmerick

PARTE QUARTA

MORTE ED ASSUNZIONE DELLA SANTA VERGINE AD EFESO

Capitolo XI

LA SANTA VERGINE MARIA AD EFESO
149 – Soggiorno di Maria Santissima ad Efeso – La casa della Ma-donna. 150 – La Comunione della Santa Vergine e la Via Grucis di Efeso.  151 – La Madonna ritorna a Gerusalemme – La tomba.

149 – Soggiorno di Maria Santissima ad Efeso La casa della Madonna
Questa notteho avuto una visione molto suggestiva del trapasso della Madonna. Maria ha vissuto sessantatre anni meno ventitrè giorni. Ho ve­duto infatti dinanzi alla mia vista interiore ripetersi sei volte il segno X poi un I ed un V. Questo forma sessantaquattro se non sbaglio. Dopo l’ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Cielo Maria Santissima visse circa tre anni a Sion tre in Betania e nove ad Efeso. In questo luogo fu condotta da Giovanni quando si sca­tenò la persecuzione degli Ebrei contro Lazzaro che fu gettato in mare con la sorella. Quando la Madonna ricevette l’avvertimento interiore di lasciare il paese Giovanni la condusse ad Efeso insie­me ad altre persone. Maria non abitò proprio in città bensì a tre ore e mezzo di cammino. Con Lei si stabilirono pure altre pie donne. Per coloro che giungevano da Gerusalemme la casa di Maria si mostrava sulla collina a sinistra della via principale. Dalla parte di mezzogiorno si vedevano magnifici viali albe­rati ed il terreno ricoperto da una gran quantità di frutti giallognoli. Stretti sentieri conducevano alla cima della montagna coperta di erba campestre. La sommità presentava una pianura on­dulata e fertile di mezza lega di circonferenza: in questo luogo si erano stabilite la Santa Vergine e la colonia cristiana. Nonostante il luogo fosse solitario e selvaggio non era di aspetto triste: vi si scorgevano in mezzo a piccoli spazi sabbiosi numerose grotte scavate nella roccia come molte fertili e piacevoli colline disseminate di alberi da frutta dal tronco liscio e ricchi di bellissimo fogliame che diffondevano intorno vastissime ombre. Prima di condurvi Maria Santissima Giovanni aveva fatto co­struire un’abitazione per Lei. Numerose famiglie cristiane e molte pie donne invece avevano scelto la loro dimora nelle spelonche delle rupi e nelle cavità che offriva il terreno. Altre famiglie inve­ce abitavano in tende o fragili capanne. Le capanne iniziarono a diffondersi tra i cristiani fin dall’inizio delle persecuzioni quando erano costretti a trasferirsi da un luogo all’altro per sfuggire alle medesime. Dovendo queste abitazioni provvisorie essere costruite sul suo­lo adatto non è da meravigliarsi che spesso erano distanti l’una dall’altra anche un quarto d’ora di cammino. L’intera colonia cri­stiana era simile ad un paese composto di molti caseggiati sparsi su una vasta area. Solamente la casa di Maria era di pietra. Pochi passi dietro la casa il monte si alzava ripido fino alla vetta dalla quale si godeva una prospettiva estesissima sul mare su Efeso e sulle sue numerose isole. In questa zona isolata non passava quasi mai nessuno. Nelle vicinanze della colonia cristiana vidi un castello dove abitava un re detronizzato. Giovanni lo converti alla nuova fede. Tempo dopo questo castello divenne sede di un vescovo. Tra Efeso e la dimora di Maria Santissima scorreva un fiumi­ciattolo grazioso. La casa della Madonna era quadrata solo la parte posteriore era di forma rotonda. Le finestre erano molto sollevate dal suolo; il tetto era piano. L’abitazione era divisa dal focolare che era stato costruito al centro della casa. A destra e a sinistra del focolare si accedeva nella parte posteriore che separata da una tenda era adibita ad oratorio. Il centro della muraglia dal focolare al tetto aveva un incavatura simile quasi ai nostri condotti per il fumo e servi­va infatti a guidare il fumo ad un’apertura superiore. Una tortuosa canna di rame si alzava al di sopra della casa. Le pareti del locale in cui si trovava il focolare erano anneri­te dal fumo. Lateralmente vi erano delle stanzette formate pure da pareti di giunchi legati insieme. Quando queste pareti mobili ve­nivano tolte si formava un’unica e vasta sala. In quelle piccole stanze dormivano l’ancella di Maria e le donne che talvolta venivano a visitarla. La parte posteriore della dimora di forma circolare o angolare era graziosamente addobbata. Le pareti erano ricoperte di vimini intrecciati che terminavano superiormente in forma di volta. Questo laterale della casa era scar­samente illuminato. Nell’oratorio in una nicchia posta al centro del muro vi era una specie di armadio che si apriva facendolo girare come un ta­bernacolo mediante un cordone. Vi si mostrava una croce lunga all’incirca un braccio questa aveva le due braccia laterali in for­ma di Y come ho sempre visto la prima Croce di nostro Signore. La croce non aveva ornamenti era anzi rozzamente intagliata come sono le croci che ancor oggi giungono dalla Terrasanta. Io penso che l’avessero intagliata Giovanni e Maria Santissima. Era composta da quattro specie di legno. Mi fu detto che il tronco più bianco era legno di cipresso il più bruno di cedro il giallognolo di palma il quarto infine color giallo con la superficie levigata e con l’unita tavoletta dell’inseg­na era fatto di legno d’ulivo. Era fissata ad un supporto di terra o di pietre com’era la vera Croce di Cristo sul Calvario. Ai piedi della croce si trovava un pezzo di pergamena dov’era scritto qualcosa forse le parole del Signore. Sulla croce era scolpita l’immagine del Salvatore molto semplice spoglia d’ogni vano ornamento e con linee di colore scu­ro. Le linee più marcate da una tinta nera rendevano ancor più chiara la figura del Cristo. Nelle diverse qualità di legno componente la croce ravvisai le varie contemplazioni fatte dalla Santa Vergine. Due vasi di fiori stavano l’uno a destra e l’altro a sinistra della croce. Vicino a questi vasi vidi inoltre un lino mi sembrò che fosse quello con cui la Santa Vergine s’era servita per asciugare il sangue e le piaghe del Santo Corpo di Cristo quando fu tolto dalla Croce. Nello scorgere questa pezzuola vidi Maria Santissima asciu­gare le sacre Piaghe del Redentore. Quel panno era simile alla tela con cui i sacerdoti puliscono il Calice dopo aver bevuto il Sangue di Cristo. La piccola casa della Santissima Vergine era situata vicino ad un bosco circondata da alberi; la quiete ed il silenzio avevano l’assoluto dominio in quel luogo. L’ancella più giovane della San­ta Vergine andava nei dintorni a procurarsi talvolta un poco di cibo. Conducevano una vita assolutamente tranquilla e ritirata. Negli ultimi tempi in cui dimorò in questo luogo la Madon­na divenne sempre più silenziosa e raccolta pareva quasi dimen­ticasse di prendere il nutrimento necessario. Solo il suo corpo sem­brava appartenere ancora a questo mondo poiché lo spirito pare­va già passato a più felice dimora. Tutto in lei faceva trasparire la continua preoccupazione del suo spirito. Nelle ultime settimane della sua vita si aggirava per le stanze appoggiata al braccio del­la sua fedele ancella.

150 – La Comunione di Maria e la Via Crucis di Efeso
Non vi erano uomini in casa fatta eccezione per qualche Apo­stolo o qualche discepolo di passaggio che veniva a riverire la Madre di Gesù. Assiduamente ho visto entrare ed uscire da casa sua solo San Giovanni; ma né a Gerusalemme né ad Efeso egli si fermava per molto tempo. Le visite dell’Apostolo alla Madre di Dio erano frequenti ma molto brevi; portava una veste diversa da quella che aveva al tempo di Gesù. Era assai lunga ricadeva in larghe pieghe al suolo ed era fatta di stoffa grigia e sottilissima. Svelto nei movimenti Giovanni era slanciato e aveva il viso affilato ed avvenente; la testa sempre scoperta mostrava lunghe chiome di capelli biondi che scendeva­no divisi dietro le orecchie. Quand’egli compariva in mezzo agli altri Apostoli la grazia verginale della sua fisionomia otteneva an­cora maggior risalto. Nella casa di Maria Santissima vidi una volta Giovanni che sotto la veste bianca di quel giorno indossava una cintura su cui erano ricamate delle lettere mentre una stola e una specie di manipolo gli pendevano dal braccio. La Santa Vergine avvolta pure in una veste bianca uscì dal­la sua stanza appoggiata come al solito al braccio dell’ancella sem­brava mossa dall’ardente e sublime desiderio di rivedere e riabbracciare suo Figlio. Il suo volto era pallido come la neve e sembrava quasi trasparente era consumata da questo desiderio. Giovanni si ritirò con Lei nell’oratorio; quindi Ella tirò un cordo­ne e subito il tabernacolo girò su se stesso ed apparve alla loro vista la croce. Pregarono insieme per qualche tempo inginocchiati ai piedi del crocifisso; poi Giovanni si alzò e trasse dal suo petto un astuccio di metallo l’apri e ne tolse un involto di lana in cui c’era un panno bianco che racchiudeva la Santa Eucaristia sotto forma di un pezzetto quadrato di pane bianco. Dopo aver pronun­ciato alcune parole solenni Giovanni diede la Santa Comunione a Maria. Non vidi però porgerLe il calice. Dopo la morte del Signore la Santa Madre finché abitò a Gerusalemme non aveva smesso di bagnare con le sue lacrime la Via Dolorosa. Ella aveva misurato un passo dopo l’altro le distanze da tutte le stazioni e il suo amore non poteva fare a meno di riempirsi con quell’incessante contemplazione. Quando giunse ad Efeso Ella continuò a meditare i misteri della Passione di suo Figlio percorrendo quotidianamente una parte della montagna dietro la sua casa. Costruì in questo luogo una Via Crucis ad imitazione di quella vera lasciata a Gerusalemme. La vidi piantare una pietra per ogni stazione dopo averne contati i passi e supposta la distanza giusta o se vi trovava un albero lo segna­va subito.  Questa Via Crucis benedetta anch’essa dalla Madonna con le lacrime conduceva nel vicino bosco dove un’altura rappresentava il Calvario e una piccola grotta scavata in un altro colle il Santo Sepolcro. Quando Ella ebbe stabilito le dodici stazioni La vidi con la sua ancella dedicarsi a silenziose meditazioni. Ad ogni stazione esse si sedevano e rinnovavano nella profondità del loro cuore il ricordo delle misteriose sofferenze del Signore Lo lodavano ver­sando calde lacrime per l’immensità del suo amore. In seguito quel luogo fu disposto ancor meglio ed io vidi Maria scrivere con un punteruolo su ogni pietra della Via Crucis il significato della stazione il numero dei passi e altre indicazioni simili. Vidi pure ripulire la caverna che raffigurava il santo Sepolcro disponendola come luogo di preghiera. Non scorsi alcuna immagine o croce che indicasse le stazioni della Via Crucis ma solamente delle pietre con delle iscrizioni. Vidi poi che quella rudimentale Via Crucis del Cristianesimo primitivo fu ordinata ed abbellita sempre più col passar degli anni. Già su­bito dopo la morte della Madonna vidi quella via abbellita e per­corsa dai cristiani che si prostravano sul terreno e lo baciavano. Vidi quando Giovanni percorreva insieme alla Santa Madre quella Via Dolorosa quand’egli Le dava la Santa Comunione La benediceva e riceveva a sua volta la sua benedizione. Giovanni era divenuto per Lei davvero come un figlio e perciò più vicino a Lei di tutti gli altri Apostoli.

151 – La Madonna ritorna a Gerusalemme – La tomba
Dopo tre anni di soggiorno ad Efeso vidi la Madre di Dio ri­tornare a Gerusalemme accompagnata da Giovanni e Pietro. Ella fu spinta da un desiderio fortissimo di rivedere i luoghi santificati dal Sangue di Gesù. Vidi in questa città radunati molti Apostoli come per un conci­lio. Tommaso era pure tra questi. La Vergine li assisteva con i suoi consigli. Essi stabilirono ogni cosa per la Chiesa futura; dopo di che andarono a portare lontano il Vangelo. Giovanni evangelizzò l’Asia Minore. Visitava regolarmente questa regione e perciò si recava spesso a trovare Maria ad Efeso. Quando la Vergine arrivò a Gerusalemme imbruniva appena; prima di entrare in città Ella si recò a visitare il monte degli Uli­vi il Calvario il santo Sepolcro e tutti gli altri luoghi santi che sono intorno a Gerusalemme. Mi sembra che la Santa Vergine circa un anno e mezzo pri­ma di morire tornò una seconda volta a Gerusalemme. Infatti ebbi un’altra visione in cui La vidi di notte avvolta in uno spesso mantello visitare con gli Apostoli i santi luoghi. Questa visione si confonde però con l’altra della prima visita a Gerusalemme. Ad ogni modo vidi la Vergine che appena giun­ta sui luoghi della Passione non cessava di sospirare: “Oh figlio mio! Figlio mio!”. Giunta alla porta di quel palazzo dove aveva incontrato Gesù sotto la Croce fu talmente addolorata da quel ricor­do che cadde svenuta a terra. Gli Apostoli credettero quasi che Ella avesse cessato di vivere. Fu portata al Cenacolo di Sion in cui Maria Santissima abitò le stanze dell’atrio; per parecchi giorni fu così debole e sofferente ebbe frequenti svenimenti e ci si attendeva di vederla spirare ad ogni momento. Si pensò allora di prepararle una tomba. Gli Apostoli fecero scavare da un operaio cristiano un bel se­polcro in una caverna sul monte degli Ulivi. Ma dopo che la tom­ba fu preparata Maria riavutasi si ristabilì abbastanza in salute per poter ritornare ad Efeso; vi morì dopo diciotto mesi. La tomba scavata per Lei a Gerusalemme fu tenuta in grande onore e più tardi lì vicino fu eretta una chiesa. Giovanni Damasceno – così udii nello spirito- scrisse secondo la tradizione uffi­cialmente diffusa che la Madonna era morta a Gerusalemme e che in quel luogo era stata sepolta. Dio ha voluto che i particolari della sua morte della sua se­poltura e della sua Assunzione diventassero solo oggetto di una tradizione incerta perché la tendenza pagana del tempo non pe­netrasse nel Cristianesimo facendo adorare Maria come una dea.

Capitolo XII

MARIA SANTISSIMA SUL LETTO DI MORTE
152 – L’ultima Via Crucis della Santa Vergine – L’arrivo degli Apostoli. 153 – il rito degli Apostoli. 154 – Gerusalemme all’epoca della morte della Madonna.

152 – L’ultima Via Crucis della Santa Vergine L’arrivo degli Apostoli
Comunicazioni della Veggente la mattina del 9 agosto 1821.
Vidi la Santa Vergine debole pallida febbricitante eppure senza rughe e anche senza alcuna traccia di invecchiamento. Sem­brava solo ansiosa di ricevere la sua trasfigurazione per raggiun­gere suo Figlio in Cielo. Era molto magra e dava l’impressione di uno spirito. Non l’ho mai vista ridere ma sorridere in modo commovente. Indossava la veste che aveva portato durante la Crocifissione del Signore la quale sembrava avvolgerla nel manto di dolore e di eterna preghiera. Quando ne ebbi la visione Ella percorreva per l’ultima volta la Via Crucis di Efeso con cinque altre pie donne della colonia cristiana tra le quali la nipote di Anna la profetessa e la vedova Mara37 nipote di Elisabetta. Ho percorso con loro la Via Crucis di Efeso. La Santa Vergine precedeva il gruppo pallidissima in volto indescrivibile nella maestà del suo aspetto. Vidi poi le cinque pie donne accomiatarsi da Lei piangendo e pregando profondamente commosse. Maria Santissima non prendeva quasi più cibo perché era con lo spirito già morta alla vita terrena. Mentre la Madonna percorreva quella Via Giovanni Taddeo e Pietro sentendo la sua fine prossima erano gia giunti a casa sua. Vidi Maria distesa sul lettino basso e stretto nella sua stanza tutta bianca; la sua testa riposava sopra un cuscino rotondo. La testa e la faccia erano avvolti in un lungo panno; il corpo era coperto con una coperta nera. Quella santa morte tanto invoca­ta era prossima. Prossimo il suo congiungimento con l’amato Fi­glio. Sei Apostoli erano riuniti: Pietro Andrea Giovanni Taddeo Bartolomeo e Mattia. Vi era anche uno dei sette diaconi il buon Nicanone uomo sempre pronto a rendersi utile al prossimo. Gli Apostoli pregavano insieme nell’oratorio nella parte anteriore della casa.

153 – Il rito degli Apostoli
L’epoca in cui la Chiesa commemora la morte di Maria San­tissima è giusta ma non tutti gli anni cade nello stesso giorno. Oggi ho visto arrivare altri due Apostoli; avevano le vesti rialzate ed assicurate alla cintura come fanno i viaggiatori. L’uno è Gia­como il minore l’altro Matteo il fratello adottivo. Ieri sera e pure questa mattina ho veduto gli Apostoli riuniti nell’oratorio della casa di Maria. Per quest’occasione avevano sco­stato in parte le pareti mobili di vimini che suddividevano la gran­de sala anteriore in molte celle. L’altare consisteva in un tavolo coperto dei panni cultuali (bianco e rosso). Quando gli Apostoli volevano celebrare il rito religioso questo tavolo veniva trasportato alla destra del focolare ed appoggiato al muro; allorché la cerimo­nia era conclusa il tavolo veniva riposto al suo posto d’origine. Dinanzi all’altare vi era un piedistallo ricoperto su cui stavano i rotoli dei Sacri Scritti. I lumi ardevano al di sopra dell’altare sul quale si trovava un vaso a forma di croce fatto di materia brillante simile alla madre­perla: era largo appena un palmo di larghezza e di lunghezza conteneva cinque scatole chiuse da coperchi d’argento. La scatola centrale racchiudeva il Santissimo Sacramento; le altre contenevano crisma olio sale ed altri oggetti benedetti. Nei loro viaggi gli Apostoli portavano questa croce-contenito­re sospesa sul petto sotto la tunica. Essi portavano così qualcosa di più prezioso del misterioso sacro oggetto dell’antica Alleanza che riposava sul petto del som­mo sacerdote degli Ebrei. Se essi conservassero in una di queste scatole reliquie dei santi questo non lo ricordo bene. Sono certa però che quando essi offrivano il sacrificio della nuova Alleanza avevano sempre con loro le Ossa di profeti o di martiri. Infatti questa santa tradizione era legata a quella degli antichi Patriarchi che quando offrivano sacrifici portavano con loro le ossa di Adamo o di qualche altro antenato sul quale era scesa la Promessa. Il Salvatore durante l’ultima Cena aveva insegnato agli Apostoli a fare così. Vidi Pietro in abiti sacerdotali in piedi dinanzi all’altare gli altri erano dietro a lui. Le donne stavano in fondo alla sala. Mi fu mostrato che Gesù aveva rivelato a Maria la quale lo supplicava di non lasciarla a lungo in questa valle di lacrime le opere spirituali che doveva compiere prima di essere portata via dalla terra. Egli aggiunse che gli Apostoli e molti discepoli si sa­rebbero riuniti per assistere alla sua morte e Le indicò ciò che doveva dire prima di dare loro l’ultima benedizione. Egli suggerì anche all’inconsolabile Maddalena di nascondersi nel deserto e alla sorella Marta di formare una comunità di pie donne. Poi promise di essere in spirito sempre con loro. Vidi pure l’arrivo di Simeone. Mancavano dunque solo Filip­po e Tommaso. Gli Apostoli ed i discepoli erano arrivati quasi tutti per lo più stanchissimi. Impugnavano lunghi bastoni ricurvi di diversa foggia e impugnatura corrispondenti probabilmente al loro rango. Portavano i mantelli di lana bianca rialzati sulla testa come un cappuccio sotto indossavano lunghe tuniche sacerdotali di lana bianca aperte dall’alto in basso ma allacciate con piccoli legacci. Durante i viaggi la tunica era rialzata e collegata alla cin­tola. Alcuni vi portavano sospesa una borsa. Appena entrati nella casa di Maria li vidi abbracciare com­mossi coloro che già vi si trovavano poi deposero i bastoni i man­telli le cinture e le borse e lasciarono ricadere fino ai piedi la tunica bianca infine indossarono una lunga cintura ornata di let­tere che portavano nelle loro bisacce. Quando furono lavati i loro piedi si avvicinarono al letto della Santa Vergine e la salutarono rispettosamente. Maria era molto debole ed era in grado di rivolgere loro solo poche parole. Man­giarono pochissimo; il necessario per sostenersi.
Vidi giungere Marco e quel figlio o nipote di Simeone che aveva preparato per Gesù l’ultimo agnello pasquale e aveva pres­so il tempio l’incarico di vegliare sul bestiame per i sacrifici. Vidi convenute al capezzale di Maria dieci persone. Si celebrò allora il rito sacro vicino all’altare io vidi alcuni dei nuovi arrivati così pronti ed abbigliati che mi sembrava volessero subito ripartire. Davanti al letto della Santa Vergine stava un pic­colo sgabello basso e triangolare simile a quello su cui Maria aveva ricevuto i doni dei Magi nella Grotta del Presepio. Sullo sgabello vi era una piccola tazza con un cucchiaio di color bruno-trasparente. Dopo il rito vidi Pietro che portava il Santissimo Sa­cramento alla Madonna; glielo porse in un ostensorio a forma di croce. Gli Apostoli si disposero in due ali dall’altare fino al suo letto; vidi che si chinarono profondamente al passaggio di Pietro con il Santissimo Sacramento. Dopo questa visione sentii il desiderio di contemplare Gerusa­lemm:e ma il pensiero della lunghezza del viaggio mi spaventò. Improvvisamente mi si avvicinarono la Santa Vergine e la martire Susanna di cui oggi ricorre l’anniversario ed io ne conservo alcu­ne reliquie. La Martire rimase con me tutta la notte e mi parlò facendomi coraggio e dicendomi che voleva accompagnarmi in que­sto viaggio. Allora io la seguii con lo spirito attraverso mari e paesi lontani finché fummo a Gerusalemme. Santa Susanna era comple­tamente diversa da me; camminava rapida e leggera e quando io volevo toccarla non afferravo che uno spazio vuoto. Ogni volta che mi si presentava una visione precisa su Gerusalemme la Santa subito spariva ma ad ogni passaggio da una visione all’altra mi era sempre vicina e mi confortava.

154 – Gerusalemme all’epoca della morte della Madonna
Arrivai in spirito al monte degli Ulivi e vi trovai tutto cam­biato e devastato. La casa presso l’Orto del Getsemani dove i discepoli si era­no trattenuti era stata demolita ed erano state scavate fosse ed erette mura per rendere impraticabile la via. Vidi il Sepolcro del Signore caduto in rovina ed otturato. Sulla cima della rupe si era incominciato a costruire qualcosa che pareva un piccolo tempio. Mentre afflitta contemplavo la desolazione di quei luoghi nu apparve il mio Sposo celeste nelle stesse sembianze in cui era già comparso a Maddalena in quello stesso posto e mi consolò. Trovai desolato e deserto il monte Calvario: il piccolo poggio superiore sul quale era sorta la Croce era stato spianato e intor­no ad esso erano state scavate fosse e valli cosicché nessuno po­teva toccarne la cima. Io però potei arrivarvi e pregai il Signore mi si avvicinò di nuovo per porgermi conforto. Quando Gesù mi stava vicino Santa Susanna spariva dal mio fianco. Ebbi allora una visione che rappresentava i miracoli e le guari­gioni operate da Cristo nelle vicinanze di Gerusalemme. Mentre pensavo alla grazia concessa specialmente ai sacerdoti di operare guarigioni in nome di Gesù riflettevo come questa virtù si era re­centemente manifestata nel principe di Hohenlohe. Vidi per suo merito guarire molti malati e fra questi anche quelli afflitti dall’ul­cera forse simboli di antiche colpe gravitanti nelle coscienze. Vidi pure altri sacerdoti i quali nonostante fosse stata concessa simile facoltà terapeutica per timore degli uomini o per eccessiva modestia non guarirono alcuno. Uno di questi si distinse in modo particolare per la facoltà di guarire l’anima di numerose persone morsa da orribili animali simboli dei peccati; ma era impedito da ogni specie di ostacoli quando voleva risanare le malattie fisiche.

Capitolo XIII

IL TRAPASSO
155 – La croce della Vergine. 156 – Le prime chiese – Gli Apostoli convocati ad Efeso per ispirazione divina.  157 – Ultime disposizioni il trapasso e l’affidamento delle reliquie di Maria Santissima. 158 – Le ese­quie – Il sepolcro della Santa Vergine.  159 – Assunzione della Madon­na al Cielo.
Comunicazioni della Veggente del 12 agosto 1821

155 – La croce della Vergine
Vedo dodici persone celebrare la Santa Messa vicino al letto della Beata Vergine. Inginocchiata accanto al suo capezzale c’è una donna che aiuta Maria ad alzarsi di tanto in tanto. Nel corso della giornata vidi questa donna propinare alla Madonna un succo medicamentoso da una tazza. Adagiata vicino al letto della santa Moribonda c’era la croce a forma di Y. La Madonna era vissuta quattordici anni e due mesi dopo l’Ascensione di Cristo al Cielo.
La Veggen te mentre si addormentava intonò con tono sommesso e raccolto alcuni inni intorno alla Madre di Dio. Quando si destò il mattino seguente e le domandai che cosa can­tasse ella mi rispose ancora assonnata: “Sono andata in processione con quella Signora… ora se n’è andata!”. Il        giorno dopo spiegò il motivo di questo canto.
“Verso sera seguii in una visione due compagne di Maria Santissima. Facemmo il giro della Via Crucis dietro la casa di Efeso. Mi ero aggregata a loro in silenzio; improvvisamente fui rapita in estasi e incominciai a cantare con le pie donne. Poi tutto disparve”.
Comunicazioni del 13 agosto 1821
Anche oggi ho assistito al servizio divino in casa della Madon­na. Ho visto la Santa Vergine levarsi più volte per sorbire dal pic­colo cucchiaio il succo contenuto nella tazza.
Alla sera verso le sette l’estatica pronunciò le seguenti parole nel sonno:
“Passando per Roma è arrivato dalla Spagna anche Giacomo
il Maggiore. Lo accompagnano tre discepoli tra i quali Simone Cremensear. Come tutti gli altri Apostoli sono giunti assai stan­chi”.

156 – Le prime chiese – Gli Apostoli convocati ad Efeso per ispirazione divina
Gli Apostoli accorsero dalle diverse parti del mondo ad Efeso per stringersi attorno al capezzale di Maria Santissima; furono av­vertiti dagli Angeli nelle regioni dove stavano fondando la Chiesa di Cristo. Essi avevano eretto piccole chiese per annunciare il Vangelo nelle zone pagane del mondo. Ho visto molte di queste chiese primitive costruite con rami intrecciati e strati di fango tutte ave­vano nella parte posteriore la stessa forma circolare della casa di Maria ad Efeso. In questi luoghi di culto vi era collocato un alta­re dove si offriva il Santo Sacrificio. Penso che gli Apostoli non avrebbero potuto giungere fino ad Efeso senza la misteriosa assistenza del mondo celeste. Li ho visti più volte passare attraverso folle umane senza essere scorti. Essi nemmeno ebbero coscienza di godere questa protezione sebbene operassero miracoli presso i popoli pagani e selvaggi. I miracoli che vidi erano in rapporto ai bisogni elementari degli uomini di specie diversa da quelli di cui ci parla la Sacra Scrittura. Pietro e Mattia si trovavano allora vicino ad Antiochia; An­drea che aveva sofferto la persecuzione a Gerusalemme non era lontano da loro. Vidi una figura luminosa avvicinarsi a Pietro e svegliarlo. Lo prese per la mano e gli disse che doveva recarsi in fretta dalla Madre di Dio. Pietro che era indebolito dalla vita e dall’età si mise a sede­re per ascoltare bene le parole dell’Angelo. Appena questi scompar­ve l’Apostolo si alzò indossò la cintura e il suo mantello prese il bastone e partì. Taddeo e Simone che frattanto avevano ricevu­to la convocazione in Persia incontrarono Pietro e insieme si recarono al capezzale della Madonna. Vidi pure Tommaso: egli si trovava nel cuore dell’India più lontano di tutti da Efeso. Lo vidi in una capanna di bambù assorto in preghiera; poi l’ho visto navigare su un fragile battellino con un discepolo tarta­ro da lui convertito. Tommaso giunse in ritardo al capezzale della Vergine arrivò solo dopo la morte di Maria. Egli si era spinto per la sua missione fino in Russia attraversando la Cina e giungendo in Tartaria; infine si era recato in India. L’Apostolo trovò la mor­te nel martirio fu trafitto da una lancia in India. Una pietra sulla quale egli aveva pregato ogni giorno porta­va impresse le tracce delle sue ginocchia. Nel tempo in cui la Madonna stava per lasciare il mondo Giovanni risiedeva a Gerico ma si recava spesso ad Efeso. Barto­lomeo era ad occidente del mar Rosso in Asia. Era un bell’uomo assai destro: colorito bianco fronte alta occhi grandi capelli neri e ricci; barba corta nera e ricciuta divi­sa in due fiocchi. Bartolomeo aveva appunto convertito un re con tutta la famiglia quando fu trucidato da un fratello del re divenu­to cristiano. Non vidi dove si trovasse Giacomo il Minore quando fu chia­mato ad Efeso. Egli era assai bello ed aveva grande somiglianza con nostro Signore motivi per cui era chiamato da tutti i discepoli “il fratello di Gesù”. Solo Paolo non fu chiamato perché non aveva vincoli di pa­rentela o di amicizia con la Santa Famiglia.

157 – Ultime disposizioni il trapasso e l’affidamento delle Reliquie di Maria Santissima
Durante queste contemplazioni avevo con me alcune reliquie degli Apostoli e delle sante donne. Palpando le medesime vedevo apparire al mio spirito queste sante persone. Tommaso non entra­va nella visione della santa morte della Vergine lo vedevo invece in viaggio. Lui era il dodicesimo che mancava.
  Comunicazioni della Veggente del 14 agosto 1821
Vidi l’ancella della Vergine affranta dal dolore; si aggirava per la casa in cui regnava la più profonda tristezza. La morte si accostava visibilmente alla Madonna; Ella riposava sul suo giaciglio nell’attesa trepidante di ricongiungersi col Figlio. Il velo che copriva la sua testa era rialzato sulla fronte Ella l’ab­bassava sul viso quando parlava agli uomini; anche le sue mani erano scoperte quando era sola. Per tutto questo tempo continuò a nutrirsi solo con qualche cucchiaio di quel succo giallo. Giunta la sera la Santa Vergine conformemente alla volontà di Gesù si dispose a congedarsi e a benedire gli Apostoli i disce­poli e le pie donne. La vidi seduta sul letto bianchissima in voi­to. La sua stanza era aperta da tutti i lati. Maria Santissima pre­gò; poi benedì separatamente ogni Apostolo toccandogli la mano. Infine parlò a tutti insieme. Poi Ella diede a Giovanni le disposizioni da prendere per il suo corpo incaricandolo di dividere le sue vesti tra l’ancella e una giovinetta che spesso le era vicina. Vidi Pietro che le si avvicinò con un rotolo di carta per scrivere. Poi la Santa Vergine indicò col dito un grosso armadio contenente le sue vesti; allora potei vederle ed esaminarle tutte. Compresi profondamente i significati spirituali racchiusi in esse. Essendosi gli uomini ritirati nella parte anteriore della casa le donne vennero ad inginocchiarsi dinanzi al letto di Maria per es­sere benedette a loro volta. Vidi la Santa Vergine abbracciare una delle pie donne che si chinava su di lei. Pietro con un magnifico paramento sacerdotale celebrò la San­ta Messa. Fu simile a quella che egli celebrò subito dopo l’Ascen­sione di Cristo nella chiesa della piscina di Betsaida. Pietro aveva appena iniziato la cerimonia che vidi giungere Filippo arrivava dall’Egitto con un discepolo e si precipitò subito al capezzale del­la Madre di Dio per riceverne la benedizione. Intanto Pietro terminò la cerimonia consacrando e ricevendo egli stesso il Corpo del Signore. L’aveva distribuito agli Apostoli ai discepoli e a tutti i fedeli li presenti. Maria non poteva vedere l’altare ma finché durò la cerimo­nia rimase assisa sul suo letto assorta in meditazione. Vidi che Pietro dopo aver dato il Santissimo Sacramento a tutti gli Apo­stoli si avviò dalla Vergine per darle per l’ultima volta il Pane Eucaristico e l’Estrema Unzione. Si svolse allora la cerimonia finale di commiato dalla Madon­na: tutti gli Apostoli accompagnarono Pietro in processione solen­ne. Precedeva il corteo Taddeo con l’incensorio; seguiva Pietro con l’Eucaristia nel vaso a forma di croce; veniva poi Giovanni che aveva in mano un piatto sul quale c’era il Calice col prezioso San­gue e alcune scatole. il Calice era simile a quello della santa Cena. L’ancella di Maria Santissima aveva portato presso il letto della Madonna il tavolo adibito ad altare coperto dalle tovaglie cultuali sul quale erano lumi e candelabri accesi. La Vergine senza proferire parola continuava a guardare in alto rapita in estasi profonda. Era pallidissima ed immobile. Pie­tro La unse con gli oli santi sul viso sulle mani sui piedi e sul costato dove la sua veste aveva un’apertura così non ebbe biso­gno di venir scoperta; infine le diede la Santa Comunione. Frat­tanto gli Apostoli recitavano sottovoce le preghiere. In quel mo­mento vidi un bagliore di luce celeste invadere Maria avvolgerla tutta ed entrare nel suo corpo. Poi la Vergine cadde in un’estasi profonda. Solo alcune donne erano rimaste presso di Lei perché gli Apostoli erano tornati sull’altare. Più tardi questi ultimi insieme ai discepoli tornarono intorno al letto di Maria per pregare. Ebbi frattanto un’altra visione stupenda: il tetto della stanza della Madonna non esisteva più e dal Cielo aperto scesero numerose figure di Angeli. Tra questi si stagliò una Via luminosa che guidava fino alla Gerusalemme celeste. Allora vidi la Madonna stendere le braccia verso quella Via subito due Cori di Angeli su nubi splendenti avvolsero la sua anima separandola dal Santo Corpo il quale ricadde inanimato sul letto con le braccia incrociate sul petto. Seguii la sua Santissima Anima che accompagnata da numerosi Cori angelici salì nella Ge­rusalemme celeste e assurse al trono dell’adorabile Trinità. Qui le andarono incontro con grande venerazione tutte le anime dei Patriarchi dell’antichità. Vidi tra queste Gioacchino Anna Giuseppe Elisabetta Zaccaria e Giovanni Battista. Poi vidi pure Gesù che accogliendoLa con il suo amore divi­no le porse tra le mani uno scettro e le mostrò la terra sotto di Lei come per conferirle un potere speciale. Così vidi entrare la Madonna nella Gloria celeste mentre tutto ciò che era sulla terra intorno a Lei scomparve ai miei occhi. Forse Pietro Giovanni e alcuni discepoli ebbero la stessa visione perché non potevano di­stogliere lo sguardo dal Cielo. La maggior parte di loro erano in­ginocchiati. Vidi una luce intensa inondare di splendore il Cielo e la terra come nel giorno dell’Ascensione di Cristo. Quello fu il momento in cui Maria Santissima più bella che mai assurse al Cielo seguita da molte anime liberate dal Purgato­rio. Anche oggi nell’anniversario della sua morte ho visto nume­rose anime assurgere al Paradiso. Molte anime entrano in Cielo ogni anniversario della morte della Madonna. A questa grazia sarebbero ammesse anche quelle dei suoi devoti. Quando rivolsi lo sguardo sulla terra vidi il Corpo della San­ta Vergine riposare al suo posto illuminato di splendore col vol­to fiorente soffuso di un tenue sorriso le pupille chiuse e le brac­cia incrociate sul petto.

158 – Le esequie – Il sepolcro della Santa Vergine
Quando la Santa Vergine lasciò il Santo Corpo era l’ora stes­sa in cui era spirato il Salvatore. L’ora nona. Mentre vedevo gli Apostoli i discepoli e le pie donne prega­re percepii un gran movimento in tutta la natura come nella notte in cui nacque Gesù Cristo. Vidi le pie donne appoggiare sul santo cadavere una coperta gli Apostoli ed i discepoli si prostrarono nella parte anteriore del­la casa. Il fuoco sul focolare fu coperto le suppellettili furono ra­dunate tutte in un angolo e coperte. Le donne si velarono e se­dettero a terra nel vestibolo della camera di Maria; sedute e in piedi intonavano con profonda tristezza gli inni funebri. Gli uomini si erano coperti il capo col cappuccio e celebrarono una cerimonia funebre: due di loro inginocchiati uno al capo e l’altro ai piedi delle sante Spoglie pregavano senza sosta per un certo tempo poi venivano sostituiti da altri due e così via. Ho visto quattro volte gli Apostoli darsi il cambio presso il Santissi­mo Corpo. La figlia di Veronica la madre di Giovanni Marco e numero­se donne prepararono il Corpo alla sepoltura. Secondo l’uso ebraico avevano portato erbe aromatiche e balsamo per imbalsamare il Santo Corpo. Vidi Matteo e Andrea recarsi all’ultima stazione della Via Cru­cis di Maria cioè a quella cavità che rappresentava il Sepolcro di Cristo. Essi ampliarono la fossa per far riposare in questo luogo il Corpo della Santa Vergine. La caverna del sepolcro non era spa­ziosa come quella vera di Cristo un uomo di media statura vi poteva stare appena in piedi senza curvarsi. All’ingresso il terreno si abbassava e il letto funebre aveva un incavo corrispondente alla forma di un corpo umano. Dopo aver lavorato duramente i due Apostoli collocarono una porticina. In-torno alla grotta vi era un giardino simile a quello del Santo Se­polcro. Una croce era stata scolpita su un masso. Giunsero molte donne per disporre definitivamente il Santo Corpo della Madre di Dio alla sepoltura. Esse si servivano di fiaccole per illuminare l’operazione men­tre gli Apostoli pregavano in coro nel vestibolo. La Madonna era rimasta coperta soltanto con una lunga camicia di lana. Le ta­gliarono le belle ciocche per tenerle come reliquie. Vidi due don­ne lavare le sante spoglie credo che avessero nelle mani una spu­gna. Con rispettoso timore e venerazione il Corpo fu tutto lavato ogni parte dopo essere stata lavata veniva subito ricoperta; il San­to Corpo rimase sempre coperto e le donne ebbero cura assoluta di non far mai apparire la più piccola nudità. Vidi il bacino dell’acqua vuotato in una fossa presso la casa e venir di nuovo riempito con acqua fresca. Alla fine le sacre Spo­glie furono rivestite di una nuova veste e collocate su un tavolo. La Madonna fu interamente fasciata tranne la testa il petto i piedi e le mani. Dopo la Messa solenne pronunciata da Pietro e dopo che il Santissimo Sacramento fu distribuito a tutti vidi Pietro e Giovanni ancor vestiti con i paramenti solenni entrare nella ca­mera mortuaria. Giovanni portava un vaso d’unguento; Pietro mentre recitava le preghiere d’uso vi immerse il pollice della mano destra e unse la fronte il centro del petto le mani e i piedi di Maria Santissi­ma. Sulla fronte e sul petto le fece il segno della croce. Questa però non era l’Estrema Unzione che Maria aveva già ricevuto ancora in vita ma credo che fosse una dimostrazione d’onore resa al Santo Corpo simile a quella praticata anche in occasione della sepoltura del Redentore. Quando le donne ebbero finito l’imbalsamazione Le incrociarono le braccia avvolsero il cadavere stretto nelle fasce e poi Le stesero sul volto un gran sudano trasparente il quale appariva bianco splendente tra le erbe aromatiche. Deposero allora il Santo Corpo nella bara simile ad un letto di riposo. Era una tavola con un bordo poco elevato e un coperchio rigonfio e molto leggero. Le misero sul petto una coro­na di fiori bianchi rossi e celesti simbolo della verginità. Tutti quindi si inginocchiarono versando copiose ma silenziose lacrime. Poi toccandoLe le mani come per rivolgerle l’ultimo sa­luto coprirono con un velo il viso santo e chiusero il coperchio della bara. Sei Apostoli ne portarono il peso sulle spalle mentre gli altri Apostoli i discepoli le pie donne e tutti gli altri apriva­no e chiudevano il corteo funebre. Vidi Giacomo il Minore Bartolomeo e Andrea Taddeo Mattia e un altro che non ricordo portare la bara. La sera era già calata e il corteo si illuminava alla luce di quattro torce. Il cammino era diretto verso la Via Dolorosa. La bara fu po­sta nella tomba da quattro uomini. Poi tutti ad uno ad uno vol­lero entrare piangere accomiatarsi ancora una volta e lasciare fiori ed aromi alla Madre di Dio. Molti rimasero inginocchiati nella più profonda tristezza. Quando il tributo di lacrime e di preghiere fu lasciato in misu­ra abbondante era già notte inoltrata e gli Apostoli chiusero l’en­trata del Sepolcro. Tutto era finito. L’ingresso fu occultato con una grande siepe intrecciata da diversi verdeggianti arbusti parte fio­riti e parte carichi di bacche. Fecero infine passare ai piedi della siepe l’acqua di una vicina sorgente. Così in breve non si potè più scorgere traccia dell’ingresso. Separatamente presero tutti la via del ritorno tranne alcuni che rimasero vicino al Sepolcro per la pre­ghiera notturna. Scendendo dalla Via Dolorosa molti si fermavano a pregare lungo il cammino.

159 – Assunzione della Madonna al Cielo
Mentre alcuni Apostoli e numerose sante donne erano assorti in preghiera e intonavano cantici sacri nel giardino dinanzi alla grotta celata vidi ad un tratto una gloria formata da tre Cori d’An-geli e di anime buone che circondavano un’apparizione: Gesù Cri­sto con le sue Piaghe risplendenti di luce intensa era vicino al­l’Anima di Maria Santissima. I Cori angelici erano formati da fan­ciulli tutto era indistinto poiché appariva solo in una grande for­ma di luce. Vidi però l’Anima della Santa Vergine seguire l’Immagine di Gesù scendere con il Figlio per la rupe del Sepol­cro e subito dopo uscirne con il proprio Corpo risplendente fra torrenti di viva luce quindi La vidi risalire col Signore e con tut­ta la gloria angelica verso la Gerusalemme celeste. Dopo di che disparve ogni splendore ed il Cielo silenzioso e stellato tornò a chiudersi sopra la terra. Vidi che le pie donne e gli Apostoli si gettarono col volto a terra poi guardarono in alto con stupore e profonda venerazione. Vidi pure che alcuni mentre facevano ritorno alle proprie case pregando nel passare dinanzi alle stazioni della Via Crucis si erano fermati improvvisamente per contemplare stupiti la scia di luce sulla rupe del Sepolcro. Con questo prodigio il Santo Corpo della Madre di Dio fu Assunto al Cielo. Allora gli Apostoli si ritirarono. Essi meditarono e riposarono in rudimentali capanne da loro stessi costruite fuori della casa della Santa Vergine. Alcune donne invece rimaste ad aiutare l’ancella in casa si erano coricate nello spazio dietro al focolare dove l’ancella di Maria Santissima aveva sgombrato ogni cosa. L’oratorio appariva sgombro ed era come una piccola cappella nella quale gli Apo­stoli pregarono e celebrarono la Santa Messa il giorno dopo. Al mattino mentre gli Apostoli pregavano in casa vidi giun­gere Tommaso con due discepoli: Gionata e un altro molto sem­plice che veniva dal paese dove aveva regnato il più lontano dei Re Magi. Tommaso appena appresa la notizia della morte di Ma­ria Santissima pianse come un fanciullo e s’inginocchiò con Giona­ta davanti al giaciglio della Vergine. Le donne frattanto si erano ritirate e l’altro discepolo seguendo le istruzioni di Tommaso at­tendeva fuori della casa. Vidi i nuovi arrivati pregare per molto tempo nella stessa posizione. Gli Apostoli appena terminate le loro preghiere li rialzarono li abbracciarono e diedero loro il benvenuto offrendo pane miele e qualche altro rinfresco nel vestibolo della casa. Poi tutti insie­me si raccolsero ancora in preghiera. Tommaso e Gionata espressero quindi il desiderio di visitare il Sepolcro della Santa Vergine; allora gli Apostoli e tutti gli altri accesi i lumi che erano preparati sulle aste si recarono al Sepol­cro percorrendo la Via Crucis. Non parlarono molto ma meditarono profondamente alle singole stazioni i patimenti del Signore e il dolore della sua Santa Madre. Arrivati alla caverna del Sepolcro s’inginocchiarono tutti poi Tommaso e Gionata si diressero frettolo­samente all’entrata della grotta Giovanni li seguì. Due discepoli scostarono i rami degli arbusti che la nascondevano; i due Apo­stoli entrarono con Giovanni e s’inginocchiarono con rispettoso ti­more dinanzi al letto sepolcrale della Vergine. Allora Giovanni si avvicinò alla bara e dopo aver slegato le strisce aprì il coperchio. Si avvicinarono con le fiaccole e con profonda commozione osservarono che le lenzuola funerarie erano vuote sebbene conservassero la figura del prezioso Santo Cor­po. Giovanni gridò forte agli altri: “Venite e guardate il miracolo! Il Santo Corpo non c’è più”. A due a due entrarono tutti nell’an­gusta grotta e constatarono che le lenzuola mortuarie erano vuo­te. Come ad un solo comando tutti qua e là fuori e dentro la grotta s’inginocchiarono rapiti dalla più profonda commozione in­vocando la dolce Madre. Allora si rammentarono di quella nube bianca e luminosa che avevano visto librarsi in alto subito dopo la sepoltura della Madonna. Vidi Giovanni raccogliere con profondo rispetto i panni fune-rari della Santa Vergine dal sarcofago. Li piegò li dispose insie­me e li prese con sé dopo aver calato il coperchio sulla bara ed averla assicurata con i legacci neri. L’ingresso fu chiuso di nuovo con gli arbusti e tutti percorrendo ancora la Via Dolorosa pregaro­no i Salmi. Vidi Giovanni deporre con rispetto le lenzuola sul tavolo di­nanzi all’oratorio della Vergine. Li vidi pregare mentre Pietro meditava in disparte forse per prepararsi alla Santa Messa. Infatti dopo poco Pietro celebrò l’Ufficio solenne dinanzi al­l’oratorio di Maria Sanhssrma. Gli altri cantavano in coro. Vidi gli Apostoli ed i discepoli raccontarsi le esperienze e tutto quello che succedeva durante la loro missione nel mondo per l’evangelizzazione dei popoli. In quel periodo fecero molti esercizi di devozione. Poi i disce­poli si congedarono per ritornare tutti ai loro compiti. Nella casa di Maria Santissima quindi rimasero solo gli Apostoli Tommaso il suo servo fedele e Gionata. Li vidi intenti per alcuni giorni ad abbellire la Via Crucis: tol­sero le erbacce e al loro posto piantarono fiori e belle piante; pu­lirono ed abbellirono il giardino; tracciarono una nuova via intor­no alla sommità della collina e praticarono nella roccia un’apertura attraverso la quale si poteva vedere il letto sepolcrale in cui ave­va riposato la Madre di Gesù Cristo. Infine eressero sulla grotta del sepolcro una cappelletta con un piccolo altare dietro al quale sospesero un drappo ricamato con l’immagine della Madonna. Era un lavoro molto semplice in cui la Madre di Dio veniva rappresentata nella sua veste festiva di colore nero turchino e rosso. La casa di Maria Santissima fu trasformata in una chiesa vi si svolse la Santa Messa nella quale tutti pregarono in ginocchio con le mani protese in alto verso il Cielo. L’ancella e alcune donne rimasero ad abitare la casa con due discepoli uno di questi era un pastore nativo delle rive del Gior­dano. Gli abitanti della santa casa ebbero il compito di occuparsi della direzione spirituale dei fedeli dei dintorni. Gli Apostoli quindi si separarono: Bartolomeo Simone Giuda Taddeo Filippo e Matteo partirono per ritornare dov’era la mis­sione di Dio. Gli altri percorsero insieme la Palestina e poi si separarono. Giovanni rimase ancora qualche tempo nella casa. Mol­te donne e discepoli ritornarono a Gerusalemme dove Maria di Marco fondò una comunità claustrale di venti donne.
Il 22 agosto Anna Caterina Emmerick così concluse le visioni sulla vita della Madre di Dio:
“Solo Giovanni si trova nella casa della Madonna tutti gli altri se ne sono già andati. Egli secondo la volontà della Santa Vergi­ne divise le sue vesti fra l’ancella e l’altra donna. Fra quelle pre­ziose vesti ve n’erano ancora alcune donate dai Santi Magi. Ne vidi due bianchissime come la neve mantelli assai lunghi alcuni veli come pure delle coperte e dei tappeti; anche quella veste a strisce che Maria indossò a Cana e durante la Via Crucis di Gerusalemme. Posseggo una breve lista di tutti i vestiti della Madonna. Alcune di queste magnifiche reliquie si conservano ancora nella Chiesa come per esempio quella bella veste nuziale color celeste trapuntata in oro e coperta di rose con la quale si fece un paramento per la chiesa di Bethesda in Gerusalemme. Maria Santissima ha indossato quella veste soltanto il giorno delle nozze. A Roma vengono custoditi alcuni indumenti della Madonna come sacratissime reliquie”. Tutta questa storia le vicende ed i viaggi si compirono nel segreto di una vita silenziosa forgiata nell’amore e nel dolore che non conosceva l’inquietudine e l’agitazione dei nostri gior­ni.

Nota finale:
Deponiamo umilmente anche quest’altra raccolta di visioni di Suor Emmerick ai piedi della Beata Vergine Maria invocandone l’infinita misericordia per tutti noi peccatori. Concludiamo rivolgendo un pensiero a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori con la contemplazione della sua magnifica Preghiera a Maria Santissima affinché interceda per noi. Egli che certamente è assiso alla luce della Madre Divina. Il Traduttore

Preghiera a Maria Santissima
Da recitare ogni giorno alla fine della visita alla Madre di Dio.
Santissima Vergine Immacolata e Madre mia Maria. Tu sei la Madre del mio Signore la Regina del mondo l’Avvocata la Spe­ranza il Rifugio dei peccatori. Io il più miserabile di tutti ricorro oggi a Te. O grande Regina Ti venero e Ti ringrazio per le grazie che mi hai donato finora e specialmente per avermi liberato dall’infer­no che ho meritato tante volte. Ti amo Signora amabilissima e sono così infiammato d’amo­re per Te che Ti prometto di volerTi sempre servire e di fare quan­to mi è possibile perché anche gli altri Ti amino. O Madre di Misericordia ripongo in Te tutte le mie speran­ze tutta la mia salvezza. Ti prego accettami come Tuo servo e ac­coglimi sotto il Tuo manto e poiché sei così potente con Dio li­berami da tutte le tentazioni oppure ottienimi forza di vincerle fino alla morte. A te chiedo il vero amore a Gesù Cristo e con il Tuo aiuto spero di fare una buona morte. Madre mia per il Tuo Amore a Dio Ti prego di aiutarmi sempre ma soprattutto nell’ultimo istan­te della mia vita. Non lasciarmi finché non mi vedrai salvo in Cielo a benedirTi ed a cantare le Tue misericordie per tutta l’eter­nità.
                        Amen. Così spero così sia.